Lettera a un bambino mai nato

Di

Editore: Rizzoli BUR

4.0
(8393)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 104 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Francese , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 881715010X | Isbn-13: 9788817150101 | Data di pubblicazione:  | Edizione 46

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , CD audio

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Il libro è il tragico monologo di una donna che aspetta un figlio guardando alla maternità non come a un dovere ma come a una scelta personale e responsabile. Una donna di cui non si conosce né il nome né il volto né l'età né l'indirizzo: l'unico riferimento che ci viene dato per immaginarla è che vive nel nostro tempo, sola, indipendente e lavora. Il monologo comincia nell'attimo in cui essa avverte d'essere incinta e si pone l'interrogativo angoscioso: basta volere un figlio per costringerlo alla vita? Piacerà nascere a lui? Nel tentativo di avere una risposta la donna spiega al bambino quali sono le realtà da subire entrando in un mondo dove la sopravvivenza è violenza, la libertà un sogno, l'amore una parola dal significato non chiaro.
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  • 0

    Polvere di luna

    Polvere di luna
    “ Essere mamma non è un mestiere. Non è nemmeno un dovere. E‘ solo un diritto fra tanti diritti….”
    Questa la conclusione dell’ implacabile ragionare dell’autrice che,pur faticando ...continua

    Polvere di luna
    “ Essere mamma non è un mestiere. Non è nemmeno un dovere. E‘ solo un diritto fra tanti diritti….”
    Questa la conclusione dell’ implacabile ragionare dell’autrice che,pur faticando ad accettare il cambiamento inevitabile che la gravidanza sta suscitando nella sua vita e nel suo corpo, istintivamente asseconda questa nuova condizione e pur trovando mille motivi ed occasioni per opporvisi, alla fine finisce col desiderare il bambino, il “ persecutore”, come lei stessa lo definisce.
    “ … Ho fatto la pace con te,siamo amici alla fine” così si rivolge a lui in questa lettera aperta nella quale impietosamente analizza se stessa e la società che la circonda, concludendo ”…… In fondo il coraggio è ottimismo. ”
    In quello che per ora è solo un uovo , ella intravede “un universo “ e proseguendo nel suo ragionare si chiede “…….perché non dovrebbe esserci anche il pensiero? ”.
    Ma tra le tante riflessioni di cui la lettera è densa ,attraverso uno stile fluente, chiaro e incessante , in un vortice di ragionamenti e di ricordi, di favole e di sogni , c’è n’è una particolarmente vera e forse crudele: esiste sempre qualcosa che desideriamo molto e che poi, quanto più ci siamo vicini,anzi,una volta afferrata, ci sfugge per sempre.
    Per l’autrice , desiderio fortissimo era quello di possedere un po’ di polvere di luna “ il fagottino di luna” che rappresentava nella sua immaginazione ,la possibilità “di espandersi nel tempo e nello spazio” ….di raggiungere “l’idea stessa dell’ infinito…..” . Quella polvere tanto desiderata , che pure le era stata promessa, non le verrà più data; beffandola crudelmente ,le sarà consentito solo toccarla , lasciandole un velo sulla pelle che, una volta lavato, diverrà un liquido nero che cola in fondo a un lavabo.
    Alla fine,quando l’autrice sentirà ormai di aver perso il bambino, gli dirà “ …..tu sei come la mia luna, la mia polvere di luna…… Non voglio perder di nuovo la luna, vederla sparire in fondo a un lavabo.”

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro bellissimo. crudo e cattivo, però molto vero. il primo libro che lessi della Fallaci, me ne innamorai, per la sua forza, per la sua tenacia, anche per il suo egoismo, ma soprattutto per la ca ...continua

    Un libro bellissimo. crudo e cattivo, però molto vero. il primo libro che lessi della Fallaci, me ne innamorai, per la sua forza, per la sua tenacia, anche per il suo egoismo, ma soprattutto per la capacità di mettersi a nudo con se stessa e con gli altri. L'ho letto più volte ed entrambe ma le prime mi hanno lasciato con le lacrime agli occhi. Quando lo lessi per la prima volta, prima di arrivare a metà non capivo la protagonista. Ma mi sbagliavo, e ho compreso solo poco più avanti. Tanto per dire una cosa banale: io sono contro l'aborto. Escludendo quei casi in cui una donna ha subìto violenze o ci siano fondate ragioni di salute...penso molto semplicemente che evitare una gravidanza è la cosa più semplice del mondo se lo si vuole. Per cui trovo inconcepibile che la gravidanza debba essere il solo caso in cui se si compie un "errore", comportandosi con leggerezza, si abbia poi la possibilità di sfuggire alle conseguenze delle proprie azioni come invece avviene per qualsiasi cosa nella vita, dove questa possibilità non c'è. Quello che mi piace del libro poi, a parte il tono e le riflessioni, è il fatto che alla fine si prenda una posizione senza coinvolgere la religione. Si pensa sempre, superficialmente, che essere contro l'aborto sia una questione di religione. E' una frottola: io sono contro laicamente. Anch'io sono stata un embrione, un giorno, ed ero io anche quando ero ancora un gruppetto di cellule, al quale già piaceva poltrire, leggere, e mangiare la parmigiana di melanzane. Quindi ovvio che l'ho apprezzato anche perché sposa le mie idee. Oltre che per lo stile, ovviamente.

