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Le zéro et l'infini

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Editeur: Livre de Poche

4.2
(548)

Language:Français | Number of pages: 318 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , Spanish , German , Czech , Greek , Portuguese

Isbn-10: 2253003417 | Isbn-13: 9782253003410 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Fiction & Literature , History , Political

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Description du livre
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  • 4

    Autore e libro scoperti quasi per caso perché citati in riferimento alla burocrazia e a Kafka. Il libro scritto negli anni Quaranta racconta l'arresto di uno dei capi della Rivoluzione Russa con l'acc ...continuer

    Autore e libro scoperti quasi per caso perché citati in riferimento alla burocrazia e a Kafka. Il libro scritto negli anni Quaranta racconta l'arresto di uno dei capi della Rivoluzione Russa con l'accusa di essere un controrivoluzionario. Il romanzo racconta "l'assurdità" kafkkiana degli interrogatori e le riflessioni del protagonista scisso tra il bene dell'uomo e il bene dell'umanità. La fede nella Storia e la realtà che i suoi occhi vedono. Ragione e sentimento si scontrano, ma un sentimento terribilmente umano e una ragione disumana. In controluce vi si possono leggere tutte le altre rivoluzioni che hanno promesso un mondo migliore, quella Industriale, quella Francese; e forse anche quelle minuscole che ancora oggi si ripetono. Gli interrogativi che il testo pone restano senza soluzione, forse una lacrima è l'unica risposta.

    dit le 

  • 5

    Ideale, realtà e sacrificio

    Fino a che punto si può essere coerenti con sè stessi, prestare fede alla propria idea, dedicare e infine immolare la propria vita ad essa? Koestler porta sulla pagina la tragedia delle purghe stalini ...continuer

    Fino a che punto si può essere coerenti con sè stessi, prestare fede alla propria idea, dedicare e infine immolare la propria vita ad essa? Koestler porta sulla pagina la tragedia delle purghe staliniane, e lo fa con una prosa scorrevole e penetrante, facendo rivivere l'orrore della prigionia e della tortura attraverso gli occhi di un funzionario del Partito, accusato di cospirazione sovversiva. La storia di Rubascёv è identica a quella di migliaia di altri come lui: egli appartiene alla generazione rivoluzionaria del '17, che posò sulle ceneri dell'impero zarista il basamento dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche (CCCP). Rubasёv rappresenta la stessa generazione che negli anni Trenta pagò con la vita il rifiuto verso un'ortodossia politica che essa stessa aveva imposto. Il tema del sacrificio personale in favore di un'idea - nonostante la propria aderenza ad essa sia vacillante, o compromessa, o addirittura assente, facendo del sacrificio stesso un paradosso - è il centro di gravità di questo romanzo. Rubascёv protegge il frutto della sua idea non ammettendo indulgenza, è razionalmente consapevole di essere una minaccia verso il mondo che ha contribuito a costruire, ma nel quale, allo stesso tempo, non riesce più a riconoscersi moralmente, per l'abisso etico che li separa. Buio a mezzogiorno mette a nudo tutta la crudeltà e il cinismo del terrore sovietico, ma dall'altra parte ne motiva il senso, lo riveste di un velo di razionalità, ne dimostra la bontà in quanto espediente dedicato all'autoconservazione. La sceltà di Rubascёv è dettata da necessità storica.

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  • 3

    Interessante scorcio della rivoluzione russa (ma anche di tutte le rivoluzioni che si rispettino) visto dall'interno. Per leggerlo ci vuole pazienza e una buona propensione all'ascolto: il vecchio Rub ...continuer

    Interessante scorcio della rivoluzione russa (ma anche di tutte le rivoluzioni che si rispettino) visto dall'interno. Per leggerlo ci vuole pazienza e una buona propensione all'ascolto: il vecchio Rubasciov ne ha per tutti ma soprattutto per se stesso.

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  • 5

    Ca-po-la-vo-ro!

    Un libro imperdibile, indimenticabile: ca-po-la-vo-ro. Romanzo eccezionale: la Vittima e Il Carnefice, etica dell' intenzione contro etica della responsabilità: l'Uomo, l'individuo annientato dall'Ide ...continuer

    Un libro imperdibile, indimenticabile: ca-po-la-vo-ro. Romanzo eccezionale: la Vittima e Il Carnefice, etica dell' intenzione contro etica della responsabilità: l'Uomo, l'individuo annientato dall'Idea..L'Io schiacciato da una presunta, sbandierata Umanità, che diventa l'alibi di un cieco totalitarismo...L'Uomo è fallace, le Idee ancora di più. Anche splendito trattato filosofico e di teoria politica.

