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Leer Lolita En Teheran

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Publisher: Quinteto

4.1
(2289)

Language:Español | Number of Pages: 448 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) English , Portuguese , German , Italian , French , Slovenian

Isbn-10: 8496333159 | Isbn-13: 9788496333154 | Publish date: 

Also available as: Hardcover

Category: Education & Teaching , Fiction & Literature , Political

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Book Description
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  • 4

    Grande scoperta

    Finora i libri che ho letto di questo genere non mi sono minimamente piaciuti, ma questo prometteva bene fin dal titolo ed ha mantenuto la promessa.
    Oltre a conoscere una realtà lontana, insegna ad in ...continue

    Finora i libri che ho letto di questo genere non mi sono minimamente piaciuti, ma questo prometteva bene fin dal titolo ed ha mantenuto la promessa.
    Oltre a conoscere una realtà lontana, insegna ad interpretare profondamente alcuni classici della letteratura ed è bello leggerne anche se non sono stati mai aperti o non si ricordano. La chiave di lettura è la vita e quindi si comprendono a prescindere.
    Scritto molto bene, forse l'unica pecca sono dei passaggi temporali un po' troppo repentini che definirei confusi, ma si afferrano dopo poche righe.
    In conclusione, lo definirei istruttivo, per molti aspetti, e per niente noioso.

    said on 

  • 5

    Leggere Lolita a Teheran

    Libro meraviglioso. Ogni amante della letteratura deve leggere questo libro. Tantissimi insegnamenti profondi, sulla vita delle donne, sulla storia dell'Iran, sulla letteratura, su tanti autori e libr ...continue

    Libro meraviglioso. Ogni amante della letteratura deve leggere questo libro. Tantissimi insegnamenti profondi, sulla vita delle donne, sulla storia dell'Iran, sulla letteratura, su tanti autori e libri più o meno famosi. Scritto divinamente bene, scorrevole, intenso, pieno di parti meravigliose da trascrivere e conservare. Bellissimo!

    said on 

  • 5

    Quando ho cominciato questo libro sapevo già che mi sarebbe piaciuto. E carica di aspettative, l'ho letteralmente adorato. E' il libro per chi ama la letteratura, la multiculturalità, la diversità, la ...continue

    Quando ho cominciato questo libro sapevo già che mi sarebbe piaciuto. E carica di aspettative, l'ho letteralmente adorato. E' il libro per chi ama la letteratura, la multiculturalità, la diversità, la lotta.

    said on 

  • 5

    "Leggere Lolita a Teheran", il secondo coinvolgente libro che ho letto in questo nuovo anno. Iniziato un paio di giorni prima dell'attentato alla redazione satirica francese si è rivelato molto utile, ...continue

    "Leggere Lolita a Teheran", il secondo coinvolgente libro che ho letto in questo nuovo anno. Iniziato un paio di giorni prima dell'attentato alla redazione satirica francese si è rivelato molto utile, non certo per capire la tragicità dei nuovi avvenimenti terroristici ma per approfondire quello che è accaduto all'Iran negli anni '80 e '90 e di quanto la popolazione sia stata colpita, non solo dalla guerra con l'Iraq, quanto e soprattutto dalla dittatura. Chi scrive "Leggere Lolita a Teheran" è una donna, una professoressa di Letteratura, nata in una famiglia liberale, cresciuta in un Iran in cui si era liberi, formatasi culturalmente non solo nella sua patria ma anche in Inghilterra ed in America. L'autrice narra del suo ritorno in Iran, della sua difficoltà e caparbietà nel diffondere, all'interno dell'Università, romanzi occidentali come Il grande Gatsby, Orgoglio e Pregiudizio e tanti altri che agli occhi di molti erano peccaminosi e deleteri simboli di un Occidente che loro odiavano.
    "Solo attraverso la letteratura ci si può mettere nei panni di qualcun altro, comprenderlo negli aspetti più reconditi e contraddittori del suo carattere ed evitare così di emettere condanne troppo severe. Al di fuori della sfera letteraria, di una persona si riesce a cogliere soltanto la superficie. Ma se si arriva a capire davvero qualcuno, a conoscerlo, non è facile mandarlo al patibolo..."

