La “mente patriarcale”, che ha retto la nascita e lo sviluppo delle cosiddette “grandi civiltà”, si è fatta pericolosamente obsoleta, fino a trasformarsi in un’aberrazione non più sostenibile. Infatti, la nostra pretesa superiorità si appoggia su una sorta di automutilazione psicospirituale, che perContinue
La “mente patriarcale”, che ha retto la nascita e lo sviluppo delle cosiddette “grandi civiltà”, si è fatta pericolosamente obsoleta, fino a trasformarsi in un’aberrazione non più sostenibile. Infatti, la nostra pretesa superiorità si appoggia su una sorta di automutilazione psicospirituale, che perpetua la nostra incompletezza esistenziale e ha portato alla eclisse funzionale di circa due terzi del cervello e, con essa, alla generazione di una so-cietà malata, fondata su disvalori quali la prepotenza, la forza, il dominio e l’aggressione.
Per sopravvivere a questa crisi generalizzata dobbiamo mettere in discussione il concetto stesso che sta alle basi dell’organizzazione psicosociale che regge le nostre istituzioni e forme di vita, l’Ego patriarcale appunto. A questo scopo, Naranjo propone l’adozione di una formula educativa nuova, capace di portare all’armonia e all’equilibrio tra le tre per-sone intrapsichiche di padre, madre e bam-bino interiore, unico rimedio per realizzare la transizione verso una società sana e vitale.
Claudio Naranjo, nato in Cile nel 1932, è psichiatra, psicoterapeuta, maestro spirituale. Ha insegnato in diverse università americane, tra le quali l’Università di Berkeley, città dove tuttora vive. È stato uno dei successori all’Esalen Institute di Fritz Perls, fondatore della psicoterapia della Gestalt, ed è noto in Italia soprattutto per i suoi studi sull’enneagramma e i suoi progetti di educazione. Tra i suoi libri in italiano: Carattere e nevrosi (1996), Gli enneatipi nella psicoterapia (2003), La Civiltà, un male curabile (2007), Per una Gestalt viva (2009).