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Let the Great World Spin

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Publisher: Bloomsbury Publishing PLC

4.3
(779)

Language:English | Number of Pages: 368 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , Catalan , Portuguese , French , Korean , Chi traditional , Greek , Hungarian

Isbn-10: 1408801183 | Isbn-13: 9781408801185 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
It's New York, August 1974: a man is walking in the sky. Between the newly built Twin Towers, the man twirls through the air. Far below, the lives of complete strangers spin towards each other: Corrigan, a radical Irish monk working in the Bronx; Claire, a delicate Upper East Side housewife reeling from the death of her son; Lara, a drug-addled young artist; Gloria, solid and proud despite decades of hardship; Tillie, a hooker who used to dream of a better life; and Jazzlyn, her beautiful daughter raised on promises that reach beyond the skyline of New York. In the shadow of one reckless and beautiful act, these disparate lives will collide, and be transformed for ever.
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  • 5

    Il mondo gira. Sotto i nostri passi incerti.

    “C'è chi pensa che l'amore sia la fine della strada, e che se si è abbastanza fortunati da trovarlo ci si ferma lì. Altri dicono che è come un burrone nel quale si precipita. Ma chiunque abbia vissuto almeno un po' sa che muta con il passare dei giorni, e secondo l'energia che gli si dedica, lo s ...continue

    “C'è chi pensa che l'amore sia la fine della strada, e che se si è abbastanza fortunati da trovarlo ci si ferma lì. Altri dicono che è come un burrone nel quale si precipita. Ma chiunque abbia vissuto almeno un po' sa che muta con il passare dei giorni, e secondo l'energia che gli si dedica, lo si conserva o ci si aggrappa, oppure lo si perde, ma a volte capita che non sia nemmeno mai stato lì, sin dall'inizio."

    In una mattina del 1974 a New York c’è chi muore, chi è arrestato, chi perde l'amore della sua vita dopo averlo appena trovato, chi deve incominciare la sua nuova vita proprio oggi. E c'è anche qualcuno che tende un cavo tra le Torri Gemelle e le attraversa più volte, dimostrando che nonostante tutto si può sempre arrivare dall'altra parte del filo, sconfiggendo i propri problemi e il proprio destino.

    Tutti cercano amore, speranza e considerazione. La nostra vita è in continuo equilibrio tra aspetti positivi e negativi. Possiamo diventare migliori o peggiori di quello che siamo trovando le persone giuste o quelle sbagliate, trovando più o meno amore, più o meno considerazione. Non ci sono bravi e cattivi a prescindere. Ognuno di noi ha bisogno di qualcun altro che ci faccia capire qual è la strada giusta, di qualcuno che ci riporti in equilibrio.

    Ed è proprio la speranza ciò di cui hanno bisogno tutti i protagonisti, soffocati dalle paure; paura per la guerra in Vietnam, per il razzismo non risolto, per la povertà, paura di giudicare e di essere giudicato, di amare e di non essere ricambiati.

    McCann è bravissimo a creare momenti struggenti e poetici anche nei momenti più squallidi e a trasmetterci i sentimenti e le sensazioni dei protagonisti. Il romanzo è un insieme di voci che si intrecciano, di storie che sembrano separate ma che invece sono strettamente interconnesse, di stili diversi.

    “A Yale, quando era giovane e caparbio, era certo che un giorno sarebbe diventato il centro del mondo, che la sua vita avrebbe influenzato quella degli altri. Ma quell’età è quello che pensano tutti. L’egocentrismo è uno degli attributi della giovinezza. Lasciare il segno. Ma un adulto prima o poi impara. Ti scavi una piccola nicchia e ti ci annidi. E cavalchi la vita meglio che puoi. Vai a casa dalla tua dolce sposa e cerchi di calmarle i nervi. Ti metti seduto e le fai i complimenti per la posateria. Ringrazi la tua buona stella per l’eredità di tua moglie. Fumi un sigaro di qualità e speri in qualche capriola fra le lenzuola di seta. Le compri un bel gioiello da De Natale e la baci in ascensore perché è ancora bella e in forma, nonostante gli anni. Lo è davvero. La saluti con un bacio e vai a lavorare ogni giorno, e presto ti rendi conto che il tuo dolore non è più acuto di quello degli altri. Porti il lutto per la morte di tuo figlio e ti svegli nel cuore della notte con tua moglie che ti piange accanto e allora vai in cucina, tu prepari un sandwich col formaggio e pensi: Almeno è un sandwich al formaggio a Park Avenue, poteva andare peggio, saresti potuto cadere più in basso. E come ricompensa, un sospiro di sollievo.”

    Un libro bello, delicato, struggente, scritto veramente bene.

