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Le vieux qui ne voulait pas fêter son anniversaire

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Editeur: Presses de la Cité

3.7
(3723)

Language:Français | Number of pages: 454 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) Swedish , Italian , Dutch , Danish , German , Portuguese , Norwegian , Spanish , Catalan , Chi traditional , English

Isbn-10: 2258086442 | Isbn-13: 9782258086449 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Paperback , Hardcover

Category: Fiction & Literature , History , Humor

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Description du livre
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  • 3

    Una sorta di Forrest Gump che, nella sua ingenuità, viene coinvolto ed addirittura scopriamo essere spesso l'elemento chiave, degli avvenimenti più importanti del XX secolo, incontrando tutte le ...continuer

    Una sorta di Forrest Gump che, nella sua ingenuità, viene coinvolto ed addirittura scopriamo essere spesso l'elemento chiave, degli avvenimenti più importanti del XX secolo, incontrando tutte le figure politiche di spicco del panorama mondiale, ma rimanendo sempre fedele a se stesso. Se la trama può essere intrigante, lo stile, inizialmente coinvolgente, alla lunga annoia e risulta essere molto ripetitivo.

    dit le 

  • 3

    Una sorta di Forrest Gump che, nella sua ingenuità, viene coinvolto ed addirittura scopriamo essere spesso l'elemento chiave, degli avvenimenti più importanti del XX secolo, incontrando tutte le ...continuer

    Una sorta di Forrest Gump che, nella sua ingenuità, viene coinvolto ed addirittura scopriamo essere spesso l'elemento chiave, degli avvenimenti più importanti del XX secolo, incontrando tutte le figure politiche di spicco del panorama mondiale, ma rimanendo sempre fedele a se stesso. Se la trama può essere intrigante, lo stile, inizialmente coinvolgente, alla lunga annoia e risulta essere molto ripetitivo.

    dit le 

  • 2

    Ah, Jonas Jonasson, furbacchione!

    Copi ignobilmente Paasilinna, e pure lo citi! Grandissimo figlio dell'IKEA e di tutti i mobili componibili di questo mondo!

    Racconto leggero leggero che nonostante ...continuer

    Ah, Jonas Jonasson, furbacchione!

    Copi ignobilmente Paasilinna, e pure lo citi! Grandissimo figlio dell'IKEA e di tutti i mobili componibili di questo mondo!

    Racconto leggero leggero che nonostante l'estenuante carellata di eventi storici in cui il protagonista Allen viene coinvolto e che privano il racconto di qualunque verosimiglianza, anche astratta, non mi ha divertito più di tanto.

    Riservato agli estimatori di Paasilinna (tra cui io non mi trovo) da cui l'autore ha attinto a piene mani sia per stile che per tipologia di personaggi, tutti (o quasi) beoni e privi di compasso morale.

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  • 5

    Libro meraviglioso, originale, spensierato e divertente!! Peccato la mole del libro che è sicuramente più facile da leggere come eBook. Consigliato, consigliato, consigliato!

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  • 5

    sul podio dei miei preferiti di sempre

    L'ho letto ormai da un sacco di tempo e ancora rimane nella mia Top 5 dei miei preferiti di sempre. Jonasson riesce ad intrecciare gli avvenimenti realmente accaduti nel mondo con la sua storia ...continuer

    L'ho letto ormai da un sacco di tempo e ancora rimane nella mia Top 5 dei miei preferiti di sempre. Jonasson riesce ad intrecciare gli avvenimenti realmente accaduti nel mondo con la sua storia puramente inventata, con una destrezza fine e mai forzata, un lessico ricercato e originale ma anche sboccato e chietto, un'ironia sottile e mai scontata, più sullo stile di Sheldon Cooper piuttosto che di Mr Bean. Un intreccio di avvenimenti, di flashback, di personaggi reali (da Stalin ad Einstein, dal presidente Truman a Nixon) e di fantasia, di luoghi e paesaggi sparsi in tutto il mondo e in tutte le età. Per farla breve, mi son fatta un sacco di risate, ed è riuscito persino a farmi interessare alla storia (materia che è sempre stata la mia più odiata a scuola!).

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  • 0

    Le tanto promesse risate della quarta di copertina sono arrivate solo alla fine del libro. Mi è sembrato tanto un Forrest Gump in salsa svedese senza avere i momenti di forza e di ilarità ...continuer

    Le tanto promesse risate della quarta di copertina sono arrivate solo alla fine del libro. Mi è sembrato tanto un Forrest Gump in salsa svedese senza avere i momenti di forza e di ilarità involontaria che invece aveva quel film. Da leggere proprio se non si ha niente di meglio a disposizione.

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  • 1

    Mha...surreale, che sarebbe un dato positivo se il romanzo avesse un corpo e uno spirito che sostengono la storia che si dipana. In realta', mentre lo leggo vedo solo un tentativo di emulare Quentin ...continuer

    Mha...surreale, che sarebbe un dato positivo se il romanzo avesse un corpo e uno spirito che sostengono la storia che si dipana. In realta', mentre lo leggo vedo solo un tentativo di emulare Quentin Tarantino o Daniel Pennac (per parlare di due tendenti al surreale) senza pero' la stessa presa visiva e testuale. Credo proprio che non portero' nemmeno a termine la lettura, per il momento e' fermo in stand-by da settimane...

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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    2

    Avevo in mente di leggere questo libro da un paio d'anni. Così, senza nessun motivo particolare. Forse mi attirava il titolo, o forse la copertina. Fatto sta che non mi sono mai decisa a comprarlo. ...continuer

    Avevo in mente di leggere questo libro da un paio d'anni. Così, senza nessun motivo particolare. Forse mi attirava il titolo, o forse la copertina. Fatto sta che non mi sono mai decisa a comprarlo. Poi mi è stato regalato per un caso fortuito, e ho pensato "che bello! Ora potrò finalmente iniziare a leggerlo!". Ma fin dai primi capitoli ha iniziato a non piacermi per niente; mi dispiace,ma io non riesco a fare dell'umorismo sulla morte e non riesco nemmeno a ridere se poi le colpe non vengono punite. Che insegnamento da questo libro? Che si può commettere qualsiasi tipo di reato e poi passarla liscia, basta essere gentili con le forze dell'ordine e inventarsi una versione che sia plausibile? (Che poi in questo libro non c'è niente di plausibile, basti pensare all'ELEFANTE nel giardino di Gunilla- vabbè finzione letteraria, ma fino a un certo punto). Volevo staccare la mente dai miei amati classici per una lettura più leggera, ma preferisco decisamente le 900 pagine di un libro come il conte di Montecristo alle 400 pagine piene di idiozie di quest'altro.

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