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L'estate incantata

By Ray Bradbury

(78)

| Paperback

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Book Description

62 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Un verano único

    Es una obra peculiar: una simbiosis entre el libro de relatos y la novela. El lenguaje está lleno de metáforas, fantasía y carácter onírico por momentos. En un estilo lírico, sobresalen las referencias sensitivas con detalladas descripciones olfativa ...(continue)

    Es una obra peculiar: una simbiosis entre el libro de relatos y la novela. El lenguaje está lleno de metáforas, fantasía y carácter onírico por momentos. En un estilo lírico, sobresalen las referencias sensitivas con detalladas descripciones olfativas, visuales o de sabores; siendo el marco de las sensaciones la propia Naturaleza. Una narración poética concentrada en varias partes por toda la novela.
    En un verano hay cabida para una multitud de descubrimientos, buenos y malos, aprendizajes (sobre uno mismo y los demás, sentimientos, experiencias vitales…), deseos y recuerdos, que se sitúan entre la realidad y la ilusión. En un principio los protagonistas son niños, pero, poco a poco, se van sumando en esta amalgama de “cuentos” las vivencias de los adultos, en especial los ancianos del lugar. Unas historias sobre la imaginación de la vida sencilla, la fugacidad del tiempo, las añoranzas, el impulso de vivir el presente con intensidad, y como trasfondo de todo está el eterno binomio vida-muerte. Relatos (o fragmentos narrativos) que son variables en calidad y atención, pero que de una forma global se puede considera una lectura recomendable, con momentos amenos y agradables.

    De los tres libros que he leído de este autor (“El árbol de las brujas” y “La feria de las tinieblas”) con características comunes: fantasía, aventuras y niños como protagonistas, “El vino del estío” es, según mi criterio, el mejor del trío.

    Mi nota: 6.

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    FAUSTO said on Sep 14, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Il vino del dente di leone

    Ci vogliono almeno due premesse: la prima riguarda il fatto che i libri migliori scompaiono nelle nebbie del tempo recente, nessuno li ristampa più, nessuno li vende più. Perciò questa è la descrizione di un libro che non si trova (quasi); la seconda ...(continue)

    Ci vogliono almeno due premesse: la prima riguarda il fatto che i libri migliori scompaiono nelle nebbie del tempo recente, nessuno li ristampa più, nessuno li vende più. Perciò questa è la descrizione di un libro che non si trova (quasi); la seconda premessa riguarda il fatto che per Bradbury ho un debole, sia come scrittore di fantascienza (sono belli persino i titoli tradotti in italiano) sia come scrittore e basta. Se poi qualcuno vuole provare con “Lo zen e l’arte della scrittura”, scoprirà anche una persona interessante e intensa.
    La seconda premessa per dire che sono più disposta a essere indulgente con lui piuttosto che con altri. Anche se penso che, in questo caso, l’indulgenza non sia necessaria.
    “L’estate incantata” è davvero pieno di incanto. In certa misura, di magia. La magia del vino di dente di leone, quello del titolo originale (“Dandelion wine”), che permette di imbottigliare, uno alla volta, i giorni di un’estate che si potrà richiamare indietro con un sorso, quando sarà freddo e grigio.
    La magia delle parole che, anche nella traduzione, riescono ad avvilupparti dentro l’estate di Douglas Spaulding, di suo fratello Tom, e di tutte le persone che girano intorno a loro e nelle strade a fianco, per tutta la cittadina di Green Town e anche appena un poco oltre. Ci sono descrizioni delicate, paragoni buffi e intelligenti, momenti di fiato in gola e paura che sfiorano Stephen King (prima che ti venga in mente che il secondo è stato allievo del primo), attimi di poesia e lirismo e subito dopo le urla e le risate di Douglas di fronte all’estate che arriva.
    Sì, è un romanzo di formazione; chi non ama il genere potrebbe persino essere ingannato e tralasciarlo. Perderebbe molto: per esempio tutte le storie che si intrecciano e si incontrano sotto gli occhi o alla portata delle orecchie di Douglas, che spesso è semplicemente un comprimario o uno strumento per rendere partecipe il lettore di ciò che accade, è accaduto o potrebbe accadere. Perderebbe il mondo visto con gli occhi di una manciata di ragazzini o di vecchi, molti vecchi così pieni della loro vita da saperla (e volerla) abbandonare senza nessun rimpianto; perderebbe soprattutto una serie infinita di sapori e odori e caldo e freddo che arrivano addosso a chi legge da ogni parte delle pagine; e poi le riflessioni di piccoli e di grandi sulla vita, l’universo e tutto quanto [cit.], la consapevolezza che una moglie felice non è “magra come diventano le diciassettenni se nessuno le ama o grassa come diventano le cinquantenni se nessuno le ama, ma proprio giusta, tonda e soda come lo sono le donne a qualunque età se non dubitano di essere amate”.
    Da evitare se pensate che in un romanzo così frammentario non ci debba essere molta dolcezza accanto a un po’ di paura.

