Lettera a un bambino mai nato

Di

Editore: Rizzoli (BUR)

4.0
(8567)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 131 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Francese , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 8817028371 | Isbn-13: 9788817028370 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Prefazione: Lucia Annunziata

Disponibile anche come: Paperback , Altri , CD audio

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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  • 5

    Un pugno dritto allo stomaco: è questa la sensazione costante che ho provato durante la lettura di questo libro. Uno stralcio di vita della Fallaci raccontato in modo duro, diretto, fragile, tenero. ...continua

    Un pugno dritto allo stomaco: è questa la sensazione costante che ho provato durante la lettura di questo libro. Uno stralcio di vita della Fallaci raccontato in modo duro, diretto, fragile, tenero. È un libro che non può lasciare indifferenti.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Non mi sento di dare un voto.
    Posso solo dire che lo volevo leggere da un sacco di tempo ma, quando alla fine mi sono decisa, non ho trovato quello che mi aspettavo.
    Prima di tutto mettiamo un paio di ...continua

    Non mi sento di dare un voto.
    Posso solo dire che lo volevo leggere da un sacco di tempo ma, quando alla fine mi sono decisa, non ho trovato quello che mi aspettavo.
    Prima di tutto mettiamo un paio di paletti: la legalizzazione dell'aborto in Italia è del '78 con la famosa legge 194, il libro edito nel '75, probabilmente scritto nel '67/'68.
    Si legge veloce, come un flusso di coscienza. Non puoi fermare la diga che esonda. E l'Oriana mi è sempre piaciuta anche se non ho mai condiviso tutte le sue idee. Però quello che mi rimane dopo la lettura è un profondo disgusto, una forte rabbia.
    Mi è sembrato il diario di una donna bipolare che non sa nemmeno lei cosa vuole. Anzi, lo sa fin dall'inizio, ma fatica ad ammetterlo a sé stessa e per non decidere per l'aborto (sottobanco si riusciva a fare cmq) decide consapevolmente di trattar male il suo feto fino a perderlo.
    Mi è sembrato un comportamento così vigliacco e irrispettoso.
    Secondo me si diventa madri nel momento in cui si sente un dolore sordo al pensiero di perdere il feto. Non si può un momento prima dispiacersi, seguire la cura del riposo, acquistare ammennicoli vari per il futuro bimbo e il momento dopo fregarsene alla grande, affrontare una specie di Camel Trophy con la scusa "tanto la natura farà il suo corso". Però questo discorso non è stato valido per far togliere il feto morto, cara Oriana. Lì la setticemia ti avrebbe portata via se avessimo lasciato alla natura far da sé. Così come il cancro, il tuo Alieno, senza cure avrebbe accorciato ancora di più la tua vita. Ecco, in certi momenti descrive il feto come in futuro avrebbe descritto l'Alieno.
    Capisco il momento storico, capisco che una gravidanza indesiderata sia una scelta difficile, capisco anche che probabilmente avrebbe impattato in modo importante sulla sua carriera ma trovo molto più giusto e "umano" un aborto nelle prime settimane piuttosto che la via tortuosa presa dall'autrice.
    Non so, forse non devo vedere il testo come una confessione autobiografica ma come una provocazione per avere l'aborto legale. Forse fatico a comprendere perché sono figlia del mio tempo e posso godermi la libertà di scelta che altre donne prima di me si sono conquistate.
    Resta cmq un testo che fa discutere e non lascia indifferenti.

    ha scritto il 

  • 4

    Libertà

    Un libro difficile da digerire, soprattutto per chi è madre. Uno pseudo-dialogo tra madre e figlio che porta in grembo che fa riflettere sul diritto di scegliere e di avere dubbi.
    Scrittura e idee pot ...continua

    Un libro difficile da digerire, soprattutto per chi è madre. Uno pseudo-dialogo tra madre e figlio che porta in grembo che fa riflettere sul diritto di scegliere e di avere dubbi.
    Scrittura e idee potenti e sconvolgenti.

    ha scritto il 

  • 3

    RECENSIONE MEDIOCRE.

    L'esperienza della gravidanza vissuta da due parti ben distinte; uomini e donne. Molto crudo ma purtroppo, vero. Non lo consiglio a chi aspetta un bambino.

    ha scritto il 

  • 4

    Ingredienti: le domande di una donna con una nuova vita in grembo, un dialogo immaginario con la creatura in arrivo, i dubbi se metterla o meno al mondo, una riflessione lucida ma un po’ pessimista su ...continua

    Ingredienti: le domande di una donna con una nuova vita in grembo, un dialogo immaginario con la creatura in arrivo, i dubbi se metterla o meno al mondo, una riflessione lucida ma un po’ pessimista sulla natura dell’uomo.
    Consigliato: alle donne che (non) vogliono diventare madri, a chi vuol essere giudice o spettatore di un processo alla vita e alla maternità.

    ha scritto il 

  • 4

    bello, toccante e diretto

    Mai avrei pensato di appassionarmi cosi' tanto ad un libro della Fallaci.
    Le riflessioni che passano nella testa di questa donna che non sa se vuole o non vuole il bambino che porta in grembo..sono co ...continua

    Mai avrei pensato di appassionarmi cosi' tanto ad un libro della Fallaci.
    Le riflessioni che passano nella testa di questa donna che non sa se vuole o non vuole il bambino che porta in grembo..sono condivisibili da molte e sono profonde.
    Tralascio il giudizio morale sulla scelta della protagonista a metà libro, ma rimango fortemente colpita dalla veridicità dei tanti punti di vista espressi.
    Ritengo forse solo che il concetto e i limiti di libertà personali e responsabilità vadano forse un po' ridimensionati.

    ha scritto il 

  • 5

    a chi non piace questo libro? non é a favore dell'aborto, non è contrario all'aborto, è un inno alla vita. Chi non apprezza Oriana Fallaci come scrittrice o giornalista non sa cosa si perde.

    ha scritto il 

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