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Les italiens

Di

Editore: Instar Libri

3.8
(537)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 256 | Formato: eBook

Isbn-10: 8846101197 | Isbn-13: 9788846101198 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Paperback

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Una gragnuola di proiettili sparati attraverso la finestra devasta un ufficio della Brigata Criminale di Parigi straziando le persone che si trovano all'interno. Tre agenti e una donna rimangono sul pavimento in un lago di sangue. La squadra de «les italiens» viene decimata prima ancora di cominciare le indagini. Il commissario che la dirige, poliziotto disincantato e un po' indolente, assieme ai suoi flic di origine italiana si trova ben presto coinvolto in una feroce caccia all'uomo. È costretto a fuggire attraverso una Parigi assolata braccato da un gruppo di sicari senza scrupoli che non si fermano davanti a nulla pur di eliminare lui e la bellissima pittrice transessuale che si trova tra i piedi. Suo malgrado, tra litigi e malumori, deve proteggere e salvare quella giovane donna piena di sorprese. Un viaggio infernale che li porta lentamente a scoprirsi spingendoli l'uno verso l'altra, cambiando la loro prospettiva e rimettendo in gioco le loro convinzioni.
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  • 4

    "Piovono morti" (Que d'os)

    O poteva anche andare bene 'Un mucchio di cadaveri' (Morgue pleine), come titolo di questo commento, preso in prestito dal grande Manchette, e come nel suo caso, ci stanno tutti.

    Partenza col botto, o ...continua

    O poteva anche andare bene 'Un mucchio di cadaveri' (Morgue pleine), come titolo di questo commento, preso in prestito dal grande Manchette, e come nel suo caso, ci stanno tutti.

    Partenza col botto, o meglio dire, coi botti, nel vero senso della parola.
    Sangue e tessuti organici sparsi ovunque, ma una tale ossimorica allegra carneficina, quasi fumettistica, non può non trascinati dritta dentro questa storia, nera e forte.
    La scrittura l'ho trovata strepitosa, d'effetto; di grande energia e grande ritmo e il linguaggio è proprio come piace a me.
    Ho un debole (in letteratura più che nella vita, in cui prediligo gli orsetti:), per questi omaccioni duri e sprezzanti, ma capaci anche di tenere debolezze.
    È un cliché, lo so, ma non lo è diventato a caso.
    Mi basta immaginare un uomo oltre il metro e ottantacinque, munito di giubbotto antiproiettile e con un'automatica tenuta saldamente e virilmente in pugno, per liberare le mie fantasie di 'damsel in distress' del XI° secolo.
    Agli archetipi non si comanda.

    Situazioni intriganti e ingrifanti... beh, brutta solo la copertina, e con Pandiani non finisce qui.

    ha scritto il 

  • 4

    una bella americanata sentimentalista in modo alternativo !

    Mi è piaciuto, scorre via facilmente con una lettura non troppo impegnativa, sembra di guardare un film.
    Per dare le famose 5 stelle però non si possono leggere le "sbruffonate" del protagonista duran ...continua

    Mi è piaciuto, scorre via facilmente con una lettura non troppo impegnativa, sembra di guardare un film.
    Per dare le famose 5 stelle però non si possono leggere le "sbruffonate" del protagonista durante sparatorie a modi film western di John Wayne. Non si smentisce neppure nel finale in cui ci stava benissimo "ci rivedremo ?" "solo il tempo lo dira" !
    Comunque consigliato

    ha scritto il 

  • 4

    Pandiani sembra in difficoltà nella gestione dei sentimenti. Muoiono amici e colleghi di lavoro e la descrizione emotiva del protagonista è minimale e insensata, ma nel complesso la storia è ben strut ...continua

    Pandiani sembra in difficoltà nella gestione dei sentimenti. Muoiono amici e colleghi di lavoro e la descrizione emotiva del protagonista è minimale e insensata, ma nel complesso la storia è ben strutturata, il ritmo incalzante, la lettura scorre via liscia senza ostacoli o pause fino alla fine

    ha scritto il 

  • 4

    Notevole, più che notevole, il torinese Enrico Pandiani. Che s'inventa una serie noir alla francese come neanche i più scaltriti autori di polar. Rubando loro il linguaggio, il ritmo, i tic, le ambien ...continua

