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Les Enfants Terribles

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Editeur: LGF - Livre de Poche

3.8
(314)

Language:Français | Number of pages: 123 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , Finnish , Spanish , German

Isbn-10: 2253010251 | Isbn-13: 9782253010258 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Teens

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Description du livre
Jean Cocteau -- poet, novelist, dramatist, artist, musician -- was a leading figure in the Surrealist movement. In addition to his popular novel Les Enfants Terribles (1929), he is best remembered in the English-speaking world for the film Orphée (1950).
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  • 5

    "I privilegi della bellezza sono immensi. Essa agisce anche su coloro che non la constatano."

    Ero così indecisa. Lo sono stata fino alla fine. Non sapevo cosa pensare di questo libro che, in realtà, è un unico flusso di pensieri collegati alla mente dell'autore da un filo tanto sottile quanto resistente.
    Poi è arrivata l'illuminazione, il dramma, l'ultimo capitolo. Che vale tutta la ...continuer

    Ero così indecisa. Lo sono stata fino alla fine. Non sapevo cosa pensare di questo libro che, in realtà, è un unico flusso di pensieri collegati alla mente dell'autore da un filo tanto sottile quanto resistente.
    Poi è arrivata l'illuminazione, il dramma, l'ultimo capitolo. Che vale tutta la narrazione. Bello, malato, perverso.
    Ora lo so, niente più indecisione, l'ho amato.

    dit le 

  • 4

    Kind of a stange little book. It's a theme I've seen several times before, albeit in later novels, so perhaps that takes away some of its punch for me. The language is occasionally beautiful, though the translation seemed rather clunky and forced to me. Some reviewers have praised it, but it seem ...continuer

    Kind of a stange little book. It's a theme I've seen several times before, albeit in later novels, so perhaps that takes away some of its punch for me. The language is occasionally beautiful, though the translation seemed rather clunky and forced to me. Some reviewers have praised it, but it seemed to me that the translator was trying to preserve the French at the expense of the English. I guess I should learn French to better appreciate it. At any rate, it was an anjoyable, quick read.

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    5

    "Vi sono case, esistenze, che riempirebbero di stupore le persone ragionevoli. Esse non capirebbero come un disordine che sembra debba continuare appena per quindici giorni, possa durare per parecchi anni. Ora, queste case, queste esistenze problematiche, perdurano numerose, illegali, contro o ...continuer

    "Vi sono case, esistenze, che riempirebbero di stupore le persone ragionevoli. Esse non capirebbero come un disordine che sembra debba continuare appena per quindici giorni, possa durare per parecchi anni. Ora, queste case, queste esistenze problematiche, perdurano numerose, illegali, contro ogni aspettativa. Ma, ciò in cui la ragione non ha torto, è che se la forza delle cose è una forza, essa le precipita verso la rovina.
    Gli esseri singolari e i loro atti asociali costituiscono il fascino di un mondo plurale che li espelle. Noi ci angosciamo per la velocità acquistata dal ciclone in cui respirano queste anime tragiche e leggere. Tutto ha inizi con delle bambinate; da principio, non ci vediamo che dei giochi."

    Meraviglia.
    Perfetto in ogni particolare, in ogni riga.
    E' il destino che regna sovrano, il fato, è la týche greca, comunque la vogliate chiamare.
    Tutto va esattamente come sarebbe dovuto andare, tutti gli eventi sono concatenati. Tutto ciò che succede richiama altri eventi.
    Dargelos che colpisce Paul con la palla di neve ritorna quando Agathe trova la foto di Dargelos e si volta verso Paul: "Agathe, voltata verso Paul, impugnava il cartoncino bianco e Paul, nell'ombra purpurea, vide Dargelos che impugnava la palla di neve, e ricevette lo stesso colpo in pieno petto."

