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Lettera a un bambino mai nato

Di

Editore: Rizzoli BUR

4.0
(7789)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 104 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Francese , Spagnolo

Isbn-10: 881715010X | Isbn-13: 9788817150101 | Data di pubblicazione:  | Edizione 46

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Il libro è il tragico monologo di una donna che aspetta un figlio guardando alla maternità non come a un dovere ma come a una scelta personale e responsabile. Una donna di cui non si conosce né il nome né il volto né l'età né l'indirizzo: l'unico riferimento che ci viene dato per immaginarla è che vive nel nostro tempo, sola, indipendente e lavora. Il monologo comincia nell'attimo in cui essa avverte d'essere incinta e si pone l'interrogativo angoscioso: basta volere un figlio per costringerlo alla vita? Piacerà nascere a lui? Nel tentativo di avere una risposta la donna spiega al bambino quali sono le realtà da subire entrando in un mondo dove la sopravvivenza è violenza, la libertà un sogno, l'amore una parola dal significato non chiaro.
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  • 5

    Toccante perché vero

    Nella prefazione Oriana dice che è un libro per chi non ha paura di interrogarsi. L'ho letto d'un fiato in una sera. Duro. Fa riflettere. Anche piangere. Oriana rimane una delle mie scrittrici preferite.

    ha scritto il 

  • 4

    pensiero

    È un pensiero di una donna in solitario. Un punto di vista sincero dal taglio molto realistico e sempre attuale. Scritto da una donna che ha paura piú di se stessa, forse, che del pensiero degli altri. Schianto nella cruda realtá di tutti giorni. Fragile e sicura di se allo stesso tempo come son ...continua

    È un pensiero di una donna in solitario. Un punto di vista sincero dal taglio molto realistico e sempre attuale. Scritto da una donna che ha paura piú di se stessa, forse, che del pensiero degli altri. Schianto nella cruda realtá di tutti giorni. Fragile e sicura di se allo stesso tempo come sono le grandi donne della storia Oriana Fallaci scrive un libro non autobiografico, ma sicuramente autentico nei contenuti.

    ha scritto il 

  • 5

    Lettera di una mamma mancata

    Si tratta di un libro ancora molto attuale anche se è stato pubblicato per la prima volta nel 1975 cioè quasi quaranta anni fa.
    Il tema di cui parla è l’aborto.
    Una probabile futura madre decide di scrivere una lunga lettera al figlio che porta in grembo.
    Una notte all’improvvis ...continua

    Si tratta di un libro ancora molto attuale anche se è stato pubblicato per la prima volta nel 1975 cioè quasi quaranta anni fa.
    Il tema di cui parla è l’aborto.
    Una probabile futura madre decide di scrivere una lunga lettera al figlio che porta in grembo.
    Una notte all’improvviso di accorge della sua esistenza con la celebre frase “Stanotte ho saputo che c’eri: una goccia di vita scappata dal nulla.”, ma a quanto pare non si sente pronta a questo grande avvenimento.
    Si sente inadeguata e fuori posto.
    Parla dei suoi sentimenti, del suo malessere, del suo stato d’animo e soprattutto si domanda se è giusto avere tra le mani il potere di dargli o meno la vita.
    Come ben si sa ancora oggi il tema aborto è molto scottante. Ci sono molti pareri discordanti su questo argomento ed a molte donne nella propria vita magari capiterà di dover intraprendere questa “battaglia” verso se stesse e chi le circonda.
    Lo stile di questa scrittrice è molto interessante e diretto.
    Le parole che ha utilizzato all’interno di questo libro sono sempre molto suggestive e combinate al tema assai toccante fanno risultare questa storia una vera e propria opera.
    L’autrice nel suo libro ha voluto celebrare la vita attraverso la morte di questa piccola ed indifesa creatura spiegando il tutto attraverso il monologo di questa donna che non si sentiva ancora pronta a questo grande passo.

    Che altro posso dire?
    Sicuramente mi sento di consigliarlo a tutti, non solo alle donne che hanno la possibilità e la fortuna di portare in grembo il frutto della vita, ma anche agli uomini che talvolta non sanno dare un SENSO a questo grande evento della vita e che spesso chiedono di buttare come fosse uno straccio.

