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Lessico famigliare

By Natalia Ginzburg

(220)

| Paperback | 9788828600664

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475 Reviews

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    Uno dei pochissimi libri da me riletto. Mi aveva tanto affascinato nella mia adolescenza e ho voluto riprovare in età adulta. Pur parlando di vita familiare, anche se con personaggi abbastanza fuori dal comune, tratta in fondo di cose anche ordinarie ...(continue)

    Uno dei pochissimi libri da me riletto. Mi aveva tanto affascinato nella mia adolescenza e ho voluto riprovare in età adulta. Pur parlando di vita familiare, anche se con personaggi abbastanza fuori dal comune, tratta in fondo di cose anche ordinarie. Ma la grazia e lo stile della Ginzburg lo rendono splendido. Conferma a pieni voti così come lo ricordavo.

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    mavi said on Sep 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il ritratto di una famiglia ebraica assimilata della Torino borghese di metà Novecento. Insieme al "Giardino dei Finzi-Contini", vi ho potuto scorgere molti aspetti della mia, da parte paterna. Le espressioni- a cominciare dall'ebraicissimo "Negro/Ne ...(continue)

    Il ritratto di una famiglia ebraica assimilata della Torino borghese di metà Novecento. Insieme al "Giardino dei Finzi-Contini", vi ho potuto scorgere molti aspetti della mia, da parte paterna. Le espressioni- a cominciare dall'ebraicissimo "Negro/Negrigura" - le relazioni, le villeggiature in montagna, l'impostazione a sinistra, l'approccio culturale...

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    Moisés Bassano said on Aug 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In questi giorni di dissesto politico ed economico rileggo Lessico Familiare di Natalia Ginzburg e ritrovo molte suggestioni simili al nostro momento di trapasso, le persone piccole si aggrappano ostinatamente ed ottusamente allo status quo ed il pic ...(continue)

    In questi giorni di dissesto politico ed economico rileggo Lessico Familiare di Natalia Ginzburg e ritrovo molte suggestioni simili al nostro momento di trapasso, le persone piccole si aggrappano ostinatamente ed ottusamente allo status quo ed il piccolo mondo che conoscono, rabbiosamente difendendo le proprie certezze. Le persone forti urlano al cambiamento ed alla necessità di agire e Pavese che avverte come gli intellettuali, a volte, l'inutilità di farlo.

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    Sheyla Piccotti said on Aug 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ogni famiglia è diversa a modo suo, ogni famiglia ha un proprio lessico famigliare.

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    Camilla said on Jul 19, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    In questo libro Natalia Ginzburg parla a ruota libera della propria famiglia d’origine, la famiglia Levi.
    Ci parla del papà, convinto antifascista. Ci racconta della sua mamma con la passione per i vestiti nuovi e, naturalmente, anche dei fratelli e ...(continue)

    In questo libro Natalia Ginzburg parla a ruota libera della propria famiglia d’origine, la famiglia Levi.
    Ci parla del papà, convinto antifascista. Ci racconta della sua mamma con la passione per i vestiti nuovi e, naturalmente, anche dei fratelli e della sorella.
    Si tratta di una grande famiglia italiana che ha vissuto pienamente gli anni del fascismo. Molti dei membri della famiglia sono stati arrestati perchè cospiratori e qualche antifascista è stato protetto e accolto tra le mura domestiche della casa torinese prima di fuggire all’estero.
    Noi lettori “assistiamo” alla crescita dei figli e all’evoluzione degli eventi storici dell’Italia a quel tempo, ai piccoli e grandi drammi familiari e ai drammi del popolo italiano nel ventennio fascista e durante la guerra.

    Questo susseguirsi di ricordi senza alcun filo logico non appesantisce la lettura. Si riesce comunque a seguire tutti gli eventi, a simpatizzare e ad affezionarsi ai vari membri della famiglia Levi.
    Molto bello il ritratto che Natalia Ginzburg ci offre dei suoi genitori, due persone istruite, ma comunque semplici e pieni di valori. Si tratta di una descrizione molto affettuosa con la quale, la figlia minore della coppia accentua i loro difetti e le piccole manie.
    Una piacevole lettura senz’altro!

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    Anto_s1977 said on Jun 4, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Piatta cronistoria

    La storia di una famiglia, quella dell’autrice, ebraica e antifascista, fra i primi anni Trenta e i primi anni Cinquanta: le abitudini, i vizi, le idee politiche, la vita quotidiana in un’Italia che, alle soglie della seconda guerra mondiale, è in fe ...(continue)

    La storia di una famiglia, quella dell’autrice, ebraica e antifascista, fra i primi anni Trenta e i primi anni Cinquanta: le abitudini, i vizi, le idee politiche, la vita quotidiana in un’Italia che, alle soglie della seconda guerra mondiale, è in fermento. E, soprattutto, il “lessico”, il gergo dei genitori (soprattutto del padre, figura quasi goliardica), strampalato, colorato, quasi comico, per definire fatti, persone e situazioni. Ho voluto comprare e leggere questo libro di Natalia Ginzburg perché in genere sono particolarmente attratta dal periodo storico in cui è ambientato ed ero curiosa di scoprire il ritratto di questa famiglia in anni che, per la sua origine e per le sue convinzioni politiche (peraltro difese con ostinazione), potevano esserle fatali: ebbene, dalla lettura non vi ho tratto alcun piacere, e soprattutto, alcuna emozione. Il ritratto della famiglia si scoglie infatti in una noiosa cronistoria, fredda e piatta quanto la lista di una spesa, un continuo susseguirsi di ciò che dice “tal” personaggio (tra l’altro, fra parenti, conoscenti e amici della famiglia vengono nominati tantissimi nomi propri), di ciò che fa quell’altro, di ciò che dice quell’altro a quell’altro (e da notare che, nei dialoghi e nelle frasi riportate l’autrice stessa non interagisce mai, sembra quasi estranea alla vicenda!): insomma, come lettrice mi sono brutalmente sentita un po’ tagliata fuori da quel coinvolgimento emotivo che tanto ricerco nelle mie letture e che per me è fondamentale. E, ma mano che proseguivo nella piatta lettura, mi veniva continuamente da sbottare in un “Embè? Dove vuole andare a parare l’autrice?”. Anche il contesto storico, sbriciolato attraverso le azioni, le partenze e i ritorni della miriade di personaggi, non è stato trattato in maniera da avere presa su di me. Per quanto il “lessico” del padre mi abbia talvolta strappato un sano sorriso. Mi dispiace stroncare un romanzo tanto noto e importante nella storia letteraria nostrana, ma, per i miei gusti di lettrice, non ci siamo proprio.

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    Dolceluna said on May 26, 2014 | Add your feedback

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