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L'esattore

By Petros Markaris

(460)

| Paperback | 9788845270376

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Book Description

Il commissario Charitos è di nuovo alle prese con le conseguenze della grande crisi economica. Nell’ombra agisce un “Esattore”, un vendicatore che invia a noti evasori fiscali una lettera in cui li invita a saldare quanto devono al fisco; ma se non o Continue

Il commissario Charitos è di nuovo alle prese con le conseguenze della grande crisi economica. Nell’ombra agisce un “Esattore”, un vendicatore che invia a noti evasori fiscali una lettera in cui li invita a saldare quanto devono al fisco; ma se non ottiene quanto chiede, l’Esattore uccide i malcapitati con una iniezione di cicuta. Kostas Charitos si immerge nel nuovo caso con un senso di smarrimento: gli omicidi si susseguono in un clima di tensione sociale estrema, in cui vittime e colpevoli si scambiano continuamente di ruolo. Anche Caterina, sua figlia, è sul punto di andarsene, accettando un posto offertole dall’Alto Commissariato dell’ONU per i rifugiati. Intanto, l’“Esattore” riesce a far restituire alle casse dell’erario quasi otto milioni di euro in soli dieci giorni, e il popolo scende in piazza per inneggiare all’eroe, al santo, che è riuscito là dove il potere costituito ha colpevolmente fallito. Nel mezzo di questo dilemma etico si trova il commissario Charitos: smascherare il colpevole e consegnarlo alla giustizia oppure stare dalla parte della gente dimenticata da quella stessa giustizia? Petros Markaris non perde un colpo. Col tocco del grande romanziere, del giallista esperto, con la materia incandescente della situazione mondiale che stiamo vivendo, dà vita a un nuovo, magistrale noir.

92 Reviews

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    Un’idea assolutamente originale, quella del vendicatore dei tartassati (parola azzeccatissima nella fattispecie) che ha come missione l’eliminazione fisica di noti evasori fiscali e di politicanti corrotti. Quasi quasi mi ha dato uno spunto…ma ahime! ...(continue)

    Un’idea assolutamente originale, quella del vendicatore dei tartassati (parola azzeccatissima nella fattispecie) che ha come missione l’eliminazione fisica di noti evasori fiscali e di politicanti corrotti. Quasi quasi mi ha dato uno spunto…ma ahime! se dovesse accadere in Italia occorrerebbe la costruzione di nuovi cimiteri, operazione questa che avvierebbe un nuovo giro di mazzette e di corruzione…… quindi, a conti fatti, forse è meglio soprassedere.
    Scherzi a parte, la storia è ambientata nella Grecia durante il momento peggiore della recente crisi economica le cui conseguenze sulla vita giornaliera delle persone sono descritta in modo magistrale.
    Altrettanto interessante il personaggio principale, il Commissario Kostas Charitos, persona del tutto normale (goffo, lento ed antiquato, come descritto dai suoi stessi colleghi) ben lontano dagli schemi del classico investigatore americano stereotipato e sempre sopra le righe ma, proprio per questo risulta simpatico e credibile.
    La combinazione della storia, del personaggio e dell’ambientazione nonché l'interazioni con la politica, il tutto condito spesso con una punta di ironia ( una per tutte……”se lo prendete,il killer, il popolo si solleverà) ne fanno un libro capace di tenere incollato il lettore sino alla fine.
    Solamente un finale non del tutto all'altezza del resto ed una eccessivo utilizzo di complicatissimi nomi greci di strade e persone che appesantiscono un po’ la lettura mi impediscono di dare il massimo della valutazione

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    shellback said on Jul 12, 2014 | Add your feedback

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    OTTIMO

    Magnifico Markaris, come sempre.
    C'è da augurarsi che qualcuno si faccia “contagiare” e importi “l'esattore” anche qui, c'è ne moooolto bisogno!
    Markaris già dalle prime pagine mi ha trasportato nella sua Atene, è riuscito a creare una bolla isolant ...(continue)

