Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Lettera a un bambino mai nato

Di

Editore: Rizzoli

4.0
(7754)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 101 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: A000108597 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

Ti piace Lettera a un bambino mai nato?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    Lettera a un bambino che non ho potuto avere...

    Questo libro racconta l'esperienza di una donna che sta per diventare madre...
    I suoi dubbi, il suo sentirsi inadeguata a svolgere questa funzione che per secoli è stata l'obiettivo principale delle donne: sposarsi e diventare madri...
    La maternità è una scelta importante, la scelta c ...continua

    Questo libro racconta l'esperienza di una donna che sta per diventare madre...
    I suoi dubbi, il suo sentirsi inadeguata a svolgere questa funzione che per secoli è stata l'obiettivo principale delle donne: sposarsi e diventare madri...
    La maternità è una scelta importante, la scelta che condiziona la vita, ma secondo me...la rende migliore..ma questa è una mia opinione, una scelta personale...opinabile, discutibile..quanto si vuole, perchè io per diventare madre ho lottato duramente per 11 anni.
    Non ammetto l'aborto (rispetto questa scelta ma non la condivido) perchè io son stata devastata dagli aborti spontanei...e mia figlia, quella che è riuscita a sopravvivere ai mei disastri ormonali è nata nel 1988.
    Nel 1986 ho avuto un bambino che è nato al sesto mese e che è morto quasi subito, dopo aver esalato il suo primo e ultimo respiro...
    Da parte mia non ho mai avuto dubbi esistenziali: l'ho amato fin da quando l'ho sentito palpitare nel mio grembo e la mia storia, una storia di devastazione, di dolore, di profonda delusione perchè il figlio, il mio figlio adorato non è potuto sopravvivere...
    Dare la vita e perchè? Per far soffrire? Per gettare nel tempo una creatura innocente?
    E' egoismo questo? E' incoscienza, è inadeguatezza della personalità?
    Non so bene...io i miei figli, anche quelli perduti li ho amati profondamente e non mi son chiesta molti perchè, ho sorvolato sui perchè sulle recondite ragioni, sui miei complessi di donna non del tutto soddisfatta dalle attenzioni (a volte subite del marito) i figli, in fondo erano solamente miei, affogati dal mio selvaggio amore uterino, come una continuazione vitale della mia personalità...un salto nel futuro, un accenno di evocata immortalità.
    Vedersi, riconoscersi, specchiarsi in mia figlia...anche se non finirò mai di preoccuparmi per lei anche quando la sento emettere un lieve colpo di tosse...se potessi mi prenderei tutti i suoi malanni, e mi caricherei di tutti suoi problemi...Al mio bambino nato troppo "presto" scrivo così, certa che attraverso canali misteriosi potrà comprendermi: " Mio caro angelo, tu sai...che nel breve cammino che abbiamo trascorso insieme...
    ti ho amato...tu sai quante volte, sentendoti muovere ti ho parlato....rivelandoti il mio amore...un amore che dura tuttora...al di là del tempo, dello spazio e della tua dipartita che ci ha momentaneamente separati...Desideravo tanto conoscerti, accarezzarti e avvolgerti nel mio abbraccio protettivo...
    Adesso invece devo accontentarmi di venirti a trovare in uno squallido cimitero e mi si spezza il cuore
    di non essere riuscita a metterti al sicuro prima che la morte ti portasse via...
    Caro bambino mio, io ti amo e ti amerò sempre...al di là del tempo e dello spazio e spero che un giorno, potrò comunque rivederti...Ma sappi che comunque, se tu ci fossi stato ti avrei accolto con gioia, e non ti avrei mai gettato in un cassonetto, nè mi avrebbe mai sfiorato il dubbio del perchè della tua nascita.
    Ciao, Giovannino.
    Con affetto, con amore immenso.
    La tua mamma."

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo breve in forma di monologo di una donna che scopre di aspettare un bambino, anzi, più che scoprirlo, "lo sente".


    Si tratta di una lunga riflessione sulla vita, sul dolore, sulla libertà.


    Una lettera dura ma sincera, che affronta, tra gli altri, anche il tema della maternità ...continua

    Romanzo breve in forma di monologo di una donna che scopre di aspettare un bambino, anzi, più che scoprirlo, "lo sente".

    Si tratta di una lunga riflessione sulla vita, sul dolore, sulla libertà.

    Una lettera dura ma sincera, che affronta, tra gli altri, anche il tema della maternità come scelta consapevole e non casualità e sottomissione alla natura e quello del difficile equilibrio tra la vita della madre, reale e in corso, e quella del bambino, che è in divenire, appena una scintilla.

