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Les cavernes d'acier

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Editeur: J'ai Lu

4.2
(3093)

Language:Français | Number of pages: 374 | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Chi simplified , Spanish , Japanese , Italian , German , Chi traditional , Portuguese , Slovenian , Swedish , Czech , Finnish , Polish , Dutch , Russian

Isbn-10: A000146927 | Publish date: 

Translator: Jacques Brécard

Aussi disponible comme: Mass Market Paperback , Others

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Description du livre
Les cavernes d'acier sont les villes souterraines du futur. Là, bien que privés d'air et de lumière naturels, des millions d'hommes vivent à un rythme étourdissant.
Malgré une civilisation super-scientifique et l'apparition de robots intelligents, les passions humaines n'ont pas cessé pour autant et le meurtre n'a pas disparu. Mais le problème de Lije Baley n'est pas seulement de retrouver un meurtrier, il est aussi d'y parvenir avant son collègue R. Daneel. R. = Robot, car R. Daneel est un androïde au cerveau électronique ultra-perfectionné, créé certes par l'homme, mais qui n'attend peut-être que l'occasion de prendre sa place.
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  • 2

    Vai e non peccare più

    Lento, eccessivamente didascalico e quasi forzatamente buonista, questo lavoro di Asimov pare risentire eccessivamente del peso del tempo. La trama a guardar bene c'è, così come l'idea di un mondo sot ...continuer

    Lento, eccessivamente didascalico e quasi forzatamente buonista, questo lavoro di Asimov pare risentire eccessivamente del peso del tempo. La trama a guardar bene c'è, così come l'idea di un mondo sotterraneo nel quale i terrestri si sono rifugiati per ritirarsi dall'angoscia dell' "esterno", dell'infinito spazio sopra le loro teste.
    Quello che manca è soprattutto una spiegazione convincente del perché: lo sfondo è mal tratteggiato e non viene mai illustrata completamente la motivazione dell'autoesilio al quale gli umani si sono condannati, così come non è messo ben in luce il ruolo giocato dai Mondi Esterni (pianeti colonizzati dall'uomo che si sono evoluti per conto loro fino a formare un tipo diverso di essere umano, molto più schivo e riservato, esente da malattie e assai poco interessato a ritrovare la vecchia patria Terra).

    Anche i personaggi portano sulle spalle uno zainetto carico dei cliché dell'epoca, con il protagonista - il poliziotto Elijah Baley - antipatico e presuntuoso come un ragazzetto di terza media, e il suo partner robotico, tanto asettico quanto perentoriamente rompiscatole che vien svoglia di smontarlo a colpi di cacciavite.
    La profondità manca completamente e gli abissi (maldestra traduzione dall'inglese caves) rimangono giusto sottoterra dato che l'autore non va oltre una semplicistica macchiettizzazione di tutte le figure che si muovono all'interno della storia: la moglie impaurita e pignoletta, il figlio teen troubled, il questore mezzo burbero che nasconde un segreto e tutta una sfilza di personaggi di contorno che rischiano di cadere fuori dal piatto per la poca consistenza.

    Criticare un mito non è mai semplice ma spesso si corre il rischio di iper-valutare qualsiasi cosa abbia prodotto per gloria di nome e di tradizione. Lo si può fare tuttavia cercando di valutare oggettivamente quello che non funziona in un prodotto che probabilmente all'epoca era destinato ad un target certamente meno esigente di quello odierno e al quale bastava qualche invenzioncina fantascientifica (cervelli positronici, ok ma cosa sono? Non viene mai spiegato del tutto) per far gridare al miracolo.
    Non si può dire che il racconto si perda o si butti via, ma l'incedere è rigido come un piano cartesiano e non vi è mai un'invenzione decisiva, un approfondimento sorprendente o una deviazione dall'itinerario prestabilito. La sensazione è di trovarsi di fronte ad un ottimo prodotto di fabbrica, a qualcosa di realizzato in serie, come certi episodi dei trhilleroni televisivi di una volta dove il colpevole che alla fine viene inevitabilmente smascherato si mette a piangere chiedendo scusa, in preda ad un raptus semi-mistico. A questo proposito è forte l'impronta "ebraica" per tutto il testo, ovvero il sostrato religioso dell'autore stesso che infila spesso tra le pagine citazioni bibliche e ramanzine morali forse troppo inquadrate e col sapore del già visto.

