Leggere Lolita a Teheran

Di

Editore: Adelphi (La collana dei casi; 58)

4.1
(2533)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 379 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Giapponese , Tedesco , Francese , Sloveno

Isbn-10: 8845918815 | Isbn-13: 9788845918810 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Roberto Serrai

Genere: Biografia , Narrativa & Letteratura , Storia

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Descrizione del libro
Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e icampus di Teheran erano teatro di violenze barbare, Azar Nafisi ha dovutocimentarsi nell'impresa di spiegare a ragazzi e ragazze, esposti in misuracrescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni delSatana occidentale: la letteratura. È stata così costretta ad aggirarequalsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti eimmagini che suonassero efficaci per gli studenti e, al tempo stesso, innocuiper i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è un libro che, oltre a essereun atto d'amore per la letteratura, è anche una beffa giocata a chiunque tentidi proibirla.
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  • 4

    Un po' troppo lento nella narrazione, per i miei gusti, ma veramente un bel libro.
    Quando l'amore per la letteratura e la lettura va oltre le imposizioni, le barriere culturali e i pregiudizi. ...continua

    Un po' troppo lento nella narrazione, per i miei gusti, ma veramente un bel libro.
    Quando l'amore per la letteratura e la lettura va oltre le imposizioni, le barriere culturali e i pregiudizi.

    ha scritto il 

  • 5

    Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi

    LIBRO DEL MESE DI DICEMBRE 2015
    http://www.ilclubdellibro.it/forum/4-libri-del-mese/11121-dicembre-2015-leggere-lolita-a-teheran.html

    SINOSSI
    Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, m ...continua

    LIBRO DEL MESE DI DICEMBRE 2015
    http://www.ilclubdellibro.it/forum/4-libri-del-mese/11121-dicembre-2015-leggere-lolita-a-teheran.html

    SINOSSI
    Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e i campus di Teheran erano teatro di violenze barbare, Azar Nafisi ha dovuto cimentarsi nell'impresa di spiegare a ragazzi e ragazze, esposti in misura crescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni del Satana occidentale: la letteratura. È stata così costretta ad aggirare qualsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti e immagini che suonassero efficaci per gli studenti e, al tempo stesso, innocui per i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è un libro che, oltre a essere un atto d'amore per la letteratura, è anche una beffa giocata a chiunque tenti di proibirla.

    RECENSIONE
    In questo libro di Azar Nafisi ci viene raccontato un pezzetto delle vita in Iran e della nascita della repubblica islamica dell’Iran il tutto accompagnato da un bellissimo contorno di letteratura. Già il titolo, che inizialmente può sembrare piuttosto bizzarro, rivela la particolarità del testo. L’autrice ci racconta degli stralci della sua vita e soprattutto della sua professione, l’insegnamento. La professoressa Nafisi in quegli anni si apprestava ad un impresa alquanto ardua, quella di far conoscere a uomini e donne, indottrinati ad odiare tutto ciò che appartiene alla cultura occidentale, le grandi opere della letteratura. È così che libri come Orgoglio e pregiudizio, Lolita e il grande Gatsby vengono analizzati sotto ogni loro aspetto. L’autrice ci rende partecipi del modo in cui questi testi vengono letti, interpretati, e molte volte demonizzati, negli anni della rivoluzione Khomeinista. È da qui che nasce un vero e proprio processo a Fitzgerald e al suo Gatsby, opera che viene considerata come il simbolo di ciò che di marcio c’è nell'occidente e che viene criticata in quasi tutti i suoi aspetti. La Nafisi però in questo libro ci fa vedere degli spiragli e ci racconta di chi in Iran, nonostante il clima di violenza, di proibizione, di terrore, rifiuta gli obblighi imposti continuando a ragionare con la propria testa e a combattere per una vita migliore nel proprio paese, come la lotta fatta da alcune delle donne descritte nel libro, la quali fino alla fine hanno provato ad opporsi e a rigettare l’obbligo del velo,ci viene raccontata la volontà di non arrendersi, la voglia di vedere ancora uno spiraglio di normalità. La letteratura in questo libro ha un ruolo predominante,viene presentata come un’amica, un sostegno nei momenti più bui, un’amica che da coraggio durante i raid e bombardamenti. Molti di noi, in un momento particolarmente difficile della nostra vita, hanno cercato sostegno o aiuto in un libro ed è proprio quello che la Nafisi ci racconta.
    Leggere Lolita a Teheran è sicuramente un libro molto particolare, dal quale prevale una forte componente femminile, che lotta e non si arrende, che spera di riconquistare ciò che gli è stato tolto. Le donne che la Nafisi ci racconta, sono tutte diverse tra loro, ma tutte devono inevitabilmente fare i conti con la rivoluzione che le vuole succubi e remissive. È chiaro che ai nostri occhi molte delle cose descritte nel libro, se pur note, ci appaiono impensabili. Immaginare di non poter girare sole per le strada o di dover entrare all'università da un ingresso diverso rispetto a quello degli uomini, di non aver diritto di parola sull'uomo che dobbiamo sposare e tanto, tanto altro… Questo libro è un tuffo nel cuore di una cultura che dopo tanti anni rimane ai nostri occhi ancora incomprensibile.

