Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

Le vie sottili

L'amore ai nostri tempi, 9

By Herta Müller

(29)

| Paperback

Like Le vie sottili ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Che cosa sono "le vie sottili" di cui ci parla in questo libro Herta Müller, la grande scrittrice rumena di lingua tedesca premio Nobel nel 2009? Sono le vie della nostalgia e della perdita, le vie del sogno e del senso inatteso che la realta' piu' Continue

Che cosa sono "le vie sottili" di cui ci parla in questo libro Herta Müller, la grande scrittrice rumena di lingua tedesca premio Nobel nel 2009? Sono le vie della nostalgia e della perdita, le vie del sogno e del senso inatteso che la realta' piu' crudele talvolta ci svela. Certo, la parola "amore", nel severo vocabolario dell'autrice, non ha cittadinanza: se non ritrovata come per caso nei discorsi frammentati della madre, sopravvissuta ai campi di concentramento sovietici, o nei lamenti del vecchio nonno, o ancora nei gesti di un tenero poeta amico, ormai scomparso.
Nella scrittura altera e ruvida di Herta Müller, nei suoi racconti che sono anche spietate riflessioni sul nostro presente, i sentimenti non sono che brandelli, tracce di un'umanita' calpestata non una ma cento volte dal passo della Storia. Calpestata e tuttavia mai arresa - e forse e' proprio in questa resistenza che la parola "amore" potrebbe sbocciare.

5 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Amore ai nostri tempi/1 - 29 apr 12

    Lessi un libro della Müller appena fatta Nobel, e rimase discretamente perplesso. Bella la scelta di alcune parole e di alcuni accostamenti, ma di un impianto generale molto difficile da entrarci in sintonia. Qui la storia si ripete. Intanto, invece ...(continue)

    Lessi un libro della Müller appena fatta Nobel, e rimase discretamente perplesso. Bella la scelta di alcune parole e di alcuni accostamenti, ma di un impianto generale molto difficile da entrarci in sintonia. Qui la storia si ripete. Intanto, invece di un romanzo breve o di un racconto lungo, sono tre scritti (e li chiamo così che non sono molto assimilabili ad alcunché). Ripeto le parole sopra scritte su alcuni accostamenti, su idee sparse qua e là. Il giallo del granturco con il nero del carbone. L’ansimare del nonno. La pala a forma di cuore. E quell’idea delle vie sottili cui aggrapparsi per non scivolare via nell’oblio, proprio e altrui. Ma il resto, che senso ha? Quale la ragione dell’accostamento dei tre brani. Il primo, forse l’unico racconto, narra di una donna abbandonata (non si sa se per scelta o per obbligo) che si aggrappa alla routine quotidiana per non scomparire. Il secondo ed il terzo, uno più a fondo ed uno meno, hanno a che fare con la deportazione della sua gente da parte dei russi dopo l’occupazione sovietica. Il suo enclave tedesco in terra di Romania, motivo che torna sempre nei suoi scritti e nelle sue parole. Il secondo qualcosa narra, tra un filo e l’altra, del nonno, forse della madre. Il terzo non è. È il racconto della genesi di un romanzo sui deportati, scritto con e per l’amico poeta Oskar. Ci sono i motivi per cui una poesia contiene certe parole e non altre. Ci può essere empatia per lei e per Oskar, ma quale sia il significato? Veniamo quindi all’operazione complessiva, che fa precipitare la mia simpatia per questa collana verso abissi insondabili. Che senso ha pubblicare questi scritti? Cosa rappresentano per l’amore ai nostri tempi? Perché nella quarta si cerca di appendersi a quelle vie sottili (ma non era più consono strade sottili? Come suggerisce lo Straßen del titolo?) per creare un filo nei testi? Diciamo che Repubblica voleva pubblicare qualcosa di un premio Nobel (fa sempre fino, no). E avrà chiesto qualcosa all’agenzia della scrittrice. Ed ha scelto, tra le cose proposte, queste. Che però sono altro. Il primo è stato scritto come monologo (ed è acquistabile come CD su Amazon tedesco), e già si immagina diverso, quell’essere letto, che da un tono alla voce della donna che narra. Ne ho ascoltato un brano, e pur non capendo una parola del tedesco, mi dava già un’emozione diversa. Il secondo è un discorso tenuto alla Conferenza degli Scrittori tedeschi tenutasi a Klagenfurt nel 2007. Il terzo è l’intervento che ha fatto la Müller ad un incontro-evento dal titolo “La cultura del Dialogo” tenutosi nel 2008 in Germania. Cioè testi diversi, di contesti diversi, pensati per essere fruiti in modo diverso. E credo non siano neanche integrali. E che ci voleva a mettere uno straccio di spiegazione, anche in manchette non dico una prefazione (che almeno il libro della Sellerio aveva un’introduzione di Sofri che comunque era di interesse). Una bieca operazione di marketing, ed un giudizio complessivo più basso del minimo storico dei voti da me presi in un compito in classe (per chi non ha memoria lunga, ricordo 1^ liceo, dettato di francese, si avete letto bene, francese, voto 1--, ripeto uno meno meno, impagabile!).

    Is this helpful?

    Giogio53 said on Apr 28, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La prima parte mi è piaciuta parecchio, le altre due mi sembrano libri a sè. Herta gioca con le parole eccessivamente, rendendo il tutto da un certo punto in poi poco comprensibile e parecchio confusionale. L'ultima parte inoltre mi sembra la promozi ...(continue)

    La prima parte mi è piaciuta parecchio, le altre due mi sembrano libri a sè. Herta gioca con le parole eccessivamente, rendendo il tutto da un certo punto in poi poco comprensibile e parecchio confusionale. L'ultima parte inoltre mi sembra la promozione di un altro romanzo che ha scritto.
    Le darò un'altra possibilità leggendo altri suoi libri.

    Is this helpful?

    Kerèm 451 said on Dec 4, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Letto da: Laura.

    Ho cercato di trovare tra le aspre e asciutte parole della scrittrice qualcosa che toccase le corde della mia emotività ma non ci sono riuscita.
    Giocare con le parole come qui fa la Müller non è il mio stile preferito.

    Is this helpful?

    PeppeLaura said on Dec 3, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Boh! Non sono riuscito a farmi prendere, mi è sembrato slegato, criptico e durissimo. Spero che gli altri libri della scrittrice Premio Nobel siano un po' più per normali esseri umani.

    Is this helpful?

    Roberto Pericci said on Nov 30, 2011 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (29)
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 88 Pages
  • Publisher: Gruppo Editoriale L'Espresso
  • Publish date: 2011-11-11
Improve_data of this book