Lettera al padre - Gli otto quaderni in ottavo

Di

Editore: Mondadori

3.9
(2502)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 179 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8804387904 | Isbn-13: 9788804387909 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Traduttore: Anita Rho , Italo Alighiero Chiusano ; Prefazione: Roberto Fertonani

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Nella "Lettera al padre" Kafka analizza con toccante sincerità la storia del suo dissidio con il genitore, la cui figura prorompente e vitale non riesce a essere un modello per Franz, prima bambino intimorito, poi ragazzo fragile e sensibile, e infine uomo che vive soltanto delle proprie "idee sublimi". Vero e proprio atto di accusa nei confronti di un certo tipo di educazione, perfettamente rappresentata dal padre, che impone le sue regole senza possibilità di appello, quest'opera si propone nel contempo anche come un messaggio di sconsolato rimpianto per un'intesa disperatamente cercata e mai raggiunta."Gli otto quaderni in ottavo", raccolta di scritti vari che, accanto a note di diario, contiene aforismi di carattere religioso e filosofico, conferma - come le "Considerazioni sul peccato, il dolore, la speranza e la vera via" che chiudono questo volume - l'immagine che del mondo di Kafka possiamo trarre dai romanzi, dai racconti, dai diari, ma ciò che distingue la raccolta è lo sforzo di ridurre un groviglio di sensazioni e di idee al massimo di chiarezza razionale possibile.
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  • 5

    Lettera di Franz Kafka al proprio padre-padrone: mai spedita, peraltro, e traboccante odio/amore per un genitore anaffettivo e lontano.
    Quel che mi ha particolarmente colpito di questa lunga missiva n ...continua

    Lettera di Franz Kafka al proprio padre-padrone: mai spedita, peraltro, e traboccante odio/amore per un genitore anaffettivo e lontano.
    Quel che mi ha particolarmente colpito di questa lunga missiva non è tanto la sequela di rimproveri che Franz rivolge al padre (l'autoritarismo, la mancanza di dialogo, talvolta la prevaricazione) quanto -alla fine- la negazione di tutto questo.
    E' un padre che impartisce insegnamenti e li trasgredisce; pretende il rispetto per il galateo e si lascia andare a volgarità indicibili; vorrebbe inculcare i precetti e l'adesione all'ebraismo e -tranne sporadici casi- se ne infischia bellamente.
    In buona sostanza a Franz è mancato il maestro, la figura esemplare, l'uomo coerente tra principi e comportamenti. Ed il rimprovero vero che il figlio fa al padre non è di essere stato eccessivamente autoritario o prepotente o crudele, ma "cedevole con se stesso", incapace di porsi come modello e punto di riferimento.
    Un cattivo maestro, diremmo oggi.

    ha scritto il 

  • 4

    Un po' "pesa"(*)

    Caro Franz, scusa se ti chiamo confidenzialmente così, ma mi sei tanto caro, ti cito spesso ogni volta che devo affrontare un iter burocratico, così che ti sento ormai uno di famiglia.
    Però questa let ...continua

    Caro Franz, scusa se ti chiamo confidenzialmente così, ma mi sei tanto caro, ti cito spesso ogni volta che devo affrontare un iter burocratico, così che ti sento ormai uno di famiglia.
    Però questa lettera al padre mi ha lasciato un po' lì.
    Ammetto, da quello che racconti tuo padre doveva essere davvero un bello stronzo, ma alla fine, scusa, gli hai scritto queste pagine all'età di 46 anni. Ormai era ora di metterci un bella pietra sopra, non trovi? Senza contare che lui ne avrebbe avuti 67. Insomma: lui pestifero ma tu rancoroso e vendicativo. Del resto i padri di allora erano più o meno così, di quelle figure che non ci sono più, mica come quei padri di oggi che sono più infantili dei loro figli. Non per rimpiangerli, tranquillo, ma forse era il caso di farsi aiutare un po', qualche seduta da uno strizzacervelli ti avrebbe più giovato che tenersi dentro tutto quel rancore per anni. Chissà se gliel'hai mandata per davvero poi, dopo averla scritta, questa lettera, oppure ti è rimasta come spesso accade nel cassetto, ed è bastata scriverla per liberarti almeno un po' di un peso che ti opprimeva da sempre.
    Comunque alla fine l'ho trovata un po' "pesa", come si dice da queste parti per dire che è "pesante". Coraggio, la vita va avanti, e non si può per tutta la vita dar la colpa ai padri, (o alle madri). Fattene una ragione e lasciati tutto alle spalle.
    Dammi retta: è la cosa migliore.
    Tua Gattalucy

    ha scritto il 

  • 1

    Pesante

    Da questa lettera emerge l'immagine di un uomo pesante, lamentoso e noioso, che accusa il padre ma senza avere il coraggio di farlo appuntamento.
    Ho trovato la lettura veramente lenta e, nonostante po ...continua

    Da questa lettera emerge l'immagine di un uomo pesante, lamentoso e noioso, che accusa il padre ma senza avere il coraggio di farlo appuntamento.
    Ho trovato la lettura veramente lenta e, nonostante possa aver avuto le sue ragioni, ho davvero difficoltà a simpatizzare per Kafka.

    Per la recensione completa:
    http://unlibronelcassetto.blogspot.it/2016/08/recensione-lettera-al-padre-di-franz.html

    ha scritto il 

  • 5

    Alzi la mano colui che, leggendo queste pagine, non ha sentito torcersi le budella.
    E dico, conosco più donne che uomini che avrebbero voluto scrivere altrettanto a un loro genitore (o per lo meno, ch ...continua

    Alzi la mano colui che, leggendo queste pagine, non ha sentito torcersi le budella.
    E dico, conosco più donne che uomini che avrebbero voluto scrivere altrettanto a un loro genitore (o per lo meno, che altrettanto hanno vissuto), generalmente figlie uniche con madri "ingombranti". Mi chiedo come possa un genitore essere così ottuso da umiliare di continuo un figlio per puro egocentrismo, per il proprio inconsapevole compiacimento, spacciado spesso le indebite ingerenze per "troppo amore"

    ha scritto il 

  • 4

    Uno che ci aveva raccontato della sua trasformazione in uno scarafaggio come di una grottesca normalità, con tanta abilità da farci temere che una mattina o l'altra sarebbe successo anche a noi, non p ...continua

    Uno che ci aveva raccontato della sua trasformazione in uno scarafaggio come di una grottesca normalità, con tanta abilità da farci temere che una mattina o l'altra sarebbe successo anche a noi, non poteva certo aver avuto un'infanzia felice. Ho provato un forte amore per il Kafka uomo leggendo queste pagine, che è andato ad unirsi all'ammirazione per il Kafka autore e ho pensato che alla fine ci è andata bene pure a noi, che siamo qua e possiamo leggere le opere di questo "inetto", di questo "debole", di questo "uomo inadeguato alla vita" che ha saputo trovare una sua divina dimensione.
    Ecco quello che può succedere quando il Padre significa solo legge e non desiderio, l'opzione numero due, quando il figlio non cede alla supina sottomissione e all'annientamento, è che vi spacchi la faccia. Quindi prima di fare i padri-padroni pensateci bene dai...che di Dio ce n'è stato uno solo ed è morto. :-)

    ha scritto il 

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