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Le vacche di Stalin

By Sofi Oksanen

(68)

| Paperback | 9788860887610

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Book Description

Un Nord che in realtà è un Occidente, una porta verso la libertà e il benessere: questo, una volta, era il confine tra Estonia e Finlandia. Ben lo sanno Katariina e Anna, madre e figlia. La prima ha rinunciato a successo e ambizioni per seguire oltre Continue

Un Nord che in realtà è un Occidente, una porta verso la libertà e il benessere: questo, una volta, era il confine tra Estonia e Finlandia. Ben lo sanno Katariina e Anna, madre e figlia. La prima ha rinunciato a successo e ambizioni per seguire oltre frontiera il suo amore finlandese e una volta giunta in quell'agognata terra ha cercato in ogni modo di cancellare qualunque indizio del suo passato estone, ossessionata dal terrore di essere spiata, scoperta e denunciata. La figlia riversa su di sé la medesima ansia di controllo totale e si autoimpone l'obiettivo della perfezione fisica attraverso una dieta folle, in cui a colossali abbuffate di zuccheri seguono lo straziante godimento del vomito e l'affannoso tentativo di eliminare qualsiasi traccia dei propri sforzi. Un regime spietato, una fissazione che la assorbe completamente, che domina la sua vita come un despota assoluto e le impedisce di avere un lavoro, amicizie, relazioni normali. Dall'Estonia in lotta contro l'invasione russa alle deportazioni nei campi siberiani, dal cupo dominio sovietico degli anni Settanta fino al crollo del comunismo e ai nostri giorni, Sofi Oksanen costruisce, frammento dopo frammento, con uno stile crudo ed efficace, due figure femminili uniche e insieme indaga il dramma universale dello sradicamento, di vedersi sottrarre o di non riuscire a trovare la propria identità, la propria lingua, il proprio mondo.

8 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    nessuna motivazione a procedere nella lettura. La storia oggettivamente non mi coinvolge, lo stile è nullo, la struttura mi disorienta e non capisco mai di chi si sta parlando. ergo, nonostante un titolo incuriosente mollo qui in nome di "So many boo ...(continue)

    nessuna motivazione a procedere nella lettura. La storia oggettivamente non mi coinvolge, lo stile è nullo, la struttura mi disorienta e non capisco mai di chi si sta parlando. ergo, nonostante un titolo incuriosente mollo qui in nome di "So many books, so little life".

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    Tittirossa said on Dec 4, 2012 | 2 feedbacks

  • 3 people find this helpful

    questa NON è una lettura adatta per l'ombrellone. il ritmo cadenzato di tre generazioni è attraversato da un filo conduttore di angoscia, vuoi per l'opprimente regime Sovietico, vuoi per i problemi alimentari di Anna. in effetti le vicende delle due ...(continue)

    questa NON è una lettura adatta per l'ombrellone. il ritmo cadenzato di tre generazioni è attraversato da un filo conduttore di angoscia, vuoi per l'opprimente regime Sovietico, vuoi per i problemi alimentari di Anna. in effetti le vicende delle due generazioni precedenti sembrano messe lì senza nessun filo conduttore con la vita della giovane estone/finnica, invece forse, sono spiattellate lì come per far comprendere che decenni di oppressione non possono che ripercuotersi pure sulle generazioni che in teoria dovrebbero respirare quella ventata di libertà post muro di Berlino. Anna infatti è in balìa di sua madre Katerina, donna che non accetta i compromessi e la sottomissione a Mosca e al Comunismo, e si adatta a far prevalere le sue mire indipendentiste. tra l'altro, l'essere Estone, la pone a metà tra la Russia e il mondo occidentale, ma, troppo "Sovietica" per essere accettata a pieno dall'occidente e troppo Estone per essere accettata a pieno dai Russi. così, sotto lo spauracchio del KGB e degli informatori, che possono annidarsi ovunque, obbliga sua figlia ad una vita di sacrifici, imponendole il maggior riserbo possibile sulla loro nazionalità. sollo nelle pagine finali Anna troverà il modo di ribellarsi a tutto questo, riuscendo finalmente a lasciarsi alle spalle Stalin e l'impero Sovietico, ormai lontano per le nuove generazioni. i problemi alimentari però no, quelli rimangono, e le dettagliate descrizioni dei cibi e delle pratiche da bulimica, rendono il procedere nella lettura affannosa e angosciante. la figura paterna è percepita come distante, al punto che 'sto benedetto padre finlandese non viene neanche mai chiamato per nome. invece le sue abitudini, tra l'altro comuni a quelle di molti suoi connazionali, sono ben chiare: le donne Russe sono mera merce sessuale ed ogni trasferta diventa un lungo party.

