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Leggere

Perché i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi

Di

Editore: Arnoldo Mondadori

3.4
(746)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 120 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804573244 | Isbn-13: 9788804573241 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Non-fiction

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Descrizione del libro
Perché si legge e come si impara a farlo? Quali meccanismi emotivi si attivano? Come nasce la passione per la lettura? Perché leggere fa bene, ma può talvolta anche far male? In queste dense pagine, Corrado Augias si interroga sul significato dell'"attività del leggere", e lo fa attraverso una sorta di racconto autobiografico: dalle prime emozioni che, giovane studente liceale, suscitarono in lui i grandi classici ma anche alcuni libri "proibiti" come "L'amante di lady Chatterley", alla scoperta di Edgar Wallace, Conan Doyle e Raymond Chandler e della narrativa poliziesca, all'amore più maturo per i romanzi di Joseph Roth e Robert Musil. E poi, ancora, la letteratura francese, quella erotica, Dante, Petrarca, George Orwell, Philip Roth.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    1

    http://ilgustoproibitodellozenzero.blogspot.it/2015/07/leggere.html
    In una sorta di racconto autobiografico, servendosi di quanto imparato, delle citazioni o semplicemente dei titoli di libri letti, l ...continua

    http://ilgustoproibitodellozenzero.blogspot.it/2015/07/leggere.html
    In una sorta di racconto autobiografico, servendosi di quanto imparato, delle citazioni o semplicemente dei titoli di libri letti, l'autore affronta alcuni dei molteplici temi legati alla letteratura:

    Un libro iniziato deve per forza essere finito? Domanda che mi sono spesso posta al punto da parlarvene in un precedente post.

    Il significato e il valore delle parole, la differenza tra due attività fatte con lo stesso organo, la vista: leggere (attivo) e guardare (passivo).

    Come si inizia a leggere, le prime letture e l'individuazione di uno o più generi letterari preferiti.

    Il potere della carta contro la pietra, non solo nel gioco della morra cinese, ma citando Notre Dame de Paris di Hugo "...le piccole cose sopraffanno le grandi" ci parla dell'importanza dell'invenzione della stampa come forma di rinnovamento del modo di esprimersi dell'umanità, ma anche dello scempio dei libri dati alle fiamme.

    L'importanza di continuare a stimolare la memoria appuntandosi, come fa dire Petrarca ad Agostino nel suo libro Secretum meum, "...qualche nota nel punto giusto" per "godere facilmente dei frutti della tua lettura"
    "Ogni volta che leggi un libro e ti imbatti in qualche frase meravigliosa che ti suscita tumulto o delizia nell'animo, non limitarti ad aver fiducia nel potere della tua intelligenza, ma costringiti a impararle a memoria e renditele familiari meditandoci sopra, cosicché ... ogni volta che si presenta un caso urgente di afflizione avrai il rimedio pronto, come se fosse scritto nella tua mente. ... e quando trovi qualche passo che ti può sembrare utile, ... tracciagli accanto un segno deciso che ti possa servire da promemoria, altrimenti potrebbe sfuggirti."
    Un suggerimento che proverò a mettere in pratica, non ho infatti mai lasciato annotazioni su libri che non fossero di studio in quanto mi piace il libro immacolato, spesso li prendo in prestito dalla biblioteca, ma anche per una sorta di pigrizia che mi impedisce di interrompere la lettura.

    Due capitoli dedicati all'amore, alla lettura erotica e alla trasgressione. Più interessanti dei precedenti sono certamente i due capitoli finali dedicati rispettivamente ai problemi causati dalla letteratura, con citazioni di celebri opere come Madame Bovary di Flaubert e del V canto dell'Inferno di Dante dove si parla dell'amore proibito tra Paolo e Francesca "galeotto fu il libro e chi lo scrisse", e ai benefici della letteratura in cui Augias cita nuovamente Petrarca che esige un lettore che non si distragga pensando ad altro durante la lettura della Sua opera. La lettura esercita una sorta di incantesimo sul lettore tenendolo incollato alle pagine, tanto che Salinger ne Il giovane Holden scrive "Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira", ma come possiamo essere certi che l'immagine di uno scrittore che abbiamo costruito nella nostra mente, grazie ai suoi libri, venga confermata dopo averlo conosciuto di persona?

    Il libro mi è stato regalato, non lo conoscevo così come non ho mai avuto occasione di leggere qualcosa di Augias. Dal titolo mi sarei aspettata un modo diverso, più leggero, di affrontare l'argomento. Se alcune pagine offrono interessanti spunti di riflessione e di lettura, in altre i temi subiscono delle digressioni, come lo stesso Augias ammette, che ho trovato noiose e inutili.

    ha scritto il 

  • 4

    Leggere...

