Lettera a un bambino mai nato

Di

Editore: Rizzoli (BUR)

4.0
(8356)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 131 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Francese , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8817028371 | Isbn-13: 9788817028370 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Prefazione: Lucia Annunziata

Disponibile anche come: Paperback , Altri , CD audio

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
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  • 5

    Io non scrivo recensioni. Non le scrivo per libri che mi sfiorano appena, meno che mai potrei (o saprei) farlo per libri che vivono in me da sempre.
    Questo è uno di quei libri. No, questo è QUEL libro ...continua

    Io non scrivo recensioni. Non le scrivo per libri che mi sfiorano appena, meno che mai potrei (o saprei) farlo per libri che vivono in me da sempre.
    Questo è uno di quei libri. No, questo è QUEL libro. Lei è QUELL'autore. Quel libro e quell'autore che ti hanno fatto prendere contatto con la tua vita perché ti hanno obbligato a farle domande e a pretendere risposte. Ti hanno obbligato a conoscerla e a capirla. O almeno ti hanno obbligato a provarci.
    Io non faccio recensioni. E questa non lo è.
    Questo è un appunto.

    "Dove sei? Eri qui, mi sorreggevi, eri grande, eri un uomo. E ora non ci sei più. C’è solo un bicchiere di alcool dentro il quale galleggia qualcosa che non volle diventare un uomo, una donna, che non aiutai a diventare un uomo, una donna. Perché avrei dovuto, mi chiedi, perché avresti dovuto? Ma perché la vita esiste, bambino! Mi passa il freddo a dire che la vita esiste, mi passa il sonno, mi sento io la vita. Guarda, s’accende una luce... Si odono voci... Qualcuno corre, grida, si dispera... Ma altrove nascono mille, centomila bambini, e mamme di futuri bambini: la vita non ha bisogno né di te né di me. Tu sei morto. Ora muoio anch’io. Ma non conta. Perché la vita non muore."

    ha scritto il 

  • 4

    È un libro scritto nel 1975, anno nel quale in Italia si discuteva riguardo la legalizzazione dell’aborto. Durante la lettura traspare sentimento e cinismo; è un tragico monologo di una donna che aspe ...continua

    È un libro scritto nel 1975, anno nel quale in Italia si discuteva riguardo la legalizzazione dell’aborto. Durante la lettura traspare sentimento e cinismo; è un tragico monologo di una donna che aspetta un figlio guardando alla maternità non come a un dovere ma come a una scelta: dare la vita a questa creatura o negarla? In un primo momento opta per la seconda possibilità (non è sposata, non ha uomo, è una donna in carriera). Tuttavia, memore anche di quello che era accaduto a sua madre, la quale non voleva suo figlio e faceva di tutto per ucciderlo, sino a quando sentendolo scalciare, capisce che non bisogna togliere la vita a chi non l’ha ancora vissuta. Inizia così un lungo dialogo col suo bambino: gli racconta la sua esistenza, le sue abitudini, i viaggi, la società nella quale si troverà a vivere e instaura con lui una forma d’amore speciale che la porterà, forse, a rinunciare alla sua stessa vita quando quella del bambino cessa.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro mi è stato regalato da una persona speciale ed è stata una meravigliosa scoperta. Una lettura che ti trasporta in mezzo ad una tempesta, offre riflessioni molto interessanti. Commovente e ...continua

    Questo libro mi è stato regalato da una persona speciale ed è stata una meravigliosa scoperta. Una lettura che ti trasporta in mezzo ad una tempesta, offre riflessioni molto interessanti. Commovente e intenso credo siano gli aggettivi più corretti da attribuirgli.
    Assolutamente consigliato.

