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Lettera sulla felicità

Di

Editore: Stampa Alternativa

4.0
(1876)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 32 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8872260604 | Isbn-13: 9788872260609 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Curatore: Angelo Maria Pellegrino ; Contributi: Diogene Laerzio

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Non-fiction , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Ultima di tre lettere indirizzate a tre amici e opera tra le poche superstiti della vastissima produzione di Epicuro, quella sulla felicità contiene una sintesi chiara ed essenziale della dottrina etica del filosofo greco. Una dottrina volta alla ricerca del piacere come principio e fine della felicità; che insegna a non temere la divinità e la morte, che esorta a guardarsi dai piaceri che arrecano noia, che consiglia di non fuggire ogni dolore indistintamente.
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  • 4

    A distanza di tanto tempo è in grado lo stesso di darci importanti lezioni di vita. Davvero significativi i moniti e i consigli sulla morte e anche sul piacere, che è per epicuro semplicemente l'assenza di dolore o di turbamento dell'animo. Un passo poi che mi ha colpito particolarmente è questo ...continua

    A distanza di tanto tempo è in grado lo stesso di darci importanti lezioni di vita. Davvero significativi i moniti e i consigli sulla morte e anche sul piacere, che è per epicuro semplicemente l'assenza di dolore o di turbamento dell'animo. Un passo poi che mi ha colpito particolarmente è questo "Riteniamo un gran bene il bastare a se stessi [...] sapersi abituare a un cibo semplice e non costoso [..] rende l'uomo più solerte nelle varie incombenze della vita ; e quando di tanto in tanto, facciamo delle eccezioni, le apprezziamo meglio e siamo più forti davanti agli scherzi del destino." direi un po il vivere parvo che predicava Orazio, la condizione di autosufficienza, che condivido in pieno: non rinunciare ai sogni, ma sapersi accontentare pur rimanendo ambiziosi, direi che è un ottimo stile di vita, anche perchè, come sottolinea epicuro, quando ci concediamo/ci viene concesso qualcosa di più rispetto al normale, ce lo godiamo ancora di più

    ha scritto il 

  • 3

    Il pensiero dietro la censura

    Epicuro è autore attualissimo, e le sue riflessioni potrebbero aiutarci a considerare meglio il nostro stato attuale e a non giudicare ogni forma di edonismo con il consueto moralismo superficiale. E il solo fatto che quasi tutte le opere di Epicuro siano state volutamente distrutte dovrebbe invo ...continua

    Epicuro è autore attualissimo, e le sue riflessioni potrebbero aiutarci a considerare meglio il nostro stato attuale e a non giudicare ogni forma di edonismo con il consueto moralismo superficiale. E il solo fatto che quasi tutte le opere di Epicuro siano state volutamente distrutte dovrebbe invogliarci a rivalutarne il pensiero e la sua importanza.

    ha scritto il 

  • 3

    concetti universali

    Niente da eccepire, alcuni pensieri sono condivisibili e attuali ancora oggi, a distanza di duemila anni e nonostante siano profondamente cambiati la società, la cultura e il mondo stesso. Eppure gli aneliti, le tensioni dell’animo umano sono e rimangono universali, quindi non si può che chiudere ...continua

    Niente da eccepire, alcuni pensieri sono condivisibili e attuali ancora oggi, a distanza di duemila anni e nonostante siano profondamente cambiati la società, la cultura e il mondo stesso. Eppure gli aneliti, le tensioni dell’animo umano sono e rimangono universali, quindi non si può che chiudere questa breve lettera in perfetto accordo con quello che espresse questo grande filosofo greco, noto per la sua benevolenza e magnanimità oltre che per l’intelligenza e la profondità di pensiero.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ennesima conferma ..

    .. che la felicità è dentro ognuno di noi,che si alimenta di sorrisi,di amore,amicizia e di tutto ciò che più ci porta piacere.

