Le tre stimmate di Palmer Eldritch

Di

Editore: Fanucci (Collezione ventesima)

4.3
(1568)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 276 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Giapponese , Portoghese , Polacco

Isbn-10: 8834716868 | Isbn-13: 9788834716861 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Umberto Rossi ; Curatore: Carlo Pagetti

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Scritto nel 1964 e pubblicato nel 1965 dalla newyorkese Doubleday, Le tre stimmate di Palmer Eldritch è stato osannato come un grande romanzo psichedelico, una navigazione allucinata in un mondo surreale creato dalla droga e dominato dall’inquietante figura di un mostruoso imprenditore-spacciatore, non del tutto umano e forse strumento di un’oscura divinità. Ma dietro la storia di una delle più originali invasioni aliene mai raccontate, si nascondono diversi livelli di lettura, dove la provocatoria meditazione teologica si intreccia con la denuncia politica e sociale. Palmer Eldritch, produttore e spacciatore del Chew-Z, è forse un abominevole Cristo negativo, forse personificazione di una Tecnica che tutto vede, afferra e mastica; ma forse è solo una povera vittima, un uomo qualunque... Droghe illegali, stimmate divine, tesi gnostiche, Barbie Dolls: Le tre stimmate di Palmer Eldritch è tutto questo, oltre a essere una grandiosa storia di invasione della Terra.
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  • 5

    Conturbante

    Il libro ricalca in pieno il classico stile dell'autore, almeno per quanto ho letto finora di lui: fantascienza con storia godibile e facilmente seguibile per circa metà/tre quarti della storia, per p ...continua

    Il libro ricalca in pieno il classico stile dell'autore, almeno per quanto ho letto finora di lui: fantascienza con storia godibile e facilmente seguibile per circa metà/tre quarti della storia, per poi passare a metafisica, religione, psicologia...cancellando totalmente la possibilità del lettore di capire dove sia la realtà e dove la finzione.

    Sto apprezzando Philip Dick sempre di più, continuerò sicuramente a leggere le sue opere.

    ha scritto il 

  • 5

    fondamentale

    A volte, raramente, capita di cominciare un romanzo pensando che sia un buon libro e invece ci si trova per le mani un capolavoro totale. È il caso delle "Tre stimmate di Palmer Eldritch" di Philip Di ...continua

    A volte, raramente, capita di cominciare un romanzo pensando che sia un buon libro e invece ci si trova per le mani un capolavoro totale. È il caso delle "Tre stimmate di Palmer Eldritch" di Philip Dick, in cui un mondo distopico, in una terra incandescente (dove si va in vacanza in Antartide e non è possibile uscire alla luce del sole) e dominata dalle multinazionali dell'evasione - un'evasione allucinogena, pilotata e grottesca, durante la quale ci si proietta nella giornata a San Francisco di due bambolotti che sembrano Barbie e Ken - sta per abbattersi una nuova droga, molto più potente, che viene portata da un altro sistema solare, quello di Proxima Centauri e da un avventuriero scomparso ormai da più di dieci anni: Palmer Eldricth - uomo ormai trasfigurato in umanoide robotizzato, con tanto di braccio, mascella e occhi meccanici - che promette di mettere in commercio "la vita eterna". Una vita eterna racchiusa in un'attimo ma da cui, forse, sarà impossibile uscire. Il romanzo diventa un'allucinazione, la figura di Eldricht, riconoscibile dalle stimmate che affiorano nella visione di chiunque assuma la nuova droga, inquina ogni esperienza allucinatoria, ogni incubo, e sembra infestare non solo l'immaginazione di chi la prova ma pare capace di diffondersi nella mente di ogni essere umano, cambiandone il futuro (un futuro in cui il destino di Eldricht sembra da una parte segnato ma che dall'altra appare in ogni momento pilotato dalle scelte di un personaggio che diventa una sorta di Dio, o di simulacro di Dio, entità che cerca di perpetrarsi nelle pieghe delle esistenze immaginate da chi ha assunto la droga). Ancor più sinistro il sospetto che l'assunzione, più che segnare il destino degli uomini, segni quello del primo che l'ha provata dopo il ritorno di Eldricht da Proxima, ossia Leo Bulero, l'imprenditore che metteva in commercio il Can-D, l'altra droga - quella che rendeva sopportabile l'esistenza in un mondo ormai sfinito.

    Impossibile riassumere i piani del romanzo e le proiezioni di un testo circolare che ha solo porte d'entrata e che costringe il lettore in un vicolo cieco spaventoso, che allude in qualche modo al tunnel del trionfo della messa in commercio della nostra stessa identità e all'impossibilità totale e definitiva di venirne a capo, di farne a meno, di uscirne. Impossibilità che riguarda lo stesso Eldricht, che avendo il destino segnato ha come sola possibilità quella di prosperare nelle terribili proiezioni (o è solo una, lunghissima?) di chi mastica il lichene che come un Prometeo l'avventuriero (entità ormai superiore e più vasta, divinità d'accatto che cerca di barcamenarsi in un orizzonte più grande ma sempre ambiguo e che nemmeno lui domina del tutto) ha portato nel Sistema Solare, innescando una lotta per la sopravvivenza che investe proiezioni e destino di tutta l'umanità.