    Voto: 8/10

    ha scritto il 

  • 4

    Scritto nel 1975, da un lato sembra veramente del secolo scorso dall'altro ripropone tematiche tanto attuali, non ultimo un accenno anche alla gravidanza surrogata. Mi piace tanto l'autenticità di que ...continua

    Scritto nel 1975, da un lato sembra veramente del secolo scorso dall'altro ripropone tematiche tanto attuali, non ultimo un accenno anche alla gravidanza surrogata. Mi piace tanto l'autenticità di questa autrice tanto discussa che passa e descrive per tutti gli stati d'animo di una donna single che aspetta un bambino non programmato. Vero, crudo, intenso, tenero.

    ha scritto il 

  • 5

    CONSIGLIO DI FEBBRAIO

    Grazie Rachel

    Bellissimo. Non ho parole. Sto continuando a piangere, a pensare al libro. A rileggermi delle parti, per capire meglio. Sappiamo tutti che questo libro parla dell'aborto. E anche se lo s ...continua

    Grazie Rachel

    Bellissimo. Non ho parole. Sto continuando a piangere, a pensare al libro. A rileggermi delle parti, per capire meglio. Sappiamo tutti che questo libro parla dell'aborto. E anche se lo sapevo, non me lo aspettavo così intenso. Che ogni parola mi entrasse nel cuore e nell'anima. La Fallaci è bravissima. È riuscita a farmi sentire e capire tutto. È facile giudicare, sputare sentenze. difficile è vivere ogni giorno con la consapevolezza delle scelte fatte.

    È stato il primo libro scritto da lei che leggo, e non sarà l'ultimo. Mi chiedo solo perché ho aspettato così tanto a leggerla. Forse non ero pronta ad essere trafitta dalla dura realtà, da sognatrice quale sono, e dal fatto che la realtà purtroppo la vivo ogni giorno. Ma fa bene ogni tanto mettersi in discussione. Solo così si cresce e si riesce ad affrontare la realtà.

    ha scritto il 

  • 4

    il lato oscuro delle donne

    un monologo nudo e crudo di una madre al figlio che porta in grembo,mostrando l'altro lato della maternità,quello dei dubbi delle paure e dell'egoismo nel difendere la propria vita dallo stravolgiment ...continua

    un monologo nudo e crudo di una madre al figlio che porta in grembo,mostrando l'altro lato della maternità,quello dei dubbi delle paure e dell'egoismo nel difendere la propria vita dallo stravolgimento che una maternità comporta...uno spaccato della donna moderna e degli anni 70 in particolare...anni in cui la donna pur di affermare la propria indipendenza era disposta a negare la sua stessa femminilità in primis il dare al mondo dei figli,visto come atto limitante la propria liberta...ma alla fine la protagonista che uccide col pensiero con le sue paure il proprio figlio,uccide nello stesso modo se stessa piegandosi inesorabilmente alla natura dell'essere donna,ossia dell'essere madre...DA LEGGERE

    ha scritto il 

  • 5

    Mi sono sempre posta l'atroce domanda: e se nascere non ti piacesse? E se un giorno tu me lo rimproverassi, gridando "Chi ti ha chiesto di mettermi al mondo, perchè mi ci hai messo, perchè?".

    "Lettera a un bambino mai nato" è stato il mio primo approccio con Oriana Fallaci. Ho sentito numerosi pareri sull'autrice - tutti piuttosto discordanti - , mi sono informata sulla sua vita, ed ho dec ...continua

    "Lettera a un bambino mai nato" è stato il mio primo approccio con Oriana Fallaci. Ho sentito numerosi pareri sull'autrice - tutti piuttosto discordanti - , mi sono informata sulla sua vita, ed ho deciso di iniziare a conoscerla da quello che è forse il suo libro più famoso.
    Libro che non è un romanzo, o un saggio, o un articolo: è una lettera, intima e personale, una lettera scritta da una donna che è un personaggio di finzione (ma forse poi neanche tanto, vero Oriana?), al suo bambino. Bambino che ancora non è nato, che aspetta silenziosamente di giungere al mondo e fiorire, o forse di non giungerci affatto.
    La storia narrata dalla Fallaci, i dubbi che emergono, le paure che si ritrovano, sono le storie, i dubbi, le paure di tutti noi. Donne e uomini, entrambi, tutti bene o male ci siamo chiesti se sia giusto dare la vita ad un figlio a seconda delle diverse situazioni, e quando poi effettivamente la vita cominci davvero.
    Delicato e atroce allo stesso tempo, è un libro che tutti dovrebbero fare proprio almeno una volta nella vita, non solo per il fatto che scorre velocemente, che il monologo della protagonista diventa quasi un soliloquio nella vostra mente, ma anche perchè racconta di sentimenti ed ansie vere, di com'è fatto il mondo, ed aiuta forse a conoscersi e conoscere gli altri un po' meglio.

    ha scritto il 

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