    Poi arriva il momento in cui l'autrice si dimette dal suo ruolo di professoressa e sceglie poche allieve per poter continuare a parlare di letteratura, in segreto, nel salotto della sua dimora. Così il romanzo si dipana su più livelli, tutti interessanti e necessari per comprendere ciò che si viveva in quegli anni, ciò che le donne, specialmente, hanno dovuto subire. Così il salotto della professoressa si trasforma in un nido dove letteratura e vita reale si mescolano: Lolita sì, ma anche amori, sesso, chador, divieti, passaporti per emigrare in paesi di libertà. Fuori le bombe della guerra Iran-Iraq cadono senza sosta, portando disastri, morti e nevrosi in chi sopravvive.
    "Se mi rivolsi ai libri fu perché erano l'unico rifugio che conoscevo, ciò di cui avevo bisogno per sopravvivere, per proteggere una parte di me stessa che sentivo sempre più in pericolo".

    In alcuni punti ammetto non è molto scorrevole e sono le pagine di critica letteraria, per il resto è un piccolo gioiellino e ringrazio la vita per averlo incontrato nel mio cammino di lettrice ma anche e specialmente di donna.

    «La mia fantasia ricorrente è che alla Carta dei Diritti dell'Uomo venga aggiunta la voce: diritto all'immaginazione. Ormai mi sono convinta che la vera democrazia non può esistere senza libertà di immaginazione e il diritto di usufruire liberamente delle opere di fantasia. Per vivere una vita vera, completa, bisogna avere la possibilità di dar forma ed espressione ai propri mondi privati, ai propri sogni, pensieri e desideri: bisogna che il tuo mondo privato possa sempre comunicare col mondo di tutti. Altrimenti, come facciamo a sapere che siamo esistiti?

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  • 5

    Un libro che parla di libri, poesia pura pagina dopo pagina. Leggendo questo libro ti vien voglia di leggerne altri 10. Un'analisi dei capolavori della letteratura americana e russa visti con gli occh ...continue

    Un libro che parla di libri, poesia pura pagina dopo pagina. Leggendo questo libro ti vien voglia di leggerne altri 10. Un'analisi dei capolavori della letteratura americana e russa visti con gli occhi di un'insegnante e delle sue allieve in una Teheran in guerra con il mondo e con se stessa...Scritto in maniera eccellente, un libro assolutamente da leggere!

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  • 4

    Un romanzo diviso tra critica letteraria e vita vissuta, prima e durante la rivoluzione islamista dell'Iran dove i sogni di molti giovani si sono spenti in un vortice di leggi che tarpavano non solo l ...continue

    Un romanzo diviso tra critica letteraria e vita vissuta, prima e durante la rivoluzione islamista dell'Iran dove i sogni di molti giovani si sono spenti in un vortice di leggi che tarpavano non solo la libertà personale ma anche il diritto all'immaginazione. Ma quelle che risalta di più è il "carcere" di vita delle donne che poco alla volta sono scese nella scala sociale del paese costrette non solo al velo ma a molte imposizioni che mortificavano la propria condizione di donna. In tutto questo la lettura e lo studio non solo di Lolita ma anche de il Grande Gatsby e Orgoglio e Pregiudizio entranono nelle vite di un gruppo di ragazze, sollevando quella cappa pesante di autodistruzione che il regime aveva provocato. Un grande spaccato della vita di un grande paese con le sue contraddizioni e tradizioni con la consapevolezza che anche difronte a regimi totalitari e bigotti la lettura rende liberi.

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  • 2

    Una paraculata

    Mi sono lasciata ingannare dal rosso succulento della copertina e dalla buona recensione di Citati: “..piacerà, ne sono convinto, a moltissimi lettori e lettrici”. Il numero di copie vendute, al contr ...continue

