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Les Fleurs bleues

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Editeur: Folio

4.3
(3412)

Language:Français | Number of pages: 275 | Format: Mass Market Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian

Isbn-10: 2070370003 | Isbn-13: 9782070370009 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others , Paperback

Category: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Description du livre
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  • 4

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    Calvino nella nota finale (da leggere assolutamente alla fine per non togliere il gusto della lettura leggera di tutto il romanzo) dice: "in Q. anche le cose più calcolate hanno l'aria di essere ...continuer

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    Calvino nella nota finale (da leggere assolutamente alla fine per non togliere il gusto della lettura leggera di tutto il romanzo) dice: "in Q. anche le cose più calcolate hanno l'aria di essere buttate lì sbadatamente". Ebbene, la perizia linguistica di Queneau sarà 'offuscata' dalla genialità della traduzione di Calvino che riesce a rendere giochi e virtuosismi linguistici nel lavoro difficile del tradurre. Probabilmente un giudizio sull'interpretazione del romanzo sarebbe il caso di darla sedimentandolo, per il momento pensare di aderire ad una sola di quelle letture che Calvino dà a fine del romanzo mi sembra riduttivo. È una storia di cui si può godere già solo gustandola così com'è, nella sua assurdità,nella perfetta composizione di Queneau-Calvino.

    dit le 

  • 4

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    Calvino nella nota finale (da leggere assolutamente alla fine per non togliere il gusto della lettura leggera di tutto il romanzo) dice: "in Q. anche le cose più calcolate hanno l'aria di essere ...continuer

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    Calvino nella nota finale (da leggere assolutamente alla fine per non togliere il gusto della lettura leggera di tutto il romanzo) dice: "in Q. anche le cose più calcolate hanno l'aria di essere buttate lì sbadatamente". Ebbene, la perizia linguistica di Queneau sarà 'offuscata' dalla genialità della traduzione di Calvino che riesce a rendere giochi e virtuosismi linguistici nel lavoro difficile del tradurre. Probabilmente un giudizio sull'interpretazione del romanzo sarebbe il caso di darla sedimentandolo, per il momento pensare di aderire ad una sola di quelle letture che Calvino dà a fine del romanzo mi sembra riduttivo. È una storia di cui si può godere già solo gustandola così com'è, nella sua assurdità,nella perfetta composizione di Queneau-Calvino.

    dit le 

  • 3

    Questo libro si focalizza sulle vicende parallele di un tale Cidrolin che vive su una chiatta nei pressi di un camping e del Duca d’Auge con le sue tre figlie e i suoi cavalli parlanti, protagonista d ...continuer

    Questo libro si focalizza sulle vicende parallele di un tale Cidrolin che vive su una chiatta nei pressi di un camping e del Duca d’Auge con le sue tre figlie e i suoi cavalli parlanti, protagonista di eventi storici quali le Crociate. Il tutto si miscela fino a confondere il lettore sull’ipotesi che sia Cidrolin a sognare di essere il Duca d’Auge o quest’ultimo a sognare di essere il solitario uomo sulla chiatta. Credo che quest’opera sia una beffa alla storia quale insieme di circostanze belliche e non e contemporaneamente un susseguirsi lodevole di neologismi creativi e giri di parole umoristici, come del resto è nello stile di scrittura di Queneau. Ritengo che la trama del libro si incentri sul concetto di sogno e sulla confusione da esso generata, come è evidente in questo estratto di parole insufflate in bocca al protagonista Cidrolin:

    "Ci sono sogni che si snodano come incidenti senza importanza, cose che nella vita ad occhi aperti neppure se ne riterrebbe il ricordo, eppure ti occupano al mattino quando li afferri mentre si spingono in disordine contro la porta delle palpebre. Avrò sognato?"

