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Lessico famigliare

Di

Editore: Einaudi (Letture per la scuola media, 23)

3.9
(5001)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 251 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: A000145199 | Data di pubblicazione: 

Curatore: Dora Cimara

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , CD audio

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Letture per la scuola media 23
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  • 4

    Ricordi di famiglia fatti riaffiorare con le parole che genitori, fratelli e conoscenti erano soliti pronunciare: un autentico omaggio alle persone del proprio passato.
    La Ginzburg si affida al potere ...continua

    Ricordi di famiglia fatti riaffiorare con le parole che genitori, fratelli e conoscenti erano soliti pronunciare: un autentico omaggio alle persone del proprio passato.
    La Ginzburg si affida al potere evocativo della parola, con citazioni e frammenti di discorso diretto per far rivivere un tempo che non c'è più, in cui episodi di storia italiana si intrecciano con piccoli momenti di vita quotidiana.
    Autobiografia toccante, nel suo essere semplice e sincera.

    ha scritto il 

  • 5

    Asino! Non dir sempiezzi! ...

    Ecco, credo che queste sarebbero le parole che il Professor Beppino Levi, con la sua roboante voce, indirizzerebbe nei miei confronti, qualora decidessi di commentare - dopo Levi, Fallaci, Montale, Ga ...continua

    Ecco, credo che queste sarebbero le parole che il Professor Beppino Levi, con la sua roboante voce, indirizzerebbe nei miei confronti, qualora decidessi di commentare - dopo Levi, Fallaci, Montale, Garboli, Foa, ... - il libro di sua figlia Natalia: “Asino! Non dir sempiezzi!!”.
    E allora ... mi limito a riportare ...
    Dall’appendice, che contiene l’introduzione curata da Cesare Garboli all’edizione del 1999: «Lessico famigliare racconta la storia di una famiglia ebraica e antifascista, i Levi, trapiantati a Torino tra i primi anni Trenta e i primi anni Cinquanta. Vent’anni che trascorrono per buona parte sotto il fascismo, funestati da leggi razziali, dallo scoppio della guerra, dall’invasione tedesca in Europa, dai campi di sterminio, fino alla Resistenza e alla Liberazione. Il racconto nasce dal vero, non dall’immaginazione. E’ un insieme di ricordi promossi dal sopravvivere nella memoria di parole, espressioni, modi di dire, frasi sentite tante volte ripetere in famiglia, buttate là senza pensarci dai fratelli più grandi e dai genitori, frasi e parole futili e senza peso, che di solito si perdono col tempo ...».
    Quando il libro uscì, era accompagnato da un risvolto editoriale anonimo, ma attribuibile con certezza a Italo Calvino. Il commento così concludeva: « ... eppure nulla viene ingentilito o addolcito; amore e dolore non potrebbero essere espressi meglio che dal riserbo che li tace. Un libro unico, dunque, affollato come un gruppo fotografico che, vecchio appena di alcuni anni, già ci dà l’impressione del tempo trascorso nei visi curiosamente giovanili in cui riconosciamo fisionomie note: un ritratto di famiglia dell’Italia migliore.».
    Un brano tratto dalla bella postfazione curata da Domenico Scarpa, che citando Garboli dice: «Per prima cosa, Garboli dà grande risalto all’abito di riserbo e pudore con il quale la Ginzburg affronta una materia direttamente autobiografica, intrisa di strazio non cancellabile: “Prima di diventare adulta, la Ginzburg imparò esattamente il contrario della letteratura. Imparò la poesia, e apprese d’istinto che non c’è poesia senza reticenza. Appena le mosse della vita famigliare si confondono con le linee personali del suo destino, la Ginzburg smette improvvisamente. Appena la storia, il lutto, la morte arrivano a scomporre e a dissolvere le immagini del dagherrotipo di famiglia, allora la Ginzburg comincia a offuscare di proposito i ricordi. Li annebbia, si direbbe che li protegge”.».
    Prendendo a prestito una frasetta di ... Lev, mi verrebbe da dire che ... tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia ha un suo lessico, che costituisce il fil rouge della storia di quella famiglia. Ciuciottare, fufignezzi, non fate malagrazie!, sbrodeghezzi!, potacci!, sgarabazzi!, malignazzo!, mànfano, poltroni; queste, solo alcune delle singolari espressioni usate allora presso la famiglia Levi.
    Quali le Vostre?
    Mio figlio Edoardo, quand’era cinno, se si confondeva nel parlare, diceva: “mi sono intorpigliato” ...
    Potenza e poesia della parola e ... dell’amore ...

    ha scritto il 

  • 4

    Nostalgia e parole

    Delicato, personale, semplice ma incisivo, tenero ma non patetico "Lessico Famigliare" narra le vicende legate a Natalia Ginzburg, alla sua famiglia e a tutti coloro che hanno avuto una parte nella su ...continua

    Delicato, personale, semplice ma incisivo, tenero ma non patetico "Lessico Famigliare" narra le vicende legate a Natalia Ginzburg, alla sua famiglia e a tutti coloro che hanno avuto una parte nella sua vita, tratteggiandoli tramite le loro stesse parole, a svelarne caratteri e idiosincrasie, bellezze e bruttezze senza che il lettore si senta per questo condizionato nel suo giudizio. Le parole sono lì pronte per essere colte, fatte proprie, ricordate come i ritornelli dell'infanzia, quelle frasi ripetute dalla mamma e dal papà, quei piccoli miti famigliari che si tramandano di generazione in generazione e che, anche dopo anni, ti fanno sentire a casa.
    Ecco, "Lessico famigliare" per me è stato come tornare a casa dopo un lungo viaggio, quando il mondo che conoscevi sembra non esistere più, ma basta una frase, un ricordo e di colpo quel mondo riappare in tutta la sua forza e ti consola dalla nostalgia.

