Les Naufragés de l'autocar

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Editeur: Gallimard/Folio

3.8
(419)

Language: Français | Number of pages: 372 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Italian , Dutch , Spanish

Publish date: 

Translator: Marcel Duhamel , Renée Vavasseur

Aussi disponible comme: Mass Market Paperback

Category: Fiction & Literature , Humor , Travel

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Description du livre
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  • 4

    Mexico e nuvole

    C’è sempre un altrove che attende gli spiriti erranti d’America, nomadi furfanti e ladri di sogni che si sperdono spesso in spazi infiniti e ruvidi, sospinti da fantasticherie tanto colorate, quanto e ...continuer

    C’è sempre un altrove che attende gli spiriti erranti d’America, nomadi furfanti e ladri di sogni che si sperdono spesso in spazi infiniti e ruvidi, sospinti da fantasticherie tanto colorate, quanto evanescenti come le nuvole sfilacciate e veloci lungo le antiche e polverose piste indiane delle praterie del sud.
    E c’è un piccolo mondo d’una umanità strampalata, d’individui misteriosi e bizzarri nella claudicante corriera che Juan deve condurre da un non luogo della California profonda, detto “La svolta dei ribelli”, giù, giù, fino in Messico.
    Ciascuno è mosso da un’aspettativa, da un obiettivo da raggiungere, ma tutti sono ignari che in fondo al canyon del Pino li attende un ponte in balia della piena del Rio San Ysidro le cui acque ribollenti getteranno nel tumulto le anime dei passeggeri, costringendoli a rivelarsi e ad abbandonare le proprie maschere.
    Sarà una lunga notte di vento impetuoso, di pioggia scrosciante e fango, ma Juan, mezzo messicano e mezzo apache, non riuscirà ad arrivare a patti con la Vergine di Guadalupe, di cui è devoto; in fondo non le chiedeva che la sua intercessione per portare a compimento il suo disegno; abbandonare la vecchia moglie ubriacona per poter riprendere in mano il suo destino nel Messico dei suoi antenati, magari fra le braccia di qualche giovane pollastrella di cui i suoi sensi sono ancora ghiotti.
    Queste pagine sono sorrette da uno stile puro e attingono ad un’ispirazione sorgiva, cristallina e per il lettore sono pura goduria.
    Si riesce a respirare l’aria fine e dilavata dell’alba che sorge, mentre la luce guadagna lentamente il cielo sulle montagne quando la corriera riaccende il suo rauco e tossicchiante motore per avviarsi verso una destinazione sempre più incerta.

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  • 0

    Steinbeck, come Dostoevskij, comprende l'ineluttabilità delle regole biologiche che regolano e dirigono l'esistenza.
    Mentre la consapevolezza delle leggi eterne del desiderio e della violenza desta or ...continuer

    Steinbeck, come Dostoevskij, comprende l'ineluttabilità delle regole biologiche che regolano e dirigono l'esistenza.
    Mentre la consapevolezza delle leggi eterne del desiderio e della violenza desta orrore nel russo, e nei personaggi di cui racconta, che sono spinti al delitto (Raskolnikov) o alla follia (Myskin), in Steinbeck si avverte invece una sorta di rassegnazione compassionevole per i vizi delle sue creature, tanto più evidente ne La corriera stravagante.
    Il contrappasso, però, è che nell'universo del californiano non esiste nemmeno quella speranza di redenzione che si intravede fra i pini ghiacciati nel finale di Delitto e castigo: i suoi personaggi rimangono più o meno felicemente prigionieri dei rispettivi desideri; i più saggi (Juan Chicoy, Camille Oaks) imparano ad addomesticarli e a conviverci, altri (Alice) ne rimangono obnubilati.

    La traduzione, che è rimasta quella della prima edizione italiana del 1948, appesantisce la freschezza della lingua di Steinbeck con costrutti ormai anacronistici.
    In particolare, non convince la resa di "wayward" con "stravagante". Wayward ha innanzitutto una connotazione spaziale, nel senso di moto differente rispetto a quello previsto, similmente a "fuori rotta" e, per estensione, a "ribelle" - proprio come il torpedone condotto da Chicoy; in secondo luogo è un aggettivo per le condizioni atmosferiche incostanti, e in effetti un tempo particolarmente imprevedibile caratterizza tutta la vicenda. Tutte queste accezioni si perdono scegliendo "stravagante", preferito perché più in linea con il tono apparentemente leggero del romanzo.