    La distesa di fiori blu che alla fine sorge dal fango in cui si invischia il Duca d'Auge è un segno di come la Storia possa essere un atto di invenzione umana che sfiora i toni di favola.

    dit le 

  • 4

    L’avventuroso Duca d’Auge vive intorno al 1260, il sedentario Cidrolin nel 1960; le loro storie si alternano e si fondono nella narrazione come in un sogno e quando si addormenta l’uno entra in scena ...continuer

    L’avventuroso Duca d’Auge vive intorno al 1260, il sedentario Cidrolin nel 1960; le loro storie si alternano e si fondono nella narrazione come in un sogno e quando si addormenta l’uno entra in scena l’altro.
    Sono la stessa persona? Oppure Cidrolin sogna di vivere le avventure del Duca? Forse protagonista del romanzo è il Sogno stesso, che attraverso le sembianze dei due personaggi conduce il lettore in un viaggio surreale tra i giochi di parole.
    Il Duca e la sua strampalata corte, in compagnia del cavallo parlante Demo detto anche Sten e del cavallo taciturno Stef [in omaggio a Demostene e Mallarmé], compiono un viaggio nel corso dei secoli incrociando la propria strada con personaggi ed eventi storici sino ad arrivare ai giorni nostri e fare conoscenza con Cidrolin. Non racconto cosa succede dopo l’incontro tra i due per non guastare la sorpresa a chi volesse leggere questo libro che ho trovato straordinario per lo stile narrativo e dalla trama assai gradevole.
    Interessante e utile la nota del traduttore – Italo Calvino, mica uno qualunque - e più che una nota si tratta di un piccolo saggio che fornisce molte informazioni sull’uso che Quenau fa della lingua francese e delle sue sfumature, nonché un’ampia analisi del contenuto del romanzo.

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  • 3

    improbabile

    Ottima traduzione di Calvino, non credo proprio sia stato facile rendere in italiano certi giochi di parole, perciò il voto va ad entrambi, l'autore e lo splendido traduttore.
    Il libro è improbabile, ...continuer

    Ottima traduzione di Calvino, non credo proprio sia stato facile rendere in italiano certi giochi di parole, perciò il voto va ad entrambi, l'autore e lo splendido traduttore.
    Il libro è improbabile, una specie di La vita è sogno...Il Duca rappresenta in pieno l'idea di nobile con diritto di vita e di morte, senza pudori, senza rimorsi, dà la morte come per diritto divino, ma anche lui pensa, si espone, anche contro il re...non ho apprezzato la sua difesa dell'orco, ma rientra tra le cose oscene concesse ai nobili...mi è piaciuto da morire come pittore irriverente delle caverne preistoriche, alla faccia dei dogmi...
    Cidrolin e il suo Pernod, l'anima che vive nel presente e annega nell'alcool

    dit le 

  • 5

    Sognando fiori blu

    Se vi fosse data la possibilità di scelta preferireste essere protagonisti o soltanto osservatori di una storia? Su questa domanda si basa l'intera vicenda raccontata ne 'Les Fleurs Bleues' di Raymond ...continuer

    Se vi fosse data la possibilità di scelta preferireste essere protagonisti o soltanto osservatori di una storia? Su questa domanda si basa l'intera vicenda raccontata ne 'Les Fleurs Bleues' di Raymond Queneau, libro francese pubblicato nel 1965 che riesce a ripercorrere tramite i suoi personaggi l'intera vicenda umana, con passaggi storici a partire dal Medio Evo fino ai giorni nostri.

    Il libro inizia il 25 settembre 1264 con uno dei suoi protagonisti, il Duca d'Auge, appostato sul torrione del suo castello che, come direbbe lui stesso , sta osservando il momento storico in cui si trova. Quello che vede, sono i resti di quella che sembrerebbe una battaglia appena combattuta, resti di un passato confuso, in quanto lo comprendiamo subito, i combattenti appartengono a periodi storici diversi … Preoccupato per quello che vede davanti a sé, ('Qui il fango è fatto dei nostri fiori… dei nostri fiori blu, lo so'), decide di partire per Parigi, accompagnato dal suo paggio Mouscaillot e dai suoi due cavalli parlanti Sten e Stef…