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  • 4

    Senza tesi

    E senza ipotesi. I romanzi che preferisco, quelli che riescono a farti riflettere fino all'ultima pagina e ti lasciano con un senso di compiutezza pur non avendo risposto a nessuna delle cento domande ...continuer

    E senza ipotesi. I romanzi che preferisco, quelli che riescono a farti riflettere fino all'ultima pagina e ti lasciano con un senso di compiutezza pur non avendo risposto a nessuna delle cento domande che sollevano. Cinico e tenero.

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  • 5

    Buio a mezzogiorno è un libro bellissimo anche se non sempre di facile lettura soprattutto nella parte finale dove c'è una vera e propria dissertazione sui principi del comunismo e le cause del suo in ...continuer

    Buio a mezzogiorno è un libro bellissimo anche se non sempre di facile lettura soprattutto nella parte finale dove c'è una vera e propria dissertazione sui principi del comunismo e le cause del suo insuccesso, peraltro molto interessante. Come atmosfera e descrizione del sistema totalitario mi ha ricordato molto 1984 di Orwell, di cui consiglio la lettura

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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    3

    Il bolscevico nel suo labirinto

    E' forse un paradosso in termini questo romanzo: è possibile trovare una giustificazione razionale alla propria insensata condanna a morte? La cifra fondamentale di questo libro è questa, questo il di ...continuer

    E' forse un paradosso in termini questo romanzo: è possibile trovare una giustificazione razionale alla propria insensata condanna a morte? La cifra fondamentale di questo libro è questa, questo il dilemma in cui si trova il leader bolscevico Rubasciov incarcerato in un clima di purghe staliniane. La narrazione risulta viva e di grande potenza quando ci descrive l'interazione del prigioniero con il mondo esterno - la comunicazione con i compagni di prigionia; gli interrogatori, veri snodi narrativi; gli eventi del passato di Rubasciov. Invece quando l'autore tenta di entrare nella testa del prigioniero sembra trasformarlo in una voce narrante, un megafono per costruire una critica storicistica, razionalista e profondamente marxista (ancora!) dell'assurdità del terrore staliniano. E quindi Koestler tenta di spiegare l'inspiegabile, di sondare l'insondabile, di trovare una ragione in ciò che razionalità più non ha (se mai la ha avuta). E queste sono le parti del romanzo invecchiate peggio: se per contestare la teorizzazione estrema ed assoluta di ogni agire politico, anche il più efferato, si usano gli stessi strumenti (analisi razionalista e storicistica come in un trattato teorico) non c'è via di uscita.
    Ormai per noi, figli del pensiero debole, l'insensato e l'assurdo sono moneta comune del mondo….

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  • 4

    E’ raro che un romanzo avvinca in modo così pregnante. Lascia stupefatti l’intrico nel quale viene a trovarsi invischiato il protagonista, staliniano caduto in disgrazia, e non solo lui...: un orrendo ...continuer

    E’ raro che un romanzo avvinca in modo così pregnante. Lascia stupefatti l’intrico nel quale viene a trovarsi invischiato il protagonista, staliniano caduto in disgrazia, e non solo lui...: un orrendo mare di assurda crudeltà raccontata con la classe di un altissimo scrittore e la lucidità di un intellettuale potente.

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  • 4

    Da leggere in accoppiata a "La scheggia" di Zazubrin. Questi due libri sono in un certo senso complementari, la trama è pressochè identica, però mentre uno (Zazubrin) è un pugno nello stomaco, fa star ...continuer

    Da leggere in accoppiata a "La scheggia" di Zazubrin. Questi due libri sono in un certo senso complementari, la trama è pressochè identica, però mentre uno (Zazubrin) è un pugno nello stomaco, fa star male fisicamente, l'altro è più riflessivo e psicologico. In uno la violenza è esplicita, non viene nascosto niente, nell'altro non si vede mai, ma si respira. Insomma, due facce della stessa medaglia, necessarie entrambe per comprendere il fenomeno.

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