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Lessico famigliare

Di

Editore: Einaudi

3.9
(4973)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 220 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: A000107144 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , CD audio

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    Asino! Non dir sempiezzi! ...

    Ecco, credo che queste sarebbero le parole che il Professor Beppino Levi, con la sua roboante voce, indirizzerebbe nei miei confronti, qualora decidessi di commentare - dopo Levi, Fallaci, Montale, Ga ...continua

    Ecco, credo che queste sarebbero le parole che il Professor Beppino Levi, con la sua roboante voce, indirizzerebbe nei miei confronti, qualora decidessi di commentare - dopo Levi, Fallaci, Montale, Garboli, Foa, ... - il libro di sua figlia Natalia: “Asino! Non dir sempiezzi!!”.
    E allora ... mi limito a riportare ...
    Dall’appendice, che contiene l’introduzione curata da Cesare Garboli all’edizione del 1999: «Lessico famigliare racconta la storia di una famiglia ebraica e antifascista, i Levi, trapiantati a Torino tra i primi anni Trenta e i primi anni Cinquanta. Vent’anni che trascorrono per buona parte sotto il fascismo, funestati da leggi razziali, dallo scoppio della guerra, dall’invasione tedesca in Europa, dai campi di sterminio, fino alla Resistenza e alla Liberazione. Il racconto nasce dal vero, non dall’immaginazione. E’ un insieme di ricordi promossi dal sopravvivere nella memoria di parole, espressioni, modi di dire, frasi sentite tante volte ripetere in famiglia, buttate là senza pensarci dai fratelli più grandi e dai genitori, frasi e parole futili e senza peso, che di solito si perdono col tempo ...».
    Quando il libro uscì, era accompagnato da un risvolto editoriale anonimo, ma attribuibile con certezza a Italo Calvino. Il commento così concludeva: « ... eppure nulla viene ingentilito o addolcito; amore e dolore non potrebbero essere espressi meglio che dal riserbo che li tace. Un libro unico, dunque, affollato come un gruppo fotografico che, vecchio appena di alcuni anni, già ci dà l’impressione del tempo trascorso nei visi curiosamente giovanili in cui riconosciamo fisionomie note: un ritratto di famiglia dell’Italia migliore.».
    Un brano tratto dalla bella postfazione curata da Domenico Scarpa, che citando Garboli dice: «Per prima cosa, Garboli dà grande risalto all’abito di riserbo e pudore con il quale la Ginzburg affronta una materia direttamente autobiografica, intrisa di strazio non cancellabile: “Prima di diventare adulta, la Ginzburg imparò esattamente il contrario della letteratura. Imparò la poesia, e apprese d’istinto che non c’è poesia senza reticenza. Appena le mosse della vita famigliare si confondono con le linee personali del suo destino, la Ginzburg smette improvvisamente. Appena la storia, il lutto, la morte arrivano a scomporre e a dissolvere le immagini del dagherrotipo di famiglia, allora la Ginzburg comincia a offuscare di proposito i ricordi. Li annebbia, si direbbe che li protegge”.».
    Prendendo a prestito una frasetta di ... Lev, mi verrebbe da dire che ... tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia ha un suo lessico, che costituisce il fil rouge della storia di quella famiglia. Ciuciottare, fufignezzi, non fate malagrazie!, sbrodeghezzi!, potacci!, sgarabazzi!, malignazzo!, mànfano, poltroni; queste, solo alcune delle singolari espressioni usate allora presso la famiglia Levi.
    Quali le Vostre?
    Mio figlio Edoardo, quand’era cinno, se si confondeva nel parlare, diceva: “mi sono intorpigliato” ...
    Potenza e poesia della parola e ... dell’amore ...

    ha scritto il 

  • 4

    Nostalgia e parole

    Delicato, personale, semplice ma incisivo, tenero ma non patetico "Lessico Famigliare" narra le vicende legate a Natalia Ginzburg, alla sua famiglia e a tutti coloro che hanno avuto una parte nella su ...continua

