Les Raisins de la colère

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Editeur: Gallimard

4.5
(4738)

Language: Français | Number of pages: 640 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Chi traditional , Spanish , Italian , German , Swedish , Portuguese , Dutch , Norwegian , Turkish , Czech

Isbn-10: 2070360830 | Isbn-13: 9782070360833 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Social Science

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Description du livre
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  • 5

    Un intenso senso di amore

    In tempi di instant books e prosa colloquiale fatta di slang e crudezze, presentati come fossero la nuova unica via per l'arte della narrazione di questo mondo difficile, ritrovarsi tra le mani un lib ...continuer

    In tempi di instant books e prosa colloquiale fatta di slang e crudezze, presentati come fossero la nuova unica via per l'arte della narrazione di questo mondo difficile, ritrovarsi tra le mani un libro come 'Furore' ha la forza e porta la gioia della luce che spazza le tenebre millenarie. E ti lascia una sensazione intensa di amore.

    Per primo, l'amore per la scrittura bella, quella che misura le parole e le sceglie ancora e ancora, quelle che occorrono per ricreare il senso, il sentimento, le cose non dette eppure presenti. L'amore e il rispetto per il proprio ruolo di narratore, di comunicatore modesto (nel senso di invisibile), eppure completo.

    Poi l'amore e lo stupore per il dettaglio curato delle attività umane, quei mille gesti di una perizia e saggezza antica, e per i sentimenti ancestrali che li rendono vivi. E l'amore per la natura che, intorno a noi, è presente e vive sorprendente e complessa, variegata e degna anche quando non ce ne accorgiamo.

    E l'amore per l'uomo, per la sua umanità che si manifesta al meglio anche e sopratutto di fronte alle avversità. Così come l'amore dell'uomo per le cose giuste, nonostante ciò che accade e che le rende quasi sempre sconfitte, ancora a causa di altri uomini, che sono confusi e impauriti e drammaticamente in errore.

    C'è anche l'amore per la propria terra e la propria gente, attraverso vicende epocali e tempestose e la sola forza dei propri istinti e dell'affetto per i propri cari, da proteggere e che li proteggeranno. Nonostante un sistema a volte ingiusto e innaturale, che nasce dal potere per difendere il potere e renderlo forte contro i più deboli e numerosi.

    E l'amore per loro, i diseredati, gli eroi silenziosi di ogni tempo. Quelli di cui nessuno narra la leggenda, quelli che gli eventi costringono a lottare per sopravvivere, abbandonando con dolore le proprie radici alla ricerca di un futuro appena accettabile altrove. E ad affrontare, nel farlo, le sofferenze del viaggio e le resistenze di chi in questo viaggio vede una minaccia. E, sopratutto, fare tutto ciò con amore.

    Come negli anni '30, così oggi.

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  • 5

    purtroppo ancora attuale

    Scritto nel '39, potrebbe raccontare vicende di oggi, in altri paesi e con altri protagonisti. Andrebbe letto per capire la vita di tante persone ancora costrette a lasciare tutto, senza avere niente. ...continuer

    Scritto nel '39, potrebbe raccontare vicende di oggi, in altri paesi e con altri protagonisti. Andrebbe letto per capire la vita di tante persone ancora costrette a lasciare tutto, senza avere niente.

    dit le 

  • 5

    E' già stato detto tutto su questo romanzo che, chissà perchè , non avevo mai preso in considerazione, forse perchè "uomini e topi, letto da ragazzina", non mi era piaciuto. Ho acquistato la recentiss ...continuer

    E' già stato detto tutto su questo romanzo che, chissà perchè , non avevo mai preso in considerazione, forse perchè "uomini e topi, letto da ragazzina", non mi era piaciuto. Ho acquistato la recentissima versione integrale in una splendida traduzione e dopo pochissime pagine ero già affascinata, rapita dall'epopea della famiglia Joad e dalle magnifiche e poetiche descrizioni della vita della natura. Su tutti i personaggi svetta, naturalmente, Ma', strepitosa figura femminile, vero caposaldo della famiglia che nel momento della difficoltà sa dirigere e indirizzare. Il marito, Pà, assiste consapevole alla propria perdita di potere, ma si inchina di fronte alla saggezza e al decisionismo della moglie. Questo è il vero romanzo americano ed è di una attualità impressionante.

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  • 5

    La solidarietà è l’unico antidoto al furore.

