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Lestat el vampiro

Cronicas vampíricas 2

By

Publisher: Ediciones B

4.1
(2991)

Language:Español | Number of Pages: 800 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) English , German , French , Italian , Polish , Swedish , Russian , Dutch

Isbn-10: 8466616888 | Isbn-13: 9788466616881 | Publish date: 

Translator: Hernán Sabaté Vargas

Also available as: Paperback , Others , Hardcover

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Muy diferente de los vampiros clásicos, aunque también sea inmortal y se alimente de sangre humana, el vampiro Lestat tiene poco que ver con los muertos: al contrario, es un personaje lleno de vida cuya apasionante biografía abarca desde el lascivo París del siglo XVIII a la Roma de Augusto y la Bretaña de los druidas; desde el Egipto satánico de la prehistoria al mundo frenético de las estrellas del rock... Toda la historia, prácticamente, mientras busca el secreto de su propia inmortalidad.
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  • 3

    «Marius mi parlò: "Ricorda le mie parole, Lestat. In un libro, un vampiro solo è il principe delle tenebre. Due vampiri: uno scontro di personalità. Più di due: una telenovela. Rammentale per tutta la tua vita immortale!"
    "Sì, maestro, lo farò!". Ma me ne dimenticai poco dopo...»


    Chi ha l ...continue

    «Marius mi parlò: "Ricorda le mie parole, Lestat. In un libro, un vampiro solo è il principe delle tenebre. Due vampiri: uno scontro di personalità. Più di due: una telenovela. Rammentale per tutta la tua vita immortale!" "Sì, maestro, lo farò!". Ma me ne dimenticai poco dopo...»

    Chi ha letto il precedente e famoso "Intervista col vampiro" sa che Lestat è il vampiro che dà l'avvio alla storia, una oscura presenza dotata di potenza prodigiosa, sorta di principe dei vampiri. Lo troviamo in quel romanzo a New Orleans, ma come ci è arrivato? Chi era Lestat prima di essere un vampiro? Com'è stata la sua vita? A queste ed altre domande (tra cui manca purtroppo "Perché il telefono squilla sempre appena entro in bagno?") cerca di rispondere questo romanzo. L'opera comincia magnificamente gotica, raccontandoci della vita travagliata di Lestat de Lioncourt, un nobile francese di una casata in decadimento, sul finire del XVIII secolo. Scosso da dubbi esistenziali, affamato di vita, cerca, trovandola grazie all'amicizia di Nicolas, qualcosa che dia una scossa alla sua vita. Dopo varie vicissitudini, l'incontro fatale col vampiro Magnus lo cambierà per sempre, rendendolo immortale, succhiasangue e dalla sessualità ambigua. Di qui in poi il romanzo, per me, comincia a girare a vuoto, diventando pesante, forzoso, ridondante, e, per farla breve, poco piacevole. Dopo troppi capitoli di noia si arriva all'ultima parte in cui Lestat comincia la ricerca delle origini dei vampiri, ricerca che si concluderà con la conoscenza del vampiro Marius, che chiarirà praticamente tutti i dubbi suoi e del lettore, in un lunghissimo spiegone molto bene scritto. Infine Lestat, dopo un sonno durato più di 50 anni, al risveglio decide di diventare una rockstar, ma questa cosa agli altri vampiri non va proprio a genio. Non aggiungo altro.

    Questo romanzo contiene molte pagine intriganti, che si leggono con piacere, ma quando si prende troppo sul serio o, di contro, quando mostra delle manchevolezze logiche anche grossolane fallisce miseramente. Purtroppo le pagine deboli soverchiano quelle forti, una bella sforbiciata alla foliazione avrebbe aiutato.

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  • 4

    "Del mondo si possono dire mille altre cose; ma soltanto i principi estetici possono trovare una conferma, e sono le sole cose che rimangono immutabili."


    In preda a un rigurgito horror da troppo paranormal-fanta-porno-thriller ho deciso di recuperare la cara vecchia Rice che parlava ...continue

    "Del mondo si possono dire mille altre cose; ma soltanto i principi estetici possono trovare una conferma, e sono le sole cose che rimangono immutabili."

