Les hores

Per

Editor: Edicions 62

4.2
(3828)

Language: Català | Number of Pàgines: 238 | Format: Mass Market Paperback | En altres llengües: (altres llengües) English , Portuguese , Chi traditional , Chi simplified , German , French , Italian , Spanish , Dutch , Turkish , Greek , Swedish , Japanese

Isbn-10: 8429752781 | Isbn-13: 9788429752786 | Data publicació: 

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Gay & Lesbian

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Descripció del llibre
Aquesta novel-la alterna una evocació dels últims dies de Virginia Woolf, abans de suicidar-se el 1941, amb la vida de dues dones: Clarissa Vaughan, una editora, i Laura Brown, una mestressa de casa. Cunningham fa convergir, amb una sorprenent facilitat i solidesa, tres dones, tres èpoques, on s'entrellacen l'amor, la mort, l'esperança i la desesperació.
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  • 2

    LA SIGNORA DALLOWAY È INSUFFICIENTE

    LETTO IN EBOOK --- Commentando “Volgi lo sguardo al vento” di Iain M. Banks, ho scritto di recente che un buon libro deve riuscire a bilanciare creatività ed empatia e che, mentre la creatività porta ...continua

    LETTO IN EBOOK --- Commentando “Volgi lo sguardo al vento” di Iain M. Banks, ho scritto di recente che un buon libro deve riuscire a bilanciare creatività ed empatia e che, mentre la creatività porta a narrare storie fuori dall’ordinario e lontane dal vissuto quotidiano, l’empatia tende a fare l’opposto, mostrandoci vicende e personaggi che in qualche modo ci somigliano.
    È difficile mantenere in equilibrio queste due componenti, la cui presenza in alto grado fanno di un libro una buona lettura.
    Purtroppo al crescere della creatività, l’empatia tende a decrescere e viceversa.
    “Volgi lo sguardo al vento” è un esempio di romanzo con alta creatività e bassa empatia. Il risultato, in breve, può definirsi un libro noioso.
    Ho finito adesso di leggere “Le ore” (1998) di Michael Cunningham (Cincinnati, 6/11/1952), che si può considerare antitetico rispetto a “Volgi lo sguardo al vento” su questa scala. Dunque, se avete amato uno dei due, evitate coma la peste l’altro!
    La creatività, infatti, è in questa storia estremamente modesta. Le scene descritte sono quelle della vita di tutti i giorni, appena un poco fuori dall’ordinario. Ci sono, per carità, alcune scene che possono anche restare impresse nella memoria, come la donna che trova l’uomo morto tra i cocci di una bottiglia di birra, la donna che prende una stanza d’albergo per leggere in pace un paio d’ore, la preparazione e consumazione di una torta, ma, nel complesso è un libro che non è riuscito a coinvolgermi in alcun modo e che presto dimenticherò.
    Dipende solo dalla mancanza di creatività? Non credo. La vicinanza al vissuto quotidiano non crea, a mio modo di vedere, comunque, una vera empatia.
    C’è però ancora dell’altro. Quando analizzai le opere della Rowling avevo individuato una serie di elementi che facevano, per me, del ciclo di Harry Potter, la saga più amata, letta e venduta di tutti i tempi.
    Quali di questi elementi utilizza Cunningham in maniera consistente? Forse, proprio nessuno!
    Gli “ingredienti” principali usati dalla Rowling erano: trama; strutturazione; ambientazione costante; ripetitività e ritualità; magia come straniamento dalla realtà; mondo magico come mondo parallelo, specchio della nostra schizofrenia; linguaggio inventato; amicizia; lotta tra Bene e Male senza manicheismo assoluto; compenetrazione tra il Bene e il Male; tanti nemici, grandi e piccoli; un personaggio che si sente debole ma che scopre di essere forte e speciale; spettacolarità; competizione; mistero; suspense; paura; avventura; iniziazione e crescita verso l’età adulta; morte.
    Cunningham non scrive un romanzo fantasy, né di avventura o per ragazzi, come possono essere quelli di Harry Potter, dunque non si può pretendere che ci siano tutti questi ingredienti, essendo molti propri di un genere letterario diverso, ma la totale assenza di quasi tutti è per me sufficiente a qualificare come noioso il suo libro.
    In particolare, non posso transigere sulla debolezza della trama: si parla di tre donne. Più che un romanzo unitario questo è l’insieme di tre racconti, debolmente collegati tra loro (debolezza di “strutturazione” e discontinuità di “ambientazione”). La prima donna è la scrittrice Virginia Woolf, ritratta a un passo dal suicidio, e poi, a ritroso nel tempo, mentre scrive. La seconda è Clarissa Vaughan, un editor newyorkese di oggi. La terza è Laura Brown, una casalinga californiana dell'immediato dopoguerra, desiderosa di fuggire via per un giorno dalla noia di un matrimonio ordinario.
    Mi incuriosiva leggere della Woolf e mi incuriosiva vedere come queste tre storie fossero collegate. La Wolf sta scrivendo il suo “Mrs Dalloway”, nome con cui viene chiamata la seconda protagonista, Clarissa. Il libro che Laura legge è sempre “Mrs Dalloway”.
    Ne poteva nascere un intreccio affascinante, rimandi e collegamenti tra realtà, letteratura e finzione (qualcosa che ho tentato anche scrivendo “La bambina dei sogni”, sebbene in modo molto diverso). Eppure Cunningham fallisce. Le storie non hanno “magia”, non si creano “straniamenti dalla realtà”, non c’è traccia di schizofrenia, non c’è mistero, non c’è suspense, non c’è avventura e non c’è crescita. C’è la morte, ma sembra solo uno spettacolo cui assistiamo. Non ci coinvolge più di tanto.
    Peccato. Peccato!