    E questa fatalità non può non essere percepita dal lettore, che inconsciamente sa già cosa sta per accadere. Ne abbiamo un chiaro esempio nell'annuncio della morte di Michael.
    Dopo il matrimonio Michael decide di partire, "ma il genio della camera vegliava".
    "C'è bisogno di dirlo? Sulla strada tra Cannes e Nizza, Michael rimase ucciso."
    Tutto è già stabilito, e non si può che rimanere basiti da questa fatalità.

    Un'ultima cosa. Elizabeth (c'è bisogno di dirlo?) è un personaggio spettacolare.

    dit le 

  • 0

    Leggere questo libro dona innanzitutto una stupenda e piena dose di libertà. Incondizionato.
    Tutto accade, si sposta, ritorna e muore senza chiedere permesso.

    Da invidiare (nell'accezione più nobile del termine) il modo tutto libero di Cocteau nello scrivere questo Les Enfants Terrib ...continuer

    Leggere questo libro dona innanzitutto una stupenda e piena dose di libertà. Incondizionato.
    Tutto accade, si sposta, ritorna e muore senza chiedere permesso.

    Da invidiare (nell'accezione più nobile del termine) il modo tutto libero di Cocteau nello scrivere questo Les Enfants Terribles, e l'accortezza divincolata da norme del buon scrittore nel metterci dentro tutto: poesia, amore, lento tedio, tradimento, morte, galanteria, fine e francese ironia, sottomissione e sangue.
    Rivoluzionario l'odore, il tema, lo stile e il modo di vivere dei ragazzi.
    Dopo aver letto questo libro si ha come la sensazione che si sia aperta una porta di cui prima non sapevamo.
    Magico, terribile poeta di terra francese, Cocteau.

    dit le 

  • 4

    Il giovane di neve e la vergine di ferro

    Una scrittura complessa eppure fluida nella sua intensità, capace di imprimere su ogni pagina poesia in forma di prosa.
    Letteralmente ammaliato, ho provato come Gerard e Agathe la sensazione di essere spettatore privilegiato della vita di Paul ed Elisabeth e del loro eterno gioco fatto di t ...continuer

    Una scrittura complessa eppure fluida nella sua intensità, capace di imprimere su ogni pagina poesia in forma di prosa.
    Letteralmente ammaliato, ho provato come Gerard e Agathe la sensazione di essere spettatore privilegiato della vita di Paul ed Elisabeth e del loro eterno gioco fatto di tensione, pulsione e desiderio che consumano.
    Quattro stelle e mezza.

    dit le 

  • 4

    Che cos'è la poesia? ... Wow!

    Ebbene sì... wow!
    Merita l'acquisto e la lettura anche solo per la "miracolosa" introduzione di Ivos Margoni, forse una delle cose più belle che abbia letto nella mia vita e che avrò la fortuna di leggere.
    Questa è Arte. Questa è la Poesia.
    Capolavoro assoluto e indiscusso di Je ...continuer

    Ebbene sì... wow!
    Merita l'acquisto e la lettura anche solo per la "miracolosa" introduzione di Ivos Margoni, forse una delle cose più belle che abbia letto nella mia vita e che avrò la fortuna di leggere.
    Questa è Arte. Questa è la Poesia.
    Capolavoro assoluto e indiscusso di Jean Cocteau, nonostante il senso di vuoto, di insolito, di inadeguatezza, di insoddisfazione, che lascia la conclusione della lettura... ma è questa la chiave del tutto, è questo il miracolo.
    Non sono all'altezza di spendervi altre parole a riguardo, quindi vi lascio con le parole di Ivos Margoni, che esamina la poetica di Cocteau e ci regala pagine di intensità, di malattia, di vera Poesia.