    RECENSIONE A CURA DI CLAUDIA1221

    Passa a trovarci!!
    www.ilclubdellibro.it

    ha scritto il 

  • 4

    Un inno alla fantasia e alla letteratura intesa come chiave per conoscere se stessi, analizzare la realtà e mettere in discussione ogni cosa. Perché i grandi autori hanno sempre qualcosa da dire, senz ...continua

    Un inno alla fantasia e alla letteratura intesa come chiave per conoscere se stessi, analizzare la realtà e mettere in discussione ogni cosa. Perché i grandi autori hanno sempre qualcosa da dire, senza limiti di tempo e di spazio.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    La mia fantasia ricorrente è che alla Carta dei Diritti dell'Uomo venga aggiunta la voce: diritto all'immaginazione.

    Leggere Lolita a Teheran è un romanzo semplicemente meraviglioso, uno di quei libri indimenticabili!
    Azar Nafisi è una scrittrice iraniana ma iniziò la sua carriera professionale come professoressa di ...continua

    Leggere Lolita a Teheran è un romanzo semplicemente meraviglioso, uno di quei libri indimenticabili!
    Azar Nafisi è una scrittrice iraniana ma iniziò la sua carriera professionale come professoressa di letteratura inglese all'Università Allameh Tabatabai di Teheran.
    La Nafisi fu testimone della rivoluzione islamica in Iran, che portò il paese a diventare una Repubblica Islamica e che limitò la libertà della popolazione, specialmente delle donne. La Nafisi stessa soffrì delle conseguenze della rivoluzione, fu costretta a indossare il velo, la maggior parte dei romanzi di cui parlava nei suoi corsi furono dichiarati proibiti, e alla fine fu costretta a lasciare il suo lavoro per evitare i continui e capillari controlli del regime.
    Trovò però il modo di continuare a insegnare organizzando un seminario che si teneva nel salotto di casa sua a cui partecipavano alcune fra le sue più brillanti studentesse.
    Insieme a Nassrin, Mitra, Manna, Azin, Sanaz, Yassi e Mahshid, la professoressa Nafisi parla di alcuni tra i romanzi più conosciuti e letti al mondo e insieme alle sue ragazze li analizza alla luce delle vicende che vissero durante la rivoluzione.
    Questo libro possiede un potere magico: è capace di trasportarti con la sola forza di poche parole indietro nel tempo fino al 1995 in Iran, in un salotto insieme a sette ragazze che leggono e discutono di Nabokov, della Austen, di Henry James, insieme ad una donna eccezionale che fino a poco tempo prima era la loro insegnante. I libri e la letteratura in generale diventano il modo in cui quelle donne riescono a evadere da una realtà che le abbatte, da un regime che le perseguita e le priva della libertà...

