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Le ultime lettere di Jacopo Ortis

Di

Editore: Giunti Demetra

3.5
(4065)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8844020335 | Isbn-13: 9788844020330 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Cofanetto , Copertina rigida , Tascabile economico , Rilegato in pelle , Copertina morbida e spillati

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    La grandiosa, eroica tristezza di Jacopo, di Laura, di una pazza, di un assassino

    Un piccolo tesoro nel libro, che di per sé è eccezionale e contiene momenti di grandissima poesia dappertutto, è la parte relativa a Laura. Quella parte fa capire tanto del carattere di Jacopo, del fatto che non si senta parte del mondo, che odi e ami tragicamente e molto romanticamente la societ ...continua

    Un piccolo tesoro nel libro, che di per sé è eccezionale e contiene momenti di grandissima poesia dappertutto, è la parte relativa a Laura. Quella parte fa capire tanto del carattere di Jacopo, del fatto che non si senta parte del mondo, che odi e ami tragicamente e molto romanticamente la società che lo circonda, non sopportando la sua ipocrisia, ma adorando il sentimento tutto umano della compassione che si esprime nei rapporti del protagonista con i poveri, gli infelici, i pazzi, gli oppressi. Il suo amore è talmente radicato in lui, talmente profondo, ardente e devastante, talmente sentito da essere insopportabile, troppo estremo per essere contenuto, troppo estremo per non rovinare la vita di Jacopo nel caso in cui venga deluso.
    "Ma ti scongiuro, lascia andare l’usata predica: Jacopo, Jacopo! questa tua indocilità ti fa divenire misantropo. E’ ti pare che se odiassi gli uomini, mi dorrei come fo de’ lor vizj? tuttavia poiché non so riderne, e temo di rovinare, io stimo migliore partito la ritirata. E chi mi affida dall’odio di questa razza d’uomini, tanto da me diversa? Né giova disputare per iscoprire per chi stia la ragione; non lo so; né la pretendo tutta per me. Quello che importa, si è (e tu in ciò sei d’accordo), che questa indole mia altera, salda, leale, o piuttosto ineducata, caparbia, imprudente, e la religiosa etichetta che veste d’una stessa divisa tutti gli esterni costumi di costoro, non si confanno; e davvero io non mi sento in umore di mutar abito."
    E' meraviglioso come Jacopo ami gli uomini tristi, come consideri meraviglioso il sentimento della compassione. Come si innamori di Teresa solo nel momento in cui lei gli confessa l'infelicità del suo destino di sposa promessa ad un uomo che non ama. Tutto precipita quando sembrerebbe che lui giunga a felicità. Lui non sopporta la felicità, lui ama la tristezza, si crogiola nel suo proprio dolore, si crogiola nell'idea del suicidio perché è un uomo disperato dalle circostanze e ha capito che nessuna grandezza lo attende se non nella morte e nella sofferenza e nell'infelicità. Tutto questo conferisce alla figura di Jacopo grandissima poesia
    "Voi non mi conoscete; ma noi, chiunque voi siate, noi siamo amici. Non odiate gli uomini prosperi; solamente fuggiteli."

    ha scritto il 

  • 3

    Siamo davanti ad un romanzo epistolare in cui emerge in modo palese il valore della patria quale oggetto d'amore e sacrificio per sottrarla alle mire del nemico invasore, che qui è incarnato da Napoleone; ma accanto all'amore per l'Italia c'è anche la delusione per certe scelte politiche (quali i ...continua

    Siamo davanti ad un romanzo epistolare in cui emerge in modo palese il valore della patria quale oggetto d'amore e sacrificio per sottrarla alle mire del nemico invasore, che qui è incarnato da Napoleone; ma accanto all'amore per l'Italia c'è anche la delusione per certe scelte politiche (quali il Trattato di Campoformio) che calpestavano la libertà dei popoli.
    Jacopo Ortis è un giovane che ci appare, in ogni rigo, in ogni pagina e in ogni sua lettera, una personalità malinconica, disperata, incline allo struggimento, all'amore passionale e devoto.

    ho trovato le mie piccole difficoltà a lasciarmi coinvolgere e per via del linguaggio "d'altri tempi", arcaico, e per la personalità stessa dell'Ortis, esageratamente fragile e disperata...
    Ciò non toglie che sia un classico che merita di essere letto e che non dovrebbe mancare nelle nostre librerie.

    ha scritto il 

  • 0

    Yawn.

    Questo libro non mi ha comunicato nulla se non profondissima noia.
    Ma che roba era?
    Teresa era viva o morta? Chi era Odoardo? Perchè è stato scritto? Perchè la gente lo legge? Chi è quel matto che lo consiglia?
    L'ho abbandonato.

    Vi prego, ditemi che non sono stata l'unica ...continua

    Questo libro non mi ha comunicato nulla se non profondissima noia.
    Ma che roba era?
    Teresa era viva o morta? Chi era Odoardo? Perchè è stato scritto? Perchè la gente lo legge? Chi è quel matto che lo consiglia?
    L'ho abbandonato.

