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Le uova fatali

Di

Editore: TEN (Centopaginemillelire, 102)

3.7
(1089)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 97 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8879833049 | Isbn-13: 9788879833042 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Aldo Ferrari

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Political , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Uno scienziato che scopre un raggio rosso dalle qualità straordinarie, una misteriosa e inarrestabile moria di polli, un oscuro funzionario di partito che ottiene l'autorizzazione a usare il raggio su uova di gallina per ripristinare in tempi brevi la pollicoltura, un errore fatale: con questi quattro ingredienti Bulgakov confeziona, nel 1924, un racconto che costituisce un capolavoro della letteratura satirica russa. Attingendo ai procedimenti di vari generi letterari - il genere fantascientifico, l'apologo - Bulgakov dà vita a un'antiutopia dove s'incontrano satira di costume e satira politica, e che alla fine offre al lettore una chiarissima "morale": la scienza può rivelarsi un'arma incontrollabile e micidiale se messa al servizio di una società arretrata dal punto di vista civile ed etico. Un ammonimento oggi più che mai attuale, racchiuso nell'involucro di una narrazione di rara comicità.
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  • 2

    Premetto che questo romanzo non è del mio genere preferito. Ho trovato lunga e dispersiva la prima parte, dedicata alla scoperta del raggio rosso e agli esperimenti sulle rane, e un tantino raccapricc ...continua

    Premetto che questo romanzo non è del mio genere preferito. Ho trovato lunga e dispersiva la prima parte, dedicata alla scoperta del raggio rosso e agli esperimenti sulle rane, e un tantino raccapricciante la seconda con l'applicazione dei poteri del raggio alle uova sbagliate con conseguente caos.
    Ok l'ironia, la critica alla scienza che vuole condizionare o cambiare i processi naturali, il ruolo del potere e del controllo della politica sulla scienza, però nel complesso non mi ha proprio entusiasmata.

    ha scritto il 

  • 4

    “Sul biglietto stava stampato in caratteri eleganti:
    ALFRED ARKAD’EVIC
    BRONSKIJ
    Collaboratore delle riviste moscovite “Fuoco Rosso”, “Pepe Rosso”, “Rivista Rossa”, “Proiettore Rosso”, e del quotidiano ...continua

    “Sul biglietto stava stampato in caratteri eleganti:
    ALFRED ARKAD’EVIC
    BRONSKIJ
    Collaboratore delle riviste moscovite “Fuoco Rosso”, “Pepe Rosso”, “Rivista Rossa”, “Proiettore Rosso”, e del quotidiano “Mosca – Sera Rossa”.

    Basta questa piccola citazione, per cogliere l’ironia e la critica al bolscevismo che pervadono le “Le uova fatali”.
    Ma il romanzo non ha soltanto una valenza politica: sono godibilissime la struttura grottesco surreale e la dinamicità della storia, e poi la trama “fantascientifica” si presta a riflessioni “etiche” attualissime, ad esempio su quanto possa l’uomo possa alterare i processi naturali senza che gli si ritorcano contro, sul rapporto tra ricerca scientifica e potere, tra esigenze del mercato e ricerca.

    Un libro che ho scoperto tardi ma che i miei ragazzi (vabbuò, alcuni, non tutti) leggeranno presto. (ahiloro)

    ha scritto il 

  • 4

    Non amo recensire, ma due parole le si devono spendere per questo racconto breve.
    Un altro piccolo e geniale capolavoro di Bulgakov che, sulla stessa linea di "Cuore di cane", espone una critica in to ...continua

    Non amo recensire, ma due parole le si devono spendere per questo racconto breve.
    Un altro piccolo e geniale capolavoro di Bulgakov che, sulla stessa linea di "Cuore di cane", espone una critica in toni decisamente fantascientifico/surreale della società sovietica post-rivoluzione, anche se sarebbe allargabile anche alla società moderna in genere.
    Le vicende sono descritte abbastanza bene, i personaggi purtroppo non sono approfonditi e caratterizzati a sufficienza, eccetto il Professor Persikov: personaggio brillante, burbero e scontroso che rende le vicende quel giusto comiche da far sorridere il lettore, specie quando se la prende (sempre chiamando a gran voce il suo fidato assistente Pankrat, cosa che farà persino in punto di morte) con i vari giornalisti, colleghi e membri del governo che gli mettono pressione per avere informazioni e utilizzare (pretendendo di saperla usare coscientemente senza saper nulla di scienza) la sua grande scoperta.
    La critica è condotta in modo molto crudo, ingigantendo a livelli surreali le conseguenze dello sfruttamento di una scoperta forse troppo grande per l'uomo, forse troppo grande per essere usata se non da scienziati, cosa che il Persikov probabilmente aveva intuito: infatti a malincuore la lascerà usare a "Rokk" nell'azienda agricola che gestisce (provocando appunto il disastro).
    Come "Cuore di cane" questo racconto non mi ha deluso. L'unica cosa che riporto, a parte la scarsa caratterizzazione dei personaggi, è la difficoltà di lettura: ci sono troppi termini derivati direttamente dal russo, spesso in toni umoristici, come nomi storpiati di testate giornalistiche russe, canti e inni modificati, nomi vari e riferimenti alla cultura sovietica, tutti elementi usati in abbondanza per aumentare l'aura di satira e contestualizzare (devo dire benissimo) il racconto.
    Purtroppo non tutti possono cogliere al volo e ciò può annoiare e infastidire un pochino, hanno aiutato molto le note, ma rendendo la lettura un po' lenta e poco fluida.
    Per il resto lo consiglio, è un racconto breve e abbastanza entusiasmante, capace di catturare l'attenzione del lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    Non arriva ...