    Notevole, più che notevole, il torinese Enrico Pandiani. Che s'inventa una serie noir alla francese come neanche i più scaltriti autori di polar. Rubando loro il linguaggio, il ritmo, i tic, le ambientazioni, senza nessuno spirito gregario. "Les italiens" sono una squadra di poliziotti franco-italiani in forza alla Brigata Criminale, in un Quai des Orfevres più lontano che mai dalle atmosfere di Maigret.
    Qui scendono in campo per individuare e catturare un misterioso killer che, appostato in un palazzo di fronte al Quai, ha preso di mira il loro ufficio facendo secchi quattro poliziotti e una donna.
    Nel concitato ma controllatissimo plot (sceneggiatura di ferro) ci sono una trans che qualcuno cerca di eliminare, dei segreti di famiglia, molti cadaveri, un bel po' di neonazisti e di sbirri carogna, un'immobiliarista più che seducente, una prosa irriverente e ben modulata e un'attrazione (resa senza cliché e senza passi falsi) tra il copmmissario e la trans. Se questo è artigianato, è alto artigianato. Gli scrittori non di genere leggano per imparare come si fa.

    ha scritto il 

  • 4

    Adrenalinico - Voto 9

    Confesso la mia invidia per l'autore: perché scrive senza paura. Innanzitutto sceglie un tempo narrativo mai visto, il passato prossimo, e questa sua scelta iniziale la porta avanti con polso fermo fi ...continua

    Confesso la mia invidia per l'autore: perché scrive senza paura. Innanzitutto sceglie un tempo narrativo mai visto, il passato prossimo, e questa sua scelta iniziale la porta avanti con polso fermo fino alla fine. Non è mica semplice, io al posto suo mi sarei fatta mille menate, e il mio tentennare si sarebbe notato. Lui no, se ne infischia che sia un tempo composto, che i vari "sono, siamo, ho" si ripetano nella frase. E fa benissimo, perché il risultato agli occhi del lettore è eccellente. Giuro che, prima di vederlo nero su bianco, non ci avrei creduto. Da tener presente anche il registro di narrazione, in prima persona ironico-intelligente-sarcastico eppure mai superficiale.
    Poi, l'ambientazione. Parigi. Facile a dirsi, una delle città più affascinanti del pianeta. Ma se non ci vivi, ti chiedi se mai potrai rendere la realtà. E questo è un altro mito che Pandiani sfata: se nemmeno tu lettore ci vivi, vai via liscio come l'olio. E se la conosci bene, come me, ti ci ritrovi che è un piacere.
    Terzo punto: la trama. E' un polar esagerato, in due giorni succede di tutto, e non solo dal punto di vista criminale e poliziesco. Ci sono cose non spiegate, e un lettore pignolo alla fine e lo domanda, e altre sono spiegate in maniera un po' troppo tradizionalista (della serie prima di sparare, l'assassino racconta), ma mentre leggi sei portato via, sei per le strade di Parigi, ti dimentichi pure di scendere dal treno. E questo significa che il romanzo ha fatto centro.

    ha scritto il 

  • 0

    Ma sai quando sei proprio contenta di un libro?

    Piacevolissima lettura. Ti incolla alla pagina per il ritmo, la velocità, l'accumularsi di fatti situazioni e sviluppi. Con una bella tensione erotico-sentimentale che poi non guasta. Malgrado brutal ...continua

    Piacevolissima lettura. Ti incolla alla pagina per il ritmo, la velocità, l'accumularsi di fatti situazioni e sviluppi. Con una bella tensione erotico-sentimentale che poi non guasta. Malgrado brutalità e morti e feriti e cattivi che più cattivi non si può quel che ti lascia dentro è una piena di buoni sentimenti (ah l'amicizia, ah l'amore, anzi gli amori) e un franco divertimento sia pure tinto di malinconia (che magari appartiene solo a me). Aggiungiamo una Parigi deliziosamente Parigi e tuttavia non oleografica né cartolinesca: insomma, da non perdere. Assolutamente.

    ha scritto il 

  • 0

    Finalmente!!!

    Finalmente un noir/poliziesco italiano che non si prende troppo sul serio. Scritto molto bene, bella trama e udite udite....c'è anche molto humor!!!! Non ci si crede. Forse un quattro stelle ma la sor ...continua

    Finalmente un noir/poliziesco italiano che non si prende troppo sul serio. Scritto molto bene, bella trama e udite udite....c'è anche molto humor!!!! Non ci si crede. Forse un quattro stelle ma la sorpresa è stata così' grande che ho voluto strafare!

    ha scritto il 

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