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Lessico famigliare

Di

Editore: Einaudi

3.9
(4713)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 218 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: A000035617 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    lessico famigliare

    libro molto simpatico, strambo e originale per la tematica trattata e per i personaggi. singolare la figura del padre, sempre presente, sparisce quasi la figura della madre, forse volutamente taciuta ...continua

    libro molto simpatico, strambo e originale per la tematica trattata e per i personaggi. singolare la figura del padre, sempre presente, sparisce quasi la figura della madre, forse volutamente taciuta per rendere l'idea della tipologia di società. si perde quasi verso la fine.

    ha scritto il 

  • 3

    Il suono di una famiglia

    'La guerra, noi pensavamo che avrebbe immediatamente rovesciato e capovolto la vita di tutti. Invece per anni molta gente rimase indisturbata nella sua casa, seguitando a fare quello che aveva fatto s ...continua

    'La guerra, noi pensavamo che avrebbe immediatamente rovesciato e capovolto la vita di tutti. Invece per anni molta gente rimase indisturbata nella sua casa, seguitando a fare quello che aveva fatto sempre. Quando ormai ciascuno pensava che in fondo se l'era cavata con poco e non ci sarebbero stati sconvolgimenti di sorta, né case distrutte, né fughe o persecuzioni di colpo esplosero bombe e mine dovunque e le case crollarono e le strade furono piene di rovine, di soldati e di profughi. E non c'era più uno che potesse far finta di niente, chiuder gli occhi e tapparsi le orecchie e cacciare la testa sotto al guanciale, non c'era.'

    Solitamente nelle mie opinioni sui libri, non riporto mai frasi dal testo di cui parlo, mi è infatti sempre sembrato troppo difficile definire un romanzo utilizzando soltanto alcune frasi. Questa volta è andata diversamente, in questo paragrafo infatti, mi è sembrato che si riassumesse interamente la storia narrata da Natalia Ginzburg e pensando all'opinione che sarei andata a scrivere non ho potuto fare a meno di inserirla. Trovo che queste frasi siano in grado di spiegare in modo chiaro e senza ombra di dubbio tutto quello che viene narrato all'interno di questo libro.
    Conoscevo questo libro dalle superiori, quando ne avevo letto qualche capitolo nel corso delle lezioni di letteratura, ma non avevo approfondito successivamente la sua trama. 'Lessico famigliare' è la storia di una famiglia, più precisamente la famiglia dell'autrice, composta da suo padre Giuseppe Levi, biologo ed istologo di fama, sua mamma Lidia Tanzi ed i suoi tre fratelli: Gino, Mario e Paola. Il romanzo è ambientato principalmente a Torino, dove la famiglia si trasferisce dopo la nascita dell'autrice.

    Attorno alla famiglia dell'autrice si ritrovano alcuni personaggi conosciuti in quanto le loro azioni hanno segnato in un modo o nell'altro il destino della nostra nazione. Il libro inizia con l'infanzia di Natalia, e con la figura imponente ed accentratrice del padre.
    La famiglia viene raccontata attraverso il lessico utilizzato dai suoi componenti, i termini creati dal padre o le frasi ripetute dalla madre. Le abitudini ed le piccole usanze della famiglia, vengono rappresentate in maniera analitica nel corso di tutto il libro e questo aiuta a rendere ancora più domestico l'intero racconto.
    Il romanzo è scritto come un diario, e tutte le informazioni e le persone descritte al suo interno, sono vere, niente è inventato e proprio nella prefazione del libro, l'autrice definisce questo suo 'bisogno' di rappresentare in maniera veritiera tutto quello che è stato il suo passato. Attraverso il piccolo gergo della famiglia e gli eventi che colpiscono i suoi componenti viene raccontato il percorso storico compiuto dal nostro paese negli anni che vanno all'incirca dal millenovecentoventi al dopoguerra. I fratelli di Natalia nel corso degli anni lasciano la casa del padre, e gli eventi famigliari iniziano lentamente a mescolarsi con quanto accade all'esterno. Lentamente il racconto assume un tono differente, dal rassicurante inizio con lo sguardo dell'autrice concentrato sul focolare domestico, con i suoi occhi iniziamo a vedere i toni spietati della guerra e delle persecuzioni. Attraverso gli eventi occorsi ai vari famigliari vengono raccontati il confino, l'isolamento ed anche la morte, il tutto viene affrontato con una schiettezza quasi disarmante.

