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Lettera al padre - Gli otto quaderni in ottavo

Di

Editore: Mondadori

4.0
(2119)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 179 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8804387904 | Isbn-13: 9788804387909 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Traduttore: Anita Rho , Italo Alighiero Chiusano ; Prefazione: Roberto Fertonani

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Nella "Lettera al padre" Kafka analizza con toccante sincerità la storia del suo dissidio con il genitore, la cui figura prorompente e vitale non riesce a essere un modello per Franz, prima bambino intimorito, poi ragazzo fragile e sensibile, e infine uomo che vive soltanto delle proprie "idee sublimi". Vero e proprio atto di accusa nei confronti di un certo tipo di educazione, perfettamente rappresentata dal padre, che impone le sue regole senza possibilità di appello, quest'opera si propone nel contempo anche come un messaggio di sconsolato rimpianto per un'intesa disperatamente cercata e mai raggiunta.
"Gli otto quaderni in ottavo", raccolta di scritti vari che, accanto a note di diario, contiene aforismi di carattere religioso e filosofico, conferma - come le "Considerazioni sul peccato, il dolore, la speranza e la vera via" che chiudono questo volume - l'immagine che del mondo di Kafka possiamo trarre dai romanzi, dai racconti, dai diari, ma ciò che distingue la raccolta è lo sforzo di ridurre un groviglio di sensazioni e di idee al massimo di chiarezza razionale possibile.
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  • 4

    Kafka si rivolge a un Monumento. Perché la figura del padre è monumentale. Lo è nell’aspetto, lo è nel senso di forza che trasmette, lo è per quel suo essere rigoroso e inamovibile. Lo è per importanza.
    È una lettera d’amore e una dolorosa supplica d’amore. È un’accusa di manchevolezze sue ...continua

    Kafka si rivolge a un Monumento. Perché la figura del padre è monumentale. Lo è nell’aspetto, lo è nel senso di forza che trasmette, lo è per quel suo essere rigoroso e inamovibile. Lo è per importanza.
    È una lettera d’amore e una dolorosa supplica d’amore. È un’accusa di manchevolezze sue e del padre, e la ricerca di giustificazione per entrambi. È un’assoluzione e una richiesta di perdono. È un regolamento di conti. Uno scontro e un confronto fra due essenze antitetiche.

    "Naturalmente nella realtà le cose non possono essere calzanti come gli esempi della mia lettera, la vita è più che un gioco di pazienza; ma con la correzione che deriva da questa impostazione, correzione che né posso né voglio sviluppare ancora nei dettagli, si è secondo me raggiunto un qualcosa di così vicino alla verità che un pochettino può tranquillizzarci entrambi e renderci più facile il vivere e il morire".

    E io mi sento colpevole com’avessi profanato l’intimità del silenzio.

    ha scritto il 

  • 4

    LIbro inquietante. Quanto male possono fare i padri: con la loro riuscita, con la loro ironia, con le loro profezie autoavveranti, con l'incoscienza del potersi permettere tutto coi figli.
    Scrive veramente bene, con grande limpidezza.
    Mi sa che proseguirò prossimamente coi Racconti .. ...continua

    LIbro inquietante. Quanto male possono fare i padri: con la loro riuscita, con la loro ironia, con le loro profezie autoavveranti, con l'incoscienza del potersi permettere tutto coi figli.
    Scrive veramente bene, con grande limpidezza.
    Mi sa che proseguirò prossimamente coi Racconti ...
    P.S.: evitate di perder tempo col saggio di tale Bataille posto a mò di postfazione

    ha scritto il 

  • 4

    LIbro inquietante. Quanto male possono fare i padri: con la loro riuscita, con la loro ironia, con le loro profezie autoavveranti, con l'incoscienza del potersi permettere tutto coi figli.
    Scrive veramente bene, con grande limpidezza.
    Mi sa che proseguirò prossimamente coi Racconti .. ...continua

    LIbro inquietante. Quanto male possono fare i padri: con la loro riuscita, con la loro ironia, con le loro profezie autoavveranti, con l'incoscienza del potersi permettere tutto coi figli.
    Scrive veramente bene, con grande limpidezza.
    Mi sa che proseguirò prossimamente coi Racconti ...
    P.S.: eviate di perder tempo col saggio di tale Bataille posto a mò di postfazione

    ha scritto il 

  • 3

    Troppo depressivo, rancoroso, doloroso, insostenibile e difficile da digerire. Ho fatto una fatica bestiale, mi ci sono voluti sei mesi per riuscire a portare a termine la lettura di questo libro di sole 50 pagine, certo è che da ragazzo Kafka dev'essere stato davvero molto male per rimuginare gi ...continua

    Troppo depressivo, rancoroso, doloroso, insostenibile e difficile da digerire. Ho fatto una fatica bestiale, mi ci sono voluti sei mesi per riuscire a portare a termine la lettura di questo libro di sole 50 pagine, certo è che da ragazzo Kafka dev'essere stato davvero molto male per rimuginare giornate intere su ogni singola frase detta dal padre e ricordarsene dopo anni.

    ha scritto il 

  • 5

    “la gratitudine dei figli”

    Una lettera, per l'esigenza dolorosa di esprimere il proprio stato di figlio cresciuto. Il raccontarsi con la possibilità di pausa e riflessione che la scrittura permette, per comunicare i sentimenti che a voce non sempre si riescono a dire,con il desiderio di chiarimento in una condivisione di u ...continua

    Una lettera, per l'esigenza dolorosa di esprimere il proprio stato di figlio cresciuto. Il raccontarsi con la possibilità di pausa e riflessione che la scrittura permette, per comunicare i sentimenti che a voce non sempre si riescono a dire,con il desiderio di chiarimento in una condivisione di un vissuto, diviso per ideali e forme. Ma. Il figlio ha lo sguardo ad altezza d'uomo e tende una mano al padre che dall'alto del suo credo giudica.
    Difficile l'interpretazione di un qualsiasi pensiero senza preconcetti. La prova di un dialogo è già una vittoria, in un contesto in cui il malessere guida il vivere. Dovremmo scrivere tutti delle lettere ai nostri cari.

    ha scritto il 

  • 4

    I rapporti genitori-figli sono sempre una faccenda delicata.
    La cosa brutta è che nessuno ha mai veramente torto, perché tutti hanno sempre ragione: da una parte c'è la sacrosantissima volontà di proteggere e indirizzare le persone a cui vogliamo più bene al mondo, dall'altra c'è l'ancor pi ...continua

    I rapporti genitori-figli sono sempre una faccenda delicata.
    La cosa brutta è che nessuno ha mai veramente torto, perché tutti hanno sempre ragione: da una parte c'è la sacrosantissima volontà di proteggere e indirizzare le persone a cui vogliamo più bene al mondo, dall'altra c'è l'ancor più sacrosanto desiderio di poter vivere la propria vita.
    La cosa ideale sarebbe potersi mettere a tavolino a riempirsi di parolacce finché non si raggiunge un ragionevole compromesso. Così, in tutta serenità e nel pieno rispetto e comprensione dell'altro.

    ha scritto il 

  • 3

    Se non fosse stato perché una lettera a mio padre non l'ho mai scritta, non sarei stata attratta da quella di Kafka al suo di padre.
    Alcune confessioni di fragilità dovrebbero restare nei cassetti.

    ha scritto il 

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