    La cosa straordinaria è che la resa - per quanto risulti difficile (impossibile?) riassumerne i piani - è lineare, gli scarti narrativi sono tutti necessari, quelli percettivi chiari, i ribaltamenti indispensabili e le immersioni nelle diverse visioni (quella banalotta ma rassicurante del Can-D, e quella labirintica del Chew-z) vivide e perfettamente leggibili.

    (Insomma come avrete capito vi suggerisco fortemente di leggere il libro, mi chiedo perché non sia considerato un caposaldo ma magari invece lo è e sono io che non lo so).

    ha scritto il 

  • 4

    Cosa rende così importante questo romanzo? Il fatto che sia una delle più grandi riflessioni che un autore di fantascienza abbia mai fatto sulla religione. La mia recensione sul mio blog al link http: ...continua

    Cosa rende così importante questo romanzo? Il fatto che sia una delle più grandi riflessioni che un autore di fantascienza abbia mai fatto sulla religione. La mia recensione sul mio blog al link http://capitolonero.blogspot.it/2016/09/le-tre-stimmate-di-palmer-eldritch.html

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire se non che ne avrei voluto leggere altre 200 pagine e 200 altre ancora e poi di nuovo ancora e ancora senza soluzione di continuità, consapevole però che la risposta alle inquietanti domande ...continua

    Che dire se non che ne avrei voluto leggere altre 200 pagine e 200 altre ancora e poi di nuovo ancora e ancora senza soluzione di continuità, consapevole però che la risposta alle inquietanti domande che rimbalzano nella mente dei protagonisti del romanzo potrebbe essere così terrificante da spingerli inconsciamente alla continua ricerca, ognuno con i propri mezzi e le proprie convinzioni.

    ha scritto il 

  • 4

    Allucinato, allucinante e fortissimo. Non solo Dick ci regala un libro di fantascienza ma il suo testo ha importanti elementi (forse fin troppi).
    Nella seconda parte del libro la prospettiva si fa dec ...continua

    Allucinato, allucinante e fortissimo. Non solo Dick ci regala un libro di fantascienza ma il suo testo ha importanti elementi (forse fin troppi).
    Nella seconda parte del libro la prospettiva si fa decisamente più claustrofobica e il lettore si sente davvero coinvolto e imprigionato in un ambito mentale-psicologico-teologico.
    La componente autobiografica è fortissima e rende il tutto terribilmente più umano e doloroso: il rimpianto per una amore perduto, i rapporti con il capo/mentore/cervellone, ma anche gli impulsi umanissimi (come quello che coglie Barney che colto dalla disperazione su marte è pronto a sposare la prima ragazza che gli passa sotto-tiro).
    A colpirmi ancora di più è stata anche la critica contenuta a un sistema capitalistico: a un sistema di rapporti umani di mera utilità (Leo) che però causano dolore emotivo, a un sistema di produzione di fabbisogni e di schiavitù dei consumatori, a un sistema di pochi grandi poteri inattaccabili (Eldich/Leo/nazioni unite) che si combattono o si alleano a spese della popolazione. Popolazione del resto che non potrà mai ambire a sostituirli. Una popolazione che, come dice bene il Prof. Pagetti nell'introduzione è destinata a rimanere nel mondo infantile.
    Decisamente un libro da leggere e magari anche rileggere.

    ha scritto il 

  • 4

    Terminado con una sensación muy similar a la de otras novelas que he leído de Dick. Argumento excelente con multitud de conceptos interesantes como el cambio climático (las playas mas exclusivas están ...continua

    Terminado con una sensación muy similar a la de otras novelas que he leído de Dick. Argumento excelente con multitud de conceptos interesantes como el cambio climático (las playas mas exclusivas están en la Antártida), precogs usados con fines comerciales, los colonos que viven fuera de la Tierra y que llevan una vida tan miserable que necesitan drogas para evadirse de la realidad, la gente de dinero que evoluciona de forma artificial. Pero llega el final y cuando uno espera algo memorable, Dick se pone a filosofar sobre religión, el argumento se embrolla demasiado, el rizo se queda tan rizado que ya no se sabe si es un rizo o que demonios es, algunos personajes que parecían importantes quedan olvidados, su destino se resuelve apresuradamente. Seguiré leyendo al autor porque en la balanza lo bueno pesa mas que lo malo, pero sigo esperando un libro suyo que me entusiasme de principio a fin.

    ha scritto il 

  • 4

    A parer mio siamo davvero vicini al cyberpunk, il personaggio principale infatti è una sorta di cyborg con occhi artificiali e denti inox 18/10 come le pentole. Il romanzo è entusiasmante, non c'è un ...continua

    A parer mio siamo davvero vicini al cyberpunk, il personaggio principale infatti è una sorta di cyborg con occhi artificiali e denti inox 18/10 come le pentole. Il romanzo è entusiasmante, non c'è un attimo di tregua, allucinato e per certi versi allucinante. La creatività di P.K.Dick è impressionante. Lettura favolosa.

    ha scritto il 

  • 0

    Rilettura

    Ho riletto questo libro dopo più di trent'anni dalla prima volta.... E ci ho capito molto meno. E quando penso che Dick è morto molto giovane penso a cosa ci avrebbe ancora potuto dare....

    ha scritto il 

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