Le vicomte de Bragelonne

ou Dix ans après - Tome I

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Editeur: Nelson

4.2
(634)

Language: Français | Number of pages: 560 | Format: Hardcover | En langues différentes: (langues différentes) Italian , English

Isbn-10: A000159989 | Publish date: 

Category: Fiction & Literature , History , Sports, Outdoors & Adventure

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Description du livre
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  • 5

    Un atto di coraggio

    Capitolo finale della saga de “I tre moschettieri”, ambientato oltre trent’anni dopo il primo episodio. Ritrovo ancora i nostri eroi, seppur invecchiati, disillusi e malinconici.
    Anche la narrazione è ...continuer

    Capitolo finale della saga de “I tre moschettieri”, ambientato oltre trent’anni dopo il primo episodio. Ritrovo ancora i nostri eroi, seppur invecchiati, disillusi e malinconici.
    Anche la narrazione è più matura: lo scrittore trova spazio per descrivere i paesaggi, le battaglie, i turbamenti e le emozioni più profonde dei protagonisti, pur non togliendo nulla alla trama che rimane l’indiscusso punto di forza del romanzo.
    Approcciarsi alla lettura di quest’opera è, per chi come me ha amato Athos, Portos, Aramis e D’Artagnan in maniera viscerale, un vero atto di coraggio: terminata l’ultima pagina, ogni cosa sarà conclusa.
    Un po’ come andare incontro all’ineluttabilità del proprio destino sapendo già cosa ti aspetta.
    Tuttavia, avrai assaporato sensazioni e riscoperto valori che difficilmente riuscirai a trovare ancora altrove.

    dit le 

  • 5

    Inaspettato.
    Gli ultimi avversari dei moschettieri, morta Milady, morto Richelieu, morto Mazzarino, sono la vecchiaia e l'amarezza.
    Ho trovato un po' troppo lunga la sezione centrale in cui si narrano ...continuer

    Inaspettato.
    Gli ultimi avversari dei moschettieri, morta Milady, morto Richelieu, morto Mazzarino, sono la vecchiaia e l'amarezza.
    Ho trovato un po' troppo lunga la sezione centrale in cui si narrano gli intrighi amorosi alla giovane corte del re Sole; ad ogni modo, ogni volta che compare Aramis le vicende diventano più affascinanti.
    La lettura delle ultime pagine (quelle più attese, più patetiche) è disturbata da un gran numero di errori di battitura.

    dit le 

  • 5

    Ho letto "Il visconte di Bragelonne di Alessandro Dumas (padre) senza interruzioni. Ho assaporato e goduto i cinque volumetti fino all'ultima pagina.
    Una traduzione impeccabile di Tomaso Monicelli!
    Ri ...continuer

    Ho letto "Il visconte di Bragelonne di Alessandro Dumas (padre) senza interruzioni. Ho assaporato e goduto i cinque volumetti fino all'ultima pagina.
    Una traduzione impeccabile di Tomaso Monicelli!
    Riscoprire l'eleganza, lo stile sapiente, l'ironia, di un grande scrittore che non ha tempo, è un balsamo per lo spirito.

    dit le 

  • 5

    L'edizione merita una stella.

    Al termine della lettura, piacevolissima, mi rimane l'amaro in bocca per quello che il libro, come oggetto, è.
    È stata un'impresa non indifferente finire questo romanzo. Non per il contenuto: Dumas è ...continuer