    Simpatica chiacchierata con Corrado Augias che, anche quando cerca di raccontare l’ovvio rimani a sentirlo lo stesso, perché è uno che comunque le cose sa raccontarle.
    Non ci sono verità assolute, ric ...continua

    Simpatica chiacchierata con Corrado Augias che, anche quando cerca di raccontare l’ovvio rimani a sentirlo lo stesso, perché è uno che comunque le cose sa raccontarle.
    Non ci sono verità assolute, ricette segrete, sentieri di conoscenza, in questo libro l’unica cosa che si può scoprire sono i gusti personali di lettura di Augias.
    Da parte mia, ho approfittato per estrapolare qualche autore/testo che mi potrebbe interessare, per il resto rimane sempre una bella e simpatica chiacchierata con un autore neanche dei più antipatici su argomenti comunque a me congeniali…

    ha scritto il 

  • 2

    "Nullum esse librum tam malum ut non aliqua parte prodesset"

    La citazione di Plinio il Vecchio (trovata a pag. 50) riassume bene lo spirito con cui ho portato a termine la lettura di questo agile libretto: non v'è libro tanto cattivo da non essere in qualche pa ...continua

    La citazione di Plinio il Vecchio (trovata a pag. 50) riassume bene lo spirito con cui ho portato a termine la lettura di questo agile libretto: non v'è libro tanto cattivo da non essere in qualche parte utile.

    ha scritto il 

  • 2

    Un libretto che consiglierei ad un ragazzino per introdurlo ad alcuni concetti che a tutti noi lettori - a tutti noi adulti - a tutti noi laureati in Lettere - sono arcinoti. Purtroppo, queste poche p ...continua

    Un libretto che consiglierei ad un ragazzino per introdurlo ad alcuni concetti che a tutti noi lettori - a tutti noi adulti - a tutti noi laureati in Lettere - sono arcinoti. Purtroppo, queste poche paginette non mi hanno arricchita nè detto alcunchè di nuovo e in pratica Leggere si limita ad essere un monologo vago e poco approfondito in cui Augias cita passi tratti da alcuni libri da lui amati. Tutti libri già letti o già conosciuti, in ogni caso famosissimi e nelle nostre teste o nei nostri scaffali già da molto prima che venisse pubblicato questo libretto.

    ha scritto il 

  • 1

    La copertina non fa il libro

    "Ma chi sarà il padrone? Lo scrittore o il lettore?" (Denis Diderot)

    Nutro massima stima per Corrado Augias, sia come persona che come professionista. È con questo spirito che mi sono accinta a legger ...continua

    "Ma chi sarà il padrone? Lo scrittore o il lettore?" (Denis Diderot)

    Nutro massima stima per Corrado Augias, sia come persona che come professionista. È con questo spirito che mi sono accinta a leggere questo piccolo libro, che si propone come “motivatore” alla lettura, o come dice il sottotitolo, vuole spiegare “perché i libri ci rendono migliori, più allegri e più liberi”. Ebbene, niente di tutto questo è presente tra le 75 pagine del volume, né quel piacevole argomentare che è caratteristica e pregio dello scrittore in questione.
    Partendo da alcuni cenni sul concetto di linguaggio, significante, significato, e toccando in modo fugace la storia della stampa, partendo da Gutenberg e arrivando in un sol balzo ai giorni nostri con internet, il libro non è altro che una selezione di libri letti da Augias nel corso della sua vita e alcune note su ognuno di essi. Niente più e niente meno di questo. Anzi, forse qualcosa di meno. In nessun caso si sofferma abbastanza a lungo su un determinato titolo o argomento, per riuscire a stimolare l'interesse di chi legge e invogliarlo all'acquisto di almeno uno di questi titoli. Le sinossi si dispiegano spesso in soltanto un paio di righe, i commenti sono privi di pezze d'appoggio, e titoli proposti nella maggior parte dei casi sono quelli che già tutti conoscono e che tutti si sono sentiti consigliare, a partire dagli anni di scuola fino all'età adulta.
    Ogni speranza di apprendere qualcosa di nuovo cade poi inevitabilmente quando, da lettore già un po' navigato, ti accorgi che la trama di alcuni libri menzionati sono imprecise se non addirittura errate – come quella di Farhenheit 451, in cui inverte gli eventi e le causalità, e collega poi a 1984 di Orwell senza spiegare le corrette analogie e differenze -.
    Se fossi una persona che non ama leggere ma che gli piacerebbe apprendere il piacere della lettura, dubito che potrei trarre ispirazione e motivazione da un libro così approssimativo e fugace da essere esso stesso noioso. Invece, da lettrice più o meno abituale o accanita, trovo che questo libro possa essere vagamente utile solo per ricordarsi di alcuni titoli che si aveva già in mente di leggere e che per qualche ragione erano caduti nel dimenticatoio.
    L'impressione finale è che la casa editrice – Mondadori – abbia progettato a tavolino un libro, il cui unico contribuito di Augias sia la firma, e il cui unico fine sia un guadagno a costo quasi zero.

    "Dobbiamo difendere la lettura come esperienza che non coltiva l'ideale della rapidità, ma della ricchezza, della profondità, della durata. Una lettura concentrata, amante degli indugi, dei ritorni su di sé, aperta più che alle scorciatoie, ai cambiamenti di andatura che assecondano i ritmi della mente e vi imprimono le emozioni e le acquisizioni". (Giuseppe Pontiggia)

    ha scritto il 

  • 3

    Un libro gradevole, senza troppe pretese

    Le prime pagine lasciano presagire un altro tipo di libro che più incentrato sulla "filosofia" della lettura ma che si rivela un semplice excursus sui gusti dell'autore. Un po' noiosa la parte sul rom ...continua

    Le prime pagine lasciano presagire un altro tipo di libro che più incentrato sulla "filosofia" della lettura ma che si rivela un semplice excursus sui gusti dell'autore. Un po' noiosa la parte sul romanzo giallo/poliziesco. Più interessante quello sull'erotismo.

    ha scritto il 

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