Lettera a un bambino mai nato

Di

Editore: Rizzoli BUR

4.0
(8368)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 104 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Inglese , Francese , Spagnolo , Portoghese

Isbn-10: 881715010X | Isbn-13: 9788817150101 | Data di pubblicazione:  | Edizione 46

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , CD audio

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Il libro è il tragico monologo di una donna che aspetta un figlio guardando alla maternità non come a un dovere ma come a una scelta personale e responsabile. Una donna di cui non si conosce né il nome né il volto né l'età né l'indirizzo: l'unico riferimento che ci viene dato per immaginarla è che vive nel nostro tempo, sola, indipendente e lavora. Il monologo comincia nell'attimo in cui essa avverte d'essere incinta e si pone l'interrogativo angoscioso: basta volere un figlio per costringerlo alla vita? Piacerà nascere a lui? Nel tentativo di avere una risposta la donna spiega al bambino quali sono le realtà da subire entrando in un mondo dove la sopravvivenza è violenza, la libertà un sogno, l'amore una parola dal significato non chiaro.
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  • 5

    la fallacie regala emozioni uniche, chi è donna facilmente riuscirà a capire cosa stia provando questa donna: le contraddizioni, l'amore e la paura vero un bambino mai nato. commovente da leggere e ri ...continua

    la fallacie regala emozioni uniche, chi è donna facilmente riuscirà a capire cosa stia provando questa donna: le contraddizioni, l'amore e la paura vero un bambino mai nato. commovente da leggere e rileggere

    ha scritto il 

  • 5

    Io non scrivo recensioni. Non le scrivo per libri che mi sfiorano appena, meno che mai potrei (o saprei) farlo per libri che vivono in me da sempre.
    Questo è uno di quei libri. No, questo è QUEL libro ...continua

    Io non scrivo recensioni. Non le scrivo per libri che mi sfiorano appena, meno che mai potrei (o saprei) farlo per libri che vivono in me da sempre.
    Questo è uno di quei libri. No, questo è QUEL libro. Lei è QUELL'autore. Quel libro e quell'autore che ti hanno fatto prendere contatto con la tua vita perché ti hanno obbligato a farle domande e a pretendere risposte. Ti hanno obbligato a conoscerla e a capirla. O almeno ti hanno obbligato a provarci.
    Io non faccio recensioni. E questa non lo è.
    Questo è un appunto.

    "Dove sei? Eri qui, mi sorreggevi, eri grande, eri un uomo. E ora non ci sei più. C’è solo un bicchiere di alcool dentro il quale galleggia qualcosa che non volle diventare un uomo, una donna, che non aiutai a diventare un uomo, una donna. Perché avrei dovuto, mi chiedi, perché avresti dovuto? Ma perché la vita esiste, bambino! Mi passa il freddo a dire che la vita esiste, mi passa il sonno, mi sento io la vita. Guarda, s’accende una luce... Si odono voci... Qualcuno corre, grida, si dispera... Ma altrove nascono mille, centomila bambini, e mamme di futuri bambini: la vita non ha bisogno né di te né di me. Tu sei morto. Ora muoio anch’io. Ma non conta. Perché la vita non muore."

    ha scritto il 

  • 4

    È un libro scritto nel 1975, anno nel quale in Italia si discuteva riguardo la legalizzazione dell’aborto. Durante la lettura traspare sentimento e cinismo; è un tragico monologo di una donna che aspe ...continua

    È un libro scritto nel 1975, anno nel quale in Italia si discuteva riguardo la legalizzazione dell’aborto. Durante la lettura traspare sentimento e cinismo; è un tragico monologo di una donna che aspetta un figlio guardando alla maternità non come a un dovere ma come a una scelta: dare la vita a questa creatura o negarla? In un primo momento opta per la seconda possibilità (non è sposata, non ha uomo, è una donna in carriera). Tuttavia, memore anche di quello che era accaduto a sua madre, la quale non voleva suo figlio e faceva di tutto per ucciderlo, sino a quando sentendolo scalciare, capisce che non bisogna togliere la vita a chi non l’ha ancora vissuta. Inizia così un lungo dialogo col suo bambino: gli racconta la sua esistenza, le sue abitudini, i viaggi, la società nella quale si troverà a vivere e instaura con lui una forma d’amore speciale che la porterà, forse, a rinunciare alla sua stessa vita quando quella del bambino cessa.

