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Le tre stimmate di Palmer Eldritch

Di

Editore: Fanucci (Collezione ventesima)

4.3
(1484)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 276 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Spagnolo , Giapponese , Portoghese , Polacco

Isbn-10: 8834716868 | Isbn-13: 9788834716861 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Umberto Rossi ; Curatore: Carlo Pagetti

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Scritto nel 1964 e pubblicato nel 1965 dalla newyorkese Doubleday, Le tre stimmate di Palmer Eldritch è stato osannato come un grande romanzo psichedelico, una navigazione allucinata in un mondo surreale creato dalla droga e dominato dall’inquietante figura di un mostruoso imprenditore-spacciatore, non del tutto umano e forse strumento di un’oscura divinità. Ma dietro la storia di una delle più originali invasioni aliene mai raccontate, si nascondono diversi livelli di lettura, dove la provocatoria meditazione teologica si intreccia con la denuncia politica e sociale. Palmer Eldritch, produttore e spacciatore del Chew-Z, è forse un abominevole Cristo negativo, forse personificazione di una Tecnica che tutto vede, afferra e mastica; ma forse è solo una povera vittima, un uomo qualunque... Droghe illegali, stimmate divine, tesi gnostiche, Barbie Dolls: Le tre stimmate di Palmer Eldritch è tutto questo, oltre a essere una grandiosa storia di invasione della Terra.
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  • 5

    Ehi...qui si vende la vita eterna!

    Da quando ho deciso di dedicarmi alla lettura del genere fantascientifico, poco tempo fa, questo è il secondo romanzo che leggo di Philip K. Dick dopo il mirabolante “Ubik”; la presente opera, a simil ...continua

    Da quando ho deciso di dedicarmi alla lettura del genere fantascientifico, poco tempo fa, questo è il secondo romanzo che leggo di Philip K. Dick dopo il mirabolante “Ubik”; la presente opera, a similitudine di “Ubik” la considero di livello straordinario.
    In un mondo futuro non meglio definito la Terra ha colonizzato diversi pianeti e satelliti del sistema solare; in particolare Marte è preponderante come numero di coloni inviati, in maniera coatta, da un’istituzione mondiale riconosciuta globalmente che ha dei propri criteri finalizzati all’organizzazione, in varie sfaccettature, della vita e del destino della popolazione. Nel frattempo esistono due grosse società con a capo personaggi senza scrupoli il cui cinismo è magistrale, che, all’ombra di una certa facciata, producono delle particolari droghe psichedeliche tali da cambiare, anche se in maniera illusoria, la percezione della realtà per chi ne fa uso.
    La trama è complessa giacché è sempre messa in dubbio su cosa sia veramente la realtà e cosa è illusione; gli effetti di un certo stupefacente, denominato Chew –Z, hanno la capacità di alterare completamente il mondo immanente procurando alla persona una illusoria (o forse no?) traslazione in altri infiniti universi e trasformazione in qualsivoglia elemento della natura animata o meno; è possibile inoltre viaggiare nel tempo e cambiare certe circostanze passate e/o modificare situazioni nel futuro. La mente ha una reazione quasi irreversibile tale che non può più distinguere il reale dall’illusorio; essa vaga in ampi e sperduti territori artificiali senza alcun punto di riferimento, dove si può incontrare se stesso e parlare con il proprio sosia o rappresentazione umana.
    Dopo aver assunto tali sostanze, oltre alla forte dipendenza psichica, si subisce una devastante alterazione mentale per cui si ha la netta sensazione di non poter tornare indietro e vivere (qualora possibile chiamarla vita come da noi intesa) in maniera atemporale dove il trascorrere dei millenni è aleatorio, in spazi immensi e sconosciuti, immergendosi in situazioni di totale allucinazione e delirio.
    Ma è veramente illusione? Che cosa distingue la realtà dalla pura immaginazione? La vita è limitata oppure è un continuo rinascere in un corpo da noi scelto sia esso una persona, un animale o un sasso in riva a un oceano?
    Scienza, tecnologia, religione, filosofia e occulto convergono e si fondono in una sfera che gira su se stessa in modo vorticoso e dalla quale non si ha razionalità per valutarne le risultanze.