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  • 3

    Noiosetto

    Io sono pazzamente innamorata dello stile di Michael Cunningham, che trovo elegante, delicato ed intimista. Amo il suo modo di usare le figure retoriche e gli aggettivi che usa, il suo modo di descriv ...continua

    Io sono pazzamente innamorata dello stile di Michael Cunningham, che trovo elegante, delicato ed intimista. Amo il suo modo di usare le figure retoriche e gli aggettivi che usa, il suo modo di descrivere i personaggi "dall'interno", sicché ogni azione che compiono è sempre coerente con l'idea che abbiamo di loro. Purtroppo io dentro "Le ore" ci ho trovato solo questo e poco di più: un testo meravigliosamente scritto, un profluvio di parole accostate tra loro in maniera magistrale, e a tratti l'immedesimazione con i personaggi, riconoscendo in loro le stesse inquietudini, gli stessi pensieri amari e le stesse riflessioni sulla vita che a volte faccio anch'io. Non c'è azione, nel romanzo: sembra un album di fotografie, e per questo si pone appena fuori dalla mia comfort zone di lettura. Ho letto di meglio (ma anche di molto peggio).

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  • 4

    Maneggiare con cura!

    L'indecisione mi attanaglia.
    Sarò anche banale ma questo libro non so "collocarlo" nel sistema di valutazione Anobii delle stelle. Quindi spiegherò brevemente, per quanto mi sia possibile, la trama e ...continua

    L'indecisione mi attanaglia.
    Sarò anche banale ma questo libro non so "collocarlo" nel sistema di valutazione Anobii delle stelle. Quindi spiegherò brevemente, per quanto mi sia possibile, la trama e la valutazione su Le ore.
    Ho sempre sentito decantare questo libro da amici, virtuali anobiiani e non, così da convincermi a comprarlo e a leggerlo.
    Dovrò essere una delle poche persone che, probabilmente, non è riuscita ad apprezzarlo come si dovrebbe. Tralasciando il fatto di essere stata amaramente spoilerata dell'unico particolare che rivoltava e dava un senso a tutta la storia. Grazie stupido ed inetto utente idiota di Anobii!
    La scrittura di Cunningham si può descrivere con una parola: densa.
    E' davvero condensata nell'essenziale mai superficiale o nel pesante. Queste tre donne, due frutto dell'immaginazione di Cunningham e una reale: Virginia Woolf ci raccontano di una giornata in cui vengono in possesso di un'idea comune e scelgono tutt'e tre strade differenti ma con un finale in comune.
    Credo che tutto sia partito proprio da lei, Virginia Woolf: l'autore ha costruito attorno alla storia di quest'ultima altre due storie che vede come protagoniste Laura e Clarissa che hanno vite diverse ma compiono scelte quasi simili. In qualche maniera sono indissolubilmente legate assieme.
    E' dura tentare di vivere tranquillamente quando ti pervadono sentimenti e pensieri contrastanti alla felicità di vivere senza credere nell'esistenza dei problemi.
    Non dico che il romanzo non ha sentimento o risulti sentimentalmente vuoto. Tutt'altro. E' intriso di sentimenti, forse troppo. Ho letto recensioni dove tutto questo sfocia nell'ansia di questi sentimenti nudi e crudi. Non dico di essere "abituata" a questo genere di libri dove l'argomento principale è sentirsi angosciati dal proprio vivere ma è necessario preparare la propria coscienza a questa sensazione che, penso, tutti prima o poi hanno dovuto provare.

