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Leaves of Grass

By

Publisher: Rebound by Sagebrush

4.2
(1995)

Language:English | Number of Pages: | Format: School & Library Binding | In other languages: (other languages) French , Chi traditional , Spanish , Italian , German , Portuguese

Isbn-10: 061364056X | Isbn-13: 9780613640565 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Paperback , Others , Audio Cassette , Library Binding , Audio CD , Unbound , eBook

Category: Fiction & Literature , Philosophy , Religion & Spirituality

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Book Description
Described by Emily Dickinson as "disgraceful" and by Emerson as "the most extraordinary piece of wit and wisdom that America had yet contributed" to world literature, Leaves of Grass is more than a literary performance. In his departure from the rules of conventional poetry, his breaking down of the metered line, and his discarding of the obligatory rhyme-scheme, Whitman captures the vigorous spirit of the whole American nation. This edition reproduces the 1891-2 text and includes Whitman's preface to the 1855 edition, as well as Emerson's famous letter of 1855, greeting Whitman "at the beginning of a great career."
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  • 2

    che noia

    Se questo è il poeta dell'america...bè si capisce perché hanno il maggior consumo di psicofarmaci al mondo...a me è sembrato vuoto, un'inutile autoesaltazione basata sul senso di terrore-piacere dati ...continue

    Se questo è il poeta dell'america...bè si capisce perché hanno il maggior consumo di psicofarmaci al mondo...a me è sembrato vuoto, un'inutile autoesaltazione basata sul senso di terrore-piacere dati dall'incontro col sublime. Non si va oltre lo stupor...che si va bene un po'...però poi, che noia.

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  • 3

    Io e la poesia non andiamo molto d'accordo, un po' come gli haiku giapponesi che, sì, riconosco siano molto belli e particolari, ma poi mi scivolano addosso come aria.
    Ho sempre pensato che la poesia ...continue

    Io e la poesia non andiamo molto d'accordo, un po' come gli haiku giapponesi che, sì, riconosco siano molto belli e particolari, ma poi mi scivolano addosso come aria.
    Ho sempre pensato che la poesia fosse evanescente. Finchè ho letto il vecchio Walt.
    Non posso dire che non mi sia assolutamente piaciuto, alcune parti sono meravigliosamente meravigliose, ma altre (gli infiniti elenchi) le ho trovate un pochino pesanti e, a lungo andare, ripetitive.
    Detto ciò, vorrei tanto, chissà come e chissà quando, incontrare Walt, farci una passeggiata insieme, diventare amica sua, raccontargli poco di me e starmene zitta (cosa rara per me) ad ascoltare quello che lui ha da raccontare di me (che secondo me ne sa più lui di me che non io stessa), conscia del fatto che dal caro Walt ho solo da imparare.

    said on 

  • 5

    Un poeta vigoroso.
    Il cantore dei grandi spazi e dell'amore per la natura.
    Immenso.

    I "Desaparecidos" della Letteratura
    di Ermanno Bartoli n.4
    Autori Introvabili o quasi

    WALT WHITMAN
    -
    “ATTIMI FUGGEN ...continue

    Un poeta vigoroso.
    Il cantore dei grandi spazi e dell'amore per la natura.
    Immenso.

    I "Desaparecidos" della Letteratura
    di Ermanno Bartoli n.4
    Autori Introvabili o quasi

    WALT WHITMAN
    -
    “ATTIMI FUGGENTI”
    (1819-1892)

    “Dove andiamo Walt Whitman?
    Le porte chiudono tra un'ora.
    Dove punta stasera la tua barba?”
    (Allen Ginsberg)

    Ricordo - nostalgia di tempi più consoni al rispetto dell'uomo, non tanto della mia gioventù o della bellissima infanzia trascorsa - una vecchia antologia di "Epica" con la copertina rosso-mattone. Ricordo che a piè delle pagine di Omero e Virgilio, ogni tanto il curatore aveva pensato bene di inserire alcune frasi di autori stranieri: su tutti Emerson e Whitman. Frasi che puntualmente appuntavo s'un quadernetto di quelli con la copertina nera e il taglio delle pagine rosso. L'antologia non l'ho più, ma le frasi sono rimaste. Fra le tante, due mi colpirono in particolare; la prima è di Emerson, l'altra di Whitman:
    «Niente è infine sacro al di fuori dell'integrità della mente» e «Tutta la teoria dell'Universo si rivolge immancabilmente ad un unico individuo - ossia a te».
    Mi colpirono entrambe in egual misura. Ma mentre la frase di Emerson mi sarebbe balzata agli occhi in tutta la sua importanza tempo dopo, in anni che definire bui sarebbe un complimento, quella di Whitman mi catturò subito e mi spronò in una ricerca che ancor oggi continua.
    Erano gli anni dei due Kennedy e di Papa Giovanni; e i demiurghi dello spappolamento dell'"Io" e dello sberleffo alla vita e a tutto quanto erano ancora di là da venire; così come era ancora di là da venire certa "libidinosa" scelta tutta italiana, a lungo andare rivelatasi poi infausta, di privilegiare fino all'esasperazione certi autori ispirati a una visione "maledetta" del vivere... e quegli esponenti della "Giovane Germania" sorta intorno al 1830, in opposizione a un romanticismo primevo ormai detestato al quale fu dato un calcio nel sedere con tanti saluti.
    Oggi, alla vigilia del nuovo millennio secondo la concezione umana del tempo, rimane in me l'immagine di quel quaderno e di quelle frasi spuntate sopra senz'ordine. E rimangono le successive scoperte di nuovi autori fra i quali il vecchio Walt ha un posto di tutto rispetto; se non addirittura di capostipite. A quell'immagine vorrei tornare, non in una qualsiasi e patetica "operazione nostalgia", ma a segnalazione di un trampolino validissimo dal quale partire per andare incontro, con meno frustrazioni di oggi se possibile, agli anni che verranno.

