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L'età dell'innocenza

By Edith Wharton

(174)

| Hardcover

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Book Description

195 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Direi che mi aspettavo qualcosa di più da questo romanzo. Niente da dire sul ritratto della borghesia conformista, ipocrita e bigotta della New York ottocentesca ma oltre a questo in pratica non succede niente, tu aspetti per tutto il tempo che Newl ...(continue)

    Direi che mi aspettavo qualcosa di più da questo romanzo. Niente da dire sul ritratto della borghesia conformista, ipocrita e bigotta della New York ottocentesca ma oltre a questo in pratica non succede niente, tu aspetti per tutto il tempo che Newland Archer combini qualcosa con Ellen Olenska in modo che magari qualcuno si tolga il paraocchi e invece niente....
    In compenso ho odiato con tutta la mia anima May Welland in Archer. Stupida, insipida, gatta morta, che poi tanto stupida non è visto che alla fine si capisce che ha capito che tra il marito e Ellen "gatta ci cova" e ordisce un piano "geniale" per allontanare definitivamente la rivale, il tutto sempre senza clamori, conformandosi al "comme il faut" imperante. Questo romanzo si potrebbe riassumere in "Si sa ma non si dice..."
    Bello per la descrizione del contesto sociale. Trama un po' deboluccia, a parer mio

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    Ilarietta said on Jul 28, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    L’affascinante Ellen Olenska torna a New York, la città dov’è nata,dopo il naufragio del suo matrimonio con un conte polacco.
    Già cresciuta con il bagaglio di una stravagante educazione impostale dall’originale zia Medora Manson, Ellen si trasferisc ...(continue)

    L’affascinante Ellen Olenska torna a New York, la città dov’è nata,dopo il naufragio del suo matrimonio con un conte polacco.
    Già cresciuta con il bagaglio di una stravagante educazione impostale dall’originale zia Medora Manson, Ellen si trasferisce in Europa a seguito del suo matrimonio con il conte Stanislao Olenski dove inizia una vita piena e permeata d’arte; frequenta artisti, pittori, musicisti, la sua mente diviene aperta e la sua conversazione brillante. Si invaghisce, però, del suo segretario, Monsieur Rivière, a causa del quale lascia il marito per fuggire a Parigi, ma anche lì le cose non vanno come dovrebbero ed Ellen decide di ritornare alla natia NY. Ovviamente la donna si è del tutto “europeizzata” e il suo stile di vita (per non parlare della la sua separazione) non è assolutamente compatibile con la mentalità newyorkese dell’epoca. Inizia così, un tentativo di ostracismo nei suoi riguardi perpetrato proprio da quelle persone presso le quali Ellen cercava rifugio. Grazie all’intercessione di Newland Archer, giovane avvocato promesso sposo della cugina di Ellen, May, le riserve sociali si sciolgono rapidamente ed Ellen è sempre più richiesta ed ammirata nonostante i suoi atteggiamenti anticonformisti a metà tra un’ingenua spontaneità e una studiata provocazione.
    Il modo di vestire, la scelta del quartiere in cui abitare, la frequentazione di ambienti artistici e soprattutto l’amicizia con Julius Beaufort, uomo ricco e potente dell’alta società newyorkese ma, allo stesso tempo, oggetto di chiacchiere e pettegolezzi per via del suo stile di vita piuttosto libertino, fanno di Ellen una creatura, allo stesso tempo, da rigettare e da adorare. Ed è ciò che capita proprio a Newland Archer, che al primo incontro rimane inconsciamente affascinato da lei, tanto da intercedere presso le più potenti famiglie dell’alta borghesia di New York perché venga accettata in società. In seguito sarà incaricato proprio da Ellen di seguire la questione del suo divorzio e a causa di questa frequentazione che, giocoforza, si è fatta più assidua, nasce tra i due un’attrazione che non può rimanere inconfessata.
    Ellen è l’archetipo del ribelle dal quale si è affascinati e, al contempo, intimoriti. Un classico, insomma, tant’è che, a mio avviso, non è affatto lei la protagonista veramente interessante di questo romanzo, in quanto incarnazione di un cliché, ma è quella di Newland la vera figura originale; un uomo che si è sempre trovato fin troppo a proprio agio immerso nelle tradizioni newyorchesi, in quella reiterata ripetizione di gesti, atteggiamenti, presenze e opinioni che hanno poi finito per diventare un tacito diktat al quale nessuno può nemmeno sognare di opporsi senza pagarne inevitabilmente le conseguenze. L’incontro con Ellen lo sconvolge, ma non fino a tal punto da abbandonare ciò che gli è stato insegnato e che è alla base della sua esistenza. Sposa, quindi, l’ordinaria ma coraggiosa May e resta ancorato al suo vivere di sempre. Newland Archer cede alla paura che ogni essere umano prova di fronte ad un cambiamento destabilizzante, di fronte all’opportunità di una scelta che potrebbe cambiare il corso della propria vita. Non riesce a superare la pressione sociale i cui meccanismi sono penetrati in lui così profondamente da non riuscire ad estirparne le radici. La sua ribellione a tutto questo è solo teorica, qualche parola di rabbia e tanta immaginazione, ma nient’altro. L’arrivo di un figlio è il coronamento di una vita che ha seguito i “binari giusti”, non importa quanto dolore e frustrazione nasconda al suo interno.
    A ben guardare, ci sono più Newland al mondo di quanto si pensi.
    Consigliatissima la trasposizione cinematografica firmata Scorsese.