    Passano poche pagine ed incontriamo il secondo protagonista di questo romanzo, Cidrolin mentre sta sognando ad occhi aperti sulla sua piccola barca ancorata alle rive di un fiume nei pressi di Parigi … siamo nel 1963 e Cidrolin sta osservando a modo suo la situazione storica del momento … davanti alla sua imbarcazione però non c'è niente di speciale soltanto una strada trafficata, un muretto che viene spesso imbrattato ed un villaggio camping …

    L'intero libro è un continuo avvicendarsi dei due personaggi e delle loro vicende. I due protagonisti sono indissolubilmente e misteriosamente legati uno all'altro attraverso il meccanismo del sogno … Le differenze fra i due personaggi sono subito evidenti nonostante il parallelismo fra le storie e le diverse personalità che si trovano ad incontrare lungo il percorso del libro.
    Cidrolin rimane fermo ancorato alla sua barca, immobile ad osservare le vicende ed i personaggi che gli passano davanti, con l'unica preoccupazione di coprire con della vernice delle scritte ingiuriose che periodicamente vengono fatte sul muretto a fianco alla banchina. Il Duca d'Auge, diversamente, viaggia attraverso gli anni ed i periodi storici … Durante le sue peregrinazioni incontrerà San Luigi, riuscirà ad evitare di partecipare all'ennesima Crociata, ad essere il primo importatore di polvere da sparo, incontrerà un famoso alchimista e sarà costretto a scappare in Spagna dopo la presa della Bastiglia…

    Attraverso i loro sogni, i due protagonisti riescono a vedere l'uno la vita dell'altro e mentre Cidrolin si trova a ripercorrere la storia passata, il Duca d'Auge si ritrova a parlare in modo incomprensibile ai suoi contemporanei (citando ad esempio automobili quando gli unici mezzi di trasporto a quel tempo erano i cavalli …)

    Nonostante il diverso modo di affrontare la vita, le storie dei due personaggi sono parallele come le loro caratteristiche … entrambi i personaggi hanno la medesima passione per l'essenza di finocchio e per la pittura … ovviamente si tratta in entrambi i casi di una pittura un po' particolare e mentre Cidrolin si occupa di coprire scritte ingiuriose, il Duca d'Auge si occupa di graffiti riuscendo a creare così il mito e la leggenda di intere gigantesche popolazioni di preadamiti …
    Ovviamente i due protagonisti finiranno per incontrarsi, infatti Cidrolin si troverà ad ospitare il Duca d'Auge e la sua allegra combriccola proprio a bordo del suo barcone, ed il loro incontro ovviamente ci trascinerà verso la fine del romanzo…

    Mi accorgo solo ora di aver parlato quasi esclusivamente di Cidrolin e del Duca d'Auge quando in realtà anche molti degli altri personaggi che compaiono in questo romanzo, sono indimenticabili … Voglio ad esempio ricordare i due cavalli parlanti del Duca d'Auge, Sten e Stef, Labal ovvero un guardiano notturno pazzo che si comporta durante il tempo libero come un giustiziere, un abate che si occupa di studiare graffiti preistorici cadendo così nell'incredibile tranello del Duca D' Auge e tantissimi altri che rendono il racconto sempre più sorprendente pagina dopo pagina.

    Ho letto questo libro senza conoscerne l'autore ed essendo attratta semplicemente dalla frase riportata nel retro della copertina, che non riporterò in quanto ho poi scoperto essere la frase finale del libro … Sarò sincera, all'inizio soprattutto durante i primi capitoli, la lettura è stata un po' faticosa … In particolare a volte il percorso delle parole mi era sembrato un po' tortuoso e difficile, il senso generale ed il percorso del libro erano abbastanza chiari ma alcune precisazioni e sottolineature mi apparivano sfuocate e non chiarissime … Leggendo su Queneau ho capito che questa è una caratteristica della sua ricerca formale, in quanto durante la sua vita fatto parte di alcuni gruppi di letterati francesi che avevano come scopo ed occupazione quella di riuscire ad ampliare tutti le possibili potenzialità e percorsi della scrittura e della lingua … Probabilmente questa peculiarità può creare dei problemi ma credo che superata la lettura dei primi capitoli si arriva ad una certa forma di 'assuefazione' che rende piacevole ed intensa la lettura … Arrivando alla fine del romanzo, ho provato a rileggere i primi capitoli, ed è proprio vero, ho visto cose che ad una prima 'impreparata' lettura mi erano sfuggite …