    Magnifico Markaris, come sempre.
    C'è da augurarsi che qualcuno si faccia “contagiare” e importi “l'esattore” anche qui, c'è ne moooolto bisogno!
    Markaris già dalle prime pagine mi ha trasportato nella sua Atene, è riuscito a creare una bolla isolante dalla quale ho fatto fatica ad emergere! La sua caratteristica è quella di elencare tutte le vie della città che i personaggi percorrono, creando la giusta atmosfera che ti permettere di girovagare per Atene insieme a loro. Per il resto....scrittura scorrevole e piacevole, storia coinvolgente, finale perfetto.

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    Penelope48 said on Mar 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Torniamo ai nostri seriali - 23 mar 14

    Dopo un po’ di silenzio, torna ancora una volta il pacifico commissario Kostas Charitos. Questa volta Markaris cerca di inserirsi sempre più a fondo nel vissuto greco, ma ne risulta una storia un po’ bollita. Soprattutto dal punto di vista dell’intre ...(continue)

    Dopo un po’ di silenzio, torna ancora una volta il pacifico commissario Kostas Charitos. Questa volta Markaris cerca di inserirsi sempre più a fondo nel vissuto greco, ma ne risulta una storia un po’ bollita. Soprattutto dal punto di vista dell’intreccio per così dire poliziesco. Intreccio che per come nasce e per come viene risolto risulta veramente di poco spessore. Certo il nostro scrittore, molto attento alla società civile, vuole dimostrare anche altro. Vuole parlare delle difficoltà del popolo greco di fronte alla crisi economica devastante che lo attanaglia. E questo ce lo mostra con alcune scene, e con alcuni suicidi, esemplari ed esemplificativi. Non si rimane indifferenti davanti alle anziane signorine che decidono di mollare la vita che non tirano avanti con la misera pensione. O i due giovani che si tolgono la vita per la mancanza di lavoro e di prospettive. In questo scenario (che riprende cinquant’anni dopo le descrizioni sociologiche della società svedese dei ben noti Sjöwall & Wahlöö) si inserisce anche il quasi dramma della figlia del commissario, che non trova una remunerazione adeguata, e quasi decide di andare a lavorare in Africa per svoltare economicamente. Una serie di circostanze, ed un colloquio chiarificatore con lo “zio Lambros”, faranno poi decidere Caterina a continuare a lottare in patria. E magari troverà una spalla nella psicologa – poliziotta Manià, per mettere in piedi qualche struttura legal-terapeutica. In tutto questo contorno sociale, si inserisce la vicenda gialla, che ne è una filiazione logica. Vengono uccise, con la cicuta, due personalità eminenti nell’evasione fiscale, da un personaggio che firma le sue imprese con volantini su internet a nome “Esattore”. Qui Markaris costruisce una specie di escalation interna, poggiando su due bastioni: la crisi economica (che è in fondo il leit-motiv del libro) ed il dilemma morale. L’Esattore, nei suoi scritti, afferma (e con ragioni e prove) di uccidere persone che evadono il fisco, dando loro l’alternativa se pagare o avere un “condono tombale”. A fronte delle prime due morti, il fisco greco riceve una serie di entrate impreviste (sui sette milioni di euro) di evasori minacciati. Charitos, e con lui il rumoreggiante popolo greco, si domanda se si debba trovare questo assassino, che tuttavia fa “del bene al Paese”. Il poliziotto non ha dubbi. L’uomo un pochino ne ha. Di fronte ad uno Stato debole, solo la minaccia di morte fa rispettare le leggi. Ma questa morale non può soddisfare una personalità etica come Markaris (non a caso sceneggiatore dei migliori film di Anghelopoulos). Per cui fa il primo passo di escalation: l’Esattore chiede una tangente sulle somme incassate. Qui la morale vacilla, e si cerca di attivare al meglio le indagini, non riuscendo ma non per colpa di Charitos, bensì dell’insipiente burocrazia greca. Trovandosi impantanato in una vicenda che sembra senza sbocchi, Markaris fa un secondo passo. Poiché lo Stato non paga, l’Esattore minaccia e poi comincia ad uccidere non evasori, ma personaggi pubblici, possibilmente politici, che hanno prosperato nei meandri del malcostume imperante. E qui si ritorna al dilemma primitivo: l’Esattore uccide, ma a fin “di bene” (o del bene del Paese). Ormai però siamo stanchi del romanzo, andiamo a doppiare il capo delle 300 pagine senza aver fatto passi avanti. Ecco che lo scrittore decide di “precipitare” la fine, e, attraverso improbabili colpi di scena, Charitos riesce a trovare prima le tracce, e poi il colpevole in persona. Questa è la parte veramente debole del romanzo. Tutto si risolve, ma come “per ammuina” senza che poi nulla cambi. Insomma, un romanzo che nasce con delle premesse interessanti, si sviluppa lungo un’idea notevole, ma termina un po’ in sordina. Come se l’autore non avesse più mordente. Tra l’altro, l’andamento generale delle indagini ricalca abbastanza, pur nelle mutate condizioni, quanto aveva scritto, con ben altra grinta e capacità, in uno dei primi libri del commissario “Si è suicidato il Che”. Speriamo che il prossimo episodio, già in libreria, anche se non in biblioteca, riporti in alto le sorti della storia. Magari evitando quello che ormai sta diventando un tormentone delle sue storie: il traffico di Atene. Ogni due pagine si parla di ingorghi e di strade, tanto che per seguire la vicenda bisognerebbe leggerlo con accanto Goggle Maps! Alla fine diventa stancante e neanche particolarmente funzionale alla storia.

