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Le vostre zone erronee

Di

Editore: Rizzoli

3.9
(583)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 208 | Formato: Altri

Isbn-10: 8817115320 | Isbn-13: 9788817115322 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: AndalÒ Tippet

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Health, Mind & Body , Philosophy , Self Help

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un libro interessante ed illuminante per certi versi, per altri versi, troppo eccessivo e "provocatore". Ma comunque da prendere in esame e farsi propri in pratica alcuni suggerimenti.

    ha scritto il 

  • 4

    Da leggere assolutamente

    Autoeducazione, verità, lo scopo è essere felici con se stessi senza preoccuparsi degli altri. La società e gli altri possono essere una barriera, possono deviare il tuo percorso ed i tuoi intenti ma sta a noi liberarci di loro e fare solo cio' che reputiamo buono.

    ha scritto il 

  • 4

    Le vostre zone erronee, Wayne W. Dyer, 1976
    Ogni tanto abbiamo bisogno di controllare i nostri comportamenti, se sono esagerate le nostre reazioni a quel che accade attorno, come le auto hanno bisogno del tagliando, altrimenti finiamo le pastiglie dei freni, l'olio del motore, i filtri... ...continua

    Le vostre zone erronee, Wayne W. Dyer, 1976
    Ogni tanto abbiamo bisogno di controllare i nostri comportamenti, se sono esagerate le nostre reazioni a quel che accade attorno, come le auto hanno bisogno del tagliando, altrimenti finiamo le pastiglie dei freni, l'olio del motore, i filtri...
    Tutti...

    ha scritto il 

  • 3

    non pensate alla gente che mormora e siate felici, il tempo è breve.

    Questo libro ha i suoi anni e li dimostra tutti soprattutto quando parla della famiglia e del ruolo della donna. E’ rivolto a persone problematiche che non risolveranno certamente i loro problemi con questa lettura, ma avranno bisogno di sette anni di psicoterapia con viaggio finale a Lourdes. ...continua

    Questo libro ha i suoi anni e li dimostra tutti soprattutto quando parla della famiglia e del ruolo della donna. E’ rivolto a persone problematiche che non risolveranno certamente i loro problemi con questa lettura, ma avranno bisogno di sette anni di psicoterapia con viaggio finale a Lourdes.

    Tuttavia qualche zona erronea ce l’abbiamo tutti: la continua ricerca dell’approvazione degli altri, il conformismo, la tendenza a procrastinare, la paura del cambiamento e dell’ignoto, i sensi di colpa e il senso del dovere.

    Vi è una parola, coniata da Albert Ellis, che designa la tendenza a incorporare certi supposti doveri nella propria vita. La parola è “musterbatiorì’. Tu ti “musterbi” ogni volta che ti comporti come hai la sensazione di dover comportarti, anche se preferiresti che il modo fosse un altro.

    Personalmente ho imparato da tempo a tenermi alla larga dalle persone lacrimose, che parlano preferibilmente solo di malattia e si lamentano per il gusto di farlo e non per cercare una soluzione ai loro problemi e non mi interessa più di tanto se sembro strana agli occhi della gente.

    Ho trovato comunque riflessioni interessanti,
    cerchiamo la giustizia in questa vita e, quando non si manifesta, tendiamo a cadere nell’ira, nell’angoscia o nella frustrazione. Di fatto, altrettanto producente sarebbe una nostra ricerca della fontana della giovinezza, o di altro mito simile. Non c’è giustizia. Non ve n’è. mai stata, e mai ve ne sarà. Il mondo non è fatto per contenere giustizia. I pettirossi mangiano i lombrichi. Questo non è giusto, per i lombrichi. I ragni mangiano le mosche. Questo non è giusto, per le mosche. Invece di pensare che una data cosa è ingiusta, decidi quello che veramente vuoi, trova modo di conseguirla e non curarti di ciò che un altro vuole o fa.

    Se non avete molto tempo saltate quasi tutto il libro e andate all’ultimo capitolo, lì trovate la tutto sulle persone felici perché libere dalle loro zone erronee.
    Secondo me neppure l’autore è completamente sereno altrimenti non sarebbe così pessimista nel parlare del rapporto di coppia:
    Il filo che si snoda lungo quasi tutti i matrimoni è quello del dominio-sottomissione

    e ancora:
    Qualsiasi rapporto nel quale due persone diventano una sola, dà come risultato finale due mezze persone
    e allora come la mettiamo con la mela di Platone?

    ha scritto il 

  • 3

    Mi aveva entusiasmato nell'adolescenza, ma rileggendolo oggi trovo che, salvando alcuni spunti interessanti, questo libro sia un inno all'egocentrismo e all'insensibilità verso i bisogni degli altri.

    ha scritto il 

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