    ha scritto il 

  • 4

    Questo libro mi è stato regalato da una persona speciale ed è stata una meravigliosa scoperta. Una lettura che ti trasporta in mezzo ad una tempesta, offre riflessioni molto interessanti. Commovente e ...continua

    Questo libro mi è stato regalato da una persona speciale ed è stata una meravigliosa scoperta. Una lettura che ti trasporta in mezzo ad una tempesta, offre riflessioni molto interessanti. Commovente e intenso credo siano gli aggettivi più corretti da attribuirgli.
    Assolutamente consigliato.

    Voto: 8/10

    ha scritto il 

  • 4

    Scritto nel 1975, da un lato sembra veramente del secolo scorso dall'altro ripropone tematiche tanto attuali, non ultimo un accenno anche alla gravidanza surrogata. Mi piace tanto l'autenticità di que ...continua

    Scritto nel 1975, da un lato sembra veramente del secolo scorso dall'altro ripropone tematiche tanto attuali, non ultimo un accenno anche alla gravidanza surrogata. Mi piace tanto l'autenticità di questa autrice tanto discussa che passa e descrive per tutti gli stati d'animo di una donna single che aspetta un bambino non programmato. Vero, crudo, intenso, tenero.

    ha scritto il 

  • 5

    CONSIGLIO DI FEBBRAIO

    Grazie Rachel

    Bellissimo. Non ho parole. Sto continuando a piangere, a pensare al libro. A rileggermi delle parti, per capire meglio. Sappiamo tutti che questo libro parla dell'aborto. E anche se lo s ...continua

    Grazie Rachel

    Bellissimo. Non ho parole. Sto continuando a piangere, a pensare al libro. A rileggermi delle parti, per capire meglio. Sappiamo tutti che questo libro parla dell'aborto. E anche se lo sapevo, non me lo aspettavo così intenso. Che ogni parola mi entrasse nel cuore e nell'anima. La Fallaci è bravissima. È riuscita a farmi sentire e capire tutto. È facile giudicare, sputare sentenze. difficile è vivere ogni giorno con la consapevolezza delle scelte fatte.

    È stato il primo libro scritto da lei che leggo, e non sarà l'ultimo. Mi chiedo solo perché ho aspettato così tanto a leggerla. Forse non ero pronta ad essere trafitta dalla dura realtà, da sognatrice quale sono, e dal fatto che la realtà purtroppo la vivo ogni giorno. Ma fa bene ogni tanto mettersi in discussione. Solo così si cresce e si riesce ad affrontare la realtà.

    ha scritto il 

  • 4

    il lato oscuro delle donne

    un monologo nudo e crudo di una madre al figlio che porta in grembo,mostrando l'altro lato della maternità,quello dei dubbi delle paure e dell'egoismo nel difendere la propria vita dallo stravolgiment ...continua

    un monologo nudo e crudo di una madre al figlio che porta in grembo,mostrando l'altro lato della maternità,quello dei dubbi delle paure e dell'egoismo nel difendere la propria vita dallo stravolgimento che una maternità comporta...uno spaccato della donna moderna e degli anni 70 in particolare...anni in cui la donna pur di affermare la propria indipendenza era disposta a negare la sua stessa femminilità in primis il dare al mondo dei figli,visto come atto limitante la propria liberta...ma alla fine la protagonista che uccide col pensiero con le sue paure il proprio figlio,uccide nello stesso modo se stessa piegandosi inesorabilmente alla natura dell'essere donna,ossia dell'essere madre...DA LEGGERE

    ha scritto il 

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