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Le vecchie e il mare

corale

Di

Editore: Mesogea (La piccola)

4.0
(4)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 144 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8846920767 | Isbn-13: 9788846920768 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Giuseppe Auteri , Caterina Pastura

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Descrizione del libro
«Appena cala il crepuscolo ce ne andremo fuori a sedere sul gradino di pietra, sulle rocce [...] / a riposarci dal non avere più nulla da fare, / a dimenticare, noi dimenticate, che tutto abbiamo già dimenticato».
In un antico porto isolano, sette vecchie - madri e nonne di uomini di mare - siedono su grosse pietre fuori dalle loro case. Parlano e raccontano.
Voci diverse ma accomunate da un'esistenza scandita dai ritmi del mare e della pesca, che si alternano, vicine e remote, come in un coro greco.
Ormai introvabile nell'edizione italiana pubblicata da Lalli (1987), nel centenario della nascita di Ghiannis Ritsos, torna alla luce in una nuova traduzione Le vecchie e il mare (1959), uno dei poemi più rappresentativi della forza espressiva di un grande cantore moderno del Mediterraneo.
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    LE SETTE VECCHIE INSIEME (piano, come in lontananza, stancamente e semplicemente): Appena cala il crepuscolo ce ne andremo fuori, a sedere sul gradino di pietra,
    sulle rocce
    a sentire il vento dello stretto che ci batte, alleviandoci
    con una goccia, noi già così lievi,
    a r ...continua

    LE SETTE VECCHIE INSIEME (piano, come in lontananza, stancamente e semplicemente): Appena cala il crepuscolo ce ne andremo fuori, a sedere sul gradino di pietra,
    sulle rocce
    a sentire il vento dello stretto che ci batte, alleviandoci
    con una goccia, noi già così lievi,
    a riposarci dal non avere più nulla da fare,
    a dimenticare, noi dimenticate, che tutto abbiamo già
    dimenticato,
    come se ogni cosa fosse svanita e fossimo rimaste tutte sole
    in un'aia alta e grande che il vento spazza tutt'in-
    torno -

    PRIMA: Vento che rischiara il vento lì dove si sta di ve-
    detta sull'aia
    senza grano, senza paglia, senza forconi e cavalli;
    SECONDA: vento, vento profondo -
    non soffia, non fa rumore, non solleva polvere;
    TERZA: non c'è muro dentro o fuori dove il vento possa
    sbattere il ginocchio o la fronte,
    incespicare, provare dolore, urlare, farsi sentire,
    QUARTA: dire un ahi! per poterlo sentire e addolorar-
    cene -

    QUINTA: che dolore può provare il vento? - non è di carne,
    non ha ossa; non ha nervi;
    SESTA: silenzio su silenzio;
    SETTIMA: silenzio - fumo della nave a vapore che siede
    coccoloni nel tramonto;
    fumo che cambia, non cambia, ora traspare, ora si
    oscura.

    SESTA: Silenzio: il silenzio; il fumo: fumo -cambia,
    SECONDA: diventa delfino celeste - due triangoli d'oro
    la sua coda,
    diventa un cervo fatto di violette con due rosee
    corna;
    QUARTA: il turchino volge al pesca, il rosso al
    violetto,
    TERZA: dirada, si scioglie, si smarrisce;

    SETTIMA: fumo diradato che rimani fuori tutto solo -
    un grande fiore senza radici, fiorito per un attimo nel
    vuoto, perchè la nave
    ti ha lasciato qui tutto solo e la nave è partita?
    QUARTA: è già svanito il fumo silenzioso,
    va, va, silente s'è spento sul sopracciglio del
    mare -

    SESTA: Sopra il silenzio: silenzio;
    PRIMA: siamo rimaste come il fumo;
    SESTA: ci consumiamo, partiamo, cambiamo.

    ha scritto il 

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