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Lee Konitz

Conversazioni sull'arte dell'improvvisatore

Di ,

Editore: EDT ( Siena Jazz )

4.3
(7)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 368 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8860405300 | Isbn-13: 9788860405302 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Francesco Martinelli

Genere: Musica

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Descrizione del libro
Lee Konitz, considerato il più importante interprete dello stile cool sul sassofono contralto, ha forgiato un sound unico tra i musicisti della sua generazione, riuscendo a percorrere una strada indipendente e alternativa rispetto a quella di Charlie Parker, il più influente sassofonista della storia del jazz. La sua carriera comincia nell'orchestra di Claude Thornhill verso la fine degli anni Quaranta, quando entra in contatto con Miles Davis e Gil Evans, con i quali parteciperà poi alle storiche incisioni di Birth of the Cool. Grande importanza nella sua fase formativa la ricopre anche Lennie Tristano, musicista con cui intrattiene un complesso rapporto e con il quale inciderà alcuni memorabili dischi: attraverso la scuola di Tristano incontra il tenorsassofonista Warne Marsh, che diventerà una sorta di suo alter ego musicale. L'ingaggio con Stan Kenton lo porterà quindi al centro della scena del jazz mondiale, segnando l'inizio della sua maturità artistica.
Andy Hamilton traccia in questo volume la storia umana e professionale di Konitz, e ne discute le idee mettendo a fuoco alcuni temi chiave: dal valore della melodia alla forma "tema con variazioni", dalle qualità del timbro al sound come cifra stilistica, fino a toccare il cuore delle sue convinzioni in merito alla dialettica fra composizione e improvvisazione. Costruito attraverso una serie di approfondite conversazioni con Konitz, il libro coinvolge nella forma dell'intervista numerosi altri personaggi fondamentali del mondo del jazz, da Gunther Schuller a Sonny Rollins ed Enrico Pieranunzi, offrendo un panorama completo e approfondito del pensiero e dell'arte del sassofonista americano, accompagnato da dettagli inediti sulle esperienze con grandi musicisti come Charles Mingus, Bud Powell e Bill Evans.
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    sessant'anni di storia del jazz in una conversazione a più voci

    Spesso ci si occupa dei jazzisti in modo sistematico quando carriera ed esistenza - si sono concluse. Al contrario il denso volume di Andy Hamilton “Lee Konitz. Conversazioni sull’arte dell’improvvisatore” (Edt, in collaborazione con la Fondazione Siena Jazz) ruota attorno all’ottantatreenne a ...continua

    Spesso ci si occupa dei jazzisti in modo sistematico quando carriera ed esistenza - si sono concluse. Al contrario il denso volume di Andy Hamilton “Lee Konitz. Conversazioni sull’arte dell’improvvisatore” (Edt, in collaborazione con la Fondazione Siena Jazz) ruota attorno all’ottantatreenne altosassofonista americano, ancora in piena attività. “Lee Konitz. Conversazioni sull’arte dell’improvvisatore” – dedicato alla memoria di Lennie Tristano, nato come progetto per un’autobiografia - si è trasformato: in una serie di interviste svoltesi "nel corso di diversi anni nell’appartamento di Konitz a Colonia, e in occasione di festival e ingaggi vari a Hull, Coventry, Londra, in Toscana e a Parigi, oltre che per telefono (…) la vita del sassofonista viene raccontata in ordine cronologico, divisa in capitoli tematici dedicati all’improvvisazione, allo strumento e al materiale". Le undici sezioni si occupano, così, di Giovinezza e inizio carriera; Modelli formativi. L.Tristano, C. Parker e L. Young; Lavorare con Tristano; Primi collaboratori. M. Davis e W.Marsh; Gli anni ’50. S. Kenton e primi progetti da leader; L’arte dell’improvvisazione; Gli anni ’60. Motion; Lo strumento; Gli anni ’70; Il materiale. Standard, blues e free; Dagli anni ’80 a oggi. Andy Hamilton, in un certo senso, si è messo al servizio di Lee Konitz costruendo un intero libro di interviste attorno ad un jazzista che "è pronto a discutere i principi teorici della propria arte, e non ha paura di esprimere francamente i propri commenti sui colleghi musicisti". Quando il volume era vicino alla conclusione, l’autore ha coinvolto altri musicisti in brevi interviste che integrano i vari capitoli, dialogando di Konitz con una cinquantina di jazzmen, da John Zorn a Billy Bauer, da Bob Brookmeyer ad Enrico Pieranunzi. Andy Hamilton insegna filosofia, storia ed estetica del jazz all’università di Durham (Inghilterra). Ha collaborato con varie riviste di jazz e musica contemporanea come Jazz Journal e The Wire ed edito il volume "Aesthetics and Music"(2007)." Luigi Onori, dal sito casa del Jazz

    Andy Hamilton ha creato con questo volume una formula vincente. Più interessante sia di una autobiografia che di un libro teorico, questa conversazione con Konitz illumina non solo la sua carriera ma la storia del jazz dagli anni Quaranta al 2000, da Tristano a Jarrett; le brevi interviste su Konitz arricchiscono i punti di vista. Il sassofonista di Chicago è sincero su se stesso ancora prima che su gli altri, e le sue autocritiche sono a volte crudeli. Spesso assai divertente, sempre penetrante, il libro è obbligatorio per gli studenti di jazz. Peccato solo il brutto attacco a Braxton, lasciato nel libro credo perchè e polemiche aiutano le tirature. Ma è una delle tante debolezze di cui Konitz stesso è cosciente, e che lo rendono più umano e vicino all'ascoltatore. Sono molto felice di averlo potuto curare in italiano collaborando con Andy.

    ha scritto il