Les particules élémentaires

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Editeur: J'ai Lu

3.8
(3763)

Language: Français | Number of pages: 317 | Format: Mass Market Paperback | En langues différentes: (langues différentes) English , Spanish , German , Italian , Dutch , Swedish , Chi traditional , Portuguese , Catalan , Latvian , Polish

Isbn-10: 2290351717 | Isbn-13: 9782290351710 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Others , Paperback

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

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Description du livre
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  • 1

    Brutto brutto brutto.
    Non sono riuscita ad arrivare neanche a metà, ho avuto ad un certo punto un conato di rifiuto e ho dovuto proprio abbandonarlo.
    I due protagonisti sono uno apatico, che per la me ...continuer

    Brutto brutto brutto.
    Non sono riuscita ad arrivare neanche a metà, ho avuto ad un certo punto un conato di rifiuto e ho dovuto proprio abbandonarlo.
    I due protagonisti sono uno apatico, che per la metà del libro che ho letto io non fa NIENTE, e l'altro costantemente arrapato e sempre in cerca di carne giovane da rimorchiare, con rigorose descrizioni di cosa lo eccita e dei "pezzi" di corpi di donne che vede... Donne sono per la maggior parte angeli del focolare o meri oggetti sessuali e c'è questa fastidiosissima misoginia (ma diciamo pure misantropia...) di quest'uomo che viene espressa con molta convinzione e sicuramente non ha contribuito a farmi apprezzare il libro.
    Lo stile è intellettualoide/cinico ma manca di quell'ironia e quella leggerezza che lo renderebbe simpatico e non saccente...
    Decisamente non è la lettura che fa per me!

    dit le 

  • 3

    Se siete o siete stati depressi vi consiglio di non leggere Houellebecq. Niente contro di lui o contro il libro. Anzi, tanto di cappello. Lo dico per voi. Potreste ricaderci.

    dit le 

  • 0

    IN BREVE
    Farneticazioni biologico-scientifico-filosofiche di un segaiolo arrapato e guardone col cazzo (quasi) sempre in tiro.

    IN LUNGO
    Houllebecq si metta l'animo in pace, scriva piuttosto di campi ...continuer

    IN BREVE
    Farneticazioni biologico-scientifico-filosofiche di un segaiolo arrapato e guardone col cazzo (quasi) sempre in tiro.

    IN LUNGO
    Houllebecq si metta l'animo in pace, scriva piuttosto di campi di concentramento, ricette di cucina o raccontini gialli, ma la smetta di scimmiottare lo stile (letterario) e l'aspetto (fisico) di L. F. Celine.

    dit le 

  • 0

    E' devastante leggere quest'opera di Houellebecq senza conoscere l'autore, senza una minima idea della sua formazione letteraria e del suo pensiero.
    E' illuminante, invece, rileggere l'opera dopo aver ...continuer