    Al termine della lettura, piacevolissima, mi rimane l'amaro in bocca per quello che il libro, come oggetto, è.
    È stata un'impresa non indifferente finire questo romanzo. Non per il contenuto: Dumas è per me un vecchio amico. Ma l'edizione che, ci tengo a precisare, è l'unica in commercio in Italia, è veramente orribile. Il libro pesa una tonnellata, trovo francamente impensabile impaginare 1300 pagine in un unico tomo dell'altezza di 25 centimetri. Un mattone che, per effetto di una cosa chiamata gravità, finisce per attirare la copertina rigida e imbottita ben lontana dalle pagine. Quindi, non solo sono costretta a comprare un'edizione che non avrei mai preso, perché la sola sul mercato, non solo per leggerlo mi sono slogata un polso, ma si è anche staccata la copertina dalla costa.
    Penso queste edizioni "Mammut" siano buone solo da tenere sullo scaffale.
    Ah, mi ero dimenticata dei molti errori grammaticali disseminati nell'opera. Giacché, ripeto, il libro costa 14.90 euro, e che un lettore non ha alternativa, mi aspetto almeno un'edizione di buon livello. Cosa che questo volume, purtroppo, non è.
    Sarebbe bastato suddividere l'opera in due volumi, evitare l'edizione "mammut" quindi. Non penso avrebbe inciso molto sul prezzo, giacché i classici della stessa casa editrice (i mini Mammut) costano 3.90 o 4.90 euro.
    Non comprerò mai più un Mammut, giacché i libri li voglio leggere, delle edizioni da "riempio lo scaffale", non me ne faccio francamente nulla.

    Mi scuso per la filippica sull'edizione, ma era dovuta.
    Il libro è meraviglioso, chiude degnamente il ciclo dei moschettieri. Ma vi consiglio di non spendere soldi per quest'edizione, è veramente ardua da tenere in mano, da leggere. Piuttosto, comprate il corrispettivo in ebook, che costa, credo, 1 euro.

    dit le 

  • 5

    Moins d'aventures, plus de sentiments

    Les mousquetaires sont desormais des hommes agés et vivent avec plus de profondeur inellectuelle et émotionnelle les faits de la cour.

    Des dialogues effervescents s'alternent à des pages introspection ...continuer

    Les mousquetaires sont desormais des hommes agés et vivent avec plus de profondeur inellectuelle et émotionnelle les faits de la cour.

    Des dialogues effervescents s'alternent à des pages introspection intime.

    Très beau.

    dit le 

  • 4

    Se da una parte il mio cuore vorrebbe dare le cinque stelline piene a questo romanzo (perché un'opera che è riuscita a far piangere una persona che non si commuove facilmente e non ha mai - e sottolin ...continuer

    Se da una parte il mio cuore vorrebbe dare le cinque stelline piene a questo romanzo (perché un'opera che è riuscita a far piangere una persona che non si commuove facilmente e non ha mai - e sottolineo, mai - pianto per un libro merita il massimo a prescindere), dall'altra la mia coscienza e l'oggettività mi impongono altre scelte.

    Dumas, in fondo, è uno scrittore di romanzi d'appendice, che sa benissimo che il guadagno viene da quante righe scrive e da quanti capitoli la sua mente riesce a partorire; sa perfettamente che deve accontentare i gusti di più persone possibili ed è conscio che ci sono tecniche narrative a cui un certo tipo di autore deve sottostare. Per esempio, sa che il lettore non può ricordare tutti i passaggi che hanno portato l'azione a svolgersi in un determinato modo, quindi è costretto a ricordare più volte le stesse cose, possibilmente allungando il brodo, per i motivi suddetti.
    Se queste caratteristiche le abbiamo viste pian piano svilupparsi nei primi due libri, in questo volume, esse raggiungono il massimo sviluppo, dispiegando la storia in quasi 300 capitoli. Per conciliare i gusti di tutti, inoltre, l'autore ha abbandonato le imprese eroiche e le battaglie, relegandole a pochi, ma bellissimi capitoli, e dedicandosi per lo più agli intrighi politici e agli amori (per lo più poco casti) della corte, che occupano invece buona parte del romanzo. Ne viene fuori un quadro interessante della società e della politica dell'epoca, ma che può risultare un po' noioso per chi predilige l'azione alle smancerie delle dame di corte (e la sottoscritta ne è un esempio).
    La narrazione è comunque fluida, i personaggi sono delineati splendidamente e l'autore non si dimentica mai di tener viva l'attenzione sui complotti che poi sfoceranno nella parte migliore del romanzo, quella dedicata alla maschera di ferro e alle sue conseguenze.
    Si arriva quindi al finale: cento pagine o poco più in cui, dopo oltre tremila pagine totali di avventure e quasi quarant'anni di servizio, i nostri quattro amici ci lasciano in un finale bello, bellissimo, delicato ma forte, struggente e fiero, che merita, da solo, la lettura di scene d'amore quasi da diabete e descrizioni di feste meravigliose, ma comunque noiose per un lettore moderno.
    E Bragelonne?, mi chiederà qualcuno. Probabilmente l'idea di dedicare il titolo di questo romanzo al figlio di Athos lascia molto perplessi, visto che poi il visconte non appare che raramente; eppure, io sono del parere che sia stata la scelta più giusta: non solo il povero Raul è, alla fine, il protagonista morale del romanzo (visto che molto di quel che accade lo vede indirettamente protagonista), ma soprattutto per le conseguenze che le sue azioni e quelle di coloro che gli stanno intorno hanno. Del resto, a parte "Dieci anni più tardi", che è la seconda parte del titolo, di cui molti si dimenticano, un altro titolo, per quest'opera immane, io non riuscirei a trovarlo.