    "La poesia allo stato grezzo, osservava lo scrittore, fa vivere chi la prova in una specie di nausea. Questa nausea viene dalla morte. La morte è il rovescio della vita e questo vago rovescio scava intorno agli atti, alle parole, ai nostri minimi gesti un vuoto che da il voltaanima, come certi parapetti danno il voltastomaco. La poesia rende acuto questo malessere, lo infonde nei paesaggi, nell'amore, nel sonno, nei piaceri. Il poeta cammina sopra sabbie mobili e talvolta la sua gamba affonda nella morte. La poesia predispone dunque al soprannaturale. L'atmosfera in cui essa ci avvolge affina i sensi segreti e le nostre antenne scendono a profondità ignote ai sensi ufficiali. Gli effluvi che ci giungono dalle zone vietate rendono i sensi ufficiali gelosi. Si ribellano. Si spossano. Cercano di fornire un'attività superiore alle loro forze. Un meraviglioso disordine s'impadronisce dell'individuo. Per chi si trova in questo stato, tutto può diventare miracolo. I poeti vivono di miracoli, che avvengono in qualsiasi occasione, grande o piccola. Ma se il miracolo non accade, i nervi si snodano, i sensi si assopiscono. Sono le epoche penose nella vita dell'artista. La poesia, come una droga, continua a agire, ma si rivolge contro il poeta malato e lo colma di calamità. Il senso della morte, che era per lui ciò che l'ebbrezza della vertigine è alla velocità, gli si fa spasimo della caduta... La poesia, se le accade d'intervenire nel meccanismo dei sogni, non provoca né "rinrie" né "révasserie". La réverie, la révassene sono del poeta senza poesia. La poesia, infatti, non vieta per nulla la vivacità, le fanciullaggini, i giocattoli da un soldo, le burle, le franche risate, che nei poeti coesistono con la più incredibile malinconia. Ma che cos'è la poesia?, si chiede ancora Cocteau. È un fluido favoloso in cui il poeta è immerso. Fluido che preesiste a lui e intorno a lui come un'elettricità, vero e proprio elemento assopito che da, nella storia dell'umanità, la prova della sua forza quando un artista lo concentra e gli fabbrica un veicolo. Al contatto di alcuni fra i più perfezionati di questi veicoli (quadro, scultura, musica, poesia) non sentiamo forse una scossa come se toccassimo un apparecchio elettrico? Questa potenza occulta impregna di sé l'universo e si manifesta anche senza la mediazione dell'artista... Per semplificare le cose, chiamiamo dunque poesìa questo fluido, e arte l'esercizio più o meno felice mediante il quale lo si addomestica. Lo spirito di poesia è lo spirito religioso al di fuori d'ogni religione precisa. Il poeta crede. In che cosa crede? In tutto...Non meno importante, nel Secret professionnel, è quest'altro ritratto della figura del poeta, nel quale s'affaccia il tema dell'a angelismo»; «Disinteresse, egoismo, tenera pietà, purezza nella dissolutezza, miscuglio d'un gusto violento per i piaceri della terra e di disprezzo per essi, amoralità ingenua : non ingannatevi, questi sono i segni di ciò che noi chiamiamo 'angelismo' e che sono posseduti da ogni vero poeta... Poche persone l'ammettono, perché poche persone sentono la poesia».

    dit le 

  • 3

    " bisognava tornare ad ogni costo alla realtà dell'infanzia, realtà grave, eroica, misteriosa, che si alimenta di umili particolari, e la cui magia viene brutalmente dissolta dalle domande degli adulti. "

    dit le 

  • 3

    "Galleria fatta per l'infanzia ansiosa, allorché si risveglia e ode scricchiolare i mobili e girare le maniglie delle porte"

    E nel chaos, mentale ed esistenziale, di Cocteau (che scrisse "Les enfants terribles" durante il ricovero in una clinica di Saint Cloud, dove si trovava per disintossicarsi), un'illuminazione, tanto accecante quanto fragile e rapida, che prende forma (la forma sinuosa e tremolante d ...continuer

