Let the Right One in

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Publisher: Quercus

3.9
(3023)

Language: English | Number of Pages: 480 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Swedish , Spanish , German , Finnish , Chi traditional , Chi simplified , French

Isbn-10: 1847242960 | Isbn-13: 9781847242969 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , Softcover and Stapled , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Horror , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
Oskar and Eli: In very different ways, they were both victims. Which is why, against the odds, they became friends. And how they came to depend on one another, for life itself. Oskar is a 12 year old boy living with his mother on a dreary housing estate at the city's edge. He dreams about his absentee father, gets bullied at school, and wets himself when he's frightened. Eli is the young girl who moves in next door. She doesn't go to school and never leaves the flat by day. She is a 200 year old vampire, forever frozen in childhood, and condemned to live on a diet of fresh blood. John Ajvide Lindqvist's novel, a huge bestseller in his native Sweden, is a unique and brilliant fusion of social novel and vampire legend. And a deeply moving fable about rejection, friendship and loyalty.
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  • 0

    Vampiri scandinavi

    Horror puro, ambientazione ben fatta, il dodicenne Oskar conosce Eli che vive da poco nel suo quartiere. I due fanno amicizia e forse qualcosa in più... Ma Eli é un vampiro e deve soddisfare la sua s ...continue

    Horror puro, ambientazione ben fatta, il dodicenne Oskar conosce Eli che vive da poco nel suo quartiere. I due fanno amicizia e forse qualcosa in più... Ma Eli é un vampiro e deve soddisfare la sua sete di sangue. Un libro da leggere per i cultori del genere.

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  • 2

    Per scrivere...Lindqvist scrive bene...però speravo fosse un giallo-poliziesco sulla scia degli altri scrittori nordici...invece è un romanzo praticamente di fantascienza. Peccato

    said on 

  • 0

    Abbandonato

    Non ce la faccio. Ok, sarà scritto bene, sarà un romanzo di alta classe, tutto quello che volete, ma io non lo reggo. Al di là della mia personale avversione per le storie di vampiri (non me ne import ...continue

    Non ce la faccio. Ok, sarà scritto bene, sarà un romanzo di alta classe, tutto quello che volete, ma io non lo reggo. Al di là della mia personale avversione per le storie di vampiri (non me ne importa niente dei vampiri), non è proprio il momento di massacrarmi con una storia dai toni cupi che più cupi non si può (ma quando mai è il momento?)
    Comunque sia, esercito il mio diritto di abbandonarlo, senza rimpianti.

    said on 

  • 3

    “Poveri esseri umani soli in un mondo senza bellezza.”

    Stoccolma, nostri giorni.
    Oscar è un ragazzo di dodici anni, solitario, senza alcun amico, vessato ogni giorno a scuola dai bulli. L’unica suo desiderio, che si trasforma in flebile speranza, è che un ...continue

    Stoccolma, nostri giorni.
    Oscar è un ragazzo di dodici anni, solitario, senza alcun amico, vessato ogni giorno a scuola dai bulli. L’unica suo desiderio, che si trasforma in flebile speranza, è che un giorno arrivi qualcuno a far fuori i suoi carnefici. Per questo motivo rimane affascinato dalla figura di un misterioso serial-killer che da alcune settimane sta mietendo vittime su vittime nella sua zona, sperando che prima o poi faccia giustizia contro i ragazzi che lo perseguitano.
    L’assassino seriale non è l’unica “novità” della sua vita: un giorno incontra Eli, una sua coetanea vicina di casa. La ragazzina ha però qualcosa di strano, ha un viso smunto e pallidissimo, lunghi capelli neri, grandi occhi, emana un cattivo odore, fa salti giganteschi e sembra vivere soltanto di notte…
    Non sono propriamente un amante dei romanzi sui vampiri(Dracula a parte), soprattutto quelli moderni, temevo che si trattasse dell’ennesima robaccia simil-vampiresca alla “Twilight”(premetto che non era mia intenzione leggere questo libro, volevo “il porto degli spiriti”, ma dato che non era disponibile ho preso questo per conoscere un po’ l’autore, dato che fino adesso era a me totalmente sconosciuto), invece mi sono trovata davanti un romanzo che inizia come thriller, si trasforma poi in horror e finisce come percorso di maturazione dall’età adolescenziale a quella adulta.
    Qualcuno l’ha definito la versione anti-commerciale e anti-romantica del mito di “Twilight” e mi trovo completamente d’accordo, in questo libro di Lindqvist non ci sono pagine e pagine di stucchevole melensita come nei libri della Meyer ma ci sono temi difficili come l’alcolismo, la pedofilia, la prostituzione, il bullismo, la sociopatia affrontati con intelligenza e senza falsi moralismi.
    Mi ha colpito e fatto riflettere la figura della piccola Eli, una vampira che è costretta a uccidere per sopravvivere, una condizione che viene vissuta come una malattia da cui vorrebbe tanto poter guarire, ma che purtroppo deve accettare indipendentemente da quella che è la sua reale volontà.
    Un racconto freddo come il contesto nel quale si svolge, una storia dura e a tratti difficile da mandar giù di una società oscura e malata che non accetta chi è diverso e fa emergere il male che è in ognuno di noi, una società purtroppo non molto lontana da quella in cui stiamo vivendo.
    Unico neo: si dilunga troppo, qualche pagina in meno mi avrebbe fatto dare un voto in più.

    "“Era sempre così. Di continuo. Tutti pensavano soltanto a se stessi. La mia felicità, il mio successo erano le sole cose che si sentivano. Amore significa mettere la propria vita ai piedi di un altro essere umano, e al giorno d’oggi nessuno è in grado di farlo”.

