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Let it be

Di

Editore: Mondadori (Corrado Noir)

3.5
(142)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 321 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8804537167 | Isbn-13: 9788804537168 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Tommaso Matera, semiologo. Una vita normale spesa a cercare i significatinascosti nelle parole, nelle frasi, nei testi delle canzoni, come quelle deiBeatles, la passione della sua vita. Una vita che cambia in modo drammaticoquando la Sezione crimini violenti della polizia di Milano lo chiama comeconsulente per decifrare i messaggi che gli assassini lasciano sul luogo deldelitto. Un lavoro terrificante, che diventa insostenibile quando Materaincrocia la strada di un maniaco che infierisce con una mazza da baseball sulcorpo delle giovani donne che uccide. Nauseato dalla violenza, Matera lasciala polizia e cerca di ricostruire la sua esistenza in un paesino dellaBrianza. Ma la casa dove è andato ad abitare nasconde segreti inquietanti...
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  • 3

    tutto sommato mi è piaciuto ma c'è qualcosa, come in tanti scrittori di gialli/noir, che non mi entusiasma fino in fondo


    è un noir metropolitano scorrevole, che si legge in poco tempo, nuova, a quanto mi risulta, la figura del protagonista principale il semiologo Tommaso Matera, originale ...continua

    tutto sommato mi è piaciuto ma c'è qualcosa, come in tanti scrittori di gialli/noir, che non mi entusiasma fino in fondo

    è un noir metropolitano scorrevole, che si legge in poco tempo, nuova, a quanto mi risulta, la figura del protagonista principale il semiologo Tommaso Matera, originale il percorso diagnostico che parte dall'interpretazione dei dischi dei Beatles per risolvere i delitti
    ecco i delitti secondo me son troppi una carneficina ingiustificata se poi si guarda a chi li commette impunemente per troppo tempo
    e poi la scrittura che in alcuni tratti sento un po' retorica soprattutto per un noir dove invece dovrebbe essere più profonda,più tagliente,più lacerante
    forse è proprio questo che non mi convince : il distacco tra la forma quasi rassicurante e il contenuto abbastanza disperante.

    ha scritto il 

  • 4

    Sorprendente

    Credo sia quello che ci si aspetta da un thriller: che ci sorprenda. Questo lo fa. Alla fine proprio non lo sospetteresti, chi è il colpevole. E alla fine ci arrivi in un crescendo di emozioni che il protagonista vive sulla propria pelle e che la bravura di Paolo Grugni riesce a trasmettere, face ...continua

    Credo sia quello che ci si aspetta da un thriller: che ci sorprenda. Questo lo fa. Alla fine proprio non lo sospetteresti, chi è il colpevole. E alla fine ci arrivi in un crescendo di emozioni che il protagonista vive sulla propria pelle e che la bravura di Paolo Grugni riesce a trasmettere, facendoci entrare in empatia con lui.
    Ancora una volta devo esprimere la mia stima e il mio apprezzamento per Paolo Grugni che, tra gli altri pregi che ha, detiene anche quello di non aver bisogno di cercare ambientazioni estere per i suoi thriller, ben sapendo che sono storie che funzionano anche sull'italico suolo.
    Consigliatissimo!

    ha scritto il 

  • 4

    Una conferma

    E’ il secondo libro di Grugni che leggo e devo dire che si è confermato scrittore di talento.
    La trama originale e coinvolgente, lo stile semplice e ricco di metafore, i capitoli “corti” ma intensi, la tensione degli omicidi smorzata da spunti “comici” e commoventi, rendono questo libro irr ...continua

    E’ il secondo libro di Grugni che leggo e devo dire che si è confermato scrittore di talento.
    La trama originale e coinvolgente, lo stile semplice e ricco di metafore, i capitoli “corti” ma intensi, la tensione degli omicidi smorzata da spunti “comici” e commoventi, rendono questo libro irresistibile. Letto in 2 giorni. Consigliato a tutti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Trovato per puro caso in biblioteca: amo molto i Beatles e, credendo si trattasse di un saggio sul quartetto, l'ho sfilato dallo scaffale.
    "Un killer che uccide a suon di Fab Four? Uuuu-là-làààà!", e l'ho fatto mio.

    L'ho letto in un giorno e mezzo: la scorrevolezza è, forse l'unico p ...continua

    Trovato per puro caso in biblioteca: amo molto i Beatles e, credendo si trattasse di un saggio sul quartetto, l'ho sfilato dallo scaffale.
    "Un killer che uccide a suon di Fab Four? Uuuu-là-làààà!", e l'ho fatto mio.

    L'ho letto in un giorno e mezzo: la scorrevolezza è, forse l'unico pregio di quest'opera prima.
    Infatti, per il resto, benché la struttura sia abbastanza originale (c'è un primo "giallo", più o meno indipendente dal resto, che caratterizza la prima metà del racconto e ne condiziona il seguito), gli eventi sono prevedibili, i personaggi legnosi, le congruenze lasciate spesso in un angolo.

    Ultima nota negativa, l'uso didascalico dei Beatles.
    L'universo beatlesiano avrebbe potuto fornire quintali di materiale (e l'autore lo sa...), invece gli aneddoti riportati ed usati come motore della narrazione sono quasi fini a sé stessi.
    Ed il killer quasi non li conosce, i Beatles! Neanche un'ossessione liverpooliana piccina picciò!
    Più zoppicante di così...

    ha scritto il 

  • 4

    Un altro thriller interessante di Grugni (di cui ho messo il resto della produzione in wishlist), non così folgorante come Mondoserpente e forse un po' più prevedibile, ma comunque piacevolissimo e arricchito dalla "colonna sonora" beatlesiana.

    ha scritto il 

  • 2

    E' un thriller con pregi e difetti. Il protagonista Tommaso Matera mi è parso un personaggio abbastanza improbabile. La prosa di Grugni è un profluvio di metafore, alcune davvero geniali, però sono troppe e finiscono per irritare un po', e appiattiscono il libro su quest'unica cifra stilistica, t ...continua

    E' un thriller con pregi e difetti. Il protagonista Tommaso Matera mi è parso un personaggio abbastanza improbabile. La prosa di Grugni è un profluvio di metafore, alcune davvero geniali, però sono troppe e finiscono per irritare un po', e appiattiscono il libro su quest'unica cifra stilistica, tanto che sai già cosa ti aspetta pagina dopo pagina. Cattura e si lascia leggere con agilità anche se... anche se l'identità del colpevole la si capisce al primo indizio. Il lavoro fatto dall'autore sulla lingua è evidente: una limatura accurata per lasciare nel testo solo l'essenziale. Per quanto mi riguarda, Grugni ha limato anche troppo e il racconto ne risulta addirittura spolpato e scheletrico. Uno stile che non mi è piaciuto.

    ha scritto il