    ha scritto il 

  • 5

    Che dire...la PERFEZIONE!
    Riesce a coniugare le profonde riflessioni filosofiche su temi quali la relazione tra realtà e allucinazione, tra esperienza mistica e psichedelica con una trama perfettament ...continua

    Che dire...la PERFEZIONE!
    Riesce a coniugare le profonde riflessioni filosofiche su temi quali la relazione tra realtà e allucinazione, tra esperienza mistica e psichedelica con una trama perfettamente congegnata, ricca di trovate geniali (i plastici di Perky Pat su tutte). Il senso di smarrimento e la completa perdita di fiducia nella validità delle proprie percezioni raggiunge il massimo in quest’opera, culminando nella moltiplicazione infinita di Palmer Eldritch.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere Dick è come drogarsi, come assumere Can-D o Chew-Z, ti trascina nel suo universo e poi ti lascia qui tramortito.
    In questo romanzo mi sembra in stato di grazia: ritorna sul tema della divinità ...continua

    Leggere Dick è come drogarsi, come assumere Can-D o Chew-Z, ti trascina nel suo universo e poi ti lascia qui tramortito.
    In questo romanzo mi sembra in stato di grazia: ritorna sul tema della divinità, che sicuramente lo ossessionava, ma al contrario della trilogia di Valis, lo fa in maniera narrativamente molto più compiuta (anche se nulla si può mai dire compiuto in Dick e anche se in Valis c'è molta più disquisizione propriamente filosofica).
    La trama è piuttosto articolta, non sai mai dove ti porterà poco dopo, ma seguire Dick, abbandonarsi a lui, anche se al suo pessimismo, è sempre una esperienza molto forte - perturbante forse ma assolutamente arricchente.

    ha scritto il 

  • 4

    Nonostante io abbia un po' perso il filo della coerenza narrativa, mi è molto piaciuto. Del resto, forse doveva accadere proprio così: quando non capisci più cosa è reale , quando si rovesciano le sit ...continua

    Nonostante io abbia un po' perso il filo della coerenza narrativa, mi è molto piaciuto. Del resto, forse doveva accadere proprio così: quando non capisci più cosa è reale , quando si rovesciano le situazioni, quando il tutto diventa uno e non si sa più qual è il capo e la coda, quando passato e futuro si intersecano: proprio lì si annida la migliore fantascienza.

    ha scritto il 

  • 4

    Infiniti ricorsivi

    Le Tre Stimmate sono il libro di PKD più complesso e difficile che abbia letto.
    Probabilmente è anche vero che va considerato uno dei suoi massimi capolavori (forse il primo), ma a differenza degli ...continua

    Le Tre Stimmate sono il libro di PKD più complesso e difficile che abbia letto.
    Probabilmente è anche vero che va considerato uno dei suoi massimi capolavori (forse il primo), ma a differenza degli altri ho fatto fatica a cercare di afferrare tutti i fili della storia. Per poi scoprire, leggendo la postafazione, che il mio tentativo è stato del tutto inutile. Per assaporare e tentare di comprendere a pieno Tre Stimmate è necessario leggerlo almeno un paio di volte.
    La profondità di questo romanzo è incredibile, tanto che più volte mentre lo leggevo ho percepito una forte assonanza sia con L'Ulisse di Joyce che con Infinitive Jest (romanzo che non sono riuscito a finire) di DFW.

    ha scritto il 

  • 3

    Effetti collaterali della fantascienza nei non adepti

    Alzi la mano chi non ha mai pensato - da sobrio o da ubriaco non fa differenza - che tutto ciò che ci circonda non sia altro che un’illusione, le case, le strade, i vicini invadenti, i debiti…

    Ecco, n ...continua

    Alzi la mano chi non ha mai pensato - da sobrio o da ubriaco non fa differenza - che tutto ciò che ci circonda non sia altro che un’illusione, le case, le strade, i vicini invadenti, i debiti…