    L'autrice riporta i fatti, non giudica in alcun modo la storia oppure le persone, semplicemente riporta delle situazioni e delle scelte fatte in conseguenza di tali eventi. L'intero percorso storico dell'Italia e dell'Europa, viene riportato con un resoconto preciso ed attendibile ma sempre mantenendo fisso lo sguardo sulla sua famiglia con le sue consuetudini inalterate nonostante gli eventi esterni.
    Attraverso lo scorrere della lettura sembra quasi di vedere suo padre camminare nervoso per la piccola casa buia oppure sua madre Lidia infilarsi velocemente un cappellino prima di uscire alla volta del cinematografo.Il romanzo è scritto in maniera semplice e scorrevole, anche se forse ricordarsi di tutte le persone descritte può risultare un po' difficoltoso.
    Sono davvero contenta di aver letto 'Lessico famigliare' soprattutto perché mi ha portato a rivedere l'idea che mi ero creata a scuola di questo romanzo. Pensavo, infatti, che l'intero racconto fosse concentrato unicamente sulla famiglia dell'autrice, invece nonostante il racconto sia davvero legato alla storia di Natalia Ginzburg, la narrazione non è mai interamente incentrata sulle vicende della famiglia. Spesso e volentieri infatti ci troviamo a sentire parlare di persone, realmente esistite che in un modo o nell'altro sono entrate nella vita dell'autrice o dei suoi famigliari. Sono infatti molte le persone di cui l'autrice ricorda e di cui ci racconta. Vengono ripresi durante il racconto moltissimi degli amici dei suoi fratelli e molte persone che hanno comunque fatto parte del mondo culturale nell'immediato dopoguerra.

    La narrazione non è mai lenta oppure noiosa, anzi è interessare scoprire alcuni lati nascosti delle persone che vengono raccontate all'interno di 'Lessico Famigliare'. Così con lo scorrere delle pagine, ci si ritrova a leggere dell'amicizia che legava Natalia, suo marito Leone Ginzburg e l'autore Cesare Pavese, e le serate trascorse insieme ad intellettuali dell'epoca. E scoprire così un lato, totalmente sconosciuto di Pavese, quella sottile ironia e noncuranza che non traspaiono mai attraverso i suoi scritti. Quello che ho apprezzato moltissimo è che l'autrice non giudica mai, sarebbe facile introdurre giudizi su eventi passati, ma questo non avviene mai, anzi il suo sguardo ed il suo scritto sono distaccati e semplicemente addolciti dalle parole dell'autrice, forse in conseguenza degli anni che sono passati.
    Credo che scrivere un romanzo legato in questo modo ad eventi realmente accaduti sia davvero difficile, ed ho apprezzato davvero l'enorme sforzo di memoria e la forza interiore dell'autrice, in quanto credo sia davvero difficile scrivere di eventi tanto dolorosi. Consiglio la lettura di questo libro a tutti, proprio perché la difficile storia di quegli anni viene vista in modo obiettivo e senza alcun giudizio su quanto accaduto e su quanto si poteva evitare.

    In particolare ci tengo a consigliare la lettura di questo libro a tutti quelli che come me, amano in modo particolare la città di Torino, in quanto questa città diventa gioco forza una delle protagoniste dell'intero racconto con le sue vie ed i suoi caffè.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro molto bello che è una storia vera ma che l'autrice vorrebbe fosse letto come fosse un romanzo. La famiglia dell'autrice, la famiglia Levi, è davvero variegata e interessante, così come tutti ...continua

    Un libro molto bello che è una storia vera ma che l'autrice vorrebbe fosse letto come fosse un romanzo. La famiglia dell'autrice, la famiglia Levi, è davvero variegata e interessante, così come tutti i loro amici e conoscenti. Siamo in un periodo storico molto importante che ha lasciato il segno nel futuro e che resterà per sempre indimenticabile. Ho trovato molto originale l'espediente del lessico famigliare per raccontare la vita della sua famiglia. Molte famiglie hanno questo lessico a volte ripetuto fino alla noia, un qualcosa che è solo loro e che gli altri non possono capire.
    Il romanzo mi ha messo la curiosità di conoscere i personaggi citati. Ho trovato Natalia Ginzburg molto ironica e con una capacità d'osservazione davvero impressionante! Lei piccola piccola registrava tutto. Aveva anche una grande fiducia e ammirazione dei propri genitori, nonostante non fossero certo perfetti.
    Bello, consigliato e forse anche da rileggere!

    ha scritto il 

  • 4

    – Non fate malagrazie!