    In preda a un rigurgito horror da troppo paranormal-fanta-porno-thriller ho deciso di recuperare la cara vecchia Rice che parlava di vampiri a metà tra dandy e rockstar. Certo di horror non si può parlare, ma l'atmosfera gotica (nello stile, nei temi, nei personaggi) è larghissimamente diffusa e risulta estremamente piacevole, purché non ci si aspetti altro. Punto di forza e allo stesso tempo punto debole del romanzo è l'impianto estetico che traduce in riflessioni e disquisizioni le esperienza di vita e post-morte di Lestat il vampiro; pregno della medesima stucchevolezza del barocco stile di scrittura, il filosofeggiare di Lestat affascina, ma dopo un po' comincia a dare la nausea. A chiudere un occhio sulla carica riflessiva del romanzo, sui suoi aspetti più argomentativi e dialettici, si scopre comunque una bella narrazione, un racconto che si fa leggere, un re-inizio che dopo Intervista col Vampiro riapre la serie, gettando le basi di quel che saranno i libri successivi, introducendo i personaggi più importanti, da Armand a Marius a Pandora e via dicendo.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    4

    Mancano quasi del tutto i momenti morti presenti, invece, in Intervista col Vampiro e poi non c’è Louis. Basta piagnistei, basta autocommiserazione da quattro soldi...spazio al magnifico Lestat.
    Redivivo, riemerso dal limbo nel quale si era confinato, Lestat torna tra i mortali del XX secolo, e l ...continue

    Mancano quasi del tutto i momenti morti presenti, invece, in Intervista col Vampiro e poi non c’è Louis. Basta piagnistei, basta autocommiserazione da quattro soldi...spazio al magnifico Lestat. Redivivo, riemerso dal limbo nel quale si era confinato, Lestat torna tra i mortali del XX secolo, e lo fa vestendo i panni di una rock star. La sua figura, solo sbozzata nel primo libro, viene qui rifinita, cesellata, come una scultura che prende lentamente forma sotto le abili mani dello scultore. La descrizione che Louis fa di Lestat è sostanzialmente frutto della propria personale visione, basata su una conoscenza superficiale e limitata, che non tiene conto delle parti nascoste e più profonde dell’animo di Lestat. I segreti millantati da Lestat, quei famosi segrete dei quali affermava di essere in possesso, si rivelano veri, antichi e profondi più di quanto si potesse immaginare. Si ricama sul passato “umano” di Lestat, sul rapporto con la madre e con l’amico Nicholas, sulla sua trasformazione in vampiro da parte di una degli antichi, Magnus. Si scava nel suo passato da “vampiro”, del suo incontro con la congrega di Parigi e con Armand (figura che viene qui analizzata più in profondità rispetto a quanto viene fatto nel primo libro), del suo legame con Gabrielle, del suo viaggio in lungo e in largo alla ricerca degli antichi, fino a culminare all’incontro con l’Antico Marius che gli svelerà le origini stesse dei vampiri...e tanto altro. Tutto quello che nel primo volume sembrava insulso e folle trova qui nuovo significato e nuova luce. Si intuisce il suo amore distorto ma profondo per l’umanità, il suo desiderio di non essere solo un ombra nel buio ma una forma luminosa e brillante, esplosiva e distruttiva ma ineguagliabilmente abbagliante. Tutto l’amore che cerca di ottenere e di dare gli viene, in un modo o nell’altro, negato e strappato, sostituito con abbandono e desolazione Interessante la spiegazione sull’orogine dei vampiri, del loro legame indissolubile coi primi progenitori, Coloro-che-devono-essere-conservati (Akasha ed Enkil).

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  • 5

    Dopo aver letto "Intervista col Vampiro" abbiamo imparato ad amare Louis con la sua profonda umanità e siamo quasi arrivati a detestare Lestat, così pieno di se, arrogante ed insensibile che antepone i suoi desideri a qualsiasi altra cosa.
    In questo libro la Rice ci catapulta nel nostro presente. ...continue

    Dopo aver letto "Intervista col Vampiro" abbiamo imparato ad amare Louis con la sua profonda umanità e siamo quasi arrivati a detestare Lestat, così pieno di se, arrogante ed insensibile che antepone i suoi desideri a qualsiasi altra cosa. In questo libro la Rice ci catapulta nel nostro presente. "Sono il vampiro Lestat. Sono immortale. Più o meno. La luce del sole, il calore di in fuoco intenso... ecco, potrebbero annientarmi. O forse no... Ora sono ciò che l'America chiama una superstar del rock." Può essere che una creatura egocentrica ed edonista come Lestat sia in realtà completamente votato all’amore, o per lo meno alla sua versione dell’amore? Un tuffo nella storia di un vampiro dal passato oscuro, il primo capitolo di un viaggio che porta a scoprire che ognuno è frutto della propria storia e che, in fondo, Lestat è figlio della sua.