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  • 5

    premetto subito che il mio rapporto con gli autori scandinavi è sempre stato di amore e odio, anzi certe volte solo odio… ma questa volta sono rimasta assolutamente colpita e innamorata di questo libr ...continue

    premetto subito che il mio rapporto con gli autori scandinavi è sempre stato di amore e odio, anzi certe volte solo odio… ma questa volta sono rimasta assolutamente colpita e innamorata di questo libro.. no si tratta solo di storia dell’ orrore c’è molto di più. Questo romanzo parla di amicizia, di amore e della voglia di vivere e queste sono cose che le brutture del mondo non possono mai sconfiggere. Ogni personaggio è ben caratterizzato sia nell’aspetto fisico che psicologico. La scrittura non è mai noiosa anzi è molto veloce e dinamica. Nonostante i molti nomi stranieri non ci sono mai problemi di confusione. Questo romanzo tocca poi un argomento a me caro, ovvero il bullismo. Lo scrittore lo fa in un modo che davvero si resta sconcertati ma pur nella sua durezza lascia sempre trapelare la speranza che le cose possono sempre cambiare. Un libro davvero che ho amato dall’inizio alla fine.

    said on 

  • 3

    Anemiche solitudini

    Le vicende narrate ruotano attorno ad un crocevia di solitudini che si accavallano (Oskar, Tommy, i bulletti, gli ubriaconi, i genitori di Oskar, Hakan). Al centro c'è Eli, bambino-vampiro senza sesso ...continue

    Le vicende narrate ruotano attorno ad un crocevia di solitudini che si accavallano (Oskar, Tommy, i bulletti, gli ubriaconi, i genitori di Oskar, Hakan). Al centro c'è Eli, bambino-vampiro senza sesso né età, che un atto di crudeltà estrema ha proiettato al di fuori dell'umanità, del tempo e di sé stesso, in uno spazio senza orizzonti dove l'aberrazione è quotidiana normalità.
    È infatti la solitudine la vera protagonista del libro e la principale causa di orrore, tanto che il gelo nordico che fa da sfondo alla storia è quasi un'emanazione meteorologica del freddo dell'anima che essa suscita. La condizione di vampiro è orribile proprio perché concentra in un solo individuo una tale carica di solitudine da renderlo un mostro assetato di socialità ma nello stesso tempo incapace di costituire delle relazioni interpersonali che non siano violente e distruttive.

    Anche Oskar è assetato di amicizia e rapporti sociali normali ma le prospettive sono fosche: la metamorfosi in una forma anemica di vampiro è già iniziata anche in lui (colleziona articoli di giornale che parlano di efferati delitti, medita di colpire con un coltello i bulletti che lo maltrattano) e tra le palazzine popolari della periferia sembra non esserci spiraglio per la redenzione.

    Ecco perché la vicenda di Oskar ed Eli è straordinaria.
    In un fragilissimo equilibrio di tempi e distanze, queste due singolarità si sfiorano, si annusano, si scontrano e infine si accettano.
    Non è tanto una storia d'amore o di lotta per la sopravvivenza, non solo almeno, quanto piuttosto un percorso adolescenziale di ricerca della propria identità che può essere colta solo nel riflesso di un rapporto interpersonale sincero e duraturo.
    Eli lo dice chiaramente ad Oskar: "Io non sono niente. Non sono una bambina. Non sono una vecchia. Non sono un ragazzo. Non sono una ragazza. Non sono niente". Chi non riesce a costituire una propria identità nel confronto con l'altro è condannato all'oblio e alla morte, spirituale prima che fisica (si pensi al gruppo di amici alcolizzati e in particolare alla relazione fuori tempo massimo fra Lacke e Virgina).

    È tutto qui il nucleo pulsante di questo romanzo.
    E non è poco.

    È apprezzabile anche la prospettiva razionalistica in cui viene inquadrato il fenomeno del vampirismo (ereditata dal romanzo di Richard Matheson Io sono leggenda) e la descrizione delle sensazioni interiori di Virginia che subisce la trasformazione, entrambi elementi che giocano a favore di un'ulteriore umanizzazione della figura del vampiro.

    Dal punto di vista stilistico, la narrazione procede per accostamenti di quadri sostanzialmente statici. L'autore viene dalla TV e lo si percepisce nell'architettura del racconto e nello sviluppo framentario delle singole parti. La prosa è scorrevole e funzionale alla narrazione anche se risulta piú adatta ad esprimere i toni delicati e intimistici della prima parte piuttosto che quelli piú cupi e gore delle pagine finali. Il contorno di boschi e foreste contribuisce poi a immergere tutto il racconto in una suggestiva atmosfera di fiaba nordica.

    Insomma un romanzo apprezzabile con una interessante storia originale, una discreta capacità di introspezione psicologica e uno stile piano ma gradevole.
    Non un capolavoro ma una lettura soddisfacente.

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  • 4

    Il finale si sviluppa troppo velocemente secondo me, dà l'impressione di esser stato un po' tirato via. Nel complesso però mi è piaciuto molto.
    Sono partita con un po' di pregiudizi, dalle recensioni ...continue

    Il finale si sviluppa troppo velocemente secondo me, dà l'impressione di esser stato un po' tirato via. Nel complesso però mi è piaciuto molto.
    Sono partita con un po' di pregiudizi, dalle recensioni che ho letto sembrava il classico libro sui vampiri per adolescenti. Mi ha piacevolmente sorpresa: i vampiri sono solo un pretesto per parlare di tutt'altro.

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