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  • 0

    Un bel romanzo

    una struttura complessa costituita da frammenti semplici, legati dalla città di New York, dal panorama delle Torri Gemelle, appena costruite e ancora in parte sfitte al momento in cui si svolge la storia.
    Le date sono importanti: un funambolo percorre un filo teso tra le due torri nell'ago ...continue

    una struttura complessa costituita da frammenti semplici, legati dalla città di New York, dal panorama delle Torri Gemelle, appena costruite e ancora in parte sfitte al momento in cui si svolge la storia.
    Le date sono importanti: un funambolo percorre un filo teso tra le due torri nell'agosto del '74.
    L'anno prima gli accordi di pace di Parigi, hanno posto fine alla guerra del Vietnam.
    Ventisette anni dopo le Torri verranno giù, come sappiamo, l'11 settembre del 2001.
    Nel '74 siamo anche agli albori di Arpanet, che, prima in mano ai militari, poi a gruppi di geni informatici ante litteram darà infine origine al mondo connesso come lo conosciamo ora.
    Questi sono tutti fatti veri, che il romanzo intreccia con le vite possibili di un campionario di personaggi da romanzo, soprattutto (ma non solo) newyorkesi, che vedono o non vedono, o sentono raccontare (alcuni non faranno a tempo), oppure cercano di sapere e capire, o infine si trovano a giudicare di quella magica passeggiata.
    Quello che conta è raccontare, ed è veramente un racconto bello, con la sua struttura a scacchiera che mi ha ricordato, con molta più semplicità, La vita, istrzioni per l'uso di Perec.

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  • 4

    1974. È un'estate torrida, di tradimenti e morti, Watergate e Vietnam. Un'estate di tormento e violenza. Poi, un mattino, New York si ferma incantata per osservare la passeggiata nel vuoto di un funambolo. Lieve e misterioso nel suo gioco di equilibrio, l'uomo ricama un sogno di purezza e speranz ...continue

    1974. È un'estate torrida, di tradimenti e morti, Watergate e Vietnam. Un'estate di tormento e violenza. Poi, un mattino, New York si ferma incantata per osservare la passeggiata nel vuoto di un funambolo. Lieve e misterioso nel suo gioco di equilibrio, l'uomo ricama un sogno di purezza e speranza percorrendo una corda tesa a 110 metri dal suolo, fra le Torri Gemelle. Sotto di lui, in strada, la città trattiene il respiro e dimentica per un attimo le sue tragedie. Inizia così la storia poetica e convulsa di una manciata di newyorchesi - un monaco di strada che porta la sua missione fra le prostitute nel Bronx; una di loro, giovane e bellissima, che divide il marciapiede con la madre; un'artista corrosa dal rimorso ma decisa a ripulire la propria vita; madri in lutto e una nonna che non vuole arrendersi - le cui vite si sfiorano e si scontrano come biglie, sotto i grattacieli e nei sobborghi di una città dolente e umana. Una città che tiene ben nascosta la propria anima, sospesa come un equilibrista sul filo sottile tra il bene e il male.
    E’ Philippe Petit, sospeso a 110 metri d’altezza tra le due torri gemelle del World Trade Center, che mette in scena il dramma tutto americano di dolore e senso di colpa.
    C’è una America del prima, che vive di speranza perché non sa che dopo deve fare i conti con le guerre razziali, con i mal d’amore, con la guerra in Vietman, con il senso del giudizio. E c’è un America del dopo, quella del filo sospeso tra le due Torri gemelle, quella che ha un inizio e una fine, quella che nonostante la vita non è mai come ti aspetti, prosegue, magari si libra su quel filo, ma non cade, non cede, non perde il suo scopo più intimo: perché se c’è un capo (inizio del filo), se c’è chi percorre quel filo (le persone), se c’è una fine (arrivo), c’è sempre una destinazione da raggiungere al di là delle difficoltà, degli imprevisti, delle cadute.
    E’ così la vita: non sapere mai cosa in realtà verrà dopo, ed è così che sarà anche per la vita di questi personaggi. Il funambolo riuscirà a restare sospeso sul suo filo? Le figlie delle prostitute riusciranno – un giorno – a vivere in un mondo migliore? Ci potrà mai essere un mondo senza lotte tra generi diversi? Tutto ciò non può essere svelato. Perché se la vita non ci dà le coordinate per essere sicuri in ogni situazione, non sarebbe giusto neanche qui chiarificare il tutto, perché è nel dubbio che il senso di scoperta irrompe e dire di più sarebbe venir meno a queste premesse.

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  • 5

    leggi un libro di un autore poco noto scovato chissá dove e trovi un capolavoro.
    un funambolo su un filo e sotto di lui l'intrecciarsi delle vite di uomini e donne che si scontrano inconsapevoli: un funambolo sorridente mentre sotto i suoi piedi la vita brulica dolorante.
    un libro imp ...continue

    leggi un libro di un autore poco noto scovato chissá dove e trovi un capolavoro.
    un funambolo su un filo e sotto di lui l'intrecciarsi delle vite di uomini e donne che si scontrano inconsapevoli: un funambolo sorridente mentre sotto i suoi piedi la vita brulica dolorante.
    un libro imperdibile per chi ama la grande letteratura americana e i romanzi corali.
    corrigan e gloria mi rimarranno nel cuore....

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  • 3

    Tre stelle e mezza

    "Credo di aver sempre saputo che è difficile essere una persona soltanto. La chiave è sulla porta, ed è sempre possibile aprirla."

