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Let the Great World Spin

By

Publisher: Bloomsbury Publishing PLC

4.3
(822)

Language:English | Number of Pages: 368 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , Catalan , Portuguese , French , Korean , Chi traditional , Greek , Hungarian

Isbn-10: 1408801183 | Isbn-13: 9781408801185 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Others , eBook

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

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Book Description
It's New York, August 1974: a man is walking in the sky. Between the newly built Twin Towers, the man twirls through the air. Far below, the lives of complete strangers spin towards each other: Corrigan, a radical Irish monk working in the Bronx; Claire, a delicate Upper East Side housewife reeling from the death of her son; Lara, a drug-addled young artist; Gloria, solid and proud despite decades of hardship; Tillie, a hooker who used to dream of a better life; and Jazzlyn, her beautiful daughter raised on promises that reach beyond the skyline of New York. In the shadow of one reckless and beautiful act, these disparate lives will collide, and be transformed for ever.
Sorting by
  • 5

    Let the great world spin - Lord Tennyson

    A volte ci tocca salire ai piani più alti per vedere cosa il passato abbia fatto al presente.

    Vogliamo parlare del titolo dell'edizione italiana?

    said on 

  • 5

    Un religioso irlandese che porta il vangelo tra i diseredati dei ghetto americani, donne che recuperano pezzi legati dei loro figli direttamente dal Vietnam, generazioni intere di puttane; queste ed ...continue

    Un religioso irlandese che porta il vangelo tra i diseredati dei ghetto americani, donne che recuperano pezzi legati dei loro figli direttamente dal Vietnam, generazioni intere di puttane; queste ed altre sono storie tenute a galla da McCann e tenute unite tra loro da un filo rosso quasi invisibile. Non è facile farlo, non è facile distribuire più storie, ognuna con una propria anima, su un'unica struttura; Mc Cann ci riesce e lo fa splendidamente, dando voce a personaggi quasi estremi, ma con messaggi pressochè universali e comuni a tutti (“Non ami di meno solo perché sei una puttana, non ami di meno proprio per niente”)
    Il romanzo ricorda a tutti che nessuno è speciale; o meglio, che ognuno è speciale a modo suo e in maniera completamente unica. L’Autore riesce ad abbattere i confini sociali tra i personaggi, e li accomuna nel loro dolore, nelle loro colpe, nei loro destini.
    Su tutto, lo sfondo di una New York dominata dalla scena di un funambolo che sfida ogni legge di gravità sopra un filo che collega le due Torri.
    Se vogliamo, la scena del funambolo è paradossale nel contesto del romanzo: mentre ognuno dei personaggi perde un pezzo della propria vita o di quella delle persone che amano, egli si fa beffe della vita stessa, sfidandola a cento metri di altezza con capriole, saltelli e saluti per tutti lungo un sottile cavo di acciaio. Par che dica e che ricordi a tutti la fuggevolezza della vita: siamo tutti di passaggio, su questo mondo terreno, non preoccupatevi più di tanto.
    La chicca: una mezza pagina occupa un elenco di cause mortali che possono avvenire: chi è riesce a completarla aggiungendone altre ?

    said on 

  • 5

    Storie che si intrecciano legate dal filo di un equilibrista. Storie che emozionano, personaggi talmente vivi e veri che gli si vuole bene.
    Un capolavoro: leggetelo tutti.

    said on 

  • 5

    "All the lives we could live, all the people we will never know, never will be, they are everywhere. That is what the world is." (A.H.)

    This is a gorgeous book, multilayered and deeply felt, and it’s a damned lot of fun to read, too. Leave it to an Irishman to write one of the greatest-ever novels about New York. There’s so much passi ...continue

    This is a gorgeous book, multilayered and deeply felt, and it’s a damned lot of fun to read, too. Leave it to an Irishman to write one of the greatest-ever novels about New York. There’s so much passion and humor and pure lifeforce on every page of Let the Great World Spin that you’ll find yourself giddy, dizzy, overwhelmed.–Dave Eggers

    Some quotes that dug a hole in my soul - on New York, forever my home, love and death. Isn't that what life is?

    Imagine endurance. There's a logic to that.

    There is, I think, a fear of love. There is a fear of love.

    One of those out-of-the-ordinary days that made sense of the slew of ordinary days. New York had a way of doing that. Every now and then the city shook its soul out. It assailed you with an image, or a day, or a crime, or a terror, or a beauty so difficult to wrap your mind around that you had to shake your head in disbelief.
    He had a theory about it. It happened, and re-happened, because it was a city uninterested in history. Strange things occurred precisely because there was no necessary regard for the past. The city lived in a sort of everyday present. It had no need to believe in itself as a London, or an Athens, or even a signifier of the New World, like a Sydney, or a Los Angeles. No, the city couldn’t care less about where it stood. He had seen a T-shirt once that said: NEW YORK FUCKIN’ CITY. As if it were the only place that ever existed and the only one that ever would.
    New York kept going forward precisely because it didn’t give a good goddamn about what it had left behind. It was like the city that Lot left, and it would dissolve if it ever began looking backward over its own shoulder. Two pillars of salt. Long Island and New Jersey.

    She's always thought that one of the beauties of New York is that you can be from anywhere and within moments of landing its yours.

    She was tired of everyone wanting to go to heaven, nobody wanting to die. The only thing worth grieving over, she said, was that sometimes there was more beauty in this life than the world could bear.

    There's a part of me that thinks perhaps we go on existing in a place even after we've left it.

    The thing about love is that we come alive in bodies not our own.