    Mi sono lasciata ingannare dal rosso succulento della copertina e dalla buona recensione di Citati: “..piacerà, ne sono convinto, a moltissimi lettori e lettrici”. Il numero di copie vendute, al contrario, mi rendeva incerta: salvo rare e genialissime eccezioni, generalmente il fatto che un libro incontri un consenso di massa rivela la sua superficialità e, purtroppo, “Leggere Lolita a Teheran” conferma il mio pregiudizio.
    Azar Nafisi cerca di leggere la storia recente dell’Iran attraverso la letteratura e divide il libro in quattro capitoli dedicati a quattro autori della letteratura occidentale, Nabokov, Fitgerald, James e Austen (lasciatemi stendere un velo pietoso su questa ultima scelta): se l’idea di per sé è affascinante, il risultato finale è frammentario, superficiale, a tratti urtante.
    In altre parole: una paraculata. Che poi credo sia anche il senso delle parole di Citati, andando a leggere fra le righe.
    Vorrebbe essere una testimonianza da un punto di vista privilegiato, quello della intelligencija iraniana, con tracce confuse di storia e politica, il tutto tenuto insieme da un noiosissimo approccio intimista irto di luoghi comuni a livello di scrittura.
    Se il mio desiderio di avvicinarmi all’Iran da un punto di vista interno e originale è stato deluso, ho invece apprezzato di più le parti propriamente letterarie, in particolare il processo simulato nell’aula dell’università che vede contrapporsi idealmente la Repubblica islamica dell’Iran vs Il grande Gatsby, anche se poi l’autrice perde l’occasione di approfondire il significato della censura ne i regimi totalitari, confermando il dubbio di trovarmi di fronte a un’appassionata insegnante reinventatasi mediocre scrittrice.

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  • 5

    un tuffo in un mondo lontano e sconosciuto al quale ci si aspetta di avvicinarsi solamente tramite le notize di attentati e guerriglia. e invece no, la letteratura che accomuna e divide tempi e geogra ...continue

    un tuffo in un mondo lontano e sconosciuto al quale ci si aspetta di avvicinarsi solamente tramite le notize di attentati e guerriglia. e invece no, la letteratura che accomuna e divide tempi e geografie, unificando i desideri, le aspirazioni, le lotte e le delusioni nel concetto di umanità.

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  • 4

    Azar Nafisi è nata e vissuta in un paese molto complesso: l’Iran. Un paese in cui per anni ha imperversato una guerra distruttiva e dove l’integralismo islamico ha deciso della vita e dei comportament ...continue

    Azar Nafisi è nata e vissuta in un paese molto complesso: l’Iran. Un paese in cui per anni ha imperversato una guerra distruttiva e dove l’integralismo islamico ha deciso della vita e dei comportamenti degli uomini e, soprattutto, delle donne.

    Azar Nafisi ha avuto l’opportunità di studiare in America, un paese occidentale, profondamente diverso dal suo paese d’origine. Quando è tornata in Iran tutto era cambiato, ovviamente in peggio…

    Ha comunque lavorato per molti anni come insegnante tra infinite difficoltà. Il primo ostacolo è stato sicuramente il suo carattere istintivo che tendeva a violare le convenzioni e, soprattutto, le imposizioni imposte dal regime. Ma non è certamente trascurabile, né semplice, volere insegnare e parlare di letteratura occidentale in un paese che vede negli Stati Uniti, e nell’Occidente in genere, il grande nemico da combattere.

    Ma tra gli studenti la professoressa Nafisi è sempre stata molto apprezzata e famosa per le sue tecniche d’insegnamento (Vi anticipo solo che farà mettere sotto processo “Il Grande Gatsby” dalla sua stessa classe).

    Alle sue ragazze ha parlato di Nabokov, di Fiztzgerald, di James e della Austen. Nei loro libri c’era chi vedeva solo l’immoralità e chi li amava incondizionatamente e intravedeva, invece, la libertà.

    Ad un certo punto Azar Nafisi rinunciò all’insegnamento all’università per realizzare un suo sogno, condividere la letteratura con poche studentesse scelte nella massa per il loro interesse e la loro voglia di conoscere. Ecco che così conosciamo Yassi, Mathab, Azin, Nassrin,…

    Tutte insieme si riuniscono nel salotto di casa Nafisi per leggere “Lolita”, ma anche per parlare di oppressione, di chador, di amore, di problemi, di famiglie e di sogni.

    Il libro è molto interessante sicuramente. Non si affronta solo il tema letterario, ma anche quello non semplice, della condizione di inferiorità della donna in un paese islamico dove non si può nemmeno farsi trovare accanto ad uomo che non appartenga alla propria famiglia e in cui si debba leggere i classici della letteratura mondiale sotto le bombe che cadono giù incessantemente.

    Mi è piaciuto molto, ma per apprezzarlo fino in fondo è necessario conoscere benissimo tutte le opere citate dalla Nafisi. E io ammetto di peccare in ciò. Ma recupererò ;-)

    said on 

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