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    Annalisa [che se ne va da aNobii-Mondadori] said on Aug 16, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Preso per caso, mi aspettavo decisamente un altro genere di libro. Nelle prime pagine mi aspettavo arrivassero degli elementi fantascientifici che quasi mi forzavo di trovare nella narrazione.
    invece si tratta di un romanzo ad episodi (forse pubblica ...(continue)

    Preso per caso, mi aspettavo decisamente un altro genere di libro. Nelle prime pagine mi aspettavo arrivassero degli elementi fantascientifici che quasi mi forzavo di trovare nella narrazione.
    invece si tratta di un romanzo ad episodi (forse pubblicato così su qualche rivista) che racconta la vita di un gruppo di persone in una piccola cittadina. il centro del racconto è un ragazzino di 12 anni che probabilmente è, in qualche modo, l'alter ego dello scrittore. il tono si aggira sempre pericolosamente sul confine tra l'emotivo intelligente e quello facilotto ma resta quasi sempre dentro il primo ambito in modo sorprendente ed è proprio questa caratteristica a renderlo molto piacevole.

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    Rabingum said on May 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Quien haya gustado de las "Crónicas marcianas", y aunque este no sea un libro de ciencia ficción, disfrutará con "El vino del estío". La misma prosa rica y llena de poesía, esta vez narrándonos la felicidad y la melancolía de descubrirse vivo y senti ...(continue)

    Quien haya gustado de las "Crónicas marcianas", y aunque este no sea un libro de ciencia ficción, disfrutará con "El vino del estío". La misma prosa rica y llena de poesía, esta vez narrándonos la felicidad y la melancolía de descubrirse vivo y sentirse crecer a los doce años, en un verano lleno de acontecimientos (tristes, alegres...).

    Una pequeña joya.

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    Carla said on Apr 19, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    This is the first book of Bradbury I've dared to read in his original language, and while reading I was dazzled like the very first time that I adventured myself in this book.
    The prose is enriched with a variety of nouns and captures the impressions ...(continue)

    This is the first book of Bradbury I've dared to read in his original language, and while reading I was dazzled like the very first time that I adventured myself in this book.
    The prose is enriched with a variety of nouns and captures the impressions of the young boys, projecting the reader in that enchanted time.
    Scent of summer and memory of old days.

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    Paolo Gibellini said on Mar 28, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    "Some people turn sad awfully young," he said. "No special reason, it seems, but they seem almost to be born that way. They bruise easier, tire faster, cry quicker, remember longer and, as I say, get sadder younger than anyone else in the world.

    I know, for I'm one of them."

    Ti ricordi, L., di quella volta che ci siamo perse nel bosco (della terra appiccicata ai pantaloni, dei capelli pesanti per la pioggia, della notte che, nei boschi, arriva prima; e poi ancora dei vestiti puliti e ...(continue)

    I know, for I'm one of them."

    Ti ricordi, L., di quella volta che ci siamo perse nel bosco (della terra appiccicata ai pantaloni, dei capelli pesanti per la pioggia, della notte che, nei boschi, arriva prima; e poi ancora dei vestiti puliti ed asciutti indossati una volta che siamo tornate a casa sane e salve)?
    Ti ricordi delle due caprette che abbiamo battezzato con nomi che non riesco a scordare? E ancora delle nuotate in piscina e degli infiniti sabato pomeriggio trascorsi a guardare film (ma anche della prima volta che abbiamo noleggiato un dvd e non sapevamo come farlo partire)?
    Io ricordo che stavo ad aspettarti ai piedi dell'albero, quando salivi su un ciliegio per mangiarne i frutti.

    E poi ricordo un'estate, quell'estate, in Toscana: ogni notte le stelle illuminavano a giorno il cielo, e abbiamo visto le volpi e le lucciole (oggi le lucciole ispirano protocolli per la sincronizzazione dei nodi nelle sensor networks).

    Per nulla al mondo vorrei avere di nuovo dieci anni (e poi la mia stagione è la primavera).

    http://www.youtube.com/watch?v=mphGpYAriDc
    http://www.youtube.com/watch?v=_dwhSHwPSY0

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    alice said on Mar 11, 2014 | Add your feedback

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