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  • 4

    Ho trovato i primi due capitoli di questo romanzo faticosissimi: una lunga descrizione di ambienti e personaggi. Per un momento sono stata tentata di abbandonarlo. Poi migliora, pian piano. Quando fin ...continuer

    Ho trovato i primi due capitoli di questo romanzo faticosissimi: una lunga descrizione di ambienti e personaggi. Per un momento sono stata tentata di abbandonarlo. Poi migliora, pian piano. Quando finalmente inizia il viaggio della corriera del titolo, anche il libro decolla. Ci sono un paio di capitoli davvero spettacolari (la descrizione della sbronza di Alice è splendida, così come quella della votazione se proseguire nel tragitto o no, in generale i personaggi sono ben delineati, complessi, mai completamente buoni o cattivi. È un buon libro. Probabilmente non il migliore di Steinbeck, ma vale la lettura.
    La traduzione del titolo è un po' fuorviante (almeno per me lo è stato): ci si aspetta un racconto brillante, divertente, invece i temi sono seri e legati a chi siamo e a chi vogliamo essere e diventare nella vita.

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  • 3

    Non è il miglior romanzo di Steinbeck sensa dubbio. L'incipit è un po' troppo lento, la storia non parte un po' come la corriera. Tuttavia nella seconda metà dell'opera si accende l'interesse per i pe ...continuer

    Non è il miglior romanzo di Steinbeck sensa dubbio. L'incipit è un po' troppo lento, la storia non parte un po' come la corriera. Tuttavia nella seconda metà dell'opera si accende l'interesse per i personaggi. Indubbiamente pesante l'inizio ed esaltante verso la fine. Per chi adora quest'autore.

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  • 0

    Incipit

    Quarantadue miglia a valle della città di San Ysidro, su una grande strada nazionale che traversa la California da settentrione a mezzogiorno, c’è un incrocio, che da un’ottantina d’anni si chiama la ...continuer

    Quarantadue miglia a valle della città di San Ysidro, su una grande strada nazionale che traversa la California da settentrione a mezzogiorno, c’è un incrocio, che da un’ottantina d’anni si chiama la Svolta dei Ribelli.....

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/c/la-corriera-stravagante-john-steinbeck/

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  • 4

    Citazione

    E tu non puoi lasciare una cosa così: è come un insieme, ha un'architettura sua e non la puoi lasciare senza strapparti un pezzo di te stesso. Perciò se vuoi serbartiintero, tu rimani, per quanto ti p ...continuer

    E tu non puoi lasciare una cosa così: è come un insieme, ha un'architettura sua e non la puoi lasciare senza strapparti un pezzo di te stesso. Perciò se vuoi serbartiintero, tu rimani, per quanto ti possa piacere poco.

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  • 4

    densa leggerezza

    Non è facile giudicare questo libro. E’ una carrellata di personaggi, che si ritrovano insieme per un viaggio in autobus in un posto sperduto della California e insieme, con le loro umanità, sensibili ...continuer

    Non è facile giudicare questo libro. E’ una carrellata di personaggi, che si ritrovano insieme per un viaggio in autobus in un posto sperduto della California e insieme, con le loro umanità, sensibilità e brutalità formano una “corriera stravagante”. E’ molto descrittivo, tutti i personaggi vengono raccontati ampiamente e a più riprese, la trama che è praticamente inesistente. La lettura è scorrevole e molto piacevole, è un gran libro, denso di emozioni umane complesse che si celano dietro la semplicità della storia. Stravagante, leggero e torbido.

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  • 4

    on the road

    un po' boule de suif, un po' ombre rosse, senza drammi: gente costretta dal viaggio ad una contiguità indesiderata. I pensieri segreti di ognuno; fantastica la immediata epica traduzione in lettere al ...continuer

    un po' boule de suif, un po' ombre rosse, senza drammi: gente costretta dal viaggio ad una contiguità indesiderata. I pensieri segreti di ognuno; fantastica la immediata epica traduzione in lettere alle amiche di ogni sgradevole contrattempo da parte della signora bene. Ogni personaggio è fatto di carne e sangue.
    Pubblicato nel 1947 e traduzione italiana del 1948, vorrei sapere chi oggi chiama "Fìgnolo" o "gavocciolo" un brufolo - ho consultato lo zingarelli-, senza parlare di birra alla chiavetta o di "ombreggiatura per gli occhi"

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  • 5

    Steinbeck non mi delude veramente mai.
    Questo suo romanzo è un pò più leggero rispetto agli altri, se così si può dire; però anche qui vengono fuori le bassezze e le debolezze umane pur in un'atmosfer ...continuer

    Steinbeck non mi delude veramente mai.
    Questo suo romanzo è un pò più leggero rispetto agli altri, se così si può dire; però anche qui vengono fuori le bassezze e le debolezze umane pur in un'atmosfera più ironica e meno cupa. La descrizione psicologica e il tratteggio dei vari personaggi, una combriccola eterogenea e a dir poco strampalata, è curata nei minimi dettagli e ben si sposa con il paesaggio circostante e l'infuriare degli elementi atmosferici.

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