Lessico famigliare

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 71

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

3.9
(5318)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 221 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 8496142434 | Isbn-13: 9788496142435 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , CD audio

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
I piccoli riti familiari, gli episodi minimi che scandiscono la vita di tutti i giorni, i gesti affettuosi e i rabbuffi, le manie, le passioni, le paure: il tutto depositato in una serie di parole "speciali", in un gergo domestico che è pegno d'amore e di appartenenza; e che, rivisitato a distanza di molti anni, non smette di evocare atmosfere incantate e benevoli fantasmi, pur nel turbine di una Storia spietata (il fascismo, il confino, la guerra...) che la famiglia si trova a fronteggiare.Il capolavoro di Natalia Ginzburg, datato 1963, non è un romanzo d'invenzione: esso nasce, al contrario, da un assoluto scrupolo di verità (nessun nome fittizio, nessun fatto che non sia realmente accaduto, nessun personaggio che non sia una persona, in carne e ossa), da un esercizio della memoria tanto più caldo e vibrante quanto più alto è lo sforzo compiuto perché il resoconto sia fedele e attendibile.I caratteri dei familiari della scrittrice, e l'aura particolarissima che promana dal "respiro" inconfondibile di una casa, risaltano così a tutto tondo (indimenticabile la figura del padre, coi suoi "sbrodeghezzi" e le sue "negrigure": un lessico, appunto, di famiglia) sullo sfondo della Torino intellettuale e antifascista che negli anni Trenta cercava di resistere come poteva alla barbarie montante. E si esaltano nei tratti di una scrittura nitida e limpidissima, che all'apparente nonchalance del registro "diaristico" sa unire il pedale di una raffinata ironia e di una naturale, quasi irriflessa, felicità di espressione.
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  • 5

    Il miracolo della lettura è proprio questo: rileggere dopo più di vent'anni un libro e continuare ad emozionarsi. Un romanzo perfetto che descrive non solo una famiglia, ma un'epoca in una Torino che ...continua

    Il miracolo della lettura è proprio questo: rileggere dopo più di vent'anni un libro e continuare ad emozionarsi. Un romanzo perfetto che descrive non solo una famiglia, ma un'epoca in una Torino che non sembra cambiata da allora.

    ha scritto il 

  • 5

    Il miracolo della lettura è proprio questo: rileggere dopo più di vent'anni un libro e continuare ad emozionarsi. Un romanzo perfetto che descrive non solo una famiglia, ma un'epoca in una Torino che ...continua

    Il miracolo della lettura è proprio questo: rileggere dopo più di vent'anni un libro e continuare ad emozionarsi. Un romanzo perfetto che descrive non solo una famiglia, ma un'epoca in una Torino che non sembra cambiata da allora.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro di parole

    La Ginzburg ha il merito di tirare fuori tutta quella serie di parole che volano in una famiglia, parole che col tempo si arricchiscono di significati superiori, che insegnano una tradizione. e la let ...continua

    La Ginzburg ha il merito di tirare fuori tutta quella serie di parole che volano in una famiglia, parole che col tempo si arricchiscono di significati superiori, che insegnano una tradizione. e la lettura di questo libro mi port a a riconoscere il mio "lessico famigliare", le parole che a casa mia si ripetono con frequenza fino a diventare proverbiali.
    Bellissima la modestia dell'autrice che decide di parlare della famiglia, mettendo se stessa in secondo piano, come una narratrice quasi esterna, non protagonista.

    ha scritto il 

  • 4

    Un paese scomparso

    Bello, scritto bene, tenero, pieno di personaggi che hanno percorso la storia d'Italia lasciandovi un segno anche moto importante, ma visti con gli occhi di tutti i giorni. Gran lettura.

    ha scritto il 

  • 0

    Mi è piaciuto. Ricordi familiari e stile semplice.
    C’è la vita quotidiana (i vestiti, i cibi, le amicizie, le letture, le domestiche, le strade, le città) che si intreccia alla storia (il fascismo, le ...continua