    Tendo a precisare, alla fine, che non ho mai letto niente (lo so, lo so) della Woolf. Dopo ciò sono curiosissima di andare a reperire "La signora Dalloway" e non per questo non ho potuto capire la storia, come ho letto in qualche recensione: se non hai letto "La signora Dalloway" non hai capito niente di Le ore. No, assolutamente. Tuttavia, magari dopo aver letto il romanzo della Woolf, inserirò il pezzo mancante all'opera di Cunningham, forse è quello ciò che mi manca.
    In conclusione credo che Cunningham sappia scrivere in un modo molto particolare, non adatto a chi desidera una lettura leggera. Probabilmente una seconda rilettura, più avanti, sarà assolutamente necessaria per poter apprendere e apprezzare al meglio l'essenza ed il potenziale che c'è in Le ore.
    Consiglio vivamente anche la visione del film The Hours che, oltre ad avere un cast fantastico (Meryl Streep, Julianne Moore e Nicole Kidman), è molto ben fatto e non ha per niente stravolto il libro (giusto qualche dialogo differente, ma apprezzabilissimi dato che sono riusciti a "sistemarmi" un po' le idee che erano confuse).
    Credo che entrambi siano molto toccanti, affrontano un argomento per niente semplice e tanto di cappello a Cunningham per aver scritto emozioni così profonde con parole altrettanto dense e cariche.
    Sicuramente leggerò altro di Cunningham in futuro.

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  • 5

    Riletto dopo 10 anni.. niente da fare, adoro questo libro: come è scritto e di cosa parla. Adoro lo stile ma anche il modo di pensare la realtà, la vita e l'amore che Cunningham mette in mostra. Un li ...continua

    Riletto dopo 10 anni.. niente da fare, adoro questo libro: come è scritto e di cosa parla. Adoro lo stile ma anche il modo di pensare la realtà, la vita e l'amore che Cunningham mette in mostra. Un libro ben scritto che da spunti per pensare a volontà.

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  • 5

    Bello e toccante

    Tre storie parallele, apparentemente scindibili, in realtà collegate intimamente. Un raccontare profondo, intimo, a volte incalzante, che scava nella psiche dei personaggi e nelle loro storie.
    Mai sco ...continua

    Tre storie parallele, apparentemente scindibili, in realtà collegate intimamente. Un raccontare profondo, intimo, a volte incalzante, che scava nella psiche dei personaggi e nelle loro storie.
    Mai scontato, sorprendente in ogni pagina.

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  • 5

    Ma ci sono ancora le ore, no? Una e poi un'altra, passi una e poi, mio Dio, dopo c'è l'altra

    Un libretto che scoperchia i pensieri e fruga negli angoli bui dell'animo.
    Una scrittura densa, poetica, che non lascia scampo.

    "[...] ha avvertito quella sensazione umida intorno a lei, la sensazione ...continua

    Un libretto che scoperchia i pensieri e fruga negli angoli bui dell'animo.
    Una scrittura densa, poetica, che non lascia scampo.

    "[...] ha avvertito quella sensazione umida intorno a lei, la sensazione di non trovarsi in nessun posto, e ha capito che sarebbe stata una giornata difficile. Ha capito che avrebbe avuto problemi a credere in se stessa, nelle stanze della casa, e quando ha gettato uno sguardo a questo nuovo libro sul comodino, impilato sull'altro che ha finito la scorsa notte, lo ha preso automaticamente, come se leggere fosse il solo e naturale compito con cui iniziare la giornata, la sola via praticabile per gestire il passaggio dal sonno al dovere."

