Lettera al padre - Gli otto quaderni in ottavo

Di

Editore: Mondadori

3.9
(2434)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 179 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: 8804387904 | Isbn-13: 9788804387909 | Data di pubblicazione:  | Edizione 5

Traduttore: Anita Rho , Italo Alighiero Chiusano ; Prefazione: Roberto Fertonani

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Biografia , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Nella "Lettera al padre" Kafka analizza con toccante sincerità la storia del suo dissidio con il genitore, la cui figura prorompente e vitale non riesce a essere un modello per Franz, prima bambino intimorito, poi ragazzo fragile e sensibile, e infine uomo che vive soltanto delle proprie "idee sublimi". Vero e proprio atto di accusa nei confronti di un certo tipo di educazione, perfettamente rappresentata dal padre, che impone le sue regole senza possibilità di appello, quest'opera si propone nel contempo anche come un messaggio di sconsolato rimpianto per un'intesa disperatamente cercata e mai raggiunta."Gli otto quaderni in ottavo", raccolta di scritti vari che, accanto a note di diario, contiene aforismi di carattere religioso e filosofico, conferma - come le "Considerazioni sul peccato, il dolore, la speranza e la vera via" che chiudono questo volume - l'immagine che del mondo di Kafka possiamo trarre dai romanzi, dai racconti, dai diari, ma ciò che distingue la raccolta è lo sforzo di ridurre un groviglio di sensazioni e di idee al massimo di chiarezza razionale possibile.
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  • 5

    Alzi la mano colui che, leggendo queste pagine, non ha sentito torcersi le budella.
    E dico, conosco più donne che uomini che avrebbero voluto scrivere altrettanto a un loro genitore (o per lo meno, ch ...continua

    Alzi la mano colui che, leggendo queste pagine, non ha sentito torcersi le budella.
    E dico, conosco più donne che uomini che avrebbero voluto scrivere altrettanto a un loro genitore (o per lo meno, che altrettanto hanno vissuto), generalmente figlie uniche con madri "ingombranti". Mi chiedo come possa un genitore essere così ottuso da umiliare di continuo un figlio per puro egocentrismo, per il proprio inconsapevole compiacimento, spacciado spesso le indebite ingerenze per "troppo amore"

    ha scritto il 

  • 4

    Uno che ci aveva raccontato della sua trasformazione in uno scarafaggio come di una grottesca normalità, con tanta abilità da farci temere che una mattina o l'altra sarebbe successo anche a noi, non p ...continua

    Uno che ci aveva raccontato della sua trasformazione in uno scarafaggio come di una grottesca normalità, con tanta abilità da farci temere che una mattina o l'altra sarebbe successo anche a noi, non poteva certo aver avuto un'infanzia felice. Ho provato un forte amore per il Kafka uomo leggendo queste pagine, che è andato ad unirsi all'ammirazione per il Kafka autore e ho pensato che alla fine ci è andata bene pure a noi, che siamo qua e possiamo leggere le opere di questo "inetto", di questo "debole", di questo "uomo inadeguato alla vita" che ha saputo trovare una sua divina dimensione.
    Ecco quello che può succedere quando il Padre significa solo legge e non desiderio, l'opzione numero due, quando il figlio non cede alla supina sottomissione e all'annientamento, è che vi spacchi la faccia. Quindi prima di fare i padri-padroni pensateci bene dai...che di Dio ce n'è stato uno solo ed è morto. :-)

    ha scritto il 

  • 4

    Si tratta del primo Kafka che leggo e ne sono rimasta incantata. Ha saputo in un certo qual modo leggermi dentro e descrivere meravigliosamente situazioni che ho vissuto e pensieri che ancora oggi mi ...continua

    Si tratta del primo Kafka che leggo e ne sono rimasta incantata. Ha saputo in un certo qual modo leggermi dentro e descrivere meravigliosamente situazioni che ho vissuto e pensieri che ancora oggi mi tormentano. Proprio per questo è stata una lettura piuttosto difficile da affrontare ma liberatoria. Leggerò sicuramente altro.

    ha scritto il 

  • 0

    Kafka voleva intitolare tutta la sua opera: Tentazioni di evasione dalla sfera paterna. Non dobbiamo ingannarci su questo punto: Kafka non volle mai evadere veramente. Egli voleva piuttosto vivere nel ...continua

    Kafka voleva intitolare tutta la sua opera: Tentazioni di evasione dalla sfera paterna. Non dobbiamo ingannarci su questo punto: Kafka non volle mai evadere veramente. Egli voleva piuttosto vivere nella sfera, come un escluso. Sapeva in partenza di essere estromesso. Non si può dire che egli fosse estromesso dagli altri, non si può dire che egli si estromettesse da sé. Si comportava semplicemente in modo da rendersi insopportabile all'ambiente dell'attività utilitaria, industriale e commerciale; voleva restare nell'infantilità del sogno. Questo tipo di evasione differisce sostanzialmente da quella presa in considerazione dalle cronache letterarie: è una evasione fallita. Di più, una evasione che deve, che vuole fallire. Ciò che manca alla comune evasione, che così si limita a una forma di compromesso, di smargiassata, è un sentimento di colpa profondo, di violazione di una legge indistruttibile, è la lucidità di una coscienza impietosa di sé. L'evadente delle cronache letterarie è un dilettante pago di divertire; egli non è ancora libero, non lo è nel senso forte della parola, in cui la libertà è sovrana. Si deve ora precisare l'atteggiamento di Kafka e dichiarare il suo carattere estremistico. Non soltanto egli doveva essere riconosciuto dall'autorità meno capace di riconoscerlo (poiché – lo aveva deciso senza esitazioni – egli non avrebbe ceduto), ma non ebbe mai l'intenzione di abbattere questa autorità, e neanche di opporlesi. Egli non volle opporsi a questo padre che gli toglieva la possibilità di vivere; non volle essere, a sua volta, adulto e padre. Condusse a suo modo una lotta accanita per entrare nella società del padre con pienezza di diritti, ma avrebbe accettato di riuscire soltanto a una condizione: di restare il bimbo irresponsabile che era. Combatté senza tregua, fino all'ultimo respiro, una lotta disperata.

