Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Lector in fabula

La cooperazione interpretativa nei testi narrativi

Di

Editore: Bompiani (Tascabili saggi, 27)

4.1
(286)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 250 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8845248062 | Isbn-13: 9788845248061 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Education & Teaching , Non-fiction , Textbook

Ti piace Lector in fabula?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 3

    de te fabula narratur...

    ... ovvero 'come ti frego il lettore' dal punto di vista di chi costruisce un intreccio e vuole appunto catturarci l'ingenuo lettore o il lettore ingenuo (che non sono proprio la stessa roba!).


    tolti i deliri schematistici, che trasformano i testi quasi in equazioni e formule matematiche, ...continua

    ... ovvero 'come ti frego il lettore' dal punto di vista di chi costruisce un intreccio e vuole appunto catturarci l'ingenuo lettore o il lettore ingenuo (che non sono proprio la stessa roba!).

    tolti i deliri schematistici, che trasformano i testi quasi in equazioni e formule matematiche, rimane un saggio forse ostile al lettore in alcuni punti ma ben scritto - con il consueto bello stile di Eco, forse qui, anche ovviamente, più virato sull'accademico - e utile come strumento di destrutturazione.

    grande scoperta i racconti brevissimi di Alphonse Allais usati come prova empirica del ruolo del lettore come cooperante nella tessitua testuale!

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro in cui Eco oscilla tra un semiformalismo quasi barthesiano e una rigidità d'analisi a tratti invalicabile. E' un bellissimo testo, soprattutto se l'occhio va oltre l'applicazione ai testi narrativi, assumendo una concezione di testo decisamente più ampia e complessa. Una pietra miliare, ...continua

    Un libro in cui Eco oscilla tra un semiformalismo quasi barthesiano e una rigidità d'analisi a tratti invalicabile. E' un bellissimo testo, soprattutto se l'occhio va oltre l'applicazione ai testi narrativi, assumendo una concezione di testo decisamente più ampia e complessa. Una pietra miliare, una diga necessaria tra il claustrofobico strutturalismo e la delirante ermeneutica decostruzionista.

    ha scritto il 

  • 3

    Il solito Eco

    Se è vero che il testo è il centro di tutto, è anche vero che uno stesso testo cambia completamente a seconda non solo da chi lo scriva (anche nel caso lo ricopi passo passo) ma soprattutto da chi lo legge. Il ruolo del lettore (da cui il titolo dell'edizione inglese) è insomma fondamentale non s ...continua

    Se è vero che il testo è il centro di tutto, è anche vero che uno stesso testo cambia completamente a seconda non solo da chi lo scriva (anche nel caso lo ricopi passo passo) ma soprattutto da chi lo legge. Il ruolo del lettore (da cui il titolo dell'edizione inglese) è insomma fondamentale non solo nell'interpretazione di un testo, ma anche nella sua stessa essenza. Eco sa dimostrare tutto ciò anche facendo ricorso a delle complesse equazioni matematiche poste a fine libro, equazioni che mi piacerebbe sapere chi ha controllato e chi ha compreso davvero. Io, no.

    ha scritto il 

  • 4

    Quando si parla di Eco docet, in qualità di docente di semiotica, parliamo inevitabilmente di un cervello incommensurabile che guida noi poveri mortali alla scoperta di quello che i segni, o meglio i testi nella loro completezza, dicono e non dicono. In questo manuale ci si occupa esclusivamente ...continua

    Quando si parla di Eco docet, in qualità di docente di semiotica, parliamo inevitabilmente di un cervello incommensurabile che guida noi poveri mortali alla scoperta di quello che i segni, o meglio i testi nella loro completezza, dicono e non dicono. In questo manuale ci si occupa esclusivamente di testi narrativi scritti, con i due capitoli finali dedicati alla messa in pratica delle teorie affrontate nelle pagine precedenti. Si ripercorrono gli albori della teoria d'interpretazione dei testi con numerosi riferimenti a studi precedentemente affrontati dallo stesso Eco. Molte cose sono state rivedute e corrette negli anni seguenti anche dallo stesso autore, ma si tratta comunque di un'ottimo testo di semiotica interpretativa.

    Ottimi il 4° e il 7° capitolo sulla cooperazione testuale e sulle passeggiate inferenziali.
    Inaffrontabile (per la sottoscritta sia chiaro) il 2° capitolo. Anche dopo tre anni di semiotica, per quanto Eco possa essere abile con le parole, il massimo che riesco a metabolizzare di Peirce è la distinzione fra icona, indice e simbolo. Stop.