    Qualità e non quantità,l'ho sempre detto e sempre lo dirò..

    ha scritto il 

  • 4

    “La necessità è irresponsabile, la fortuna instabile, invece il nostro arbitrio è libero, per questo può meritarsi biasimo o lode.”


    Un bel pomeriggio mia sorella se n’è arrivata a casa con questo libretto di circa trenta pagine, trovato tra gli scaffali della Feltrinelli e pagato ...continua

    “La necessità è irresponsabile, la fortuna instabile, invece il nostro arbitrio è libero, per questo può meritarsi biasimo o lode.”

    Un bel pomeriggio mia sorella se n’è arrivata a casa con questo libretto di circa trenta pagine, trovato tra gli scaffali della Feltrinelli e pagato solo un euro. La prima cosa che ho pensato – complice anche il mio amore per la filosofia – è che pubblicare piccoli tesori come questo ad un prezzo realmente accessibile sia quantomeno di buon auspicio per l’editoria italiana.

    Ma veniamo al contenuto. Si tratta di un breve riassunto di tutta quella che è la filosofia epicurea che, ricordiamo, aveva come obiettivo quello di fornire all’uomo gli strumenti per condurre una vita felice.

    Nella sua lettera all’amico Meceneo, Epicuro ricorda come anzitutto ad ostacolare la felicità dell’uomo siano i timori superstiziosi legati alla religione: difatti secondo il filosofo, gli dei non esistono e se esistono non sono assolutamente interessati alle vicende e alle sorti dell’umanità. Si va quindi ad affermare l’importanza della libera scelta e della responsabilità dell’uomo di fronte alle proprie azioni. Uomo che per poterle scegliere in modo adeguato non può fare altro che affidarsi alla propria natura, seguendo il piacere e rifuggendo il dolore.

    Il secondo aspetto fondamentale della filosofia epicurea che ritroviamo in questo breve scritto è il timore della morte (una tematica peraltro a me molto cara). Epicuro sostiene infatti che l’essere umano sbaglia a temerla: non esistendo vita ultraterrena, la morte è la semplice cessazione del nostro essere, dunque un qualcosa di cui noi non potremo mai avere esperienza; finché abbiamo esperienza siamo vivi e non morti e quando la morte sopraggiunge, noi non siamo più lì ad attenderla. Che gran consolazione se avessimo la certezza che sia realmente così!

    Infine il testo si chiude con una sorta di avvertimento: non tutti i piaceri sono necessari, ma anzi alcuni sono non solo non necessari, ma anche non naturali e l’uomo deve ben guardarsi da questi ultimi perché possono condurre a preoccupazioni ed infelicità.

    L’unica perplessità che ho nei confronti di questo libro è, sono sincera, relativa alla quarta di copertina. Difatti Epicuro viene descritto come “il filosofo veramente amico” senza specificare le motivazioni di questa affermazione (non ritrovabili nemmeno all’interno del breve testo) e dando quasi l’impressione che egli possa essere definito tale solo perché ha scritto una lettera ad un amico (per Epicuro – è bene ricordare – l’amicizia era il valore da ricercare costantemente perché l’unico in grado di generare il piacere autentico, dato dalla possibilità di cercare e frequentare persone affini). Ancora meno mi sono piaciuti i termini assolutistici che definiscono il filosofo come il “più amato e odiato di tutti i tempi, senz’altro il più mistificato, equivocato, vilipeso”. Ora. Non esageriamo. Se consideriamo che filosofi a lui precedenti hanno fatto una fine ben peggiore a causa delle loro idee, be’ direi che questa è, a tutti gli effetti, una grossa baggianata. D’accordissimo sul ruolo giocato dalla sua filosofia rispetto alla successiva corrente cristiana, ma anche in questo caso non userei termini di certezza e verità assolute.

    ha scritto il 

  • 4

    così poco e così tanto

    perline di saggezza in questa letteruzza inviata a un amico, che restano sempre attuali, ma quantomai difficili da seguire

    la bio finale è interessante perché mostra un epicuro assai diverso dall'iconografia abituale: un antico bohemien gozzovigliatore

    ha scritto il 

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