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Leggere

Perché i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

3.4
(728)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 120 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804573244 | Isbn-13: 9788804573241 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Non-fiction

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Descrizione del libro
Perché si legge e come si impara a farlo? Quali meccanismi emotivi si attivano? Come nasce la passione per la lettura? Perché leggere fa bene, ma può talvolta anche far male? In queste dense pagine, Corrado Augias si interroga sul significato dell'"attività del leggere", e lo fa attraverso una sorta di racconto autobiografico: dalle prime emozioni che, giovane studente liceale, suscitarono in lui i grandi classici ma anche alcuni libri "proibiti" come "L'amante di lady Chatterley", alla scoperta di Edgar Wallace, Conan Doyle e Raymond Chandler e della narrativa poliziesca, all'amore più maturo per i romanzi di Joseph Roth e Robert Musil. E poi, ancora, la letteratura francese, quella erotica, Dante, Petrarca, George Orwell, Philip Roth.
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  • 2

    Un libretto che consiglierei ad un ragazzino per introdurlo ad alcuni concetti che a tutti noi lettori - a tutti noi adulti - a tutti noi laureati in Lettere - sono arcinoti. Purtroppo, queste poche paginette non mi hanno arricchita nè detto alcunchè di nuovo e in pratica Leggere si limita ...continua

    Un libretto che consiglierei ad un ragazzino per introdurlo ad alcuni concetti che a tutti noi lettori - a tutti noi adulti - a tutti noi laureati in Lettere - sono arcinoti. Purtroppo, queste poche paginette non mi hanno arricchita nè detto alcunchè di nuovo e in pratica Leggere si limita ad essere un monologo vago e poco approfondito in cui Augias cita passi tratti da alcuni libri da lui amati. Tutti libri già letti o già conosciuti, in ogni caso famosissimi e nelle nostre teste o nei nostri scaffali già da molto prima che venisse pubblicato questo libretto.

    ha scritto il 

  • 1

    La copertina non fa il libro

    "Ma chi sarà il padrone? Lo scrittore o il lettore?" (Denis Diderot)


    Nutro massima stima per Corrado Augias, sia come persona che come professionista. È con questo spirito che mi sono accinta a leggere questo piccolo libro, che si propone come “motivatore” alla lettura, o come dice il sott ...continua

    "Ma chi sarà il padrone? Lo scrittore o il lettore?" (Denis Diderot)

    Nutro massima stima per Corrado Augias, sia come persona che come professionista. È con questo spirito che mi sono accinta a leggere questo piccolo libro, che si propone come “motivatore” alla lettura, o come dice il sottotitolo, vuole spiegare “perché i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi”. Ebbene, niente di tutto questo è presente tra le 75 pagine del volume, né quel piacevole argomentare che è caratteristica e pregio dello scrittore in questione. Partendo da alcuni cenni sul concetto di linguaggio, significante, significato, e toccando in modo fugace la storia della stampa, partendo da Gutenberg e arrivando in un sol balzo ai giorni nostri con internet, il libro non è altro che una selezione di libri letti da Augias nel corso della sua vita e alcune note su ognuno di essi. Niente più e niente meno di questo. Anzi, forse qualcosa di meno. In nessun caso si sofferma abbastanza a lungo su un determinato titolo o argomento, per riuscire a stimolare l'interesse di chi legge e invogliarlo all'acquisto di almeno uno di questi titoli. Le sinossi si dispiegano spesso in soltanto un paio di righe, i commenti sono privi di pezze d'appoggio, e titoli proposti nella maggior parte dei casi sono quelli che già tutti conoscono e che tutti si sono sentiti consigliare, a partire dagli anni di scuola fino all'età adulta. Ogni speranza di apprendere qualcosa di nuovo cade poi inevitabilmente quando, da lettore già un po' navigato, ti accorgi che la trama di alcuni libri menzionati sono imprecise se non addirittura errate – come quella di Farhenheit 451, in cui inverte gli eventi e le causalità, e collega poi a 1984 di Orwell senza spiegare le corrette analogie e differenze -. Se fossi una persona che non ama leggere ma che gli piacerebbe apprendere il piacere della lettura, dubito che potrei trarre ispirazione e motivazione da un libro così approssimativo e fugace da essere esso stesso noioso. Invece, da lettrice più o meno abituale o accanita, trovo che questo libro possa essere vagamente utile solo per ricordarsi di alcuni titoli che si aveva già in mente di leggere e che per qualche ragione erano caduti nel dimenticatoio. L'impressione finale è che la casa editrice – Mondadori – abbia progettato a tavolino un libro, il cui unico contribuito di Augias sia la firma, e il cui unico fine sia un guadagno a costo quasi zero.

    "Dobbiamo difendere la lettura come esperienza che non coltiva l'ideale della rapidità, ma della ricchezza, della profondità, della durata. Una lettura concentrata, amante degli indugi, dei ritorni su di sé, aperta più che alle scorciatoie, ai cambiamenti di andatura che assecondano i ritmi della mente e vi imprimono le emozioni e le acquisizioni". (Giuseppe Pontiggia)

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro gradevole, senza troppe pretese

    Le prime pagine lasciano presagire un altro tipo di libro che più incentrato sulla "filosofia" della lettura ma che si rivela un semplice excursus sui gusti dell'autore. Un po' noiosa la parte sul romanzo giallo/poliziesco. Più interessante quello sull'erotismo.

    ha scritto il 

  • 1

    Un compitino svolto dignitosamente, ammiro l'abilità di Augias di riempire un centinaio di pagine senza dire niente in fondo; la citazione del passo da "Il delta di Venere" mi è sembrata volgare e fuori luogo

    ha scritto il 

  • 4

    Insieme di riflessioni sulla lettura, ricco di aneddoti, digressioni e suggerimenti su libri e autori. L'ho trovato interessante, curioso, leggero e ironico, mi è spiaciuto solo fosse così breve!

    ha scritto il 

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