    Era una vita che desideravo leggerlo. Trovo che Natalia abbia avuto un'idea brillante: con una narrazione quasi aneddotica è riuscita perfettamente a rendere la storia della sua famiglia e non solo: a ...continua

    Era una vita che desideravo leggerlo. Trovo che Natalia abbia avuto un'idea brillante: con una narrazione quasi aneddotica è riuscita perfettamente a rendere la storia della sua famiglia e non solo: anche un pezzo della Storia d'Italia.
    Ho provato un senso di ammirazione per i personaggi presentati: in realtà della metà di essi esiste una biografia su Wikipedia e questo la dice lunga sulla vivacità intellettuale, culturale e sull'impegno politico e civico che credo fosse molto più lampante e significativo a quei tempi rispetto ad oggi.
    Ancora per molto tempo risuoneranno nella mia mente parole come <<sbrodeghezzi>>, <<negrigure>>, <<sempio>>. La figura che meglio mi è rimasta impressa è quella di Giuseppe Levi, il padre di Natalia. Al di là dell'esempio di dedizione per la scienza e per il lavoro, è stato interessante scoprire il lato privato di un uomo che sotto un atteggiamento burbero ed un carattere irascibile, nascondeva un profondo interesse per la sua famiglia: basti pensare a quando nel bel mezzo della notte esprimeva le proprie ansie sui figli alla moglie.

    Mi è piaciuta molto questa riflessione:
    <<e passò del tempo prima che ciascuno riprendesse sulle sue spalle il proprio mestiere e ne accettasse il peso e la quotidiana fatica, e la quotidiana solitudine, che è l'unico mezzo che noi abbiamo di partecipare alla vita del prossimo, perduto e stretto in una solitudine uguale.>>

    ha scritto il 

  • 4

    Quale famiglia non ha un proprio "lessico" con il quale si esprime o faccia riferimento per dare un senso più profondo ad una descrizione??? Il "lessico" della Ginzburg è diventato parte integrante de ...continua

    Quale famiglia non ha un proprio "lessico" con il quale si esprime o faccia riferimento per dare un senso più profondo ad una descrizione??? Il "lessico" della Ginzburg è diventato parte integrante del mio!!!

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei pochissimi libri da me riletto. Mi aveva tanto affascinato nella mia adolescenza e ho voluto riprovare in età adulta. Pur parlando di vita familiare, anche se con personaggi abbastanza fuori d ...continua

    Uno dei pochissimi libri da me riletto. Mi aveva tanto affascinato nella mia adolescenza e ho voluto riprovare in età adulta. Pur parlando di vita familiare, anche se con personaggi abbastanza fuori dal comune, tratta in fondo di cose anche ordinarie. Ma la grazia e lo stile della Ginzburg lo rendono splendido. Conferma a pieni voti così come lo ricordavo.

    ha scritto il 

  • 4

    Il ritratto di una famiglia ebraica assimilata della Torino borghese di metà Novecento. Insieme al "Giardino dei Finzi-Contini", vi ho potuto scorgere molti aspetti della mia, da parte paterna. Le esp ...continua

    Il ritratto di una famiglia ebraica assimilata della Torino borghese di metà Novecento. Insieme al "Giardino dei Finzi-Contini", vi ho potuto scorgere molti aspetti della mia, da parte paterna. Le espressioni- a cominciare dall'ebraicissimo "Negro/Negrigura" - le relazioni, le villeggiature in montagna, l'impostazione a sinistra, l'approccio culturale...

    ha scritto il 

  • 5

    In questi giorni di dissesto politico ed economico rileggo Lessico Familiare di Natalia Ginzburg e ritrovo molte suggestioni simili al nostro momento di trapasso, le persone piccole si aggrappano osti ...continua

    In questi giorni di dissesto politico ed economico rileggo Lessico Familiare di Natalia Ginzburg e ritrovo molte suggestioni simili al nostro momento di trapasso, le persone piccole si aggrappano ostinatamente ed ottusamente allo status quo ed il piccolo mondo che conoscono, rabbiosamente difendendo le proprie certezze. Le persone forti urlano al cambiamento ed alla necessità di agire e Pavese che avverte come gli intellettuali, a volte, l'inutilità di farlo.

    ha scritto il 

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