    Ecco, nel mondo del futuro, i posteri (a prescindere o meno dall’ardua sentenza) si troveranno a convivere con l’illusione divenuta realtà. Specialmente quelli invitati/costretti a vivere nelle colonie, lande disperate dove non cresce un filo d’erba (anche se non c’è passato Attila) e dove in abbondanza c’è soltanto la noia. Per fortuna che i terrestri più furbi si sono inventati un modo per alleviare un po’ il tedio dei coloni. Hanno studiato un sistema per mezzo del quale se hai una bambola, Perky Pat, con tanto di aitante fidanzato, case, auto, vestiti e quant’altro, e ti fai di Can-D, per qualche minuto riesci a vivere nel mondo fatato e sognante della bambola. Se sei una colona, ti puoi “incarnare” in quella biondona con le tettone, le macchinone, le villone, i birlocconi, gli armadioni pieni zeppi di vestiti e scarpe e, naturalmente, il fidanzatone; invece, se sei un colono, ti puoi “incarnare” in Walt, il fidanzatone che, volendo, può avere a sua volta tutto one … non so se mi spiego (certo, prevengo l’obbiezione delle anobiiane, potrebbe anche risultare il solito one di sempre). Insomma, è uno spasso, breve certo, ma pur sempre uno spasso. Oddio, dagli e dagli tutto stufa… Per fortuna che, dopo anni trascorsi in un altro sistema solare, sia tornato il grande e visionario industriale Palmer Eldritch, e che si sia portato appresso il Chew-Z, una droga che promette faville se confrontata con l’ormai inflazionato Can-D. Oh, peccato che questa nuova e mirabolante sostanza porti all’estremo il concetto di assuefazione. Di fatto, una volta che ne hai masticato un ciocco non ne esci più. Continui a vivere in un mondo finto che ti sembra reale, anche se certe volte hai l’impressione di vivere in un mondo reale che sembra finto. E comunque, dovunque ti giri ti compare davanti - con il suo braccio meccanico, la sua mandibola di acciaio inossidabile e i suoi occhi a lente grandangolare - Palmer Eldritch. La verità è che vivi nel suo mondo e che ti fa fare quello che vuole. Hai perso del tutto la libertà. Stai filtrando con una rossa seduto al bancone di un bar mentre sorseggi una bionda? Ecco che all’improvviso, le labbra carnose della rossa di cui sopra diventano d’acciaio inossidabile, il braccio le diventa bionico e gli occhi verdi nei quali ti eri perso si trasformano in due obbiettivi fotografici di ultima generazione. Davanti a un’immagine del genere, ai voglia a fare cees, ti viene da piangere.

    È ovvio che, siccome Palmer Eldritch è dappertutto e dispone delle vite di tutti, si potrebbe pensare che sia qualcosa di molto vicino se non sovrapponibile a quell’entità che fin dagli albori della nostra specie abbiamo chiamato Dio.

    Questo è, sia pure raccontato in modo alquanto confuso, Le tre stimmate di Palmer Eldritch. Da non appassionato di fantascienza, posso dire che la lettura è stata piacevolmente svagante, scarsamente sorprendente, alternativamente divertente, in minima parte irritante, a tratti moraleggiante, non necessariamente inconcludente ma nemmeno illuminante.

    Finisco porgendomi e porgendovi, porgendoci dunque, una domanda: Il libro che ho appena recensito (ok, su questo punto si potrebbe dibattere), diciamo allora, il libro che ho letto esiste davvero o me lo sono inventato? Philip K. Dick ne è l’autore o mi sono inventato pure lui? Palmer Eldritch sono io o è Dick? Dick ed io siamo la stessa persona? Non sarà che sono soltanto una testa di Dick? Voi, siete Palmer Eldritch? Esistete? Davvero può esistere qualche pazzo con la voglia di leggere questi deliri? E questi deliri sono reali? Sono frutto del mio intelletto (ok, qui possiamo aprire un altro dibattito) o il frutto delle alterazioni prodotte in me dal Can-D (sempre che non abbia preso il Chew-Z, e ammesso che esistano entrambe)? Dove mi trovo, sulla Terra o su Marte o su un altro pianeta di un altro sistema solare? Che faccio vado avanti fino a vincervi per stanchezza o la smettete di leggere e mi lasciate in pace?

    ha scritto il 

  • 4

    http://despuesdelnaufragio.blogcindario.com/2014/03/01492-los-tres-estigmas-de-palmer-eldritch-philip-k-dick.html

    Dick es desmañado, las historias van a impulsos, los inicios son convulsos, a trompico ...continua

    http://despuesdelnaufragio.blogcindario.com/2014/03/01492-los-tres-estigmas-de-palmer-eldritch-philip-k-dick.html