    Delicato, personale, semplice ma incisivo, tenero ma non patetico "Lessico Famigliare" narra le vicende legate a Natalia Ginzburg, alla sua famiglia e a tutti coloro che hanno avuto una parte nella sua vita, tratteggiandoli tramite le loro stesse parole, a svelarne caratteri e idiosincrasie, bellezze e bruttezze senza che il lettore si senta per questo condizionato nel suo giudizio. Le parole sono lì pronte per essere colte, fatte proprie, ricordate come i ritornelli dell'infanzia, quelle frasi ripetute dalla mamma e dal papà, quei piccoli miti famigliari che si tramandano di generazione in generazione e che, anche dopo anni, ti fanno sentire a casa.
    Ecco, "Lessico famigliare" per me è stato come tornare a casa dopo un lungo viaggio, quando il mondo che conoscevi sembra non esistere più, ma basta una frase, un ricordo e di colpo quel mondo riappare in tutta la sua forza e ti consola dalla nostalgia.

    ha scritto il 

  • 4

    Quante volte, durante le riunioni di famiglia, io e i miei fratelli ci siamo divertiti a rispolverare buffi modi di dire della nostra famiglia, frasi o semplici parole storpiate incomprensibili ai pi ...continua

    Quante volte, durante le riunioni di famiglia, io e i miei fratelli ci siamo divertiti a rispolverare buffi modi di dire della nostra famiglia, frasi o semplici parole storpiate incomprensibili ai più ma immediatamente riconoscibili solo alle nostre orecchie...Quante risate nel ricordare i soprannomi strampalati e teneramente ridicoli che la mia mamma era ed è ancora solita attribuire invariabilente a parenti e ad amici di famiglia così come all edicolante, alla merciaia che non c'è più, al lattaio...Ricordi della nostra infanzia che prepotentemente si affacciano e suscitano ilarità come nostalgia..Quante volte mi sono ripromessa di mettere per iscritto queste "voci"..unicamente per il timore di dimenticare...
    Avevo letto "Lessico famigliare" secoli fa, alle medie se non ricordo male, ma solo ora sono stata in grado di apprezzarne il grande valore. I ricordi di ogni famiglia sono un tesoro prezioso. Questo romanzo è un regalo immenso: alla memoria della famiglia dell'autrice, ma anche a chi come me desidera non dimenticare nulla, ma proprio nulla della propria.

    ha scritto il 

  • 5

    Lessico famigliare è una preziosa testimonianza di vita e di affetti, ma anche della storia, del fervore culturale italiano, del senso di ribellione che arriva a scuotere, assieme al mondo, anche le p ...continua

    Lessico famigliare è una preziosa testimonianza di vita e di affetti, ma anche della storia, del fervore culturale italiano, del senso di ribellione che arriva a scuotere, assieme al mondo, anche le più piccole realtà di congiunti.
    http://athenaenoctua2013.blogspot.it/2015/06/lessico-famigliare-ginzburg.html

    ha scritto il 

  • 2

    Dove si scopre tutto, ma tutto della famiglia e degli amici di famiglia della Natalia Levi Ginzburg, cioè Pavese, Giulio Einaudi, il padre anatomopatologo (maestro di Renato Dulbecco, Rita Levi Montal ...continua

    Dove si scopre tutto, ma tutto della famiglia e degli amici di famiglia della Natalia Levi Ginzburg, cioè Pavese, Giulio Einaudi, il padre anatomopatologo (maestro di Renato Dulbecco, Rita Levi Montalcini e altri), Adriano Olivetti e praticamente tutta l'elite del nord Italia. Si dicono poveri con 2 "serve" in casa ciascuno, sembrano tutti poco adatti alla vita, non sanno fare nulla, non si capisce come e perché abbiano successo, se provano sentimenti. Sembrano infantili e viziati, radical chic ante litteram. Non mi sembra che la Ginzburg abbia fatto loro un gran servizio. Carina l'idea della narrazione laterale, solo che alla fine il romanzo m'è parso radicalmente not-committed, narcisista, egocentrato e drammaticamente noioso.

    ha scritto il 

  • 4

    Vedarò le me vali e i me orti, -Là zo’ sconti da nuvoli neri?

    Una famiglia è una mescolanza di voci che s’intrecciano attorno al desco e parlano una lingua aggregante fatta di espressioni leggendarie e familiarissime, perlopiù comprensibili alle sonorità di chi ...continua

    Una famiglia è una mescolanza di voci che s’intrecciano attorno al desco e parlano una lingua aggregante fatta di espressioni leggendarie e familiarissime, perlopiù comprensibili alle sonorità di chi le pratica. In “Lessico famigliare” la briosità del linguaggio e i suoi retaggi sono frutto di una realtà che prende le sembianze mitiche dell’infanzia dell’autrice, il volto labile della vita e talvolta “l’aspetto augusto della storia”.