    Vi prego, ditemi che non sono stata l'unica ad odiarlo!

    ha scritto il 

  • 4

    Jacopo 2 - Werther 0

    Non vogliatemene,ma non mi riesce di parlare di Jacopo senza parlare anche di Werther.
    Le trame di entrami i libri sono molto simili per non dire identiche ma sono le premesse ed i sentimenti in essi contenuti che sono profondamente diversi.
    Werther si annoia,non ha problemi,non ha sc ...continua

    Non vogliatemene,ma non mi riesce di parlare di Jacopo senza parlare anche di Werther.
    Le trame di entrami i libri sono molto simili per non dire identiche ma sono le premesse ed i sentimenti in essi contenuti che sono profondamente diversi.
    Werther si annoia,non ha problemi,non ha scopo,non ha aspirazioni,fugge,fugge da sè stesso,fugge da Carlotta e sarà proprio il non poter avere l'unica cosa che è convinto di volere a spingerlo alla "fuga estrema".
    Werther non esiste è solo il personaggio di un romanzo.
    Jacopo a differenza del primo invece esiste.
    Jacopo è Ugo.
    Jacopo ha perso tutto,la famiglia,la ricchezza,la serenità,la Patria,la speranza.
    Jacopo ha 24 anni ma porta sulle spalle le disillusioni e le delusioni che da la vita come se fosse "un vecchio".
    Jacopo parla ed amoreggia con la Morte fin dalle prime epistole.
    Jacopo si sarebbe regalato la "pace eterna" molto prima se non ci fosse stata Teresa.Quest'ultima è stata solo una proroga ad un'inevitabile decisione già presa...la perdita di Teresa è solo l'ultima goccia che farà traboccare un vaso assai più che pieno.
    Werther cerca di giustificare il suo suicidio,Jacopo di farlo stimare come unica soluzione per non piegarsi e così perdere l'onore.
    DELIZIOSA e GRADEVOLISSIMA anche la seconda parte del libro composto da un "Epistolario" del Foscolo.Lettere da cui ha tratto spunto per scrivere il suo libro e molto utile anche per comprendere meglio alcuni pensieri ed alcuni passaggi a mio parere un po' ostici.
    Il mio unico rammarico e di non aver letto l'Ortis durante le scuole superiori...di certo allora con la mente fresca di spiegazioni circa il contesto storico e la vita dell'autore l'avrei capito e apprezzato di più. :o)
    DA LEGGERE!!!

    ha scritto il 

  • 4

    Scritto, come dichiara lo stesso autore, sotto l'influenza della lettura de I dolori del giovane Werther di Goethe, il testo foscoliano in parte ne ricalca la trama, in parte si muove con in modo innovativo: anche Jacopo, come il suo creatore, ha riposto le sue speranze in una liberazione ...continua

    Scritto, come dichiara lo stesso autore, sotto l'influenza della lettura de I dolori del giovane Werther di Goethe, il testo foscoliano in parte ne ricalca la trama, in parte si muove con in modo innovativo: anche Jacopo, come il suo creatore, ha riposto le sue speranze in una liberazione di Venezia dal gioco dell'oligarchia da parte di Napoleone, ma viene deluso dal tradimento siglato dal generale francese con Trattato di Campoformio (17 ottobre 1797), che vede la fine della Serenissima e la svendita del suo territorio agli Austriaci. Inizia così per Jacopo un'esistenza di peregrinazioni che lo porta fra i colli Euganei, dove avviene l'incontro con la bella Teresa che, pur sembrando ricambiare i sentimenti di Jacopo, è, come la Lotte di Werther, promessa ad un altro uomo, Odoardo. La frustrazione della passione amorosa e degli ideali di azione civile spingono Jacopo ad allontanarsi dalla tenuta padovana e a spostarsi per l'Italia settentrionale e a tornare nella sua casa euganea solo per incontrare un'ultima volta Teresa e togliersi la vita.
    La prosa di Foscolo non è coinvolgente e ammaliante quanto la sua poesia e i toni del lamento amoroso sono fin troppo svenevoli, ma le pagine in cui l'intellettuale speranzoso vede via via sbiadire e scomparire i propri ideali culturali e nazionali sono piene di emozione e permettono di conoscere dall'interno la drammatica situazione di quella generazione speranzosa che alla fine del Settecento inizia ad agitare quei fermenti che, nel secolo successivo, faranno esplodere i conflitti d'indipendenza italiani.

    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2014/04/ultime-lettere-di-jacopo-ortis-foscolo.html

    ha scritto il 

  • 4

    <ma io ti perdo, ed io morrò.>

    Direttamente da "i classici che tutti conoscono, ma non tutti hanno letto": Ultime lettere di Jacopo Ortis!
    Non è facile fare una recensione innovativa ad un classico. Evitando i soliti paragoni col Werther, mi è piaciuta sicuramente la bella aria italiana che si respira già dalle prime pag ...continua

    Direttamente da "i classici che tutti conoscono, ma non tutti hanno letto": Ultime lettere di Jacopo Ortis!
    Non è facile fare una recensione innovativa ad un classico. Evitando i soliti paragoni col Werther, mi è piaciuta sicuramente la bella aria italiana che si respira già dalle prime pagine, anche se le lettere hanno cominciato a prendermi dalla seconda parte. Da lì si comincia a mostrare l'amore straziante che divora l'innamorato di una promessa sposa di qualcun altro; un amore distruttivo di quelli che si trovano solo nei libri; una passione incondizionata che trova la sua unica soluzione nella morte.

    ha scritto il 

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