    Solo una critica per quanto riguarda la definizione di codice linguistico a mio avviso troppo protratta nel testo per rendere scorrevoli i primi 3 capitoli.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro non va letto, va studiato!
    Non posso dire che mi sia piaciuto, ma non perche' l'abbia trovato brutto o noioso, bensi' perche' non ho capito molto! In barba agli avvertimenti nell'introduzione, dove Eco si rivolge ad un lettore che conosca gia' la semiotica testuale, ho intrapres ...continua

    Questo libro non va letto, va studiato!
    Non posso dire che mi sia piaciuto, ma non perche' l'abbia trovato brutto o noioso, bensi' perche' non ho capito molto! In barba agli avvertimenti nell'introduzione, dove Eco si rivolge ad un lettore che conosca gia' la semiotica testuale, ho intrapreso questa lettura praticamente intellettualmente disarmato. Nel terzo capitolo mi sono anche sorbito la dimostrazione per cui questo libro ancora non fa per me (che beffa!): Eco parla del Lettore Modello, e se ho capito bene, definisce cosi' il destinatario ideale di un testo. A sua volta il testo viene scritto immaginando che venga letto da una persona che possieda un bagaglio culturale tale da consentirgliene la comprensione. Questo bagaglio culturale si chiama enciclopedia e nel mio caso piu' che attingervi si e' trattato di raschiare il fondo del barile. Infatti chi non ha un'enciclopedia che gli consenta l'accesso al testo, e' brutalmente tagliato fuori dal discorso. A quanto pare un autore puo' essere veramente sadico!
    Non di meno mi sono gustato molto questa lettura, se non altro come sfida intellettuale. Immagino che avendo dimestichezza con una certa terminologia si possa assimilare di piu'. Dopotutto come dice Eco la semiotica serve per descrivere in termini non intuitivi processi intuitivi.
    La struttura dell'opera e' pulitissima e le definizioni chiare, ma se saltano fuori parole mai incontrate in precedenza c'e' poco da fare. In particolare il secondo capitolo su Pierce, e l'ottavo ed il nono sulle strutture di mondi e quelle attanziali (eh?) e ideologiche mi rimangono totalmente oscuri (e non per la notazione o i formalismi). Quanto agli altri capitoli, quando non compaiono termini astrusi, si riesce a seguire abbastanza il discorso e fortunatamente gli ultimi due capitoli sono dei veri salvagenti. In essi si analizzano concretamente dei testi applicando la teoria esposta nel resto del libro, cosi' da dare esempi pratici. Non pensavo che dietro un testo apparentemente innocuo si potessero celare cosi' tante insidie. E dire che cercavo semplicemente un ancoraggio teorico al discorso "quello che vuol dire l'autore" vs "quello che capisce il lettore" vs "quello che effettivamente dice il testo". Ho trovato molto di piu' e sono stato piacevolmente travolto da cotanta sapienza (a fine lettura ero decisamente frastornato).
    Essendo un saggio di trenta anni fa' suppongo che nel frattempo di acqua sotto i ponti ne sia passata parecchia, quindi non so se sia ancora attuale o meno. Senza dubbio e' interessante.

    ha scritto il 

  • 5

    Il lettore c'è sempre, non è mai innocente!

    Il sottotitolo, la cooperazione interpretativa nei testi narrativi, è tutto un programma. Sì, non è stata messa per rendere meno ostico il motto latino modificato. Un libro denso, strutturalmente perfetto, di facile lettura se si va lenti e se si è letto abbastanza (del resto anche le lezioni ame ...continua

    Il sottotitolo, la cooperazione interpretativa nei testi narrativi, è tutto un programma. Sì, non è stata messa per rendere meno ostico il motto latino modificato. Un libro denso, strutturalmente perfetto, di facile lettura se si va lenti e se si è letto abbastanza (del resto anche le lezioni americane di Calvino richiedono preparazione). Se quando lo si è terminato ci si sente meno puri, meno neutri e qualche dubbio ci angustia, "Quell'autore non mi era piaciuto: non sarà colpa mia?", non lasciatevi prendere dal senso di colpa: può darsi che l'autore non abbia rappresentato l'Universale, ha però messo uno specchio davanti a tutti noi. Lo specchio di Alice, attraverso cui, volenti o nelenti si entra nel testo.

    ha scritto il 

Ordina per