    ha scritto il 

  • 3

    Intenso

    intenso è sicuramente l'aggettivo giusto per descrivere le emozioni e i pensieri della protagonista che si trasmettono a chiunque legga queste pagine.
    Non so dire se mi è del tutto piaciuto...a tratti ...continua

    intenso è sicuramente l'aggettivo giusto per descrivere le emozioni e i pensieri della protagonista che si trasmettono a chiunque legga queste pagine.
    Non so dire se mi è del tutto piaciuto...a tratti mi è risultato troppo delirante....ho compreso e non compreso tutte queste intenzioni nate e morte in un flusso continuo nella testa della protagonista...è tutto molto estremo.
    bellissima la parte del tribunale (noi siamo il nostro peggior giudice) e sopratutto quella finale che riconosce e declama la forza della Vita.

    ha scritto il 

  • 5

    la fallacie regala emozioni uniche, chi è donna facilmente riuscirà a capire cosa stia provando questa donna: le contraddizioni, l'amore e la paura vero un bambino mai nato. commovente da leggere e ri ...continua

    la fallacie regala emozioni uniche, chi è donna facilmente riuscirà a capire cosa stia provando questa donna: le contraddizioni, l'amore e la paura vero un bambino mai nato. commovente da leggere e rileggere

    ha scritto il 

  • 5

    Io non scrivo recensioni. Non le scrivo per libri che mi sfiorano appena, meno che mai potrei (o saprei) farlo per libri che vivono in me da sempre.
    Questo è uno di quei libri. No, questo è QUEL libro ...continua

    Io non scrivo recensioni. Non le scrivo per libri che mi sfiorano appena, meno che mai potrei (o saprei) farlo per libri che vivono in me da sempre.
    Questo è uno di quei libri. No, questo è QUEL libro. Lei è QUELL'autore. Quel libro e quell'autore che ti hanno fatto prendere contatto con la tua vita perché ti hanno obbligato a farle domande e a pretendere risposte. Ti hanno obbligato a conoscerla e a capirla. O almeno ti hanno obbligato a provarci.
    Io non faccio recensioni. E questa non lo è.
    Questo è un appunto.

    "Dove sei? Eri qui, mi sorreggevi, eri grande, eri un uomo. E ora non ci sei più. C’è solo un bicchiere di alcool dentro il quale galleggia qualcosa che non volle diventare un uomo, una donna, che non aiutai a diventare un uomo, una donna. Perché avrei dovuto, mi chiedi, perché avresti dovuto? Ma perché la vita esiste, bambino! Mi passa il freddo a dire che la vita esiste, mi passa il sonno, mi sento io la vita. Guarda, s’accende una luce... Si odono voci... Qualcuno corre, grida, si dispera... Ma altrove nascono mille, centomila bambini, e mamme di futuri bambini: la vita non ha bisogno né di te né di me. Tu sei morto. Ora muoio anch’io. Ma non conta. Perché la vita non muore."

    ha scritto il 

  • 4

    È un libro scritto nel 1975, anno nel quale in Italia si discuteva riguardo la legalizzazione dell’aborto. Durante la lettura traspare sentimento e cinismo; è un tragico monologo di una donna che aspe ...continua

    È un libro scritto nel 1975, anno nel quale in Italia si discuteva riguardo la legalizzazione dell’aborto. Durante la lettura traspare sentimento e cinismo; è un tragico monologo di una donna che aspetta un figlio guardando alla maternità non come a un dovere ma come a una scelta: dare la vita a questa creatura o negarla? In un primo momento opta per la seconda possibilità (non è sposata, non ha uomo, è una donna in carriera). Tuttavia, memore anche di quello che era accaduto a sua madre, la quale non voleva suo figlio e faceva di tutto per ucciderlo, sino a quando sentendolo scalciare, capisce che non bisogna togliere la vita a chi non l’ha ancora vissuta. Inizia così un lungo dialogo col suo bambino: gli racconta la sua esistenza, le sue abitudini, i viaggi, la società nella quale si troverà a vivere e instaura con lui una forma d’amore speciale che la porterà, forse, a rinunciare alla sua stessa vita quando quella del bambino cessa.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro mi è stato regalato da una persona speciale ed è stata una meravigliosa scoperta. Una lettura che ti trasporta in mezzo ad una tempesta, offre riflessioni molto interessanti. Commovente e ...continua

    Questo libro mi è stato regalato da una persona speciale ed è stata una meravigliosa scoperta. Una lettura che ti trasporta in mezzo ad una tempesta, offre riflessioni molto interessanti. Commovente e intenso credo siano gli aggettivi più corretti da attribuirgli.
    Assolutamente consigliato.

    Voto: 8/10

    ha scritto il 

  • 4

    Scritto nel 1975, da un lato sembra veramente del secolo scorso dall'altro ripropone tematiche tanto attuali, non ultimo un accenno anche alla gravidanza surrogata. Mi piace tanto l'autenticità di que ...continua

    Scritto nel 1975, da un lato sembra veramente del secolo scorso dall'altro ripropone tematiche tanto attuali, non ultimo un accenno anche alla gravidanza surrogata. Mi piace tanto l'autenticità di questa autrice tanto discussa che passa e descrive per tutti gli stati d'animo di una donna single che aspetta un bambino non programmato. Vero, crudo, intenso, tenero.

    ha scritto il 

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