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Le ultime parole di Dutch Schultz

Di

Editore: SugarCo

3.6
(25)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 100 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8871983262 | Isbn-13: 9788871983264 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Giulio Saponaro

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 3

    La Trilogia Nova e la Rivoluzione Elettronica

    Rece completa: http://beatblog2.blogspot.it/2014/08/100-anni-di-willia…
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    [...] Nel 1966 [Burroughs] si sposta a Londra per tentare un ennesimo tentativo di disintossicarsi dalla droga. In questo periodo turbolento riesce a sperimentare stili e contenuti diversi, ma i testi ...continua

    Rece completa: http://beatblog2.blogspot.it/2014/08/100-anni-di-william-burroughs-pt2-la.html -- [...] Nel 1966 [Burroughs] si sposta a Londra per tentare un ennesimo tentativo di disintossicarsi dalla droga. In questo periodo turbolento riesce a sperimentare stili e contenuti diversi, ma i testi risultano sparsi in alcune antologie e un paio di stand-alone. Le Ultime Parole di Dutch Schultz (1970) è una sceneggiatura surreale fatta di scene deliranti in ordine più o meno cronologico. Iniziano con il punto di vista di Schultz, un gangster, in punto di morte, e proseguono con flashback della sua vita. [...]

    ha scritto il 

  • 3

    Leggere e poi recensire una sceneggiatura non è cosa semplice. Se poi la sceneggiatura è ad opera di William Burroughs ed è stata scritta per rimanere tale, l'impresa sembra impossibile.
    Un testo davvero strano, questo, che si distanzia di parecchi anni dalla precedente produzione letteraria d ...continua

    Leggere e poi recensire una sceneggiatura non è cosa semplice. Se poi la sceneggiatura è ad opera di William Burroughs ed è stata scritta per rimanere tale, l'impresa sembra impossibile. Un testo davvero strano, questo, che si distanzia di parecchi anni dalla precedente produzione letteraria di Burroughs; esaurite le combinazioni offerte tramite cut-up del manoscritto originale di Pasto nudo, Burroughs sembra indirizzarsi verso la ricerca di linguaggi nuovi. Sebbene l'autore dimostri, nel testo, di avere in mente un film, il libro pare essere proprio un romanzo in forma di sceneggiatura, già "finito". Singolare è la scelta tematica: la vita (e soprattutto la morte) di Dutch Schultz, gangster degli anni Trenta. Burroughs ripercorre la sua giovinezza, la sua sfrenata ambizione, l'ingresso nella malavita, la rapida ascesa e poi il crollo, il processo, anche lui, per evasione fiscale, la ripresa e poi l'improvvisa morte. E' soprattutto la morte ad interessare Burroughs: nella lenta agonia il gangster proferì un lungo monologo delirante, registrato da un attento infermiere, sconnesso e confuso al punto da sembrare proprio un testo uscito dalla penna di Burroughs. Peccato, però, che l'autore si limiti a raccontare la sua storia, nel suo solito modo confuso, senza dare alcuna particolare coloritura alla trama. Tutto il suo interesse, al contrario, è rivolto all'aspetto tecnico: in questo, almeno, si riconosce il tocco di Burroughs. L'autore gioca con i personaggi, immaginando attori che ricoprano almeno due ruoli diversi, quasi all'oscuro dello spettatore; gioca con le tecniche di sovrapposizione delle immagini e soprattutto dei suoni, con personaggi che parlano senza aprire bocca e così via. Un testo breve e singolare, non di facile lettura. Un esercizio estremamente tecnico e poco più.

    ha scritto il