    Il finale, in ultimo, si muove su una linea tendente verso il basso, appesantito da un dialogo troppo prolisso e senza soluzione di continuità. Il pistolotto battibeccato tra Baley e il suo compare robotico sfiora l'insopportabilità, così come lo spiegone definitivo del detective che, folgorato sulla via della techno Damasco, si scopre coraggioso e sfrontato saccentone dell'ultimo momento (l'illuminazione risolutiva che mette tutto a posto sarà purtroppo un tema ricorrente anche dei successivi libri del ciclo dei robot). Alla già poco convincente conclusione si aggiunge la pesantezza polentesca e pure un po' oratoriana delle ultime quattro righe, che solo quelle valgono una stellina in meno.

    Asimov ha fatto di meglio e il suo genio (perché di genio si tratta) a mio modo di vedere non si esprime come meriterebbe nel romanzo giallo (perché Abissi d'acciaio di fatto lo è, nonostante le astronavi e i disintegratori), un genere che lo confina nei limiti di un compitino da svolgere senza offendere nessuno e senza troppa profondità psicologica. Abissi è un romanzo in defintiva sufficientemente gradevole, ma che manca di forza, di eversività e, appunto, di genio.

    Il titolo della recensione è tratto dal finale del libro. L'edizione Mondadori è piena di refusi e la traduzione, probabilmente, è dei tempi del Carlo Cudega.

    dit le 

  • 4

    Dopo aver letto tutti i racconti sui Robot, ho cominciato quello che dovrebbe essere il vero e proprio ciclo appunto sui Robot e l'inizio è molto promettente. In una terra del futuro, le città sono co ...continuer

    Dopo aver letto tutti i racconti sui Robot, ho cominciato quello che dovrebbe essere il vero e proprio ciclo appunto sui Robot e l'inizio è molto promettente. In una terra del futuro, le città sono costituite da milioni e milioni di persoe che vinvono "in abissi d'acciao" tanto da non poter sopportare nemmeno l'aria aperta. In questo scenario si trovano contrapposti i "medioevalisti" ossia terrestri che vorrebbero un ritorno al passato (e del tutto contrari all'utilizzo degli automi) e gli "spaziali" abitanti terrestri di mondi esterni alla terra che non permettono il "mescolamento" tra le "razze". A New Yotk, esiste un sobborgo chiamato Spacetown abitato dagli spaziali dove si verifca un omicidio gravissimo per l'equilibrio politico: uno spazial viene assassinato. Gli investigatori saranno Eliah Bailey, un newyorchese e Daneel Steel un robot fabbricato a spacetown. Il libro si legge molto velocemente e Asimov è sempre bravissimo con i suoi dettagli che poi avranno tanto peso nella viceda. Sempre accattivanti e intelligenti le considerazioni sulle contrapposizioni uomo/robot.

    dit le 

  • 4

    Pubblicato nel 1954, Abissi D'acciaio è un romanzo di fantascienza di Asimov con venature di giallo.
    Un romanzo visionario su problematiche che oggi sono più attuali che mai: il problema demografico, ...continuer