    We stumble on, now, we drain the light from the dark, to make it last.
    The world spins. We stumble on. It is enough.

    said on 

  • 4

    Ben strutturato il libro è sobrio ed elegante, trae da una storia vera gli spunti della narrazione. L’essenza della metafora del filo che attraversa ogni pagina di questo romanzo visionario è un monit ...continue

    Ben strutturato il libro è sobrio ed elegante, trae da una storia vera gli spunti della narrazione. L’essenza della metafora del filo che attraversa ogni pagina di questo romanzo visionario è un monito che ci aiuta a capire cosa possiamo fare nel mondo e chi vogliamo diventare.

    said on 

  • 4

    "Le stelle erano chiodi conficcati nel cielo: togline qualcuna e l’oscurità precipita."

    Un romanzo funambolico, bellissimo, intriso di poesia... sospesa tra terra e cielo.

    "...in una manciata di secondi fu purezza in movimento, e ogni cosa gli divenne possibile. Era al tempo stesso dentr ...continue

    Un romanzo funambolico, bellissimo, intriso di poesia... sospesa tra terra e cielo.

    "...in una manciata di secondi fu purezza in movimento, e ogni cosa gli divenne possibile. Era al tempo stesso dentro e fuori il proprio corpo, abbandonato all'aria e a quanto ciò significava: niente futuro, niente passato, e questo conferiva alla sua camminata una sfacciata disinvoltura. Trasportava la propria vita da un capo all'altro. in attesa dell'attimo in cui avrebbe smarrito persino la coscienza del respiro.
    La bellezza, come sola, intima ragione. Camminare era un diletto divino. Lassù nell'aria fu riscritto. Nuove cose divenivano possibili con la forma umana. Ben oltre le leggi dell'equilibrio.
    Per un istante si sentì non creato. Immerso in un nuovo risveglio.."

    said on 

  • 5

    Un uomo attraversa il vuoto su un filo d'acciaio teso tra le due torri gemelle di New York attirando lo sguardo e l'attenzione di chiunque si trovi a passare di lì. La città si ferma col fiato sospes ...continue

    Un uomo attraversa il vuoto su un filo d'acciaio teso tra le due torri gemelle di New York attirando lo sguardo e l'attenzione di chiunque si trovi a passare di lì. La città si ferma col fiato sospeso e lui, con un lungo bilanciere tra le mani, dapprima cammina lentamente, poi corre, fa balzi, capriole, inchini sfidando la sorte e la legge di gravità. Finchè le forze dell'ordine, accorse anche con gli elicotteri, non lo obbligano a rientrare su uno dei tetti , mettendo fine al suo spettacolo.
    Intorno a questa vicenda realmente accaduta ( Philippe Petit il nome del funambolo e 1974 l'anno in cui l'episodio avvenne) l'autore tesse pian piano tutta una serie di storie che finiscono per intrecciarsi tra di loro e con quell'evento memorabile. Ne nasce un affresco minuzioso e dettagliato non solo della NY di 40 anni fa, ma anche e soprattutto della vita dei vari personaggi, le cui esistenze si dipanano nel bene e nel male intrecciandosi con gli avvenimenti dell'epoca, la guerra del Vietnam e le sue nefaste conseguenze in primo luogo. Alla crudezza delle ambientazioni e dei fatti che avvengono fa da riscontro una passione infinita per la vita e un amore per i propri simili che attraverso gli occhi dell'autore traspare in tutti i personaggi che via via si muovono sulla scena. Ad una prima occhiata la sfortuna sembra essere il denominatore comune dei personaggi che man mano incontriamo, finchè, leggendo le storie e i particolari delle loro vite e delle loro scelte, non ci rendiamo conto che è invece l'amore per il prossimo la vera molla di tutto, capace di far compiere le azioni migliori. Piacevole e mai monotono lo stile di McCann, autore che non conoscevo affatto.

    said on 

  • 5

    In un universo che gira sotto i nostri passi incerti si snodano le vicende di una serie di personaggi che faticano a trovare la loro collocazione esistenziale, che avanzano incespicando per portare un ...continue

    In un universo che gira sotto i nostri passi incerti si snodano le vicende di una serie di personaggi che faticano a trovare la loro collocazione esistenziale, che avanzano incespicando per portare un po' di rumore al silenzio. Sopra di loro il prete Corrigan, il poeta Rumi, e il funambolo Philippe Petite, che nella giornata storica del 7 agosto 1974 (data centrale nello svolgersi del romanzo) se ne è stato 45 minuti su un cavo d'acciaio teso tra le torri gemelle, cercano di illuminare l'essenza di queste vite spezzate con un'istanza metafisica. Qual è il trade d'union tra normalità ed eccezionalià? Cosa collega un mistico all'umanità dolente? Che percentuale di misticheria sta nella vita di ogni persona, dalla prostituta, al giudice, all'esperto d'arte, alla gerente di un patronato? Indagine sulle pieghe dell'esistenza umana.

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  • 2

    Quando riprendo in mano questo libro dal comodino, riposto la sera prima, fatico moltissimo a riprendere il filo ed a ricordare dove ho lasciato vicende e personaggi solo 24 ore prima. Mi spiace, il ...continue

    Quando riprendo in mano questo libro dal comodino, riposto la sera prima, fatico moltissimo a riprendere il filo ed a ricordare dove ho lasciato vicende e personaggi solo 24 ore prima. Mi spiace, il romanzo, globalmente, avrà molte qualità, ma se non riesco a seguirlo (sarà un problema mio....) non posso dargli più di due stelline.

    said on 

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