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  • 4

    Sono passati anni da quando ho letto il primo capitolo della saga "intervista col vampiro", ed in questi anni credo di essermi assuefatta alla concezione di vampiro della Meyer. Alle prime scene sanguinolente ho quasi rischiato di sentirmi male! Poi pian piano sono addentrata nel romanzo, nelle n ...continue

    Sono passati anni da quando ho letto il primo capitolo della saga "intervista col vampiro", ed in questi anni credo di essermi assuefatta alla concezione di vampiro della Meyer. Alle prime scene sanguinolente ho quasi rischiato di sentirmi male! Poi pian piano sono addentrata nel romanzo, nelle notti piene di particolari e di odori allettanti, ho conosciuto più a fondo i protagonisti e ne sono rimasta rapita! Soprattutto dalla profonda saggezza e umanità di Marius e di Luis, per non parlare della selvaggia voglia di libertà della splendida Gabrielle!! Lestat, seppure sia un grande personaggio mi lascia sempre un po' stordita, sarà per via del suo gran languore, del modo in cui si innamora perdutamente di chiunque, uomo o donna che sia, è un personaggio lascivo ed impulsivo. Non corrisponde molto al mio ideale vampiresco ma la sua parte la fa molto bene! Nel complesso ho trovato il romanzo molto entusiasmante! A volte un po' troppo prodigo di descrizioni e particolari (soprattutto durante il concerto!!) ma comunque scorrevole ed incalzante. Ottima lettura tenebrosa!!

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Hubo algunas partes que me parecieron estiradas o demasiado detalladas hasta el punto de llegarme a aburrir (como la descripción de la vestimenta o de la localidad). Desde el encuentro con Marius, es donde el libro tiene mi atención. Pero valió la pena leer las partes pesadas (varias, muchas) sol ...continue

    Hubo algunas partes que me parecieron estiradas o demasiado detalladas hasta el punto de llegarme a aburrir (como la descripción de la vestimenta o de la localidad). Desde el encuentro con Marius, es donde el libro tiene mi atención. Pero valió la pena leer las partes pesadas (varias, muchas) solo para toparme con el re-encuentro de Lestat y Louis.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    I kept everything inside and even though I tried, it all fell apart. What it meant to me will eventually be a memory of a time when I tried so hard and got so far.

    Cinque stelle a Scelti dalle Tenebre perché è stato una sorpresa. Sarebbe da quattro e mezzo, ma arrotondo perché questo libro lo trovo nettamente superiore al suo predecessore, Intervista.


    Prima di tutto, non ho notato momenti morti come nel primo libro. La narrazione mi sem ...continue

    Cinque stelle a Scelti dalle Tenebre perché è stato una sorpresa. Sarebbe da quattro e mezzo, ma arrotondo perché questo libro lo trovo nettamente superiore al suo predecessore, Intervista.

    Prima di tutto, non ho notato momenti morti come nel primo libro. La narrazione mi sembrava molto più fluente e gli eventi si susseguivano senza lasciare momenti di stasi troppo lunghi. E poi, anche se ho un po' rivalutato Louis, preferisco a lui Lestat, come protagonista.

    Il vampiro biondo che incontriamo in questo libro è un redivivo che si vuole fare strada prepotentemente nel ventesimo secolo e portare la sua razza allo scoperto, e con stile. E' diverso rispetto all'immagine maligna e priva di senso comune di cui la Rice lo aveva vestito nel primo libro. Sì, si accenna alla sua crudeltà nell'uccidere le vittime, ai suoi momenti di follia nel momento in cui si mette a ridere a crepapelle, eccetera eccetera; ma quell'immagine pallida e appena abbozzata del vampiro sembra aver avuto pieno sviluppo in questo secondo libro, fino addirittura a scostarsi un po' da quell'immagine iniziale. Sembra quasi che l'autrice l'abbia prescelto per il suo sequel, ma man mano che scriveva abbia poi apportato delle modifiche al personaggio per renderlo più profondo e consistente. Poi, per porre rimedio a qualche problema di coerenza, ha accennato al fatto che Louis aveva una visione leggermente distorta del suo compagno e c'erano tante cose che non gli erano state dette; il che non è in sé un male, perché è riuscita a far diventare tutto più interessante e facilmente gestibile, anche se a volte si sente qualche scricchiolio.