    E' devastante leggere quest'opera di Houellebecq senza conoscere l'autore, senza una minima idea della sua formazione letteraria e del suo pensiero.
    E' illuminante, invece, rileggere l'opera dopo aver compreso la corrente ideologica a cui l'autore aderisce, severamente censoria verso la società contemporanea; con un atteggiamento solo apparentemente nichilistico bensì, a mio parere, istigatore e sobillatore, Houellebecq non vuole distruggere ma correggere, rimediare, svegliare gli animi prima che sia troppo tardi: egli anela ad una nuova rivoluzione del pensiero e della società che induca una radicale metamorfosi, paragonabile come entità all'avvento del cristianesimo nell'era medievale o della scienza moderna successivamente.
    Invogliato nella scelta del libro dai vari commenti entusiasti, ho affrontato però la lettura di quest'opera del tutto impreparato, incosciente della sua levatura, e per questo motivo le mie aspettative si sono trasformate in delusione, crescente di pagina in pagina.
    Ma, seppure più volte tentato di abbandonare il libro al suo destino, ne ho continuato ostinatamente la lettura mosso soprattutto da un interrogativo: ma dove vuole andare a parare questo qui? Cosa sta cercando di dirmi?
    Perché si intuisce sin da subito che c'è un messaggio nel testo, molto più di un messaggio anzi, qualcosa di più grande, più complesso, una teoria direi.. ma, perdiana, Houellebecq è stato veramente abile nel celare tutto ciò sotto forma di romanzo per poi svelare la vera natura della sua opera solo nell'epilogo finale.
    Naturalmente mi rivolgo a chi, come me, prima d'ora non ha mai letto niente di quest'autore di fama mondiale, esponente di spicco della letteratura francese contemporanea.
    Gli altri probabilmente avranno già avuto modo di conoscerlo nelle altre opere che lo hanno reso celebre ed avranno anche acquisito una certa familiarità col suo stile letterario, preciso, freddo, di un rigore quasi scientifico, accademico.
    Per me, invece, è stato veramente arduo entrare in sintonia con questo testo, sin dai primi capitoli, quando quello che sembrava il racconto delle vicende che hanno prima separato e poi intrecciato nuovamente la vita di due fratelli, Michel e Bruno, si è rivelato tutt'altro, come se dissolta la sua parvenza romanzesca il testo avesse poco alla volta iniziato a mostrarsi in accordo con ciò che realmente l'autore voleva comunicarci.
    Ecco perché se l'incipit recita 'Questo libro è innanzitutto la storia di un uomo, di un uomo che passò la maggior parte della propria vita in Europa occidentale nella seconda metà del Ventesimo secolo', si scopre invece nell'ultimo capoverso che quanto raccontato nel libro vuol essere un omaggio all'intera umanità, 'omaggio che, anch'esso, finirà cancellato e perso nelle sabbie del tempo; è tuttavia necessario che tale omaggio, una volta almeno, venga reso. Questo libro è dedicato all'uomo'.
    Michel e Bruno sono fratelli, o meglio fratellastri, generati dalla stessa madre che li ha poi abbandonati alle cure delle rispettive nonne paterne. I ragazzi crescono quindi in ambienti diversi, Michel mostra sin da subito uno spiccato interesse per la scienza ed il suo talento non tarda a manifestarsi già dai primi anni di scuola, Bruno invece subisce la perdita della nonna che lo accudiva ed è costretto a vivere la sua prima adolescenza in un collegio, patendo soprusi e forti violenze psicologiche.
    Due personalità diverse, e sole, isolate dal resto del mondo, per propria volontà o per quella altrui.
    Michel, che amplifica la sua visione scientifica e razionale del mondo tanto da porsi nei confronti del mondo stesso come un osservatore, lucido e rigoroso, estraniandosi da qualsiasi forma di rapporto sociale, incluso amore ed amicizia:
    'La sua visione del mondo aveva un che di meccanico e spietato. Una volta date le condizioni originarie, pensava, e parametrizzata la rete delle interazioni iniziali, gli avvenimenti si sviluppano in uno spazio disincantato e spoglio; il loro determinismo è ineluttabile. Ciò che era accaduto doveva accadere, non poteva essere altrimenti; nessuno poteva esserne ritenuto responsabile.'
    Bruno, che invece vorrebbe integrarsi nel mondo che lo circonda, vorrebbe essere accettato dal mondo in cui vive, si sente escluso da esso, perennemente a disagio, invaso da un senso di inferiorità ed inadeguatezza che si porterà avanti per il resto della sua vita.
    Le loro esistenze tuttavia si incroceranno, per caso i due fratelli si ritroveranno a frequentare lo stesso liceo, e da questo momento diventeranno l'uno il sostegno dell'altro, l'uno il complemento dell'altro. Uno il braccio, l'altro la mente, entrambi strumenti nelle mani dell'autore per raggiungere il suo scopo: un attacco incisivo e diretto verso la società del fine millennio, una critica sempre più pungente e provocatoria contro lo stato di degenerazione in cui la società sta progressivamente scivolando, senza attrito, senza possibilità di frenare la caduta, una condizione in cui il materialismo incontrollato prevarica ogni religione, sminuendo di conseguenza i valori morali, l'individualismo sfocia nell'edonismo, la lotta per il dominio e per il sopravvento sugli altri diventa inevitabile e si diffonde dappertutto, negli uffici, a scuola e nei rapporti di coppia.
    Attraverso Bruno, Houellebecq descrive il male, il virus da debellare: il racconto della sua vita segue l'evolversi del declino della società, gli effetti della liberalizzazione sessuale iniziata negli anni 70 con i primi movimenti hippy e New Age, la degenerazione del sesso in violenza e crudeltà, deriva ineluttabile di una ricerca rivolta ad un piacere sempre più intenso, egoistico, individuale. Non c'è più spazio per l'amore, esso è rimasto un ricordo, destinato a scomparire per sempre, sconfitto dal cancro che ha ammorbato la società, parimenti a quello che uccide Christiane, l'unica donna con cui Bruno vivrà la breve illusione di una relazione stabile e felice.
    Michel invece è la cura di Houellebecq: un biologo molecolare che grazie al suo distacco, all'osservazione metodica e sperimentale della realtà, può evitare il contagio, può vedere il male, studiarlo e sconfiggerlo nell'unico modo possibile: non una nuova filosofia, nessuna nuova mutazione metafisica sarebbe sufficiente, solo una mutazione genetica potrebbe salvare il genere umano, un radicale cambiamento nel dna dell'essere umano tale da renderlo immortale e, quindi, puro, perfetto, un angelo o un dio, non più tormentato dal soccombere della morte e di conseguenza scevro dal desiderio di un piacere smisurato ed immediato o da pretese mistico-religiose.
    Si tratta di un'opera che va assimilata a piccole dosi, non è una lettura semplice ma alla fine è impossibile non rimanerne affascinati, rendendosi conto di come ogni cosa sia al suo posto.
    A fine lettura, ho provato infatti la stessa sensazione che avvertivo ai tempi degli studi universitari, di fronte ad un problema matematico o un esercizio di fisica particolarmente complesso: quando sul punto di gettare la spugna, prima di arrendersi di fronte ad una soluzione non evidente, apparentemente impossibile da determinare, si scorge quella traccia, quel filo che si dipana lentamente sino a svelare la trama nascosta; e la soddisfazione che ne deriva è tanta.
    Perciò, non lasciatevi scoraggiare dai frequenti excursus di carattere scientifico, dalle nozioni di biologia, fisica quantistica ed antropologia tramite le quali Michel osserva e spiega il mondo che lo circonda. Né tantomeno lasciatevi turbare dal linguaggio volgare, schietto che l'autore esibisce nella descrizione delle avventure sessuali di Bruno, rappresentative ed esemplari del sudiciume generalizzato di tutta la società.
    Sono scelte stilistiche e narrative perfettamente coerenti col contenuto provocatorio del libro, tutto è funzionale per il fine ultimo dell'autore, l'invettiva prima ed il monito dopo.

