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Les Raisins de la colère

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Editeur: Gallimard

4.5
(4228)

Language:Français | Number of pages: 640 | Format: Others | En langues différentes: (langues différentes) English , Chi traditional , Spanish , Italian , German , Swedish , Portuguese , Dutch , Norwegian , Turkish , Czech

Isbn-10: 2070360830 | Isbn-13: 9782070360833 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Paperback

Category: Fiction & Literature , History , Social Science

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Description du livre
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  • 5

    Abusata, dimenticata, strapazzata, la letteratura è quel connubio di elementi circoscritti
    che dovrebbero autodefinirla. In via pratica, la letteratura si riconosce “a pelle” quando la leggi.

    E mai cr ...continuer

    Abusata, dimenticata, strapazzata, la letteratura è quel connubio di elementi circoscritti
    che dovrebbero autodefinirla. In via pratica, la letteratura si riconosce “a pelle” quando la leggi.

    E mai credo che esisteranno indicatori tanto validi quanto la nuda percezione di averla trovata, dopo aver sfogliato qualche pagina.

    Sembrerebbe facile spiegare i motivi per cui Furore sia letteratura, ma se ci azzardassimo a usare canoni predefiniti forse questo capolavoro non li centrerebbe tutti.

    Nel mio caso, conditio sine qua non è sempre stata il “bello stile”; ma per quanto Steinbeck alterni brevi capitoli molto lirici, Furore si presenta per lo più come un romanzo dialogato in cui gli attori, umili e ignoranti, si esprimono con una certa approssimazione e una grammatica scorretta. Mi torna allora alla mente la poetica del Vero di Manzoni, secondo cui un romanzo deve prima di tutto rappresentare il Vero storico – in contrapposizione con le tendenze esasperate, fantastiche e talvolta irreali del romanticismo europeo – attraverso l'elevazione degli umili – e del loro linguaggio – a protagonisti della vicenda. C'è forse in Steinbeck, così come c'era in Manzoni, l'esigenza di un impegno morale e civile. Sicuramente, Furore è una denuncia sociale nei confronti del Governo, incapace di rispondere ai problemi dei suoi cittadini. L'effetto di questa denuncia fu, a mio avviso, imbarazzante: tacciato di comunismo (è pur sempre la storia di una famiglia di onesti lavoratori sfruttati dal capitalismo delle banche) e di chissà cos'altro, venne censurato e dato al rogo. Le motivazioni vanno rintracciate, probabilmente, nell'incredibile capacità dell'autore di fare emergere da questi scarni dialoghi una saggezza popolare che si fa universale, una vicinanza alla verità storica, appunto, che raggiunge vette altissime grazie alla massima efficacia dello stile, in cui il detto e il non detto si alternano e creano un mosaico di estrema vividezza e omogeneità.

    L'analisi della situazione subita della famiglia Joad, che migra verso la California in cerca di lavoro e di condizioni di vita migliori, è spietata e puntuale: l'istruzione è una chimera, ma anche uno strumento di sopraffazione («Non gli piacciono queste cose da ricchi. Non gli piace manco scrivere le parole. Gli mette paura, mi sa. Ogni volta che Pa' ha visto roba scritta era qualcuno che gli portava via qualcosa»); il carcere, dove è stato rinchiuso per omicidio uno dei protagonisti, trasforma l'uomo in bestia e non ha alcuno scopo riabilitativo; la religione ha perso ogni conforto, e viene rifiutata anche dai suoi emissari perché vista troppo distante dalla vita reale; i tradizionali ruoli familiari sono invertiti: come ad esempio accade in un altro romanzo americano ambientato nel periodo post-Depressione, Mildred Pierce, sono le donne a prendere le decisioni, a tenere il polso fermo e a spodestare i capifamiglia uomini, che perdono di virilità diventando delle macchiette inette, mentre le mogli finiscono addirittura con il minacciarli di usare il bastone.

    La fame, altra protagonista del romanzo, incombe in maniera angosciante sui personaggi, che tuttavia hanno ancora la forza di sperare in un domani migliore e che non perdono la propria integrità. Sono, questi, degli eroi letterari, ma talmente comuni e verosimili da “bucare” la pagina e trasformare l'esperienza della lettura in una travagliata presa di coscienza dell'autentico significato della parola “miseria”, anche quando accompagnata da quello della parola “coraggio”. La tempra morale dei personaggi, che sono poi l'emblema del popolo, si contrappone alla meschinità di chi – entità indefinita – sfrutta il lavoro manuale anche dei bambini e delle donne incinte, corrispondendo salari insufficienti al fabbisogno nutrizionale giornaliero individuale. E il furore degli “affamati” consegue al delitto che viene perpetrato nei loro confronti: il cibo prodotto in eccesso finisce per marcire anziché venire ridistribuito, nonostante i più piccoli muoiano di pellagra.