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    Giogio53 said on Mar 23, 2014 | Add your feedback

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    La vicenda è inverosimile, l'indagine poliziesca è sfumata per lasciare spazio alla solita critica sociopolitica.
    La Merkel, la Troika, l'Europa martirizzano i greci. Che lagna!

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    Kin said on Feb 11, 2014 | Add your feedback

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    i giovani son costretti a emigrare

    oggi è tornato per qualche giorno da Londra, dove lavora, mio figlio minore. Il padre mi telefona per sapere se "serve qualcosa", ma io da giorni sto accumulando provviste e preparando mentalmente menu graditi, figurati stasera che ci sarà anche il m ...(continue)

    oggi è tornato per qualche giorno da Londra, dove lavora, mio figlio minore. Il padre mi telefona per sapere se "serve qualcosa", ma io da giorni sto accumulando provviste e preparando mentalmente menu graditi, figurati stasera che ci sarà anche il maggiore (ombroso e scorbutico come me). Anche le gattine sono emozionate.
    Ma un tempo non ci pensavano i padri ad ammazzare il vitello grasso?
    Comunque Markaris c'entra.

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    lunatica said on Jan 22, 2014 | Add your feedback

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    Più che bello interessante, non siamo abituati a leggere testi di scrittori greci, fatto salvo qualcosa dei classici antichi che più o meno tutti abbiamo studiato. Leggere della Grecia contemopranea raccontata da un greco è assai interessante, soprat ...(continue)

    Più che bello interessante, non siamo abituati a leggere testi di scrittori greci, fatto salvo qualcosa dei classici antichi che più o meno tutti abbiamo studiato. Leggere della Grecia contemopranea raccontata da un greco è assai interessante, soprattutto perche parla dell'attualità di oggi, la profonda crisi vista dall'interno.
    Un libro nel quale l'Italia si può in parte specchiare per capirsi un po' meglio, grazie alle somiglianze e differenze che nel lbro si scorgono.In un clima da tragedia collettiva e privata la trama gialla scorre portandoti almeno in parte a solidarizzare con l'omicida. Il finale di speranza privata è un po' in contrasto con la disperazione pubblica e pare quasi un augurio alla Grecia stessa perchè si rialzi attraverso il cambiamento.

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    Vera said on Dec 15, 2013 | Add your feedback

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