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Lettera al padre, ­La condanna

By Franz Kafka

(131)

| Others | 9788854101524

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Book Description

Una lunga, intensa e drammatica confessione in cui l'uomo e lo scrittore sitrovano indissolubilmente uniti al cospetto della figura del padre. È iltentativo disperato e doloroso di risalire alle origini di un rapportodifficile e profondamente conflit Continue

Una lunga, intensa e drammatica confessione in cui l'uomo e lo scrittore sitrovano indissolubilmente uniti al cospetto della figura del padre. È iltentativo disperato e doloroso di risalire alle origini di un rapportodifficile e profondamente conflittuale con l'autorità paterna, cieca di frontealle esigenze di un animo particolarmente sensibile, che ha scelto di vivereappartato seguendo esclusivamente la propria natura e un'inclinazioneeminentemente letteraria. Segue il racconto "La condanna" che riprende ildifficile rapporto tra padre e figlio.

4 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Kafka, oltre all'angoscia e al senso di colpa, sa essere di una dolcezza struggente.

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    endlosenacht said on May 1, 2013 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    non voglio più sentir parlare di kafka, mai più!

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    Jackson Brien said on Jun 21, 2010 | 1 feedback

  • 5 people find this helpful

    L'incudine di K.

    Il padre di Kafka. L'incudine contro la quale l'uomo K. ha forgiato le frustrazioni e le ansie che hanno contribuito a rendere lo scrittore K. scarafaggio, vittima della giustizia, perseguitato dalle ossessioni postmoderne. Rapporto padre/figlio comp ...(continue)

    Il padre di Kafka. L'incudine contro la quale l'uomo K. ha forgiato le frustrazioni e le ansie che hanno contribuito a rendere lo scrittore K. scarafaggio, vittima della giustizia, perseguitato dalle ossessioni postmoderne. Rapporto padre/figlio complessissimo ma non originale: incomprensioni, stime reciproche puntualmente disattese, timidi silenzi, rabbie represse, un gran bene poco coltivato nelle manifestazioni d'affetto. Nella lettera quello che (non) sorprende è che a scrivere non sia un adolescente, ma un uomo, già abbastanza celebre, sulla soglia dei quarant'anni.
    La lettera è tenera, ma inconcludente. Si rincorrono aneddoti familiari, richieste di spiegazioni, tentativi poco convinti di illuminare un rapporto cresciuto nella penombra, improvvise recriminazioni accompagnate da argomentazioni troppo caotiche o troppo affretate, come se K. volesse alzare la testa di fronte all'unica vera autorità della sua vita senza calibrare bene la necessaria freddezza.
    Il risultato di questo tentativo di comunicazione, tenero, appunto, e prevedibile, è quello di un ragazzo rimasto attaccato alla speranza di abbracciare finalmente questo padre enorme e potente e ammirato e detestato e sognato e bestemmiato, sfondare con una prova di forza le resistenze di un legame ormai assuefatto ai rigidi equilibri di una famiglia borghese che non lascia spazio ai raffronti e all'apertura liberatrice.
    Poca tensione e pochi simbolismi: Kafka parla la lingua del padre, è a lui che la lettera è indirizzata, non al lettore. Quindi calcolo, freddezza, formalismo virile e ragionato sono i mezzi per convincere all'ascolto un uomo potente in famigia e padreterno sul lavoro, abituato a pretendere, ingombrante e tonitruante. Ma, fortunatamente per noi, a tratti la lingua s'inceppa e la freddezza si scioglie, restituendoci il vero K., piccolo e allo stesso tempo quasi immenso, di sicuro vero, nella sua non-letterarietà, soprattutto quando dimentica la reverenza e si abbandona alla confusione dialettica, argomentativa, affettiva, in un caos senza fondo in cui da solo domanda e risponde, accusa e perdona, dimentica e ricorda, urla e sussurra, matura e regredisce.
    La somatizzazione delle ansie, i problemi dell'educazione ricevuta, gli enigmi che ogni famiglia che si rispetti si trascina dietro non gli bastano per convincersi che ha avuto, forse, una vita più normale di quello che crede. K. non vuole l'ammissione che "qualcosa non va"; lui vuole rovesciare i termini della proprietà, sentirsi per qualche decina di pagine scritte padrone di un rapporto cresciuto nel tempo attraverso il filtro, probabilmente distorsivo, della sensibilità nervosa di un ragazzo molto inquieto, ossessionato dall'idea di essere stato lasciato solo nell'incomprensione, che non desiderava altro che una conferma in più.
    Il pregio del libro è proprio questo, del resto: una testimonianza privata e discreta del microcosmo affettivo e impulsivo del K. uomo, microcosmo sintetizzato attraverso gli stimoli intellettuali dell'alter ego scrittore, senza le ossessioni e i compromessi inevitabili in un'opera letteraria destinata allo sguardo-giudizio del lettore.
    Il tema del matrimonio mancato è un topic del disagio kafkiano troppo evidente per essere trascurato, quindi attenzione su quella parte.

    (osservare i fogli originali della lettera al Kafka Museum di Praga la vera emozione del libro.)

    "La condanna"? Lo tesso tema, più o meno. Passabile: non siamo affatto ai livelli della metamorfosi, sia chiaro.

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    Paolo Hilbert said on May 27, 2010 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Letto da: Elisabetta

    Una lettera autentica ed estremamente triste come l'universo kafkiano. Scorrevole ma ricca di spunti riflessivi tutt'altro che psicologicamente banali. Assai meritevole anche il racconto inserito alla fine di questa edizion ...(continue)

    Letto da: Elisabetta

    Una lettera autentica ed estremamente triste come l'universo kafkiano. Scorrevole ma ricca di spunti riflessivi tutt'altro che psicologicamente banali. Assai meritevole anche il racconto inserito alla fine di questa edizione.

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    Osteria said on Dec 3, 2007 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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  • Others 106 Pages
  • ISBN-10: 8854101524
  • ISBN-13: 9788854101524
  • Publisher: Newton & Compton
  • Publish date: 2004-01-01
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Margin notes of this book

Page 30 , 34 , 35 , 38 , 42 , 48 , 54 , 61