    "Diamo le nostre feste; abbandoniamo le nostre famiglie per vivere da soli in Canada; combattiamo per scrivere libri che non cambiano il mondo, nonostante il nostro talento e i nostri sforzi senza riserve, le nostre speranze più stravaganti. Viviamo le nostre vite, facciamo qualunque cosa, e poi dormiamo - è così semplice e ordinario. Pochi saltano dalle finestre o si annegano o prendono pillole; più persone muoiono per un incidente; e la maggior parte di noi, la grande maggioranza, muore divorata lentamente da qualche malattia o, se è molto fortunata, dal tempo stesso. C’è solo questo come consolazione: un’ora qui o lì, quando le nostre vite sembrano, contro ogni probabilità e aspettativa, aprirsi completamente e darci tutto quello che abbiamo immaginato, anche se tutti tranne i bambini (e forse anche loro) sanno che queste ore saranno inevitabilmente seguite da altre molto più cupe e difficili. E comunque amiamo la città, il mattino; più di ogni altra cosa speriamo di averne ancora. Solo il cielo sa perché lo amiamo tanto."

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  • 5

    questo è il Cunningham sentito al festival della letteratura dello scorso anno: ispirato,delicato,sensibile,attento alle parole e alle emozioni
    romanzo bellissimo in ogni dettaglio - costruzione,intre ...continua

    questo è il Cunningham sentito al festival della letteratura dello scorso anno: ispirato,delicato,sensibile,attento alle parole e alle emozioni
    romanzo bellissimo in ogni dettaglio - costruzione,intreccio,riflessioni - come se la Woolf gli si fosse seduta accanto

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  • 5

    "Diamo le nostre feste; abbandoniamo le nostre famiglie per vivere da soli in Canada; combattiamo per scrivere libri che non cambiano il mondo, nonostante il nostro talento e i nostri sforzi senza ris ...continua

    "Diamo le nostre feste; abbandoniamo le nostre famiglie per vivere da soli in Canada; combattiamo per scrivere libri che non cambiano il mondo, nonostante il nostro talento e i nostri sforzi senza riserve, le nostre speranze più stravaganti. Viviamo le nostre vite, facciamo qualunque cosa, e poi dormiamo - è così semplice e ordinario. Pochi saltano dalle finestre o si annegano o prendono pillole; più persone muoiono per un incidente; e la maggior parte di noi, la grande maggioranza, muore divorata lentamente da qualche malattia o, se è molto fortunata, dal tempo stesso. C’è solo questo come consolazione: un’ora qui o lì, quando le nostre vite sembrano, contro ogni probabilità e aspettativa, aprirsi completamente e darci tutto quello che abbiamo immaginato, anche se tutti tranne i bambini (e forse anche loro) sanno che queste ore saranno inevitabilmente seguite da altre molto più cupe e difficili."

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  • 3

    ORE DI DOLORE… E DI NOIA!

    Momenti di dolore e d’insofferenza nella vita di tre donne, che per vari motivi si intrecciano tra loro, nel ventesimo secolo, costituiscono il filo conduttore di questa storia ordita da Cunningham.
    T ...continua

    Momenti di dolore e d’insofferenza nella vita di tre donne, che per vari motivi si intrecciano tra loro, nel ventesimo secolo, costituiscono il filo conduttore di questa storia ordita da Cunningham.
    Tre finestre dalle quali è possibile affacciarsi sull’esistenze delle protagoniste che sono, riaspettivamente: Virginia Woolf, rappresenta nel periodo in cui redige “La Signora Dalloway”, che verrà pubblicato nel 1925, l’editor Clarissa Vaughan, ritratta ai nostri giorni mentre è impegnata ad organizzare una festa per l’amico scrittore e Laura Brown, donna decisamente insoddisfatta della propria esistenza matrimoniale e che cerca motivi di evasione.
    Prologo e finale, decisamente toccanti, sono, a mio avviso, i punti di forza di questo romanzo. Per quanto concerne, invece, l’evoluzione delle storie essa mi è apparsa come un’alternanza di momenti gradevoli e di momenti piuttosto noiosi. Palpabile per tutto lo scritto è un deprimente senso d’insoddisfazione nei confronti dell’esistere che, però, almeno nella vita di una delle tre donne viene sublimato in un'accettazione dello status quo e della propria condizione esistenziale.
    Per quello che mi riguarda, comunque, nel complesso l'opera non mi ha particolarmente impressionato, forse anche come conseguenza del fatto che, avendo vinto il premio Pulizer nel 1999, e non solo, le mie aspettative su di essa erano decisamente troppo elevate.

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