    Libro estremamente moderno ed attuale, nonostante sia stato scritto quasi quarant'anni fa, che lascia qualcosa.

    ha scritto il 

  • 0

    Commento: Ho finito da poco il libro. A me è sembrato molto noioso in molte parti, ho fatto molta fatica a finirlo. Ma in Altre è stato molto bello e scorrevole. Io non lo consiglierei, almeno per quello che ha dato a me.


    Citazioni:


    1. Perchè non si sposa, risponde: <<perchè n ...continua

    Commento: Ho finito da poco il libro. A me è sembrato molto noioso in molte parti, ho fatto molta fatica a finirlo. Ma in Altre è stato molto bello e scorrevole. Io non lo consiglierei, almeno per quello che ha dato a me.

    Citazioni:

    1. Perchè non si sposa, risponde: <<perchè nel matrimonio c'è sempre un padrone. è un dato di fatto>>

    2. Penso che mi dispiacerebbe non essere nata perchè nulla è peggiore del nulla.

    3. Non appartieni né a Dio né allo Stato né a me. Appartieni a te stesso e basta.

    4. Piangere è facile, ridere è difficile.

    5. Un figlio non si dovrebbe mai buttare perchè un-figlio-è-un-figlio-non-una-cosa.

    6. La mamma non è colei che ti porta nel ventre, è colei che ti cresce.

    7. No, non me ne pentirò. è solo rispettando sé stessi che si può esigere il rispetto degli altri, è solo credendo in sé stessi che si può essere creduti dagli altri.

    ha scritto il 

  • 5

    straordinario capolavoro

    La prima volta lo lessi quando avevo appena 12-13 anni e non potei giocoforza coglierne la profondità, la straordinaria introspezione psicologica e la forza. Sì perché è un pugno nello stomaco questo libro, doloroso, scioccante, cocente. Eppure è meraviglioso. Trovo assurdo chi dice che la protag ...continua

    La prima volta lo lessi quando avevo appena 12-13 anni e non potei giocoforza coglierne la profondità, la straordinaria introspezione psicologica e la forza. Sì perché è un pugno nello stomaco questo libro, doloroso, scioccante, cocente. Eppure è meraviglioso. Trovo assurdo chi dice che la protagonista è fredda: questo romanzo è un inno all'amore, a quello più puro in assoluto come può essere solo quello di una madre per il proprio figlio. L'amore è più forte di tutto e la protagonista lo capirà quando purtroppo sarà tardi. Io c'ho sempre visto Oriana nella donna di questo romanzo, anche se lei lo negava. Poco importa, è un must assoluto della letteratura italiana, imprescindibile per ogni lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    Non condivido alcune cose di quelle che l'autrice scrive, ma ho apprezzato tantissimo un aspetto in particolare: vedere che anche una giornalista, attivista e coraggiosissima donna, capace di non piegarsi alle convenzioni sociali, è piena di dubbi e sentimenti contraddittori proprio come tutti. ...continua

    Non condivido alcune cose di quelle che l'autrice scrive, ma ho apprezzato tantissimo un aspetto in particolare: vedere che anche una giornalista, attivista e coraggiosissima donna, capace di non piegarsi alle convenzioni sociali, è piena di dubbi e sentimenti contraddittori proprio come tutti.

    ha scritto il 

  • 5

    Oriana Fallaci non è una scrittrice, o meglio uno scrittore, come preferiva definirsi. Oriana è una maga, capace con il suo incantesimo di farti innamorare ad ogni pagina, ad ogni riga. ''Lettera a un bambino mai nato'' è un'opera magnifica. Non è un libro sull'aborto, come molti superficialmente ...continua

    Oriana Fallaci non è una scrittrice, o meglio uno scrittore, come preferiva definirsi. Oriana è una maga, capace con il suo incantesimo di farti innamorare ad ogni pagina, ad ogni riga. ''Lettera a un bambino mai nato'' è un'opera magnifica. Non è un libro sull'aborto, come molti superficialmente credono. ''Lettera'' è un libro sulla vita, sulla morte, sulla libertà, sul dolore, sulle difficoltà della vita. Tutti i temi trattati dimostrano poi quanto Oriana fosse perspicace, quanto fosse in grado di guardare al futuro e anticiparlo. Questo libro è perfetto: dolce e straziante allo stesso tempo. Ancora una volta la Fallaci dimostra essere una delle penne più sensibili e acute del ventesimo secolo.

    ha scritto il 

Ordina per