    "Contro la tirannia del tempo e della politica, cerca di immaginarci come a volte neppure noi osavamo fare: nei momenti più riservati e intimi, nelle più straordinariamente normali circostanze della vita, mentre ascoltiamo un po' di musica, ci innamoriamo, camminiamo per strade ombrose, o leggiamo Lolita a Teheran. E prova a ripensare a noi dopo che quelle cose ci sono state confiscate diventando una volta per tutte un piacere proibito."

    La storia ripercorre gli anni della rivoluzione e quelli che li seguirono. Furono anni di tensione politica e sopratutto di cambiamenti; l'Iran, che fino a quel punto era stato un paese per così dire "moderato", sotto l'influenza di Khomeini e del suo regime diventa improvvisamente una prigione.
    Vengono imposti divieti su divieti e le donne finiscono nel mirino del regime: vengono obbligate a indossare il velo, non possono truccarsi nè vestirsi alla occidentale, non possono farsi vedere per strada con uomini che non siano familiari stretti. Il controllo del regime arriva anche alle Università e l'autrice lo sperimenta in prima persona quando le sue lezioni vengono interrotte oppure il programma dei suoi corsi viene privato dei libri considerati immorali.
    Proprio per evitare di essere controllata in tutto, la Nafisi decide di ritirarsi e di iniziare il seminario che sarà poi il fulcro di parte del romanzo. Insieme alle sue studentesse analizza i capolavori della letteratura europea come Lolita, Orgoglio e Pregiudizio, Daisy Miller e Il grande Gatsby.
    Dai loro incontri nascerà una forte amicizia che le porterà a stringere un legame particolare e a condividere esperienze e ricordi dolorosi.
    Non credo di avere abbastanza parole per spiegarvi quanto questo libro mi abbia colpita nel profondo nè per parlare del coraggio di queste donne che ebbero la forza di reagire ad una realtà terribile.
    Le esperienze dell'autrice e delle sue allieve mi hanno commossa, mi hanno fatto sorridere per l'ironia con cui riuscivano ad affrontare le situazioni più spinose, mi hanno emozionata il coraggio e la voglia di vivere che avevano nonostante tutto quello che affrontavano.
    Ma la parte più bella del romanzo è l'amore per la cultura e per la letteratura in generale che traspare dalle parole dell'autrice! E' evidente l'amore viscerale per i libri, per la lettura e ho amato il fatto che venga sottolineato più volte quanto potere abbia la letteratura, quanta bellezza può esserci in un libro, quanta forza se ne può trarre!

    "Avremmo scoperto come il banale ciottolo della vita quotidiana, se guardato attraverso l'occhio magico della letteratura, possa trasformarsi in pietra preziosa."

    La Nafisi parla di libri con una padronanza che lascia incantati, inutile dirvi che la mia wishlist ha subito numerose aggiunte. Lo stile è delicato, elegante, ricco ma estremamente scorrevole. Il libro è diviso in varie parti ognuna scandita da un diverso romanzo e che tratta di un diverso aspetto della storia dell'autrice. Oltre a parlare di una parte di storia recente dell'Iran e delle conseguenze di questi eventi sulla vita della popolazione, il libro è in realtà un inno alla letteratura e alla magia che riesce a donare!
    Non dimenticherò facilmente questa storia, è impossibile non trovarsi coinvolti nelle vicende di queste ragazze che da un giorno al'altro videro il loro mondo cambiare. Io spero che alla fine siano riuscite a realizzare i loro sogni, già me le immagino libere e felici mentre vivono la vita che desideravano e meritano.
    Leggere Lolita a Teheran è un must per ogni lettore, un libro meraviglioso che vi farà riflettere, piangere, ridere e pensare.La Nafisi ci ha fatto un regalo bellissimo mettendo per iscritto le sue esperienze e donandoci parte del suo amore per la cultura. Una storia che vi farà amare ancor di più i libri e apprezzare la libertà di cui godiamo!