    dit le 

  • 3

    3.5

    Ho fatto molta fatica a finirlo, colpa sicuramente anche dell'edizione ne comoda da leggere (1200 pagine molto fitte, con una stampa più standard sarebbero state tranquillamente 1800), ne da tenere in ...continuer

    Ho fatto molta fatica a finirlo, colpa sicuramente anche dell'edizione ne comoda da leggere (1200 pagine molto fitte, con una stampa più standard sarebbero state tranquillamente 1800), ne da tenere in mano.
    Ma, fisicità del tomo a parte, se ci ho messo quattro (!) mesi, è stato anche per una storia non all'altezza dei precedenti due libri.
    Sapevo che l'azione presente nei "I tre moschettieri" qui, come già in parte in "Vent'anni dopo", sarebbe stata in secondo piano, ma non mi aspettavo di veder i quattro eroi parificati con tutte le altre figure del romanzo.
    Mi spiego meglio: "Il visconte di Bragelonne" è un romanzo grandioso, non limitandosi a raccontare le ultime gesta dei quattro, racchiude sia gli intrighi politici, sia le vicende di corte, dando una panoramica a 360 gradi del tempo di Luigi XIV, forse di più che nei romanzi precedenti. Ma forse proprio in questa completezza il romanzo perde di mordente: più volte ho arrancato con la lettura perchè invece di trovarmi d'Artagnan protagonista mi dovevo sorbire le noiosissime storielle di corte (e i loro insopportabili personaggi), importanti per la trama, ma eccessivamente estese.
    Verso le ultime 300 pagine il ritmo torna un po' a salire, si crea un po' di tensione grazie alla particina dedicata alla Maschera di Ferro (esageratamente sbandierata in copertina), ma nel complesso rimane il peggiore della trilogia.
    Il primo è imprescindibile, uno dei migliori del suo genere; il secondo è un ottimo corollario per chi non è sazio; il terzo è trascurabile.

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    3

    Questo romanzo mi ha lasciato un sapore amaro in bocca. Pur essendo il più corposo dei tre è, però, anche il più scarno: troppo rilievo viene dato a personaggi diversi dai nostri 4 moschettieri e da R ...continuer

    Questo romanzo mi ha lasciato un sapore amaro in bocca. Pur essendo il più corposo dei tre è, però, anche il più scarno: troppo rilievo viene dato a personaggi diversi dai nostri 4 moschettieri e da Raul che può essere considerato uno di loro sia per la parentela e l’affetto che li uniscono sia per la sua mentalità di giovane di altri tempi; mi riferisco a personaggi quali Fouquet, Luigi XIV, Luisa e molti altri ancora. Ma questo è solo la punta di ciò che non mi è piaciuto. Che dire di come sono diventati gli inseparabili D’Artagnan, Athos, Portos e Aramis? È triste ammetterlo, ma il tempo ha affievolito il loro legame.
    Ma più di tutti io ce l’ho con Dumas, mi viene da chiedergli perché li hai fatti morire? Trattandosi di personaggi di fantasia non potevi lasciarli in vita nella mente dei lettori?
    Ci ho pensato e sono arrivata alla conclusione che Dumas si sia spinto tanto oltre per non permettere a qualcun'altro di appropriarsi della sua eredità, pubblicando altri romanzi con i nostri moschettieri come protagonisti.

    dit le 

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