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Leggere Lolita a Teheran

Di

Editore: Adelphi (La collana dei casi; 58)

4.1
(2264)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 379 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Portoghese , Tedesco , Francese , Sloveno

Isbn-10: 8845918815 | Isbn-13: 9788845918810 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Roberto Serrai

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , Political

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Descrizione del libro
Nei due decenni successivi alla rivoluzione di Khomeini, mentre le strade e icampus di Teheran erano teatro di violenze barbare, Azar Nafisi ha dovutocimentarsi nell'impresa di spiegare a ragazzi e ragazze, esposti in misuracrescente alla catechesi islamica, una delle più temibili incarnazioni delSatana occidentale: la letteratura. È stata così costretta ad aggirarequalsiasi idea ricevuta e a inventarsi un intero sistema di accostamenti eimmagini che suonassero efficaci per gli studenti e, al tempo stesso, innocuiper i loro occhiuti sorveglianti. Il risultato è un libro che, oltre a essereun atto d'amore per la letteratura, è anche una beffa giocata a chiunque tentidi proibirla.
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  • 4

    Un romanzo diviso tra critica letteraria e vita vissuta, prima e durante la rivoluzione islamista dell'Iran dove i sogni di molti giovani si sono spenti in un vortice di leggi che tarpavano non solo la libertà personale ma anche il diritto all'immaginazione. Ma quelle che risalta di più è il "car ...continua

    Un romanzo diviso tra critica letteraria e vita vissuta, prima e durante la rivoluzione islamista dell'Iran dove i sogni di molti giovani si sono spenti in un vortice di leggi che tarpavano non solo la libertà personale ma anche il diritto all'immaginazione. Ma quelle che risalta di più è il "carcere" di vita delle donne che poco alla volta sono scese nella scala sociale del paese costrette non solo al velo ma a molte imposizioni che mortificavano la propria condizione di donna. In tutto questo la lettura e lo studio non solo di Lolita ma anche de il Grande Gatsby e Orgoglio e Pregiudizio entranono nelle vite di un gruppo di ragazze, sollevando quella cappa pesante di autodistruzione che il regime aveva provocato. Un grande spaccato della vita di un grande paese con le sue contraddizioni e tradizioni con la consapevolezza che anche difronte a regimi totalitari e bigotti la lettura rende liberi.

    ha scritto il 

  • 2

    Una paraculata

    Mi sono lasciata ingannare dal rosso succulento della copertina e dalla buona recensione di Citati: “..piacerà, ne sono convinto, a moltissimi lettori e lettrici”. Il numero di copie vendute, al contrario, mi rendeva incerta: salvo rare e genialissime eccezioni, generalmente il fatto che un libro ...continua

    Mi sono lasciata ingannare dal rosso succulento della copertina e dalla buona recensione di Citati: “..piacerà, ne sono convinto, a moltissimi lettori e lettrici”. Il numero di copie vendute, al contrario, mi rendeva incerta: salvo rare e genialissime eccezioni, generalmente il fatto che un libro incontri un consenso di massa rivela la sua superficialità e, purtroppo, “Leggere Lolita a Teheran” conferma il mio pregiudizio.
    Azar Nafisi cerca di leggere la storia recente dell’Iran attraverso la letteratura e divide il libro in quattro capitoli dedicati a quattro autori della letteratura occidentale, Nabokov, Fitgerald, James e Austen (lasciatemi stendere un velo pietoso su questa ultima scelta): se l’idea di per sé è affascinante, il risultato finale è frammentario, superficiale, a tratti urtante.
    In altre parole: una paraculata. Che poi credo sia anche il senso delle parole di Citati, andando a leggere fra le righe.
    Vorrebbe essere una testimonianza da un punto di vista privilegiato, quello della intelligencija iraniana, con tracce confuse di storia e politica, il tutto tenuto insieme da un noiosissimo approccio intimista irto di luoghi comuni a livello di scrittura.
    Se il mio desiderio di avvicinarmi all’Iran da un punto di vista interno e originale è stato deluso, ho invece apprezzato di più le parti propriamente letterarie, in particolare il processo simulato nell’aula dell’università che vede contrapporsi idealmente la Repubblica islamica dell’Iran vs Il grande Gatsby, anche se poi l’autrice perde l’occasione di approfondire il significato della censura ne i regimi totalitari, confermando il dubbio di trovarmi di fronte a un’appassionata insegnante reinventatasi mediocre scrittrice.

    ha scritto il 

  • 5

    un tuffo in un mondo lontano e sconosciuto al quale ci si aspetta di avvicinarsi solamente tramite le notize di attentati e guerriglia. e invece no, la letteratura che accomuna e divide tempi e geografie, unificando i desideri, le aspirazioni, le lotte e le delusioni nel concetto di umanità. ...continua

    un tuffo in un mondo lontano e sconosciuto al quale ci si aspetta di avvicinarsi solamente tramite le notize di attentati e guerriglia. e invece no, la letteratura che accomuna e divide tempi e geografie, unificando i desideri, le aspirazioni, le lotte e le delusioni nel concetto di umanità.

    ha scritto il 

  • 4

    Azar Nafisi è nata e vissuta in un paese molto complesso: l’Iran. Un paese in cui per anni ha imperversato una guerra distruttiva e dove l’integralismo islamico ha deciso della vita e dei comportamenti degli uomini e, soprattutto, delle donne.