    dit le 

  • 4

    Sofferto

    Un libro sofferente e sofferto, amaro e coltissimo. Un genio della letteratura, del quale riesco a scrivere poco, come quando, chiuso il libro, senti che ti ha parlato di cose che hanno bisogno di tem ...continuer

    Un libro sofferente e sofferto, amaro e coltissimo. Un genio della letteratura, del quale riesco a scrivere poco, come quando, chiuso il libro, senti che ti ha parlato di cose che hanno bisogno di tempo per depositarsi.

    dit le 

  • 1

    Libro abbandonato al 44%.

    Tutto quello che mi viene da dire è che, se vi viene voglia di leggere questo libro leggendo la trama sul retro, prendete invece un buon Philip Roth.

    dit le 

  • 3

    come per Sottomissione è la parte centrale del libro quella deboluccia. tutto il capitolo sulla vacanza nel villaggio naturista è davvero noiosa e stucchevole ( non si aspetterà Houellebecq di scanda ...continuer

    come per Sottomissione è la parte centrale del libro quella deboluccia. tutto il capitolo sulla vacanza nel villaggio naturista è davvero noiosa e stucchevole ( non si aspetterà Houellebecq di scandalizzare o eccitare qc perché continua a parlare di sesso). Non fosse per questa incapacità di riuscire a tenere il lettore attaccato al libro per tutto il romanzo Houellebecq sarebbe forse il migliore scrittore vivente.