    In compenso, però, Lestat è un gran bel personaggio che ha vissuto i secoli e ha avuto tante esperienze, una più interessante e struggente dell'altra. E' molto profondo, tanto che m'è sembrato dare profondità anche a Louis stesso parlandone e mettendolo in un contesto meglio spiegato e meno tormentato di quello del famoso vampiro intervistato. Tutte le cose poco sensate che mi avevano fatto storcere il naso nel precedente libro ritrovano un certo ordine e molte più spiegazioni sulla psicologia di fondo di personaggi come Armand. Tutto grazie al fatto che in questo libro si riesce a seguire la creazione di un vampiro e la sua educazione, compresi tutti gli enigmi che circondano questo processo, perché Lestat sa tutto. Nella sua mostruosità (perché lui non appare umano come Louis) ha un amore profondo per l'umanità e ne segue il corso; cerca di mantenere saldi i suoi legami con gli uomini e non estraniarsi dai sentimenti che lo legavano alla sua vita precedente. Lo si può dimostrare con il suo salvataggio di Gabrielle e la vampirizzazione disperata di Nicolas, il cui destino era però segnato fin dal principio. E tutto l'amore che cerca di conquistare nella sua avventatezza e disperazione, gli viene negato con un'altra dose di sofferenze, abbandono e desolazione. Povero Lestat, povero dannato. Infatti ero contenta per lui, nell'epilogo, quando finalmente ritrova chi aveva perso e per cui aveva finito per seppellirsi e nascondersi al resto del mondo.

    I vampiri della Rice sono completamente diversi da Dracula, perché più moderni, e allo stesso tempo sono tutt'altra cosa rispetto a quelli di Twilight (questi ultimi ne sembrano piuttosto una parodia). Sono profondi, letali, malefici; alcuni figli delle superstizioni delle loro epoche, il che li rende ancora più pericolosi. Sono belli e potenti, ma tormentati in modo realistico, esattamente come un mortale potrebbe reagire al Dono Tenebroso. Hanno sopra le spalle il peso degli anni e traspare; non hanno duecento anni e vanno nei licei a rimorchiare con le ragazzine.

    Non è macabro, ma è tutto più reale.

    Molto interessante anche la spiegazione dell'origine dei vampiri. Bello il clima egizio, affascinante e molto adatto alla figura sinistra dei Bevitori di Sangue, che nascono nell'epoca precedente le piramidi, i geroglifici e le immagini affascinanti di Rah e Anubis sui muri. Affascinante tutta la faccenda di Coloro-che-devono-essere-conservati, del fatto che sono collegati a tutti gli altri vampiri, che ciò che li rende immortali è un demone...

    Solo, non ho capito perché tutti questi bei vampiri sono inesplicabilmente gay e amano tutti i loro simili senza una particolare buona ragione. Sarà nella loro natura, perché non percepiscono il mondo e i loro simili come noi umani ci percepiamo a vicenda, ma dichiarano di amarsi l'un l'altro dopo pochi scambi di parole! Hanno tutti un disperato bisogno d'amore, e forse dicono di amarsi a vicenda solo per darsi conforto, chi può dirlo...

    Mi è piaciuto l'epilogo, in cui finalmente Lestat si riunisce a Louis e ogni malinteso è saltato, dato che quest'ultimo ha letto il libro. A sorpresa, anche il ritorno di Gabrielle. Abbandonato e solo per duecento anni, finalmente Lestat ritrova i vampiri a cui teneva di più, e per il momento non sembrano intenzionati ad abbandonarlo di nuovo. Però c'è un'altra minaccia che incorre su di loro. Gli altri vampiri si sono incazzati perché Lestat è uscito allo scoperto e ha rivelato tutti i segreti vampireschi al mondo, e in più sembra che Akasha si sia data alla macchia per raggiungere il vampiro biondo e... chissà!

    Spero di scoprire altro nel prossimo libro, per cui nutro molta curiosità, adesso.

    Titolo Recensione: "In The End", by Linkin Park

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  • 5

    Io sono il vampiro Lestat

    Intervista con il vampiro è stato il primo, ma la vera leggenda dei bevitori di sangue nasce in questo romanzo. Ascoltate di nuovo tutta la storia, amici miei, perché a raccontarla questa volta saranno le labbra di Lestat. Io l'ho ascoltato e ne sono stata sedotta.

    said on 

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