    L'estrosità e la continua ricerca dell'autore ben si legano alla sua scrittura ironica, alle situazioni paradossali ed ai personaggi surreali, ed è proprio questo che rende la lettura, soprattutto della seconda parte del romanzo scorrevole ed imprevedibile … E' davvero difficile infatti riuscire ad intuire quello che Cidrolin ed il Duca, nelle ultime pagine contemporanei, si diranno tra loro e come andrà a finire la storia, le situazioni e gli eventi paradossali infatti sembrano avere come scopo quello di spiazzare continuamente il lettore … La traduzione dal francese è stata curata da Italo Calvino, che come lui stesso scrive, ha avuto numerose difficoltà nel riuscire a giocare con le parole nello stesso modo fatto dall'autore («Appena presi a leggere il romanzo pensai subito: È intraducibile!... ma il libro cercava di coinvolgermi... mi tirava per il lembo della giacca, mi chiedeva di non abbandonarlo alla sua sorte, e nello stesso tempo mi lanciava una sfida»). Come lui stesso scrive a volte è riuscito a ricreare gli stessi giochi di parole o comunque a non travisarne il senso, mentre altre volte si è trovato costretto a ricreare intere osservazioni, facendo della sua traduzione quella che ha definito 'traduzione creativa'… credo di aver potuto apprezzare questo libro proprio perché c'è stata una traduzione di questo tipo, ovvero in grado di rendere il testo più immediato senza modificarne comunque il senso e l'ironia …

    Consiglio quindi a tutti la lettura di questo libro, soprattutto agli amanti delle situazioni un po' paradossali o alle persone che cercano una lettura non banale e completamente imprevedibile pagina dopo pagina.

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    Il 25 settembre 1264 il Duca d'Auge si trova sul torrione del suo castello a contemplare popoli e abitudini degli stessi; a Parigi, Cidrolin si trova sulla sua chiatta, ormeggiata, a pisolare e bere e ...continuer

    Il 25 settembre 1264 il Duca d'Auge si trova sul torrione del suo castello a contemplare popoli e abitudini degli stessi; a Parigi, Cidrolin si trova sulla sua chiatta, ormeggiata, a pisolare e bere essenza di finocchio. A spasso nel tempo, nel sogno e nelle invenzioni linguistiche, il romanzo ci fa perdere il senso del tempo e dello spazio, ci confonde tra sonno e veglia, cavalieri del Medio Evo e campeggiatori di fine millennio.
    Queneau sviscera tutta la sua genialità di paroliere e inventore in un testo che a prima vista sembrò intraducibile persino a Calvino.
    Il divertimento è assicurato, a patto che ci si voglia perdere. Capire poi chi sia il vero protagonista della storia è questione di tempo.

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    Uno di quei libri di cui non ricordo assolutamente nulla. Comprato sull'onda di una clamorosa esagitazione collettiva con vari inneggiamenti al capolavoro si è rivelato l'ennesimo indizio che l'opinio ...continuer

    Uno di quei libri di cui non ricordo assolutamente nulla. Comprato sull'onda di una clamorosa esagitazione collettiva con vari inneggiamenti al capolavoro si è rivelato l'ennesimo indizio che l'opinione sia leggermente "manovrata" (per cui se si spargesse la voce che Lino Banfi è un uomo bellissimo sospetto che diventerebbe - in breve - effettivamente bellissimo). In sintesi: dimenticato.

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