    ha scritto il 

  • 4

    Quante volte, durante le riunioni di famiglia, io e i miei fratelli ci siamo divertiti a rispolverare buffi modi di dire della nostra famiglia, frasi o semplici parole storpiate incomprensibili ai pi ...continua

    Quante volte, durante le riunioni di famiglia, io e i miei fratelli ci siamo divertiti a rispolverare buffi modi di dire della nostra famiglia, frasi o semplici parole storpiate incomprensibili ai più ma immediatamente riconoscibili solo alle nostre orecchie...Quante risate nel ricordare i soprannomi strampalati e teneramente ridicoli che la mia mamma era ed è ancora solita attribuire invariabilente a parenti e ad amici di famiglia così come all edicolante, alla merciaia che non c'è più, al lattaio...Ricordi della nostra infanzia che prepotentemente si affacciano e suscitano ilarità come nostalgia..Quante volte mi sono ripromessa di mettere per iscritto queste "voci"..unicamente per il timore di dimenticare...
    Avevo letto "Lessico famigliare" secoli fa, alle medie se non ricordo male, ma solo ora sono stata in grado di apprezzarne il grande valore. I ricordi di ogni famiglia sono un tesoro prezioso. Questo romanzo è un regalo immenso: alla memoria della famiglia dell'autrice, ma anche a chi come me desidera non dimenticare nulla, ma proprio nulla della propria.

    ha scritto il 

  • 5

    Lessico famigliare è una preziosa testimonianza di vita e di affetti, ma anche della storia, del fervore culturale italiano, del senso di ribellione che arriva a scuotere, assieme al mondo, anche le p ...continua

    Lessico famigliare è una preziosa testimonianza di vita e di affetti, ma anche della storia, del fervore culturale italiano, del senso di ribellione che arriva a scuotere, assieme al mondo, anche le più piccole realtà di congiunti.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2015/06/lessico-famigliare-ginzburg.html

    ha scritto il 

  • 2

    Dove si scopre tutto, ma tutto della famiglia e degli amici di famiglia della Natalia Levi Ginzburg, cioè Pavese, Giulio Einaudi, il padre anatomopatologo (maestro di Renato Dulbecco, Rita Levi Montal ...continua

    Dove si scopre tutto, ma tutto della famiglia e degli amici di famiglia della Natalia Levi Ginzburg, cioè Pavese, Giulio Einaudi, il padre anatomopatologo (maestro di Renato Dulbecco, Rita Levi Montalcini e altri), Adriano Olivetti e praticamente tutta l'elite del nord Italia. Si dicono poveri con 2 "serve" in casa ciascuno, sembrano tutti poco adatti alla vita, non sanno fare nulla, non si capisce come e perché abbiano successo, se provano sentimenti. Sembrano infantili e viziati, radical chic ante litteram. Non mi sembra che la Ginzburg abbia fatto loro un gran servizio. Carina l'idea della narrazione laterale, solo che alla fine il romanzo m'è parso radicalmente not-committed, narcisista, egocentrato e drammaticamente noioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Vedarò le me vali e i me orti, -Là zo’ sconti da nuvoli neri?

    Una famiglia è una mescolanza di voci che s’intrecciano attorno al desco e parlano una lingua aggregante fatta di espressioni leggendarie e familiarissime, perlopiù comprensibili alle sonorità di chi ...continua

    Una famiglia è una mescolanza di voci che s’intrecciano attorno al desco e parlano una lingua aggregante fatta di espressioni leggendarie e familiarissime, perlopiù comprensibili alle sonorità di chi le pratica. In “Lessico famigliare” la briosità del linguaggio e i suoi retaggi sono frutto di una realtà che prende le sembianze mitiche dell’infanzia dell’autrice, il volto labile della vita e talvolta “l’aspetto augusto della storia”.

    [Quando leggiamo un romanzo percorriamo una strada opposta e speculare al tracciato che è stato necessario percorrere per scriverlo.(…) Così una realtà immaginaria si fa carico di due esperienze diverse, divise da una parete sottilissima, di una trasparenza tale da sembrare invisibile. Quando leggiamo scambiamo la nostra realtà con questa trasparenza e ci illudiamo di abbattere la parete. Nella loro docilità di epigoni, i ricordi di Lessico Famigliare non smentiscono questa legge, ma la evitano e la raggirano: la parete non esiste; l’esperienza della realtà si riversa sul testo, da parte del lettore, inchiodata a una sola lettura, solo quella, proprio quella: il ricordo è diventato una fotografia] .

    Sono sottilmente pervasa dalla pienezza di quella fotografia.

    ha scritto il 

  • 5

    lessico famigliare

    libro molto simpatico, strambo e originale per la tematica trattata e per i personaggi. singolare la figura del padre, sempre presente, sparisce quasi la figura della madre, forse volutamente taciuta ...continua

    libro molto simpatico, strambo e originale per la tematica trattata e per i personaggi. singolare la figura del padre, sempre presente, sparisce quasi la figura della madre, forse volutamente taciuta per rendere l'idea della tipologia di società. si perde quasi verso la fine.

    ha scritto il 

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