    e poi una nota a margine per tutti quelli che (mi) rompono i coglioni sull'assenza di denuncia dei crimini del Comunismo. questo è uno dei tanti libri che mette a nudo la propagnada pre-glasnost dell'Unione Sovietica, e come questo ce ne sono tanti altri. ma se non leggete un cazzo, non lo saprete mai. quindi, invece di lamentarvi, informatevi, che gli ultimi a non essersi accorti che il muro è caduto, sono proprio quelli che una volta si opponevano maggiormente al Socialismo dell'Est Europa. prendete in mano un libro, che non morde.

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    jeffrey.hammond said on Jul 26, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    L'argomento mi interessava molto ma dopo 100 pagine l'ho dovuto abbandonare perchè piatto e anche noioso. Peccato

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    Criss said on Jun 4, 2012 | Add your feedback

  • 8 people find this helpful

    Non mi è piaciuto.

    Sono quasi 500 pagine in cui si mescolano senza nulla che li amalgami, elementi diversi: la storia di una madre ed una figlia estoni che vanno a vivere in Finlandia e la cesura, o meglio la tentata cesura delle proprie origini, ...(continue)

    Non mi è piaciuto.

    Sono quasi 500 pagine in cui si mescolano senza nulla che li amalgami, elementi diversi: la storia di una madre ed una figlia estoni che vanno a vivere in Finlandia e la cesura, o meglio la tentata cesura delle proprie origini, di tutto ciò che lega alla terra natia (lingua, abitudini, comportamenti, affetti) quando questa viene vissuta quasi come una vergogna, in cui si inseriscono i disturbi alimentari della più giovane che tutta la vita è in bilico tra anoressia e bulimia che è forse simbolicamente un continuo “togliere” e “mettere” a ciò che si è o si vorrebbe essere.

    Tutto questo in un andare e venire nel tempo, senza un filo conduttore chiaro.

    Proprio non mi è piaciuto.

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    ☺ Ale ☺ said on May 9, 2012 | 4 feedbacks

  • 2 people find this helpful

    “Le Vacche di Stalin” è la storia di due donne, madre e figlia, la cui vita è stata condizionata dal regime sovietico. La prima, Katariina, estone, si innamora di un finlandese e per lui abbandona il Paese natio e va a vivere in Finlandia. Da quel mo ...(continue)

    “Le Vacche di Stalin” è la storia di due donne, madre e figlia, la cui vita è stata condizionata dal regime sovietico. La prima, Katariina, estone, si innamora di un finlandese e per lui abbandona il Paese natio e va a vivere in Finlandia. Da quel momento in poi la sua vita diventa un’eterna lotta per tentare di dissimulare l’origine straniera. Anna, la figlia di Katariina, eredita, suo malgrado, questo tabù, diventandone vittima. Non le è permesso parlare estone, solo finlandese. Sua madre, infatti, non le si rivolge mai nella lingua materna, cosa che in un primo momento lascia indifferente Anna, ma poi la costringe a riflettere sulla condizione sociale e storica nel Paese di Katariina. Non le è permesso neppure vestirsi come una donna estone e, tantomeno, fare riferimento ai viaggi che lei e sua madre intraprendono in Estonia d’estate. Rivelare le proprie origini, infatti, significherebbe tatuarsi il marchio infamante di prostituta agli occhi della società finlandese....

    http://www.diariodipensieripersi.com/2012/05/recensione…

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    Diario di pensieri persi said on May 7, 2012 | Add your feedback

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