    E nel chaos, mentale ed esistenziale, di Cocteau (che scrisse "Les enfants terribles" durante il ricovero in una clinica di Saint Cloud, dove si trovava per disintossicarsi), un'illuminazione, tanto accecante quanto fragile e rapida, che prende forma (la forma sinuosa e tremolante di una fiamma in cima ad un cerino) lungo le pagine di questo libretto, ed in esse si esaurisce, lasciandoci poi, noi e l'autore, nel buio, orfani dell'inebriante allucinazione che ci aveva esaltati fino a pochi istanti prima.
    D'altra parte, come gli antichi racconti mitologici testimoniano e ci insegnano, non è mai successo che un essere umano abbia potuto guardare troppo a lungo un dio; Cocteau, Cocteau, lo fa, con coraggio ed incoscienza, immergendosi quasi fisicamente in questo nuovo Olimpo (dove gli dei si muovono ammantati di accappatoi di spugna, legati in vita da cravatte, o dove, sempre loro, si sotterrano sotto montagne di stracci) al quale egli stesso ha dato corpo, ispirandosi ad un sogno o ad una visione.
    L'albero genealogico della nuova generazione di dei è tracciato, sia a parole sia attraverso le linee estremamente espressive dei disegni, realizzati sempre da Cocteau, che corredano la presente edizione (su questa scia proseguirà, negli anni seguenti, un altro enfant terrible della narrativa francese, Genet, con il chiaro intento di dare corpo e sostanza al mito della gioventù): da una parte la vergine di ferro, come l'autore chiama Elisabeth, dall'altra il giovane di neve (neve che lo forma e lo distrugge), Paul, suo fratello; e sotto, ad alimentare il culto, a rendere i due ancora più splendenti ed irraggiungibili (perché Elisabeth e Paul, come del resto si conviene alle divinità, restano fino in fondo impenetrabili e vaghi, scolpiti da un mistero seducente ed inafferrabile) due miseri esseri umani, Gérard e Agathe, ammessi, ma solo per poco, nella stanza-Olimpo (luogo-simbolo che, per esistere, ha bisogno soltanto di Elisabeth e Paul) che è il regno dei fratelli (nonché il luogo dove essi custodiscono il proprio "tesoro"), il territorio mitico dove i due sublimano, cristallizzano ed infine consumano, il loro splendido isolamento.
    La realtà, che è quella delle strade dove Paul e Gèrard vagano senza meta, o quella nella quale Elisabeth si improvvisa indossatrice per soddisfare un capriccio senza senso, non ha possibilità di affermarsi contro la potentissima realtà-parallela che i quattro alimentano con la forza della disperazione (tanto che, una volta svelata la finzione del gioco, il senso, la ragion d'essere di quell'universo, viene a mancare, costringendo Elisabeth e Paul ad un drammatico congedo dal mondo).
    C'è tanto, in questo piccolo libro, ma tanto in potenza, tanto sotto forma di suggestioni ed indizi che altri autori hanno saputo cogliere e sviluppare, chi meglio, chi peggio: mi vengono subito in mente Henri-Pierre Roché con il suo "Jules e Jim" (che rieccheggia "I ragazzi terribili" pure nello stile, scarno ed essenziale) e Bassani con "Il giardino dei Finzi-Contini"; in entrambi c'è la donna dea (da una parte Catherine, dall'altra Micòl), mentre nel secondo ritorna il luogo-mitico, incarnato dal giardino.
    E poi, in tempi più recenti, Bertolucci con "The Dreamers" (nel quale, però, i rapporti di potere tra i due fratelli sono ribaltati: è Thèo, interpretato da uno splendido Louis Garrel, a "dominare" la sorella Isabelle; e, se nel film, la riflessione sull'arte, ed in particolare sul cinema, è travolgente, le risse tra i due fratelli e la scena, "scandalosa", della vasca non possono che venire da questa tragedia) per quanto l'incesto che B. ha voluto mettere a forza nella pellicola, manchi totalmente nel libro (nell'inganno di Elisabeth, che, ragno, trama e tesse la sua tela allo scopo di separare Agathe e Paul, io vedo soltanto la volontà di mantenere "intatto" quel poco che resta della loro famiglia).
    Spaventosa magia. Inquietante incanto (spero che il film di Melville riesca ad illuminarmi, anche solo un po', sul vero senso di questa storia, che non so quanto si possa inserire nel percorso "giovinezza e letteratura" che mi sembra di star, involontariamente, affrontando).

    dit le 

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