    Azar Nafisi ha avuto l’opportunità di studiare ...continua

    Azar Nafisi è nata e vissuta in un paese molto complesso: l’Iran. Un paese in cui per anni ha imperversato una guerra distruttiva e dove l’integralismo islamico ha deciso della vita e dei comportamenti degli uomini e, soprattutto, delle donne.

    Azar Nafisi ha avuto l’opportunità di studiare in America, un paese occidentale, profondamente diverso dal suo paese d’origine. Quando è tornata in Iran tutto era cambiato, ovviamente in peggio…

    Ha comunque lavorato per molti anni come insegnante tra infinite difficoltà. Il primo ostacolo è stato sicuramente il suo carattere istintivo che tendeva a violare le convenzioni e, soprattutto, le imposizioni imposte dal regime. Ma non è certamente trascurabile, né semplice, volere insegnare e parlare di letteratura occidentale in un paese che vede negli Stati Uniti, e nell’Occidente in genere, il grande nemico da combattere.

    Ma tra gli studenti la professoressa Nafisi è sempre stata molto apprezzata e famosa per le sue tecniche d’insegnamento (Vi anticipo solo che farà mettere sotto processo “Il Grande Gatsby” dalla sua stessa classe).

    Alle sue ragazze ha parlato di Nabokov, di Fiztzgerald, di James e della Austen. Nei loro libri c’era chi vedeva solo l’immoralità e chi li amava incondizionatamente e intravedeva, invece, la libertà.

    Ad un certo punto Azar Nafisi rinunciò all’insegnamento all’università per realizzare un suo sogno, condividere la letteratura con poche studentesse scelte nella massa per il loro interesse e la loro voglia di conoscere. Ecco che così conosciamo Yassi, Mathab, Azin, Nassrin,…

    Tutte insieme si riuniscono nel salotto di casa Nafisi per leggere “Lolita”, ma anche per parlare di oppressione, di chador, di amore, di problemi, di famiglie e di sogni.

    Il libro è molto interessante sicuramente. Non si affronta solo il tema letterario, ma anche quello non semplice, della condizione di inferiorità della donna in un paese islamico dove non si può nemmeno farsi trovare accanto ad uomo che non appartenga alla propria famiglia e in cui si debba leggere i classici della letteratura mondiale sotto le bombe che cadono giù incessantemente.

    Mi è piaciuto molto, ma per apprezzarlo fino in fondo è necessario conoscere benissimo tutte le opere citate dalla Nafisi. E io ammetto di peccare in ciò. Ma recupererò ;-)

    ha scritto il 

  • 5

    Adoro leggere, adoro cercare quello che si nasconde dietro il più superficiale piano narrativo, adoro i libri che mi mettono in contatto con realtà, paesi, culture a me poco conosciute. Beh Leggere Lolita a Teheran è tutto questo!

    ha scritto il 

  • 4

    Non è scorrevolissimo, ma molto interessante.
    Sia per gli approfondimenti di critica letteraria, sia per gli aspetti culturali/politici.
    Mi ha fatto venire voglia di iscrivermi ad un corso di letteratura.
    Inoltre ho comprato un romanzo di James. Ce la farò?
    Più leggo e più ...continua

    Non è scorrevolissimo, ma molto interessante.
    Sia per gli approfondimenti di critica letteraria, sia per gli aspetti culturali/politici.
    Mi ha fatto venire voglia di iscrivermi ad un corso di letteratura.
    Inoltre ho comprato un romanzo di James. Ce la farò?
    Più leggo e più mi rendo conto di quanto io sia ignorante

    ha scritto il 

  • 4

    Non lo promuovo a pieni voti solo perchè l'ho trovato impegnativo da portare avanti - la narrazione sembra seguire più il filo della memoria che un ordine cronologico - ma la scoperta di Azar Nafisi è stata illuminante.
    Ho acquistato questo libro quasi per caso e al suo interno ho trovato u ...continua

    Non lo promuovo a pieni voti solo perchè l'ho trovato impegnativo da portare avanti - la narrazione sembra seguire più il filo della memoria che un ordine cronologico - ma la scoperta di Azar Nafisi è stata illuminante.
    Ho acquistato questo libro quasi per caso e al suo interno ho trovato una lettura profonda e schietta della storia personale dell'autrice, un'insegnante universitaria divisa fra due mondi: quello spesso deludente e penoso della vita in Iran e quello rassicurante della letteratura occidentale.
    Uno spaccato davvero interessante sull'evoluzione (o involuzione?) di una cultura.

    ha scritto il 

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