    [Quando leggiamo un romanzo percorriamo una strada opposta e speculare al tracciato che è stato necessario percorrere per scriverlo.(…) Così una realtà immaginaria si fa carico di due esperienze diverse, divise da una parete sottilissima, di una trasparenza tale da sembrare invisibile. Quando leggiamo scambiamo la nostra realtà con questa trasparenza e ci illudiamo di abbattere la parete. Nella loro docilità di epigoni, i ricordi di Lessico Famigliare non smentiscono questa legge, ma la evitano e la raggirano: la parete non esiste; l’esperienza della realtà si riversa sul testo, da parte del lettore, inchiodata a una sola lettura, solo quella, proprio quella: il ricordo è diventato una fotografia] .

    Sono sottilmente pervasa dalla pienezza di quella fotografia.

    ha scritto il 

  • 5

    lessico famigliare

    libro molto simpatico, strambo e originale per la tematica trattata e per i personaggi. singolare la figura del padre, sempre presente, sparisce quasi la figura della madre, forse volutamente taciuta ...continua

    libro molto simpatico, strambo e originale per la tematica trattata e per i personaggi. singolare la figura del padre, sempre presente, sparisce quasi la figura della madre, forse volutamente taciuta per rendere l'idea della tipologia di società. si perde quasi verso la fine.

    ha scritto il 

  • 3

    Il suono di una famiglia

    'La guerra, noi pensavamo che avrebbe immediatamente rovesciato e capovolto la vita di tutti. Invece per anni molta gente rimase indisturbata nella sua casa, seguitando a fare quello che aveva fatto s ...continua

    'La guerra, noi pensavamo che avrebbe immediatamente rovesciato e capovolto la vita di tutti. Invece per anni molta gente rimase indisturbata nella sua casa, seguitando a fare quello che aveva fatto sempre. Quando ormai ciascuno pensava che in fondo se l'era cavata con poco e non ci sarebbero stati sconvolgimenti di sorta, né case distrutte, né fughe o persecuzioni di colpo esplosero bombe e mine dovunque e le case crollarono e le strade furono piene di rovine, di soldati e di profughi. E non c'era più uno che potesse far finta di niente, chiuder gli occhi e tapparsi le orecchie e cacciare la testa sotto al guanciale, non c'era.'

    Solitamente nelle mie opinioni sui libri, non riporto mai frasi dal testo di cui parlo, mi è infatti sempre sembrato troppo difficile definire un romanzo utilizzando soltanto alcune frasi. Questa volta è andata diversamente, in questo paragrafo infatti, mi è sembrato che si riassumesse interamente la storia narrata da Natalia Ginzburg e pensando all'opinione che sarei andata a scrivere non ho potuto fare a meno di inserirla. Trovo che queste frasi siano in grado di spiegare in modo chiaro e senza ombra di dubbio tutto quello che viene narrato all'interno di questo libro.
    Conoscevo questo libro dalle superiori, quando ne avevo letto qualche capitolo nel corso delle lezioni di letteratura, ma non avevo approfondito successivamente la sua trama. 'Lessico famigliare' è la storia di una famiglia, più precisamente la famiglia dell'autrice, composta da suo padre Giuseppe Levi, biologo ed istologo di fama, sua mamma Lidia Tanzi ed i suoi tre fratelli: Gino, Mario e Paola. Il romanzo è ambientato principalmente a Torino, dove la famiglia si trasferisce dopo la nascita dell'autrice.