    dit le 

  • 4

    La liberazione sessuale e le sue conseguenze più estreme: l'eccesso sfrenato di Michel e la mancanza di stimoli di Bruno. Situazioni che in realtà portano alla stessa vuota solitudine, in uno scenario ...continuer

    La liberazione sessuale e le sue conseguenze più estreme: l'eccesso sfrenato di Michel e la mancanza di stimoli di Bruno. Situazioni che in realtà portano alla stessa vuota solitudine, in uno scenario distopico dove chi non può più offrire il proprio giovane corpo è destinato a morire e dove non c'è più speranza di vita se non attraverso la creazione di una nuova specie.

    dit le 

  • 4

    Il tema non è la riproducibilità tecnica dell’essere umano (per citare Benjamin), bensì il “fattore S” che lega in modo vizioso il desiderio alla frustrazione, generando la grande illusione dei Senti ...continuer

    Il tema non è la riproducibilità tecnica dell’essere umano (per citare Benjamin), bensì il “fattore S” che lega in modo vizioso il desiderio alla frustrazione, generando la grande illusione dei Sentimenti. Verità oggettive sono spesso chiamate controintuitive quando l’intuizione, le emozioni, e altri processi cognitivi al di fuori della razionalità deduttiva ci suggeriscono un risultato sbagliato. Ad esempio, molti aspetti della meccanica quantistica o la relatività generale possono sembrare controintuitivi per un profano, mentre sono intuitivi per un fisico delle particelle. L’erronea comprensione intuitiva di un problema porta a conclusioni errate, con risultati scadenti. In alcuni casi, una posizione estranea alla saggezza convenzionale, può produrre un risultato più razionale (ma più desiderabile? questo è soggettivo ovviamente), anche se conflittuale con le prospettive etiche e deontologiche accettate. Un pensiero "contrarian", una iper-razionalità asentimentale, di cui Houellebecq è un rappresentante dannato. Sgradevole ma…

    dit le 

  • 2

    Trama inusuale: sono narrate in parallelo le vite di due fratellastri, radicalmente diversi tra loro per carattere, ma con in comune un'estrazione da una normale vita sociale: per uno è l'incapacità a ...continuer

    Trama inusuale: sono narrate in parallelo le vite di due fratellastri, radicalmente diversi tra loro per carattere, ma con in comune un'estrazione da una normale vita sociale: per uno è l'incapacità a provare veri sentimenti, che siano amore, amicizia o anche solo il desiderio di essi, e la dedizione allo studio, alla ricerca, per l'altro un'infanzia segnata da episodi di bullismo e umiliazioni e un'ossessione per il sesso che si prolunga anche nell'età adulta. I due personaggi interagiscono minimalmente, quel tanto che basta per far emergere il tema principale del libro: la sessualità, e le due visioni di essa in contrapposizione, puro piacere o strumento per la riproduzione della specie.
    Devo dire che mi ha un po' deluso. Sicuramente si apprezza la gestione non tipica dell'intreccio, ma il finale sembra stonare con la storia venuta prima (più che altro perché la deriva verso la quasi fantascienza, seppure appena accennata, è abbastanza improvvisa) e lo stile intellettualoide, con continue citazioni colte, volutamente ridondante di scene provocatorie mi ha fatto davvero storcere il naso. Sicuramente Houllebecq è in grado di padroneggiare molte nozioni scientifiche e filosofiche e inserirle linearmente in un contesto letterario, ma mi è sembrato comunque un libro pretenzioso, in cui l'obiettivo principale è fare sensazione sul lettore. Non sono per i libri che devono trattare temi scandalosi per il solo gusto di farlo e più che gli sbrodolamenti intellettuali cerco una scrittura che mi sappia coinvolgere, cosa che Houllebecq è riuscito a darmi solo parzialmente. Detto questo, non è che il libro sia da buttare. Dietro i suddetti sbrodolamenti, ci sono topoi interessanti da sviluppare e approfondire e il parallelo tra i due fratelli, oltre a essere funzionale all'emergere del tema, è anche ben costruito nell'intreccio. I personaggi non sono scontati e, anche se possono risultare odiosi, sicuramente hanno una loro psicologia a tutto tondo, sfuggono alla piattezza.
    In sintesi, voto 6

    dit le 

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