    ha scritto il 

  • 5

    Vorrei incontrare la signora Azar Nafisi per dirle grazie.
    Grazie per aver resistito e lottato.
    Grazie per queste esperienze, e per averle volute condividere con noi.
    Grazie per il suo amore per la le ...continua

    Vorrei incontrare la signora Azar Nafisi per dirle grazie.
    Grazie per aver resistito e lottato.
    Grazie per queste esperienze, e per averle volute condividere con noi.
    Grazie per il suo amore per la letteratura, e per averlo voluto condividere con noi.
    Non credo di avere altro da dire su questo libro che non sia riassumibile con queste parole.

    ha scritto il 

  • 4

    La mia fantasia ricorrente è che alla Carta dei Diritti dell'Uomo venga aggiunta la voce: diritto all'immaginazione.

    Leggendo il libro di Azar Nafisi, si capisce che tutte le dittature rivoluzionarie del ventesimo secolo si somigliano. Le vittime di Khomeini erano soprattutto le donne, che, con i mullah al potere, d ...continua

    Leggendo il libro di Azar Nafisi, si capisce che tutte le dittature rivoluzionarie del ventesimo secolo si somigliano. Le vittime di Khomeini erano soprattutto le donne, che, con i mullah al potere, dovevano osservare il mondo attraverso le lenti opache di un censore cieco. Le ragazze erano punite se correvano, se ridevano, se parlavano a un ragazzo, se portavano la cipria o il mascara, se venivano trovate con romanzi o cassette o braccialetti, se avevano le unghie o le ciglia troppo lunghe, se camminavano con la testa eretta, se i lacci delle scarpe erano colorati, se le calze ostentavano un rosa peccaminosissimo…

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Ascoltare quella lingua perfetta era una gioia quasi fisica, cui ci abbandonavamo increduli

    Esistono dei libri che spostano in avanti la linea dell'orizzonte; e questo libro lo fa con delicatezza e con vigore. Una scrittura bella, fluida ed elegante modella una storia che pur nella sua dramm ...continua

    Esistono dei libri che spostano in avanti la linea dell'orizzonte; e questo libro lo fa con delicatezza e con vigore. Una scrittura bella, fluida ed elegante modella una storia che pur nella sua drammaticità e disperazione è densa di bellezza, di poesia, di grazia e di speranza e che tiene il lettore avvinghiato alla trama e ai personaggi, come un bambino nel buio ai suoi sogni più luminosi.
    Tra la popolazione oppressa dagli eccessi della rivoluzione khomeinista, alcune donne -colte- tentano di riappropriarsi del diritto all'immaginazione attraverso la Letteratura: James, Nabokov, Fitzgerald, Jane Austen vengono riletti e spiegati alla luce dell'esperienza di vivere e di vivere sotto un regime violento e punitivo. Ecco allora che l'empatia, la speranza, la disperazione, il dolore, l'amore, la sottomissione, la leggerezza, la perversione, la crudeltà, la perfidia, l'indulgenza diventano compagni di strada di quel percorso comune che si chiama vita. Azar e le sue studentesse analizzano e approfondiscono le opere -personaggi e azioni- alla ricerca di certezze e di risposte, e forse anche di un po' di luce che illumini il buio interiore e socio-politico delle loro vite. E credo che vi riescano, alla fine.
    L'opera è nel contempo un manuale di storia contemporanea, un diario di vita interiore, un saggio di critica letteraria, un faro illuminante nel mare buio dell'esistenza.
    Un'opera imperdibile. Un inno alla libertà di sognare e di vivere. Una preghiera dolce ma appassionata in difesa della Letteratura e di ciò che essa ci regala ogni giorno: poter evadere con l'immaginazione.

    ha scritto il 

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