    Buona lettura!

    ha scritto il 

  • 5

    Una lettura "indigesta"

    "Lettera ad un bambino mai nato" è un libro indigesto: non si può definire una lettura piacevole. E' un testo che deve provocare una certa riluttanza: riluttanza necessaria alla meditazione ed alla interiorizzazione del testo. E' indifferente se si condividono o no i tanti e diversi punti di vist ...continua

    "Lettera ad un bambino mai nato" è un libro indigesto: non si può definire una lettura piacevole. E' un testo che deve provocare una certa riluttanza: riluttanza necessaria alla meditazione ed alla interiorizzazione del testo. E' indifferente se si condividono o no i tanti e diversi punti di vista presenti nel libro: l'importante è il dubbio, l'atteggiamento critico di porsi domande e cercare risposte. Un libro che fa male all'anima ma bene all'intelletto.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Lettera ad un bambino mai nato

    Lettera molto toccante, ma non ho sopportato la protagonista! Troppo noiosa, troppi problemi a parer mio inutili sul dare la vita..
    Capisco che viviamo in un mondo di m****, però la vita non si nega a nessuno! A parer mio lei ha perso il bambino perche incosciamente non lo voleva.. Si capiv ...continua

    Lettera molto toccante, ma non ho sopportato la protagonista! Troppo noiosa, troppi problemi a parer mio inutili sul dare la vita..
    Capisco che viviamo in un mondo di m****, però la vita non si nega a nessuno! A parer mio lei ha perso il bambino perche incosciamente non lo voleva.. Si capiva sin troppo!
    Allo stesso tempo però non mi va di condannare questa donna.. perchè ognuno è libero di scegliere, nonostante credo fermamente che non si debba negare la vita, credo anche che una donna ha il potere di fare quello che vuole senza essere per questo condannata! Forse il discorso risulta poco coerente, però è ciò che penso!
    In sostanza è un bel libro e sono molto combatutta nel dare un giudizio! :( Tre stelle forse non bastano, direi allora forse tre stelle e mezzo.. quasi quattro!

    ha scritto il 

  • 4

    Lettera a un bambino che non ho potuto avere...

    Questo libro racconta l'esperienza di una donna che sta per diventare madre...
    I suoi dubbi, il suo sentirsi inadeguata a svolgere questa funzione che per secoli è stata l'obiettivo principale delle donne: sposarsi e diventare madri...
    La maternità è una scelta importante, la scelta c ...continua

