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Less Than Zero

By Bret Easton Ellis

(108)

| Paperback | 9780330294003

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Book Description

Set in Los Angeles in the early 1980's, this coolly mesmerizing novel is a raw, powerful portrait
of a lost generation who have experienced sex, drugs, and disaffection at too early an age, in a
world shaped by casual nihilism, passivity, and t Continue

Set in Los Angeles in the early 1980's, this coolly mesmerizing novel is a raw, powerful portrait
of a lost generation who have experienced sex, drugs, and disaffection at too early an age, in a
world shaped by casual nihilism, passivity, and too much money a place devoid of feeling or
hope.

Clay comes home for Christmas vacation from his Eastern college and re-enters a landscape of
limitless privilege and absolute moral entropy, where everyone drives Porches, dines at Spago,
and snorts mountains of cocaine. He tries to renew feelings for his girlfriend, Blair, and for his
best friend from high school, Julian, who is careering into hustling and heroin. Clay's holiday
turns into a dizzying spiral of desperation that takes him through the relentless parties in glitzy
mansions, seedy bars, and underground rock clubs and also into the seamy world of L.A. after dark.

292 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    L'attrattiva del titolo in un romanzo può essere fondamentale.Ci sono porcherie che ci attraggono solamente dal titolo ficcante.In questo caso,non me fregava un emerito Kayser del titolo.L'attrazione per questa cagata è nata dopo la lettura di "Ameri ...(continue)

    L'attrattiva del titolo in un romanzo può essere fondamentale.Ci sono porcherie che ci attraggono solamente dal titolo ficcante.In questo caso,non me fregava un emerito Kayser del titolo.L'attrazione per questa cagata è nata dopo la lettura di "American Psycho" dello stesso autore (vorrei conoscere chi non lo conosce).Il "Psycho" novantiano mi aveva colpito favorevolmente,sebbene non mi avesse entusiasmato decisi,qualche mese fa di leggerne altri di Ellis,per farmi un idea a tutto tondo dell'autore.Ritornando all'incipit iniziale,mai come prima il titolo del libro evince il contenuto."Meno di zero" esplica il valore dello scritto.Il primo romanzo del Bret è fondamentalmente "American Psycho".Uguale,stesse scene,stessa storia,stessi borghesi annoiati,stessi omic...ah,no ecco la differenza.Il protagonista di questa noiosa ammorbante spreco di carta è "Patrick Bateman",solo che non ammazza i borghesi.Ora,io capisco l'univocità dello stile ma qui siamo al livello da lista della spesa.Il minimalismo come corrente cunea che doveva spezzare l'eccessiva goticità ridondante della lettura americana di metà anni '70,risulta essere monotona e priva di verve.L'aspetto più riuscito è senza dubbio,l'apatia del narratore che non si spertica in giudizi o considerazioni morali tante cari agli scrittori russi.In Ellis,la morale è a cura del lettore.Tu,leggi e ti schifi dei borghesi.Cosa per nulla difficile da farsi o da rendere anche perché dopo la dodicesima pagina uguale alla precedente,ti poni la questione...ma questa gente che ci vive a fà?E in questo Ellis è un maestro.Però,francamente non posso sopportare l'eccessiva noia,l'eccessivo rigore stilistico che né fa una bozza per "American Psycho" (e forse questo è lo scopo di "Meno di zero"),l'eccessiva rottura di palle per un romanzetto da 100 pag. o giù di lì.Ciò che mi è rimasto personalmente; è il nulla.Se dovessi consigliare un romanzo del buon vecchio Bret andrei sul pluricitato American che mi aveva colpito e dato da pensare.Le liste della spesa le lascio ai miei pomeriggi settimanali quando il vuoto pneumatico mi assale e l'incombenza dell'umanità mi devasta.

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    Sine qua Non said on Aug 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Less than zero" prima canzone pubblicata da Elvis Costello e poi contenuta nell'album d'esordio "My Aim is true". Quello stesso Elvis Costello il cui poster sovrasta indisturbato la stanza di Clay.

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    Mr Shankly said on Aug 25, 2014 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Parto dalla domanda fondamentale: può essere grande letteratura un’opera priva di struttura e scritta in uno stile da prima liceo che si limita alla rappresentazione monotona e ripetitiva del vuoto (apatia, insensibilità, indifferenza, anestesia emot ...(continue)

    Parto dalla domanda fondamentale: può essere grande letteratura un’opera priva di struttura e scritta in uno stile da prima liceo che si limita alla rappresentazione monotona e ripetitiva del vuoto (apatia, insensibilità, indifferenza, anestesia emotiva) senza nemmeno tentare di trovarci un senso o un’implicazione morale?

    Si.

    Se questo romanzo fosse stato scritto cent’anni prima da Dostoevskij o da Manzoni i protagonisti avrebbero, alla fine, pagato con un castigo esemplare le conseguenze di una vita condotta nella dissolutezza più totale. Qui invece non accade nulla e in questo nulla, nell'assenza di giudizi, commenti e spiegazioni, sta, piaccia o meno, la cifra del postmoderno, perché la rinuncia alla ricerca di un significato è l’equivalente letterario della rinuncia alla rappresentazione del reale in pittura dall'astrattismo in poi.