    ... alle sublimi vette di paradosso di Cuore di cane, ma è Bulgakov certamente.
    E' un pigliatore per il culo della nascente, sgangherata, patetica, burocratìa sovietica; non so bene se queste novelle ...continua

    ... alle sublimi vette di paradosso di Cuore di cane, ma è Bulgakov certamente.
    E' un pigliatore per il culo della nascente, sgangherata, patetica, burocratìa sovietica; non so bene se queste novelle hanno visto la luce nel durante ( mi pare di sì, pubblicazioni periodiche ) ma sicuramente qualcuno prima o poi si sarà rispecchiato nei vari Rokk ecc... e non sarà certo stato felice.
    Questo autore riesce senza alcuno sforzo a farmi immaginare, ridendo e scherzando, come era la Russia di quel tempo. Immaginare certo, ma che vuoi di più ?

    ha scritto il 

  • 0

    così [so]

    ho scoperto, con sgomento, che uno che
    conosco è nel comitato per renzi mi avevano già

    detto qualcosa ma chissà com'è mi ero detto
    no no, adesso c'è poco da dire, è scritto nero su

    bianco
    io mi poss ...continua

    ho scoperto, con sgomento, che uno che
    conosco è nel comitato per renzi mi avevano già

    detto qualcosa ma chissà com'è mi ero detto
    no no, adesso c'è poco da dire, è scritto nero su

    bianco
    io mi posso salvare solo leggendo il sex appeal dell'

    inorganico
    la cosa il sentire la cosa il sentire della cosa

    io mi sento una cosa ecc.
    coso

    ha scritto il 

  • 5

    Il Destino nel Nome

    La trama
    http://it.wikipedia.org/wiki/Uova_fatali

    Non lasciatevi fuorviare: il protagonista del libro non è il professor Persikov, ma il quasi omonimo del coprotagonista Aleksandr Semënovič Rokk.

    "C ...continua

    La trama
    http://it.wikipedia.org/wiki/Uova_fatali

    Non lasciatevi fuorviare: il protagonista del libro non è il professor Persikov, ma il quasi omonimo del coprotagonista Aleksandr Semënovič Rokk.

    "Chiedono di lei, signor professore. E' arrivato Rokk*".
    Sulle gote dello studioso si disegnò qualcosa simile a un sorriso. Strizzò i piccoli occhi e disse:"Interessante. Ma ho da fare".
    "Dice che ha un documento ufficiale del Cremlino".
    "Un documento portato dal destino? Davvero strano", commentò Persikov e aggiunse: "Dai, fallo entrare".

    * Il nome Rokk è simile alla parola "rok" che, in russo, significa "destino".

    ha scritto il 

  • 3

    Questo racconto di Bulgakov non mi è piaciuto particolarmente, comunque meno di Cuore di cane. Forte è la satira bulgakoviana alla politica e al regime comunista ( il racconto è stato scritto nel 1924 ...continua

    Questo racconto di Bulgakov non mi è piaciuto particolarmente, comunque meno di Cuore di cane. Forte è la satira bulgakoviana alla politica e al regime comunista ( il racconto è stato scritto nel 1924, in pieno regime), ai politici ottusi e burocrati che pretendono, nella loro ignoranza, di prendere in mano la scienza e servirsene senza le conoscenze adatte per gestirla e così facendo provocano danni incontrollabili alle popolazioni. Un racconto definito di fantascienza, certo lo era per l’epoca, ma con il senno di oggi possiamo definirlo profetico e di vera attualità. Brevemente la storia può riassumersi nella scoperta da parte di un illustre zoologo moscovita, il professor Persikov, di un raggio rosso che provoca la crescita e la riproduzione rapidissima degli esseri viventi, nonché una aggressività enorme tra le creature generate grazie al raggio, che divorano le più deboli (come il capitalismo, mostro che genera nuovi mostri che prosperano sulle disgrazie altrui –vedasi oggi le banche). Subito i burocrati del regime vogliono appropriarsi della scoperta per far nascere nuove galline in Russia che è stata colpita da un’epidemia misteriosa che uccide i pennuti. Un inghippo nella procedura provocherà terrori e stragi di fronte alle quali viene armato l’esercito russo con le maschere antigas e i carri armati (pare proprio che Bulgakov predìca le invasioni sovietiche in Ungheria, Cecoslovacchia e più tardi Afghanistan!), che non serviranno perché ci penserà la natura ad intervenire, con un evento anch’esso profetico che si realizzerà negli anni a venire, dopo la seconda guerra mondiale. Un racconto che tratta una tematica sempre attuale, sui limiti della scienza e sul suo significato, sul rapporto scienza-politica quando la politica è inetta ed immorale.
    Forse perché troppo breve, forse perché tutti i personaggi sono delle caricature, non approfondite ma buttate nella mischia come se fossero dei clown in un circo, il racconto mi è piaciuto solo nella parte finale, di una tragicità che fa riflettere.

    ha scritto il