    Attorno alla famiglia dell'autrice si ritrovano alcuni personaggi conosciuti in quanto le loro azioni hanno segnato in un modo o nell'altro il destino della nostra nazione. Il libro inizia con l'infanzia di Natalia, e con la figura imponente ed accentratrice del padre.
    La famiglia viene raccontata attraverso il lessico utilizzato dai suoi componenti, i termini creati dal padre o le frasi ripetute dalla madre. Le abitudini ed le piccole usanze della famiglia, vengono rappresentate in maniera analitica nel corso di tutto il libro e questo aiuta a rendere ancora più domestico l'intero racconto.
    Il romanzo è scritto come un diario, e tutte le informazioni e le persone descritte al suo interno, sono vere, niente è inventato e proprio nella prefazione del libro, l'autrice definisce questo suo 'bisogno' di rappresentare in maniera veritiera tutto quello che è stato il suo passato. Attraverso il piccolo gergo della famiglia e gli eventi che colpiscono i suoi componenti viene raccontato il percorso storico compiuto dal nostro paese negli anni che vanno all'incirca dal millenovecentoventi al dopoguerra. I fratelli di Natalia nel corso degli anni lasciano la casa del padre, e gli eventi famigliari iniziano lentamente a mescolarsi con quanto accade all'esterno. Lentamente il racconto assume un tono differente, dal rassicurante inizio con lo sguardo dell'autrice concentrato sul focolare domestico, con i suoi occhi iniziamo a vedere i toni spietati della guerra e delle persecuzioni. Attraverso gli eventi occorsi ai vari famigliari vengono raccontati il confino, l'isolamento ed anche la morte, il tutto viene affrontato con una schiettezza quasi disarmante.

    L'autrice riporta i fatti, non giudica in alcun modo la storia oppure le persone, semplicemente riporta delle situazioni e delle scelte fatte in conseguenza di tali eventi. L'intero percorso storico dell'Italia e dell'Europa, viene riportato con un resoconto preciso ed attendibile ma sempre mantenendo fisso lo sguardo sulla sua famiglia con le sue consuetudini inalterate nonostante gli eventi esterni.
    Attraverso lo scorrere della lettura sembra quasi di vedere suo padre camminare nervoso per la piccola casa buia oppure sua madre Lidia infilarsi velocemente un cappellino prima di uscire alla volta del cinematografo.Il romanzo è scritto in maniera semplice e scorrevole, anche se forse ricordarsi di tutte le persone descritte può risultare un po' difficoltoso.
    Sono davvero contenta di aver letto 'Lessico famigliare' soprattutto perché mi ha portato a rivedere l'idea che mi ero creata a scuola di questo romanzo. Pensavo, infatti, che l'intero racconto fosse concentrato unicamente sulla famiglia dell'autrice, invece nonostante il racconto sia davvero legato alla storia di Natalia Ginzburg, la narrazione non è mai interamente incentrata sulle vicende della famiglia. Spesso e volentieri infatti ci troviamo a sentire parlare di persone, realmente esistite che in un modo o nell'altro sono entrate nella vita dell'autrice o dei suoi famigliari. Sono infatti molte le persone di cui l'autrice ricorda e di cui ci racconta. Vengono ripresi durante il racconto moltissimi degli amici dei suoi fratelli e molte persone che hanno comunque fatto parte del mondo culturale nell'immediato dopoguerra.

    La narrazione non è mai lenta oppure noiosa, anzi è interessare scoprire alcuni lati nascosti delle persone che vengono raccontate all'interno di 'Lessico Famigliare'. Così con lo scorrere delle pagine, ci si ritrova a leggere dell'amicizia che legava Natalia, suo marito Leone Ginzburg e l'autore Cesare Pavese, e le serate trascorse insieme ad intellettuali dell'epoca. E scoprire così un lato, totalmente sconosciuto di Pavese, quella sottile ironia e noncuranza che non traspaiono mai attraverso i suoi scritti. Quello che ho apprezzato moltissimo è che l'autrice non giudica mai, sarebbe facile introdurre giudizi su eventi passati, ma questo non avviene mai, anzi il suo sguardo ed il suo scritto sono distaccati e semplicemente addolciti dalle parole dell'autrice, forse in conseguenza degli anni che sono passati.
    Credo che scrivere un romanzo legato in questo modo ad eventi realmente accaduti sia davvero difficile, ed ho apprezzato davvero l'enorme sforzo di memoria e la forza interiore dell'autrice, in quanto credo sia davvero difficile scrivere di eventi tanto dolorosi. Consiglio la lettura di questo libro a tutti, proprio perché la difficile storia di quegli anni viene vista in modo obiettivo e senza alcun giudizio su quanto accaduto e su quanto si poteva evitare.

    In particolare ci tengo a consigliare la lettura di questo libro a tutti quelli che come me, amano in modo particolare la città di Torino, in quanto questa città diventa gioco forza una delle protagoniste dell'intero racconto con le sue vie ed i suoi caffè.

    ha scritto il 

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