    PICCOLI STRALCI DALLA POETICA DI WHITMAN
    «Ti è mai sbocciata un'ora»
    Ti è mai sbocciata un'ora,
    un improvviso lampo divino, che precipita e dissolve tutte queste bolle di mode e ricchezze?
    Gli avidi fini commerciali - libri, politica, arte, galanteria,in assoluto nulla?
    (da «Lungo la strada»)

    «Perfezioni»
    Essi soli capiscono se stessi, e i loro simili,
    come solo le anime capiscono le anime.
    (da «Lungo la strada»)

    «Ahimè! Ahi vita!»
    Ahimè, ahi vita! domande come queste mi perseguono,
    D'infiniti cortei d'infedeli, città gremite di stolti,
    Io che sempre rimprovero me stesso (perché chi più stolto di me, chi più di me infedele?)
    D'occhi che invano anelano la luce, scopi meschini, lotta rinnovata ognora,
    Degli infelici risultati di tutto, le sordide folle anfananti, che in giro mi vedo,
    Degli anni inutili e vacqui degli altri, e io che m'intreccio con gli altri,
    La domanda, ahimè, che così triste mi persegue - che v'è di buono in tutto questo, o
    Vita, ahimè?
    RISPOSTA
    Che tu sei qui - che esistono la vita e l'individuo,
    Che il potente spettacolo continua, e che tu puoi contribuirvi con un tuo verso.

    Nient'altro d'aggiungere. Sennonché Peter Weir, Robin Williams e il loro "AttimoFuggente" sarebbero arrivati poi... e che i maniacali amatori delle domande a qualsiasi costo e senza risposta (guai a lei nel caso ci fosse!) sui perché, i percome, i perquando e i perdovecomequandostiamoandando sono, ahimè, ahi Vita!.. - nonostante tutto il romanticismo d'un ricordo scolastico rosso-mattone permettetemelo... - serviti.

    (Ermanno Bartoli - 1998)
    www.webalice.it/barlow

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  • 4

    Qualcuno scrisse con un pizzico di malevolenza che Victor Hugo era un pazzo che si credeva Victor Hugo. Mutatis mutandis, lo stesso si può dire per Whitman: un pazzo che si credeva Walt Whitman. ...continue

    Qualcuno scrisse con un pizzico di malevolenza che Victor Hugo era un pazzo che si credeva Victor Hugo. Mutatis mutandis, lo stesso si può dire per Whitman: un pazzo che si credeva Walt Whitman.

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  • 3

    Letto da: Simone

    Tante massime da sottolineare, come ovvio in un poeta ripreso spesso dalle campagne pubblicitarie: tuttavia, da amante del sonetto e delle poesie brevi, ancor meglio se regolari, non ...continue

    Letto da: Simone

    Tante massime da sottolineare, come ovvio in un poeta ripreso spesso dalle campagne pubblicitarie: tuttavia, da amante del sonetto e delle poesie brevi, ancor meglio se regolari, non riesco a farmi granch'è piacere questi pochi testi "fluviali" da mille e più versi ciascuno.

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  • 4

    Imperturbabile, a mio agio con la natura,
    Signore o signora di tutto, sicuro nel mezzo delle cose irrazionali,
    Impregnato come esse, passivo, ricettivo, silente com'esse,
    Scopro che le mie preoccupazi ...continue

    Imperturbabile, a mio agio con la natura,
    Signore o signora di tutto, sicuro nel mezzo delle cose irrazionali,
    Impregnato come esse, passivo, ricettivo, silente com'esse,
    Scopro che le mie preoccupazioni, povertà, fama, debolezze, delitti sono meno importanti di quanto pensavo,
    Verso il Golfo del Messico, o Mannahatta o il Tennessee, o l'estremo Nord o l'entroterra,
    Rivierasco, o boscaiolo, o agricoltore in ciascuno di questi stati, o in quelli della costa, o dei laghi o nel Canadà.
    Ovunque viva la mia vita, oh, essere equilibrato in ogni contingenza,
    E confrontare la notte, le bufere, la fame, il ridicolo, gli accidenti, le sconfitte, come sanno le piante e gli animali.

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