    Pubblicato nel 1954, Abissi D'acciaio è un romanzo di fantascienza di Asimov con venature di giallo.
    Un romanzo visionario su problematiche che oggi sono più attuali che mai: il problema demografico, la precarietà del lavoro e la sua sempre maggiore scarsità per l'uomo per il sempre maggiore utilizzo di robot.
    Asimov, si sa, è un maestro nell'analisi delle dinamiche sociali proiettate si in spazio tempi diversi, ma per meglio pennellare le loro strutture classiche.
    Gli uomini sulla terra per ragioni di sovrappopolazione hanno costruito e allargato le loro città nel sottosuolo terrestre mentre una parte di esseri umani era già emigrata nello spazio (gli
    Spaziali) dando luogo ad una comunità che si svilupperà seguendo una propria storia.
    Terrestri e Spaziali si troveranno ad essere due gruppi in contrasto per diverse ragioni.
    Gli Spaziali hanno una loro politica: voler spingere i terrestri verso la colonizzazione di nuovi mondi.
    I terrestri invece sono attaccati alle loro caverne metalliche nel sottosuolo ma sempre più al limite delle risorse disponibili.
    Un ecosistema instabile destinato al collasso, secondo gli Spaziali.
    C'è poi la questione concernente l'uso dei Robot.
    I primi ne osteggiano la diffusione in quanto ridurrebbe il lavoro disponibile per l'uomo, conducendo alla precarietà, gli altri ne vorrebbero una diffusione massiccia.
    C'è qui la tematica del come creare una coscienza collettiva che sappia produrre una risposta valida ai problemi sociali che la interessano.
    Su questa impalcatura si inserisce l'elemento giallo dato dalla classica ricerca del colpevole di un omicidio.
    Ad indagare un poliziotto terrestre coadiuvato suo malgrado proprio da un robot, e sono loro i due principali protagonisti del romanzo.
    Qui entra in gioco l'altro grande tema, quello del rapporto uomo robot evoluto.
    Un cervello positronico avrà tutta la logica infallibile dei computer ma quando dovrà valutare situazioni in cui entrano in gioco emozioni come si comporterà?

    dit le 

  • 5

    Asimov= 5 ⭐️ Assicurate

    Dopo "Tutti i miei robot", ecco il primo romanzo con protagonista R. Daneel Olivaw. Accompagnato in questo giallo Elijah Baley. Asimov è una sicurezza. La trama, ambientata sulla terra negli anni tra ...continuer

    Dopo "Tutti i miei robot", ecco il primo romanzo con protagonista R. Daneel Olivaw. Accompagnato in questo giallo Elijah Baley. Asimov è una sicurezza. La trama, ambientata sulla terra negli anni tra la prima e la seconda colonizzazione della galassia, è avvincente. I pregi di questo scrittore sono infiniti. Ti tiene con il fiato sospeso fino all'ultima pagina. Con un ottimo finale.

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  • 5

    Il mio primo Asimov

    Credo proprio che, dopo questa lettura, cercherò i seguiti del ciclo dei Robot... Una lettura piacevolissima, la fantascienza ormai vintage di Asimov è affascinante, il mondo creato da lui per questo ...continuer

    Credo proprio che, dopo questa lettura, cercherò i seguiti del ciclo dei Robot... Una lettura piacevolissima, la fantascienza ormai vintage di Asimov è affascinante, il mondo creato da lui per questo thriller è inquietante, la trama scorrevole e avvincente.

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  • 4

    La metropoli sotterranea

    "Ci muoviamo sulla frontiera dell'inconoscibile e cerchiamo di capire ciò che non può essere capito. E' questo che ci fa uomini."
    Asimov è una garanzia di successo, il romanzo convince pienamente anch ...continuer

    "Ci muoviamo sulla frontiera dell'inconoscibile e cerchiamo di capire ciò che non può essere capito. E' questo che ci fa uomini."
    Asimov è una garanzia di successo, il romanzo convince pienamente anche il più scettico dei lettori. Interessante e moderno, senza che il tempo ne abbia scalfito la bellezza. Lo consiglierei anche a chi non ama il genere, potrebbe ricredersene in fretta e recuperarsi altri romanzi del Ciclo dei robot.

    dit le 

  • 4

    Abissi d'acciaio è un romanzo di Isaac Asimov del 1954 appartenente al Ciclo dei Robot, pubblicato in Italia da Mondadori.

    Tra tremila anni il mondo è diviso in metropoli sovrappopolate e campagna des ...continuer

    Abissi d'acciaio è un romanzo di Isaac Asimov del 1954 appartenente al Ciclo dei Robot, pubblicato in Italia da Mondadori.