    Una denuncia sociale, l'inumanità dell'uomo contro l'uomo, la fame… quella vera!
    Epico, indimenticabile, un libro pieno di disperazione ma intriso di speranza. Capolavoro!!

    https://www.youtube.com/wat ...continuer

    Una denuncia sociale, l'inumanità dell'uomo contro l'uomo, la fame… quella vera!
    Epico, indimenticabile, un libro pieno di disperazione ma intriso di speranza. Capolavoro!!

    https://www.youtube.com/watch?v=RHOGxHUTxaM

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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    5

    Si era voltata e guardava nel sole. La sua faccia carnosa non era dolce: era risoluta, garbata. I suoi occhi nocciola sembravano aver vissuto ogni tragedia possibile, salendo come gradini il dolore e ...continuer

    Si era voltata e guardava nel sole. La sua faccia carnosa non era dolce: era risoluta, garbata. I suoi occhi nocciola sembravano aver vissuto ogni tragedia possibile, salendo come gradini il dolore e la sofferenza fino a raggiungere una comprensione sovrumana e un sommo equilibrio. Sembrava conoscere, accettare, gradire il suo ruolo di cittadella della famiglia, di roccaforte inespugnabile. E poiché il vecchio Tom e i figli non potevano conoscere sofferenza o paura se lei non denunciava sofferenza e paura, aveva imparato a rinchiudere l’una e l’altra dentro se stessa. E poiché, quando succedeva qualcosa di lieto, loro la guardavano per vedere se in lei ci fosse gioia, si era abituata a trarre motivo di riso da faccende che non ne avevano. Ma meglio della gioia era l’equilibrio. Il senso della misura dà affidamento. E il grande e umile ruolo di Ma’ in seno alla famiglia le aveva conferito dignità e una nitida, equilibrata bellezza. Il suo ruolo di risanatrice aveva dato alle sue mani sicurezza, nerbo, sapienza; il ruolo di arbitro l’aveva resa remota e infallibile come una dea. Sembrava sapere che se lei avesse vacillato, l’intera famiglia avrebbe tremato, e che se un giorno si fosse trovata a cedere o a disperare davvero, l’intera famiglia sarebbe crollata, avrebbe smarrito ogni volontà di funzionare.

    dit le 

  • 4

    "E i grossi proprietari cui una sommossa avrebbe fatto perdere tutte le terre, i grossi proprietari con accesso alla Storia, con occhi per leggere la Storia e ricavarne la grande verità: quando le man ...continuer

    "E i grossi proprietari cui una sommossa avrebbe fatto perdere tutte le terre, i grossi proprietari con accesso alla Storia, con occhi per leggere la Storia e ricavarne la grande verità: quando le mani in cui si accumula la ricchezza sono troppo poche, finiscono per perderla. E la verità accessoria: quando una moltitudine di uomini ha fame e freddo, il necessario se lo prende con la forza. E la piccola ma sonora verità che echeggia lungo la Storia: la repressione serve solo a rinforzare e unire gli oppressi. Ebbene, i grossi proprietari ignorarono questi tre avvertimenti della Storia."

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  • 5

    Capolavoro

    Steinbeck è uno di quegli autori che molti definiscono "classici imperdibili" che non avevo ancora mai affrontato. Forse proprio perchè tutti gli autori definiti "classici imperdibili" esercitano su d ...continuer

    Steinbeck è uno di quegli autori che molti definiscono "classici imperdibili" che non avevo ancora mai affrontato. Forse proprio perchè tutti gli autori definiti "classici imperdibili" esercitano su di me una sorta di reazione uguale e contraria, come due poli magnetici con la stessa carica. Il timido approccio fatto con "I pascoli del cielo" ha spianato la strada a "Furore".

    Se col primo Steinbeck ero rimasto incredibilmente colpito, qui sono rimasto letteralmente sommerso da uno scrittore che non definirei "classico", ma monumentale. Letteralmente.
    Ho sempre avuto un particolare problema con le grandi altezze: quando da ragazzino mi sono trovato ad osservare a testa in su i dipinti a San Pietro o le guglie della Sagrada Famiglia, ho sempre dovuto cercare l'appoggio della mano di uno dei miei genitori, per non farmi stordire dal senso di vertigine.
    "Furore" ha riproposto quella stessa sensazione di vertigine in senso letterario. La grandezza della penna di Steinbeck non è solo nella scelta delle parole, nelle frasi che sembrano letteralmente cucite con un processo che trasuda minuzia e riflessione, ma sopratutto nella storia, nell'epopea della famiglia Joad.