    Questo libro racconta l'esperienza di una donna che sta per diventare madre...
    I suoi dubbi, il suo sentirsi inadeguata a svolgere questa funzione che per secoli è stata l'obiettivo principale delle donne: sposarsi e diventare madri...
    La maternità è una scelta importante, la scelta che condiziona la vita, ma secondo me...la rende migliore..ma questa è una mia opinione, una scelta personale...opinabile, discutibile..quanto si vuole, perchè io per diventare madre ho lottato duramente per 11 anni.
    Non ammetto l'aborto (rispetto questa scelta ma non la condivido) perchè io son stata devastata dagli aborti spontanei...e mia figlia, quella che è riuscita a sopravvivere ai mei disastri ormonali è nata nel 1988.
    Nel 1986 ho avuto un bambino che è nato al sesto mese e che è morto quasi subito, dopo aver esalato il suo primo e ultimo respiro...
    Da parte mia non ho mai avuto dubbi esistenziali: l'ho amato fin da quando l'ho sentito palpitare nel mio grembo e la mia storia, una storia di devastazione, di dolore, di profonda delusione perchè il figlio, il mio figlio adorato non è potuto sopravvivere...
    Dare la vita e perchè? Per far soffrire? Per gettare nel tempo una creatura innocente?
    E' egoismo questo? E' incoscienza, è inadeguatezza della personalità?
    Non so bene...io i miei figli, anche quelli perduti li ho amati profondamente e non mi son chiesta molti perchè, ho sorvolato sui perchè sulle recondite ragioni, sui miei complessi di donna non del tutto soddisfatta dalle attenzioni (a volte subite del marito) i figli, in fondo erano solamente miei, affogati dal mio selvaggio amore uterino, come una continuazione vitale della mia personalità...un salto nel futuro, un accenno di evocata immortalità.
    Vedersi, riconoscersi, specchiarsi in mia figlia...anche se non finirò mai di preoccuparmi per lei anche quando la sento emettere un lieve colpo di tosse...se potessi mi prenderei tutti i suoi malanni, e mi caricherei di tutti suoi problemi...Al mio bambino nato troppo "presto" scrivo così, certa che attraverso canali misteriosi potrà comprendermi: " Mio caro angelo, tu sai...che nel breve cammino che abbiamo trascorso insieme...
    ti ho amato...tu sai quante volte, sentendoti muovere ti ho parlato....rivelandoti il mio amore...un amore che dura tuttora...al di là del tempo, dello spazio e della tua dipartita che ci ha momentaneamente separati...Desideravo tanto conoscerti, accarezzarti e avvolgerti nel mio abbraccio protettivo...
    Adesso invece devo accontentarmi di venirti a trovare in uno squallido cimitero e mi si spezza il cuore
    di non essere riuscita a metterti al sicuro prima che la morte ti portasse via...
    Caro bambino mio, io ti amo e ti amerò sempre...al di là del tempo e dello spazio e spero che un giorno, potrò comunque rivederti...Ma sappi che comunque, se tu ci fossi stato ti avrei accolto con gioia, e non ti avrei mai gettato in un cassonetto, nè mi avrebbe mai sfiorato il dubbio del perchè della tua nascita.
    Ciao, Giovannino.
    Con affetto, con amore immenso.
    La tua mamma."

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo breve in forma di monologo di una donna che scopre di aspettare un bambino, anzi, più che scoprirlo, "lo sente".


    Si tratta di una lunga riflessione sulla vita, sul dolore, sulla libertà.


    Una lettera dura ma sincera, che affronta, tra gli altri, anche il tema della maternità ...continua

    Romanzo breve in forma di monologo di una donna che scopre di aspettare un bambino, anzi, più che scoprirlo, "lo sente".

    Si tratta di una lunga riflessione sulla vita, sul dolore, sulla libertà.

    Una lettera dura ma sincera, che affronta, tra gli altri, anche il tema della maternità come scelta consapevole e non casualità e sottomissione alla natura e quello del difficile equilibrio tra la vita della madre, reale e in corso, e quella del bambino, che è in divenire, appena una scintilla.

    Libro estremamente moderno ed attuale, nonostante sia stato scritto quasi quarant'anni fa, che lascia qualcosa.

    ha scritto il 

  • 0

    Commento: Ho finito da poco il libro. A me è sembrato molto noioso in molte parti, ho fatto molta fatica a finirlo. Ma in Altre è stato molto bello e scorrevole. Io non lo consiglierei, almeno per quello che ha dato a me.


    Citazioni:


    1. Perchè non si sposa, risponde: <<perchè n ...continua

    Commento: Ho finito da poco il libro. A me è sembrato molto noioso in molte parti, ho fatto molta fatica a finirlo. Ma in Altre è stato molto bello e scorrevole. Io non lo consiglierei, almeno per quello che ha dato a me.

    Citazioni:

    1. Perchè non si sposa, risponde: <<perchè nel matrimonio c'è sempre un padrone. è un dato di fatto>>

    2. Penso che mi dispiacerebbe non essere nata perchè nulla è peggiore del nulla.

    3. Non appartieni né a Dio né allo Stato né a me. Appartieni a te stesso e basta.

    4. Piangere è facile, ridere è difficile.

    5. Un figlio non si dovrebbe mai buttare perchè un-figlio-è-un-figlio-non-una-cosa.

    6. La mamma non è colei che ti porta nel ventre, è colei che ti cresce.

    7. No, non me ne pentirò. è solo rispettando sé stessi che si può esigere il rispetto degli altri, è solo credendo in sé stessi che si può essere creduti dagli altri.

    ha scritto il 

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