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  • 4

    Un affresco di New York, città peculiare abitata da esseri particolari le cui storie si intrecciano o si sfiorano per poi riprendere il proprio personale cammino alla ricerca della felicià.

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  • 4

    “Tutte le vite che potremmo vivere, tutte le persone che non conosceremo mai, o che non saremo, sono ovunque. E’ questo il mondo” (Aleksandar Hemon, The Lazarus Project)


    “L’uomo lassù era come una parola a tutti nota, sebbene nessuno l’avesse mai udita. E lui entrò nel vuoto”< ...continue

    “Tutte le vite che potremmo vivere, tutte le persone che non conosceremo mai, o che non saremo, sono ovunque. E’ questo il mondo” (Aleksandar Hemon, The Lazarus Project)

    “L’uomo lassù era come una parola a tutti nota, sebbene nessuno l’avesse mai udita. E lui entrò nel vuoto”

    “Se non sopporti la verità, allora non fare domande”

    “Chi pensa di conoscere ogni segreto, pensa di conoscere ogni cura”

    “-Non hai mai provato la sensazione di aver smarrito qualcosa dentro di te? Non sai che cosa sia, una palla, o una pietra, magari di ferro o di cotone o di erba o di qualsiasi altra cosa, non lo so, ma comunque è lì dentro, da qualche parte. Non si tratta di fuoco o rabbia o altro del genere, E’ solo una grossa palla. E non c’è verso di agguantarla.(ha distolto lo sguardo, e si è picchiato il petto sulla sinistra.
    -Bè, eccola qui. E’ proprio in questo punto.”

    “Raramente capiamo ciò che ci viene detto quando ce lo sentiamo dire per la prima volta, mauna cosa è certa: lo sentiamo come non riusciremo mai più a sentirlo. Torniamo a quel momento rincorrendolo, senza mai riuscire ad afferrarlo davvero. Non resta che una memoria, una vaga impronta di ciò che era, di ciò che significa.”

    “Ci sono momenti ai quali torniamo costantemente. La famiglia è come l’acqua: conserva la memoria di ciò che un tempo ha colmato e tenta sempre di tornare al suo corso originario”

    “Le città lontane sembrano disegnate apposta per capire da dove provieni. Quando partiamo ci portiamo dietro casa nostra. Molto più vivida, spesso, proprio perché l’abbiamo lasciata”

    “I ricordi dei bei giorni a volte tornano per strade tortuose”

    “La libertà non si concede, si ottiene”

    “Arriva un momento in cui, stanco di perdere, decidi di smettere di tradire te stesso, o almeno ci provi, e spari la tua ultima cartuccia”

    “La mente compie dei balzi riparatori: spinge via i ricordi a pugni, proprio così, dentro un cassetto”

    “A volte le cose capitano. A volte le cose si scontrano”

    “Ci sono rocce conficcate tanto in profondità nella terra che, per quanto si scavi, non vedranno mai la superficie. Credo sia paura. Paura dell’amore.”

    “Una volta mi ha detto che la maggior parte delle persone usano la parola amore per dire in un modo diverso che hanno fame.”

    “Forse le nostre storie dovrebbero potersi fermare all’istante, e le cose cominciare e finire lì, nel momento delle risate, ma nulla comincia e nulla finisce in realtà; tutto prosegue, semplicemente.”

    “La gente è buona per intero, o per metà, o per un quarto, e cambia in continuazione, ma anche nel giorno migliore nessuno è perfetto”

    “C’è chi pensa che l’amore sia la fine della strada, e che se si è abbastanza fortunati da trovarlo, ci si ferma lì. Altri dicono che è come un burrone nel quale si precipita. Ma chiunque abbia vissuto almeno un po’ sa che muta con il passare dei giorni, e secondo l’energia che gli si dedica, lo si conserva o ci si aggrappa, oppure lo si perde, ma a volte capita che non sia nemmeno stato lì, fin dall’inizio.”

    “Le persone credono di conoscere quel mistero che è vivere nella pelle altrui. Non è così. Solo colui che la indossa sa cosa significa portarne il peso.”

    “E alla fine tutto cade fra le braccia della musica. L’unica cosa che sia mai riuscita a salvarmi: ascoltare una grande voce. Ci sono anni accumulati in un suono”

    “E’ quello che incespicando facciamo, estraiamo la luce dal buio, e cerchiamo di trattenerla”

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  • 4

    "La sola cosa per cui valeva la pena intristirsi era sapere che a volte in questa vita c'è più bellezza di quanta il mondo possa reggerne."
    Vero.
    E pensare che a volte non la vediamo nemmeno.
    Eppure è lì. Non solo nella poesia della "camminata" di Petit, ma anche nel dolore, nel ...continue

    "La sola cosa per cui valeva la pena intristirsi era sapere che a volte in questa vita c'è più bellezza di quanta il mondo possa reggerne."
    Vero.
    E pensare che a volte non la vediamo nemmeno.
    Eppure è lì. Non solo nella poesia della "camminata" di Petit, ma anche nel dolore, nella disperazione, nello squallore di vite che si sfiorano, si intrecciano, si scontrano.
    E' il mondo che gira.

    said on 

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