    Il titolo originale, The grapes of wrath, riecheggia un motivo inserito nell'Apocalisse (nel testo, lo rintracciamo nelle righe: «Nell'anima degli affamati i semi del furore sono diventati acini, e gli acini grappoli ormai pronti per la vendemmia») e la trama del romanzo sembra in effetti assumere i contorni di un esodo biblico, dove però si è smarrita la voce di un dio giustiziere e vendicativo che guida il popolo eletto verso la terra promessa. I Joad sono soli davanti alla crudeltà di questa situazione, e possono soltanto appellarsi alla propria fede e buona volontà per superarla. Di sublime potenza espressiva sono i capitoli dai toni lirici e i dialoghi già citati, ma soprattutto alcune scene dove la straordinarietà della scrittura di Steinbeck si riflette in composizioni di forte impatto emotivo. Così si conclude un romanzo imponente che vuole richiamare istinti e immagini ataviche: con il seno nudo e gonfio offerto da una donna che ha appena partorito a un uomo che sta morendo di fame.

    dit le 

  • 5

    Furore generato dalla disperazione,dall'impotenza..Romanzo di grande impatto emozionale..Racconta la paura e la speranza di famiglie che
    si trovano ad aver perso tutto a causa della recessione negli a ...continuer

    Furore generato dalla disperazione,dall'impotenza..Romanzo di grande impatto emozionale..Racconta la paura e la speranza di famiglie che
    si trovano ad aver perso tutto a causa della recessione negli anni 20 in
    america.
    Steinbek,bravissimo.. Un romanzo che, si può dire quasi d'attualità..

    dit le 

  • 5

    Profetico

    Uno dei libri più straordinari che abbia mai letto. Toccante, pieno di rabbia e disperazione, ed intriso di speranza. Profetizza la situazione attuale, masse di immigranti sfruttati in tutto il mondo, ...continuer

    Uno dei libri più straordinari che abbia mai letto. Toccante, pieno di rabbia e disperazione, ed intriso di speranza. Profetizza la situazione attuale, masse di immigranti sfruttati in tutto il mondo, persino nel moderno occidente. Uomini messi sul lastrico dalle macchine, proprietà di enti così altolocati da risultare sconosciuti, sopra le banche, sopra i governi, sopra le multinazionali.. nessuno sa chi ci sia realmente dietro alla nostra fame e disperazione. Per non parlare del passo sul cibo prodotto dalle aziende, putridume reso appetibile dagli agenti chimici. Se penso che questo libro è del 39, mi rendo conto di come niente sia mai realmente cambiato.

    dit le 

  • 5

    "E così cambiarono la propria vita sociale; la cambiarono come soltanto l'uomo sa fare in tutto l'universo. Non erano più contadini, erano emigranti."

    Meraviglioso affresco di un periodo molto buio e triste dell'America post Grande Depressione. Romanzo che all'epoca della sua uscita (1939) venne censurato e considerato sovversivo perché la storia de ...continuer

    Meraviglioso affresco di un periodo molto buio e triste dell'America post Grande Depressione. Romanzo che all'epoca della sua uscita (1939) venne censurato e considerato sovversivo perché la storia della famiglia Joad era una chiara ed esplicita metafora e denuncia dell'incapacità di un Paese così immenso di aiutare il suo popolo ad uscire dalla povertà. CAPOLAVORO!!!

    dit le 

  • 4

    Ringrazio di cuore ARGYLL che mi ha consigliato questo AUTENTICO CAPOLAVORO. Nelle mie recensione voglio essere il più breve possibile per non rischiare di rovinare la lettura a chi inizierà il libro ...continuer

    Ringrazio di cuore ARGYLL che mi ha consigliato questo AUTENTICO CAPOLAVORO. Nelle mie recensione voglio essere il più breve possibile per non rischiare di rovinare la lettura a chi inizierà il libro in questione. Una storia commovente, emozionante...ma soprattutto con concetti forti ed attuali. Riflessioni profonde e ben motivate, magari non condivisibili, ma estremamente forti. Chiunque DOVREBBE avere l' obbligo di leggere questo libro... così per riflettere. Perché allora non dare 5 stelle ? Perché lo stile di scrittura non mi ha entusiasmato ( capisco il rendere il gergo dei personaggi " reale ", di livello bassino, ma anche nelle parti narrate non era proprio il massimo ), e poi perchè mi ha veramente stufato l' espressione "... accoccolato sui talloni..." che compare ad ogni paragrafo. Mie esagerazioni a parte, consiglio a chiunque di leggere questo STUPENDO libro.

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  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    3

    Un ragazzo Tom esce di prigione torna a casa sua e trova i suoi parenti e il suo vicinato che stanno partendo . Vanno verso la California perche' non c'e' piu' la terra per coltivare , i latifondisti ...continuer

    Un ragazzo Tom esce di prigione torna a casa sua e trova i suoi parenti e il suo vicinato che stanno partendo . Vanno verso la California perche' non c'e' piu' la terra per coltivare , i latifondisti hanno sostituito il raccolto con i campi di cotone . Partono quindi verso la California dove il lavoro sembra essere un sogno anche li , un miraggio , lavoretti sottopagati in condizioni di schiavitu' . Alla fine trovano lavoro ma le piogge fanno allagare tutto e sono costretti a ripartire tornando alla miseria e il sogno di garantirsi un futuro migliore svanisce dall amaro destino .

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  • 4

    Consigliato!!

    Il commento finale è senza dubbio positivo; mi è piaciuto molto lo stile narrativo dello scrittore, la sua capacità descrittiva di trascinarti in questo viaggio di massacri e speranze.

    Non so però se ...continuer

    Il commento finale è senza dubbio positivo; mi è piaciuto molto lo stile narrativo dello scrittore, la sua capacità descrittiva di trascinarti in questo viaggio di massacri e speranze.

    Non so però se dare un 5 stelle pieno, perchè non mi è piaciuto il finale e soprattutto nessuno dei personaggi mi ha colpito in maniera cosi netta...nessuno ha saputo darmi delle emozioni particolari.

    Ha vinto la storia in sè, il viaggio, i contorni, il popolo nel suo insieme, ma non i protagonisti del romanzo.

    Ha vinto il "furore", appunto!!!

    dit le 

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