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Le vie dei canti

By Bruce Chatwin

(332)

| Softcover

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Book Description

Per gli aborigeni australiani, la loro terra era tutta segnata da un intrecciarsi di «Vie dei Canti» o «Piste del Sogno», un labirinto di percorsi visibili soltanto ai loro occhi: erano quelle le «Impronte degli Antenati» o la «Via della Legge». Diet Continue

Per gli aborigeni australiani, la loro terra era tutta segnata da un intrecciarsi di «Vie dei Canti» o «Piste del Sogno», un labirinto di percorsi visibili soltanto ai loro occhi: erano quelle le «Impronte degli Antenati» o la «Via della Legge». Dietro questo fenomeno, che apparve subito enigmatico agli antropologi occidentali, si cela una vera metafisica del nomadismo. Questo ultimo libro di Bruce Chatwin, subito accolto con entusiasmo di critica e lettori quando è apparso, nel 1987, potrebbe essere descritto anch’esso come una «Via dei Canti»: romanzo, viaggio, indagine sulle cose ultime. È un romanzo, in quanto racconta incontri e avventure picaresche nel profondo dell’Australia. Ed è un percorso di idee, una musica di idee che muove tutta da un interrogativo: perché l’uomo, fin dalle origini, ha sentito un impulso irresistibile a spostarsi, a migrare? E poi: perché i popoli nomadi tendono a considerare il mondo come perfetto, mentre i sedentari tentano incessantemente di mutarlo? Per provare a rispondere a queste domande occorre smuovere ogni angolo dei nostri pensieri. Chatwin è riuscito a farlo, attirandoci in una narrazione dove i personaggi, i miti, le idee compongono un itinerario che ci guida molto lontano.

183 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    E’ un bel viaggio insieme a Chatwin, visitiamo l’Australia in un modo particolare: seguendo il cammino dettato dai canti aborigeni che accompagnano i visitatori come rappresentazioni sonore dei miti e come una sorta di percorso, quasi una carta geogr ...(continue)

    E’ un bel viaggio insieme a Chatwin, visitiamo l’Australia in un modo particolare: seguendo il cammino dettato dai canti aborigeni che accompagnano i visitatori come rappresentazioni sonore dei miti e come una sorta di percorso, quasi una carta geografica del territorio.
    Al racconto si alternano appunti di viaggio, ricordi personali e soprattutto gli incontri con le persone del luogo, dei veri personaggi, unici nel loro genere.

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    Oliviabigbunny said on Aug 16, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Per chi ama la letteratura di viaggio è un libro che fa sognare, che alimenta il desiderio del viaggio come scoperta di luoghi e persone. Alcuni di noi nascono viaggiatori ed in questo libro è facile identificarvisi.<br />Ne ho letti altri di q ...(continue)

    Per chi ama la letteratura di viaggio è un libro che fa sognare, che alimenta il desiderio del viaggio come scoperta di luoghi e persone. Alcuni di noi nascono viaggiatori ed in questo libro è facile identificarvisi.<br />Ne ho letti altri di questo affascinante autore, ma questo rimane il mio preferito.

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    Dannyy said on Jul 5, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

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    Ammetto di non essere mai stato particolarmente interessato agli aborigeni d'Australia (non è che uno possa appassionarsi a tutto, d'altronde), ma la scrittura di Chatwin e il suo sguardo sulle cose del mondo fanno sì che tutto abbia un effetto parti ...(continue)

    Ammetto di non essere mai stato particolarmente interessato agli aborigeni d'Australia (non è che uno possa appassionarsi a tutto, d'altronde), ma la scrittura di Chatwin e il suo sguardo sulle cose del mondo fanno sì che tutto abbia un effetto particolarmente accattivante. Nel novero dei grandi viaggiator-narratori.

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    Un onesto cacciavite (in collaborazione con Gatto Lenin) said on May 27, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Una riconfermata rilettura dell'amata scrittura spigolosa e quindi poco fluida e con brevi momenti ricchi di poesia seppur frutto di citazioni, ma attraente e coinvolgente così come l'invidiato, almeno per me, modus operandi del suo viaggiare, in cu ...(continue)

    Una riconfermata rilettura dell'amata scrittura spigolosa e quindi poco fluida e con brevi momenti ricchi di poesia seppur frutto di citazioni, ma attraente e coinvolgente così come l'invidiato, almeno per me, modus operandi del suo viaggiare, in cui l'incontro con l'altro risulta fondamentale e obiettivo dell'intero peregrinare di Chatwin.
    Poco giudicante, ma capace fotografo delle situazioni e delle storie in cui si immerge.
    Un omaggio alla popolazione aborigena, il 2,5 % dell'Australia, ma il 60% dell'intera popolazione carceraria ed alle popolazioni nomadi tutte.

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    Smilla said on Dec 29, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    finito per sempre. chatwin grande scrittore. non so se sia stata farina del suo sacco, ma percorrere le strade del nomadismo che c'è in ognuno di noi è una ideona con i contro fiocchi. tuttavia, utz rimane il mio preferito: la vita di un uomo rovinat ...(continue)

    finito per sempre. chatwin grande scrittore. non so se sia stata farina del suo sacco, ma percorrere le strade del nomadismo che c'è in ognuno di noi è una ideona con i contro fiocchi. tuttavia, utz rimane il mio preferito: la vita di un uomo rovinata dalle statuine, per carità, belle statuine, ma sempre statuine. un romanzo affascinante sulle porcellane di meissen è the arcanum di janet gleeson

    ps
    si fatica a trovarlo e non chiedetemelo perchè non ce l'ho più: in uno dei miei soliti momenti di iconoclastia l'ho dato a qualcuno.

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    jonnybegood said on Nov 24, 2013 | Add your feedback

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