    Dick es desmañado, las historias van a impulsos, los inicios son convulsos, a trompicones, los personajes y las situaciones parecen deslavazados, sin conexión entre sí, el exceso de información y la sensación de estar perdido en las primeras páginas hasta el momento donde todo confluye en un punto y adquiere sentido, los finales tan abiertos y convulsos como los inicios, los temas que se repiten, qué es real y qué imaginación, los diferentes planos de realidad dentro de una misma dimensión, las drogas, la religión, los antihéroes que toman partido aun anticipando la derrota que les espera. Dick me habla de otros mundos posibles, de las diferentes capas de la realidad, de la locura y cómo trastoca la percepción del tiempo y la realidad, de la ausencia de fronteras entre lo real, lo soñado, lo inventado y lo imaginado.

    Los tres estigmas de Palmer Eldritch es otra historia febril y extraña de Dick, los precog que ven el futuro pero cuya vida es mediocre, los hombres y mujeres enviados a Marte como colonos, su única vía de escape es una droga que les hace reencarnarse en muñecos parecidos Barbie y Kent, los creadores de accesorios para que esos viajes alucinados tengan más detalle y realidad (coches, vajillas, decorados, paisajes), un hombre que se perdió en un viaje espacial y regresa prometiendo la inmortalidad.

    Hay reflexiones sobre qué o quién es Dios, la colonización de Marte como la otra cara de Crónicas marcianas, colonos que llegan a un planeta nuevo e inhóspito, su vida mísera, al borde de la depresión, una droga que les hace creer que en otra vida, hay ironía y cierta tristeza, hay la duda constante de las personajes por saber si siguen dentro de una alucinación o han vuelto a la realidad.

    Los tres estigmas de Palmer Eldritch se inicia con personajes a la deriva y termina en un sueño alucinado y abierto, y entre esos dos puntos, el regreso de Palmer Eldritch de una expedición interestelar prometiendo la vida eterna a través de una droga nueva (dentro de esa vida nueva, el propio Palmer Eldritch que aparece transformado en diferentes seres, que controla las alucinaciones, que crea un paraíso artificial y guía y decide los pasos a seguir, un dios que busca poder y esclavos).

    Me gusta Dick por las dudas que plantea, por su forma de escribir desmañada, tan alucinada como los viajes de sus personajes tras consumir diferentes drogas. El tiempo parece discurrir de otra manera en los libros de Dick, se llena de capas que se solapan unas con otras.

    —Cristo dejó bien claro que debemos recibir dos sacramentos —explicó pacientemente Anne Hawthorne—. El Bautismo de agua, y la Santa Comunión, esta última fui instituida en su memoria durante... la Última Cena.
    —¡Ah! Usted se refiere al pan y al vino.
    —Usted sabe que la persona que ingiere Can-Di experimenta una traslación, así es como la llaman, hacia otro mundo. Es algo secular, empero, en el sentido que se trata de un mundo temporal y sólo físico. El pan y el vino...
    —Lo siento, señorita Hawthorne —la interrumpió Barney—, pero temo que no puedo creer en esta historia del cuerpo y la sangre. Me resulta demasiado mística. —Demasiado basada en premisas que no han sido demostradas, dijo para sus adentros. Pero ella tenía razón; gracias al Can-Di la religión se había difundido en las lunas y planetas colonizados, y él iba a tener que vérselas con eso.
    —¿Piensa usted probar la Can-Di? —preguntó Anne.
    —Por supuesto.
    —Cree usted en eso. Sin embargo sabe que la Tierra hacia donde transporta no es la verdadera Tierra —dijo Anne.
    —No tengo ganas de discutir sobre eso —dijo él—. Todo lo que sé es que cuando uno mastica Can-Di parece verdadera.
    —Es como los sueños.
    —Es más real —señaló él—. Más claro. Y se mastica en... —Estaba a punto de decir comunión—. En compañía de otras personas que se van de verdad. De manera que no puede ser completamente una ilusión. Los sueños son privados; es por eso por lo que los consideramos una ilusión. Pero Perky Pat...
    Philip K. Dick
    Los tres estigmas de Palmer Eldritch (traducción de Marcelo Tombetta. Minotauro)

    ha scritto il 

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