    (Georges Bataille, Kafka)

    ha scritto il 

  • 5

    ... Nudo...

    E' così che ti incontro per la prima volta Franz:nudo.
    Spoglio di sovrastrutture,di veli atti a celare sentimenti.
    Mi sento a disagio a leggere le tue parole perchè così sentite, così private, così tu ...continua

    E' così che ti incontro per la prima volta Franz:nudo.
    Spoglio di sovrastrutture,di veli atti a celare sentimenti.
    Mi sento a disagio a leggere le tue parole perchè così sentite, così private, così tue, che mi sembra di aver invaso il tuo intimo.
    Nemmeno tuo padre,il vero destinatario della lettera l'ha mai letta ed io sono un pò in difficoltà di fronte alla tue parole, anzi ai tuoi sentimenti.
    Alle volte anch'io scrivo delle lettere ma non le consegno mai, diventano così mie che non riesco più a separarmene.
    Da ragazza avevo un quaderno viola in cui scrivevo poesie,pensieri sull'amore,sulla solitudine;i miei affetti. E' stato letto,senza il mio consenso e mi sono sentita violata,umiliata.
    Per questo provo quasi vergogna ad aver letto le tue parole, ad esserti entrata nell'anima senza averne il permesso. Ti chiedo scusa, Franz.
    Non voglio giudicare tuo padre perchè in fondo non lo fai nemmeno tu, anzi lo accusi ma poi ti preoccupi di esaltare i suoi lati positivi e infine riconduci a te tutte le colpe. Non posso giudicare quell'uomo per te misura di tutte le cose, non lo accetteresti.
    Che infanzia difficile hai avuto,Franz,, non tanto per l'autorevolezza di tuo padre ma per il dolore che ti ha causato la mancanza di dialogo,per l'insicurezza,l'inadeguatezza che ti si è radicata dentro, per il senso di colpa che hai provato poi per tutta la vita.
    "Da ogni parte mi ritrovavo ad essere colpevole di fronte a te".
    Perchè se tuo padre era "dotato di forza,salute,potenza di voce, capacità oratoria,senso di superiorità,tenacia,presenza di spirito,conoscenza degli uomini,irascibilità";dall'altra parte c'era un bambino pauroso desideroso di trovare l'affetto del del padre "Non tutti i bambini hanno la resistenza e il coraggio di cercare l'affetto e non trovarlo".
    E tu, Franz, un incontro con tuo padre, uno sguardo di comprensione, non l'hai mai avuto. " Hai anche un modo particolarmente bello,e molto raro a vedersi, di sorridere:placido, contento e promettente, che può rendere felice colui al quale è diretto.Non ricordo che nella mia infanzia mi sia stato espressamente rivolto".

    Un libro pieno di emozioni, da leggere assolutamente ma solo se si è pronti a vedere a nudo l'autore, a scavare nel suo intimo.

    ha scritto il 

  • 2

    Nonostante alcuni passaggi, ed alcune metafore, siano piuttosto interessanti ed incisivi, non sono riuscita ad appassionarmi a questa lettera, forse, semplicemente, perchè troppo intima. Ho trovato di ...continua

    Nonostante alcuni passaggi, ed alcune metafore, siano piuttosto interessanti ed incisivi, non sono riuscita ad appassionarmi a questa lettera, forse, semplicemente, perchè troppo intima. Ho trovato diverse difficoltà ad andare avanti e concentrarmi sulla lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    «Incomprensibile mi è sempre stata la tua totale mancanza di sensibilità per il dolore e la vergogna che potevi infliggermi con le tue parole e i tuoi giudizi; era come se non avessi la benchè minima idea del tuo potere.»

    Ebbene sì, il mio primo Kafka.
    Un primo approccio molto intimo, molto personale, a cuore aperto: perchè di questo si tratta.
    Kafka -un po' come il Wilde del "De profundis"- in una lettera non troppo l ...continua

    Ebbene sì, il mio primo Kafka.
    Un primo approccio molto intimo, molto personale, a cuore aperto: perchè di questo si tratta.
    Kafka -un po' come il Wilde del "De profundis"- in una lettera non troppo lunga (e mai spedita, tra l'altro!) rivela al padre tutte le incomprensioni del loro tortuoso rapporto.
    Penso che non sia un libro per tutti, chi non ha vissuto certe situazioni forse non può capire a pieno il dolore che emerge dalle righe scritte da Kafka, la paura, il fallimento che spesso ha provato nei confronti di suo padre, colui che più di tutti avrebbe dovuto incoraggiarlo e mai svilirlo.

    «Anch'io sicuramente ti ho fatto soffrire con le mie parole, ma l'ho sempre saputo, e mi dispiaceva, ma non riuscivo a dominarmi, me ne pentivo già mentre lo dicevo. Tu invece con le tue parole colpivi indiscriminatamente, non ti dispiaceva per nessuno, nè durante nè dopo, contro di te si era completamente disarmati».

    ha scritto il 

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