    Tra tremila anni il mondo è diviso in metropoli sovrappopolate e campagna deserte dove i robot lavorano alacremente per produrre il cibo necessario alla popolazione che aumenta sempre più nel numero. La società è divisa in classi di merito, ereditarie, dove è difficile risalire la piramide. In funzione della propria classe sociale si ha diritto a migliori o peggiori abitazioni, buoni pasto, trasporti.
    Molti esseri umani già da secoli sono già partiti per colonizzare pianeti abitabili nell'universo, vengono chiamati "gli spaziali" e non sono visti di buon occhio dagli abitanti della vecchia Terra. In questa situazione di tensione, l'omicidio di Roj Nemmenuh Sarton, uno spaziale esperto di robotica proprio alle porte di Spacetown, "l'ambasciata" degli spaziali sulla Terra, appena fuori New York, potrebbe causare la rottura dei rapporti e l'inizio di un conflitto.
    Indagano sull'omicidio Elijah Baley (umano) e R. Daneel Olivaw (androide), per cercare di salvare i rapporti tra le due popolazioni.

    Un libro interessante pieno di spunti di riflessione: il razzismo, il socialismo di queste città sovrappopolate, lo scontro col diverso, la natura umana portata verso l'adattamento e non verso la staticità... Un romanzo complesso, un giallo che dimostra che la fantascienza può essere applicata a qualsiasi genere letterario (ed è uno dei suoi padri fondatori a dimostrarcelo) e che non è soltanto robot e un futuro nebuloso.

    Forse non uno dei migliori libri di Asimov, ma Abissi d'acciaio è comunque un libro da leggere.

    dit le 

  • 4

    "Ci muoviamo sulla frontiera dell'inconoscibile e cerchiamo di capire ciò che non può essere capito. E' questo che ci fa uomini."
    Molto bello, interessante come Asimov tratta la paura del diverso , il ...continuer

    "Ci muoviamo sulla frontiera dell'inconoscibile e cerchiamo di capire ciò che non può essere capito. E' questo che ci fa uomini."
    Molto bello, interessante come Asimov tratta la paura del diverso , il suo rifiuto e poi l’accettazione .
    Molto bello ed interessante.

    dit le 

  • 2

    Il crimine centrale del libro è un omicidio commesso prima dell'inizio del romanzo. La vittima è Roj Nemmenuh Sarton, uno spaziale esperto in robotica che viveva a Spacetown, avamposto degli spaziali ...continuer

    Il crimine centrale del libro è un omicidio commesso prima dell'inizio del romanzo. La vittima è Roj Nemmenuh Sarton, uno spaziale esperto in robotica che viveva a Spacetown, avamposto degli spaziali poco fuori la Città di New York. Da qualche tempo il dottor Sarton cercava di convincere il governo terrestre ad alleviare le restrizioni anti robot. Una mattina viene ritrovato fuori della sua casa con il torace imploso a causa di un colpo di disintegratore. Il commissario di polizia Julius Enderby affida al detective Elijah Baley il difficile compito di trovare l'assassino. Elijah, sorpreso da questo incarico, deve inoltre lavorare affiancato da un collega spaziale, un robot umanoide di nome R. Daneel Olivaw, costruito dallo stesso Sarton. Nonostante la diffidenza di Baley nei confronti dei robot, i due detective affrontano insieme il caso, nel tentativo di evitare anche un incidente diplomatico planetario che potrebbe portare ad un conflitto fra terrestri e spaziali.
    Un aspetto centrale del romanzo è il contrasto tra l'umano Elijah e Daneel il robot umanoide. Asimov usa il robot per disquisire della natura umana. Mentre si sta confrontando con un "Medievalista" che ha paura che i robot soppianteranno gli esseri umani, Baley capisce che i robot umanoidi sono delle perfette imitazioni dell'essere umano, ma non potranno mai essere come gli uomini poiché essendo macchine non riescono a capire l'arte, la bellezza o lo stesso concetto di Dio ma solo i concetti esprimibili mediante equazioni matematiche. Nonostante tutto, nella scena conclusiva, R. Daneel mostra un senso di moralità. Capisce infatti che l'omicida deve essere trattato con indulgenza, realizzando che la distruzione del male è meno desiderabile della conversione del male in bene.

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