    Lo scenario è quello della grande depressione americana di inizio '900, dove i mezzadri vengono cacciati dalla propria terra dalle Banche, paravento che nasconde la volontà di uomini disporsi ad arricchirsi sulle spalle di altri uomini, nonostante facciano parte del processo che alla lunga porterà alla loro stessa distruzione.
    I Joad, come altri, prendono e si dirigono verso l'ovest, verso la speranza di una nuova vita, incontrando però tutte quelle difficili situazioni che fecero diventare i moti migratori interni al Paese un dramma nel dramma della grande depressione.

    Steinbeck caratterizza così bene i personaggi, che alla fine diventano compagni di un viaggio difficile e impervio, in cui più volte ci si trova a vivere con loro le difficoltà, i piccoli momenti di felicità, i sentimenti che accompagnano le scelte e le situazioni che vivono sulla loro pelle. Particolarmente emblematica è la figura di "Mà", la madre di famiglia che cerca di tenere uniti tutti e di spronarli ad andare avanti nonostante tutto. Nella donna di Steinbeck ci leggo molto di quello spirito di emancipazione che sarebbe esploso più avanti negli anni.

    Il libro, inutile sottolinearlo, è meraviglioso. La sensazione è quella di trovarsi davanti ad una gemma perfetta o, meglio, davanti ad uno stupendo cielo stellato in montagna, in una notte senza nuvole: maestoso e sovrastante.

    http://www.mross.it/2017/01/furore-john-steinbeck/

    dit le 

  • 5

    Mi ci è voluto un bel po’ prima di trovare il coraggio di iniziare a leggere “Furore". Non so perché ma, avendo già letto “Uomini e topi”, provavo un po’ di timore reverenziale nei confronti di Steinb ...continuer

    Mi ci è voluto un bel po’ prima di trovare il coraggio di iniziare a leggere “Furore". Non so perché ma, avendo già letto “Uomini e topi”, provavo un po’ di timore reverenziale nei confronti di Steinbeck. Fatto sta che al terzo capitolo avevo già capito di avere tra le mani un capolavoro.
    Il romanzo racconta l'odissea della famiglia Joad, sfrattata dalla sua terra e dalla sua casa, verso la California. Privati di tutto da un giorno all’altro, intraprendono l’estenuante viaggio lungo la Route 66 insieme a migliaia di altri sfollati.
    Giunti nella terra promessa, tuttavia, dovranno fare i conti con una realtà ben diversa da quella che gli era stata dipinta nei volantini promozionali che li hanno spinti a partire. Dovranno infatti fare i conti con la miseria e lo sfruttamento, con i ricchi proprietari terrieri che li inducono ad accettare lavori estenuanti e mal pagati ma, soprattutto, dovranno fronteggiare il disprezzo della popolazione locale.
    Steinbeck dà vita a una serie di personaggi memorabili: Pa’, Tom, l’ex predicatore Jim Casy, la capricciosa Rose of Sharon e naturalmente Ma’, la vera colonna portante di tutto il romanzo. E’ proprio lei, infatti, ad assumersi il compito più importante e forse più ingrato di tutti: tenere unita la famiglia in un momento così difficile, anche a suon di minacce.
    L’autore in tal modo omaggia ed esalta la figura femminile in un mondo - l’America degli anni Trenta - in cui la donna svolgeva un ruolo marginale nella società, ma di fatto costituiva il fulcro attorno al quale ruotava l’intero nucleo familiare.
    Il romanzo simbolo della grande depressione che piegò l’America negli anni Trenta presenta tuttavia dei profili di incredibile attualità.
    Inutile sottolineare le affinità con la situazione che stiamo vivendo oggi in Europa ed in particolare da noi in Italia. Per questo non posso che consigliare vivamente di leggere questo grande classico della letteratura, vincitore del Premio Pulitzer nel 1940, per provare quantomeno ad immedesimarsi con chi perde tutto ed è costretto a partire, rinunciando alla sua casa e alle sue radici, per recarsi in un Paese sconosciuto.

    “Due sono meglio di uno, perché le loro fatiche trovano il giusto compenso. Se due cadono, uno aiuta l’altro a alzarsi. Ma sventura per chi è da solo, perché non ha nessuno per rialzarlo. Questo è un pezzo.”

    dit le 

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