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    The Inmost Night said on May 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La buona società di New York di fine 800

    Nuovo mondo, New York, fine ottocento.
    I rigidi formalismi della buona società di New York, dopo una certa freddezza iniziale, hanno conquistato la mia attenzione.
    Newland Archer è un giovanotto di buona famiglia, a breve sarà ufficiale il suo fidanz ...(continue)

    Nuovo mondo, New York, fine ottocento.
    I rigidi formalismi della buona società di New York, dopo una certa freddezza iniziale, hanno conquistato la mia attenzione.
    Newland Archer è un giovanotto di buona famiglia, a breve sarà ufficiale il suo fidanzamento con May Welland, a detta di tutti il miglior partito in città. Newland vive nel frattempo serenamente la sua vita da scapolo, attenendosi con slancio all’etichetta di New York di cui è un grande sostenitore. È affascinato
    dal matrimonio pur sapendo che nella realtà non sarebbe divenuto altro che un sodalizio di interessi materiali e sociali.
    Il ritorno in città della cugina di May, la contessa Olenska, mina l’equilibrio dell’élite newyorchese.

    Recensione completa: http://pausalibro.blogspot.it/2014/04/leta-dellinnocenz…

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    CarolB said on Apr 22, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un bel romanzo di altri tempi, consigliatissimo se si amano gli ambienti ottocenteschi. Il ritorno in patria di Ellen Olenska, dopo la separazione dal marito polacco, desta scalpore nella New York benpensante. Pur essendo affascinati da lei, tutti la ...(continue)

    Un bel romanzo di altri tempi, consigliatissimo se si amano gli ambienti ottocenteschi. Il ritorno in patria di Ellen Olenska, dopo la separazione dal marito polacco, desta scalpore nella New York benpensante. Pur essendo affascinati da lei, tutti la guardano con diffidenza e criticità. Solo Newland Archer, un giovane e brillante avvocato appartenente all’esclusiva società newyorkese, promesso sposo della cugina di Ellen, May, riesce a guardare oltre i pregiudizi. Ellen esercita su Archer un fascino prima discreto, poi così forte da fargli mettere in dubbio il suo matrimonio con May. La vita ovviamente ha altri progetti (un po’ mi è dispiaciuto!) e solo alla fine del romanzo appare una NY finalmente più libera dalla rigida morale che si era autoimposta.
    Nella New York borghese tutto è apparenza e convenzione, tutto si cela dietro una rigida etichetta. Se si prova ad infrangerla, si attira lo sguardo di disapprovazione di tutti gli altri.
    Archer è un bel personaggio ed è lui il protagonista della storia, anche se Ellen è presente in ogni pagina, soprattutto in quelle in cui non c’è fisicamente. May l’ho trovata un po’ troppo piatta, anche se sa avere un guizzo proprio nel momento “giusto”.

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    Francesca said on Apr 15, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Avevo questo libro da tempo immemorabile, e non l'avevo mai letto.
    Cosa mi ero persa! Elegante, struggente, quasi crudele, indimenticabile.

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    Hermione78 said on Mar 24, 2014 | Add your feedback

  • 13 people find this helpful

    «Stay gold»

    È un romanzo che profuma di mughetti, gigli, lillà, cesti di orchidee, mazzi di garofani e rose gialle, che come tutti i profumi intensi dapprima inebriano, ma poi finiscono per stordire ed essere annientati dal peso della neve che cade copiosa, cong ...(continue)

    È un romanzo che profuma di mughetti, gigli, lillà, cesti di orchidee, mazzi di garofani e rose gialle, che come tutti i profumi intensi dapprima inebriano, ma poi finiscono per stordire ed essere annientati dal peso della neve che cade copiosa, congelati dal ghiaccio che avvolge e incrina le relazioni, inceneriti dal fuoco che accende passioni che devono essere lasciate bruciare, e alle quali nulla, se non il coraggio di sfidare tutto e tutti e di rinunciare a tutto, può permettere di uscire alla luce del sole.
    Un fruscio, un battito di ciglia, un rossore, un palpito improvviso, giochi di sguardi e parole non dette, una tenda di velluto che ripara da sguardi indiscreti... La scrittura di Edith Wharton si muove leggiadra e implacabile in una New York in cui le convenzioni tolgono il respiro, in cui tutto è apparenza e mondanità, in cui i sentimenti delle sue tre creature, Newland May e Ellen, sono costrette a essere confessate solo attraverso i sussurri, gli abbracci fugaci, i baci concessi dietro l'ombra di un cappello o sotto le fronde di un albero nascosto nel parco, in una carrozza protetta dal buio e dalla neve.
    Sopra tutto le apparenze, la rispettabilità, il conformismo, e una libertà, il divorzio e quella di scegliere la propria vita senza compromessi, che è reale solo sulla carta.
    Spietata Edith Wharton, insuperabile nella capacità di farmi sentire il fuoco della passione, così come di piantarmi un coltello nel cuore e girare senza pietà quella lama fino alla fine, unica nel permettermi di immedesimarmi, parola dopo parola, sia in May, che in Newland, che in Ellen, e di riuscire a viverne sulla pelle ogni sentimento come fosse il mio.
    Splendido, un capolavoro, così come è un capolavoro il film di Martin Scorsese, nonostante la May e la Ellen di Edith Wharton fossero l'una bionda, e l'altra bruna.

    «Allora quali sono con esattezza i tuoi piani, per noi?» domandò.
    «Per noi? Ma noi non esistiamo, in questo senso! Possiamo rimanere "vicini" uno all'altra solo vivendo lontani. Solo così possiamo essere "noi due". […]

    «Il Natura il primo verde è dorato,
    e subito svanisce.
    Il primo germiglio è un fiore
    che dura solo un'ora.
    Poi a foglia segue foglia.
    Come l'Eden affondò nel dolore
    Così oggi affonda l'Aurora.
    Niente che sia d'oro resta.»

    [Niente che sia d'oro resta - Robert Frost]

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    Piperitapitta said on Mar 24, 2014 | 13 feedbacks

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