    Meno di zero inizia con quello che sembra un prologo: Clay (diciotto anni, biondo, ricco, bello ma troppo magro per l’abuso di stupefacenti) torna a Los Angeles dal New Hampshire, dove frequenta l'università, per le vacanze di Natale. Mentre scorrono le pagine sfilano i personaggi nelle loro attività abituali (riassumibili in un maestoso cazzeggio), si scoprono i tratti dei loro caratteri, si annusa il profumo dell’ambiente e ci si cala nell'atmosfera di una festa in piscina con glabri adolescenti abbronzati e ragazze in bikini strafatte a bordo vasca. Ben presto però diventa evidente che il libro stesso è in realtà un prologo di centottanta pagine ad un romanzo che non esiste. E non esiste perché è impossibile scrivere un romanzo sul niente.

    Con periodi che raramente superano le dieci parole Easton Ellis descrive (non racconta, descrive) la gioventù dorata della California anni Ottanta: il tedio assume contorni scintillanti, chiunque scopa con chiunque, alcool e droga vanno via come il pane e, latente sopra ogni cosa, aleggia un desiderio inespresso di farla finita. Clay, che vive una perenne altalena tra panico e letargo, è apparentemente l’unico ad avere una certa consapevolezza che dietro allo schermo opaco di lussuosa nausea che ha davanti ci sono orrore e paura.

    Nessuna circostanza è mai approfondita: la narrazione si mantiene costantemente sul pelo dell’acqua, appiattita dalla noia e dal disinteresse. Eppure certi dialoghi esausti tra interlocutori dissociati e mezze frasi di sconcertante semplicità sono sufficienti per aprire inattese e abissali fenditure verso l’inferno. Ogni tanto, tra le righe, esplode un silenzio smisurato, un vuoto cosmico che a confronto il vuoto zen di Kerouac sembra un rave party.

    Less than zero è la marea che si ritira lasciando sulla spiaggia di Malibu rottami e immondizia; è lo sfinito assolo blues di John Frusciante in Californication; è la versione zombie di Beverly Hills 90210; è la rappresentazione della decadenza e della rovina, tema letterario di fascino intramontabile, dalla caduta dell’Impero Romano a Decline of Western Civilization, un tonfo morbido, facile e indolore.

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    Calibano said on Aug 1, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    un po' pesantuccio. l'ho letto perchè mi è stato indicato dalla redattrice che ha letto il mio romanzo. ma mi aspettavo molto di più. parla di ragazzi biondi, magri, abbronzati, che si fanno di coca con la stessa frequenza con cui io mi metto al pc a ...(continue)

    un po' pesantuccio. l'ho letto perchè mi è stato indicato dalla redattrice che ha letto il mio romanzo. ma mi aspettavo molto di più. parla di ragazzi biondi, magri, abbronzati, che si fanno di coca con la stessa frequenza con cui io mi metto al pc a scrivere. un libro in cui traspare la vuotezza di adolescenti ricchissimi. che passano il tempo nella Jacuzzi. in piscina. a feste varie.
    l'ho trovato un libro abbastanza vuoto. come la vuotezza interiore dei suoi personaggi.

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    Lila Ria said on Jul 13, 2014 | 2 feedbacks

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    Elogio dell'apatia

    "-E io?
    -Tu cosa?
    -Io.
    -Andrà tutto bene, vedrai.
    -Non so, -dico.- Non credo.
    -Parliamo d'altro
    -Ma... e io? - ripeto con un urlo soffocato.
    -Avanti, Clay, -dice lo psichiatra. - Non essere così... banale."

    cocaina-biondo-abbronzato-sesso-non so-Pal ...(continue)

    "-E io?
    -Tu cosa?
    -Io.
    -Andrà tutto bene, vedrai.
    -Non so, -dico.- Non credo.
    -Parliamo d'altro
    -Ma... e io? - ripeto con un urlo soffocato.
    -Avanti, Clay, -dice lo psichiatra. - Non essere così... banale."

    cocaina-biondo-abbronzato-sesso-non so-Palm Springs-...è morto d'overdose-dove sono i tuoi genitori ora?-Cosa? Niente.

    In un susseguirsi di immagini ripetitive, quasi nauseanti, Ellis traccia un perfetto spaccato della generazione losangelina degli anni '80 (o forse di tutta la nostra generazione?)
    Purtroppo tutti i tratti delinati da Bret sono diffusi nella nostra società: l'apatia, l'indecisione cronica, l'individualismo più bieco che caratterizzano i biondissimi e bellissimi protagonisti non sono altro che i prodromi di quello che è avvenuto da noi nei decenni a venire.

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    Synesthesia said on Jun 6, 2014 | Add your feedback

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