    Mi è piaciuto. Ricordi familiari e stile semplice.
    C’è la vita quotidiana (i vestiti, i cibi, le amicizie, le letture, le domestiche, le strade, le città) che si intreccia alla storia (il fascismo, le campagne razziali, la guerra, i bombardamenti). Ci sono i nomi Levi e Ginsburg che incontrano quelli di importanti personaggi dell’epoca (Pavese, Casorati, Turati, Kulisciov, Modigliani, Salvatorelli, Olivetti… e un certo editore mai citato per nome che sicuramente è Giulio Einaudi).
    E ci sono i modi di dire di parenti e conoscenti (da cui il titolo), ben resi dall’ottima lettura, particolarmente spassosa quando fa il verso ai genitori dell’autrice. Una frase ricorrente del padre, “Vi annoiate perché non avete una vita interiore”, mi ricorda un incipit di Jane Austen, ma non sono riuscita a trovarlo.
    Nessun romanticismo o sentimentalismo nel parlare del marito. Molto discrete le incursioni storiche. Gli anni delle passioni raccontati nell’età della pace dei sensi?
    Incredibile come divergenze di opinioni, litigi, discussioni, tutte quelle cose che oggi si definirebbero come incompatibilità e condannerebbero inesorabilmente alla fine una relazione di coppia, qui diventino ricchezza e vivacità, differenze che non intaccano i legami profondi della famiglia.
    Pavese diceva sempre “Me ne infischio!”. E poi si è suicidato. Io dico sempre “Chi se ne frega!”. Speriamo bene.
    [Radio3. Ad alta voce. Tempo: circa 8 ore. Lettura di Anna Bonaiuto.]

    ha scritto il 

  • 2

    Il baco del calo del malo...

    Suppongo che a molti appartenga questo mantra.
    Ogni famiglia ha un lessico a sé che però, per affinità culturali e geografiche si può spesso intersecare, essere riconosciuto e condiviso su scala più ...continua

    Suppongo che a molti appartenga questo mantra.
    Ogni famiglia ha un lessico a sé che però, per affinità culturali e geografiche si può spesso intersecare, essere riconosciuto e condiviso su scala più ampia.
    Al di là della creatività lunguistica, fantasiosa, divertente, dalle azzeccate onomatopee, espresse in particolare dal padre, (sempiezzo, negrigura, babe, sgarabazzi, sbrodeghezzi, baslettona, malignazza...), in questo 'Lessico famigliare' ci ho trovato poco altro.
    Una cronaca e carellata di consuetudini, personaggi (solo alcuni degni di interesse, in realtà), e azioni comuni in ogni famiglia, con le sue dinamiche funzionali e disfunzionali, che poco di nuovo aggiungono a chi una famiglia ce l'ha o ce l'ha avuta.
    Certamente interessante lo sfondo storico, (come potrebbe non esserlo?), ma guastato, nella narrazione, da frequentissimi dialoghi sconfortanti, inflazionati da una miriade di punti esclamativi, posti per lo più a sproposito, a termine di praticamente ogni discorso diretto, in particolare della madre, che spicca per esclamazioni e pensieri particolarmente superficiali, scarni e ripetitivi, al limite della 'stupidera', oserei dire.

    Tutto sommato una scrittura e lettura assai deludente(punto esclamativo)

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante spaccato di una famiglia ebrea nel periodo che comprende le due grandi guerre mondiali. Natalia Ginzburg descrive i propri parenti con sguardo pulito e affettuoso, senza però limare carat ...continua

    Interessante spaccato di una famiglia ebrea nel periodo che comprende le due grandi guerre mondiali. Natalia Ginzburg descrive i propri parenti con sguardo pulito e affettuoso, senza però limare caratteri e comportamenti. Ne risulta una famiglia normale e a tratti disfunzionale che per certi versi ricorda quella di chi legge. Il romanzo è praticamente un flusso di memoria messo su carta, quindi non bisogna aspettarsi una storia strutturata e chiara, quanto una dinamica confusione di storie, dialoghi, ritratti e drammi famigliari. "Lessico famigliare" appartiene a quella categoria di libri che si amano o vengono odiati; io personalmente l'ho adorato!

    ha scritto il 

  • 0

    Un libro parzialmente riuscito

    L'idea di descrivere un mondo privato attorno all'utilizzo di un linguaggio condiviso è illuminante. Ma dopo 2/3 di libro, la narrazione si perde nel territorio del superfluo.

    ha scritto il 

  • 5

    Il senso della famiglia ed il percorrere del tempo, visti con gli occhi della scrittrice prima bambina, poi ragazza, moglie, madre. L’autrice ha ripercorso con la memoria le vicende dei suoi cari, fis ...continua

    Il senso della famiglia ed il percorrere del tempo, visti con gli occhi della scrittrice prima bambina, poi ragazza, moglie, madre. L’autrice ha ripercorso con la memoria le vicende dei suoi cari, fissandone per sempre il linguaggio familiare e le espressioni quotidiane ed intrecciando la storia familiare con la Storia con la S maiuscola.

    ha scritto il 

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