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Letteratura e mito

Di

Editore: Einaudi

4.2
(32)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 216 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806162462 | Isbn-13: 9788806162467 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    arrivare in fondo è stata un'impresa: libro per addetti ai lavori, non certo per autodidatti come il sottoscritto, che spesso si è perso.
    però si resta ammirati difronte alla vasta cultura di jesi, si rimane con la voglia di leggere (o rileggere) certi libri, si afferrano spunti che invitan ...continua

    arrivare in fondo è stata un'impresa: libro per addetti ai lavori, non certo per autodidatti come il sottoscritto, che spesso si è perso.
    però si resta ammirati difronte alla vasta cultura di jesi, si rimane con la voglia di leggere (o rileggere) certi libri, si afferrano spunti che invitano non poco a riflettere.

    ha scritto il 

  • 0

    Rivoluzionario... per pochi!

    Furio Jesi mostra anche in questo libro la sua dote principale e, purtroppo anche il suo principale difetto.
    La dote è la cultura veramente mostruosa sia per vastità che profondità, spaziando dallo studio dei miti alla letteratura contemporanea.
    Questa dote è ancora più stupefacente in ...continua

    Furio Jesi mostra anche in questo libro la sua dote principale e, purtroppo anche il suo principale difetto.
    La dote è la cultura veramente mostruosa sia per vastità che profondità, spaziando dallo studio dei miti alla letteratura contemporanea.
    Questa dote è ancora più stupefacente in uno studioso morto a soli 39 anni.
    Il limite invece è la scarsa capacità di divulgazione. Gli argomenti sono sempre trattati in modo ostico, da studioso paludato che si rifiuta di scendere dalla sua torre d'avorio e di accondiscendere alle conoscenze di persone di cultura inferiore.
    Ciò ritengo particolarmente grave in un sedicente rivoluzionario che, compresi in modo brillante i meccanismi dell'uso strumentale delle mitologie, dovrebbe aiutare tutti, veramente tutti, a smascherarli nella politica, nella pubblicità, nella religione burocratica etc.

    ha scritto il 

  • 4

    Pur se focalizzato su un gruppo ristretto di autori (Rilke,Mann,Pavese e, in coda,Pound e Apuleio), è una raccolta di saggi ricchi di interessanti spunti di riflessione e che possono essere utili nello studio di altri scrittori.

    ha scritto il 

  • 2

    Invischiato in varie altre letture (vedasi l'ormai perniciosa abitudine di leggere gl'inserti letterari dei quotidiani), ci ho messo un po' di tempo a compiere il periplo di questa raccolta di saggi su letteratura e mito. Peraltro la materia è anche ardua, stante comunque dentro a una trattazione ...continua

    Invischiato in varie altre letture (vedasi l'ormai perniciosa abitudine di leggere gl'inserti letterari dei quotidiani), ci ho messo un po' di tempo a compiere il periplo di questa raccolta di saggi su letteratura e mito. Peraltro la materia è anche ardua, stante comunque dentro a una trattazione linguisticamente limpida e necessaria, senza vezzi o arcaismi che a volte piacciono ai saggisti d'Italia. Ma aspetta... non è esattamente che la materia in sé sia poi tanto ardua, è piuttosto che codesti saggi turbinano, ecco sì turbinano in un una sorta di furente aggregare. In altre parole, partono da qui per arrivare presumibilmente là, solo che la strada che percorrono è tortuosa, al punto che ci si perde un poco dentro, fino a che il presunto "là" che si doveva raggiungere diventa addiorittura aleatorio. Questo lo si avverte in particolare nei due interessanti saggi pavesiani, "Cesare Pavese, il mito e la scienza del mito" e "Cesare Pavese dal mito della festa al mito del sacrificio". Il primo soprattutto è una cavalcata a base di Kerenyi (Kerenyi nume tutelare di Jesi), Frobenius, Stefan George, Rilke, "Germania segreta" che alla fine lascia ebbri e anche, magari, senza direzione. Il fatto che Pavese abbia letto con attenzione questi autori mi pare non illuminare in maniera inedita o convincente la sua opera. Resta infine che le tematiche del mito e della conseguente mitologia mi lasciano abbastanza freddo, generandomi inoltre una sensazione di vaga inconsistenza, questo vieppiù quale strumento d'indagine dell'opera letteraria.
    La cultura e la geniale precocità di Furio Jesi, questo giovane, fecondo pensatore mancato troppo presto, rimangono comunque fuori discussione.

    ha scritto il 

  • 5

    Il fascino del mito e la preoccupazione che esso desta. Perché il mito può divenire non genuino, artificiale, e servire a scopi aberranti (il “mito tecnicizzato”, secondo K. Kerényi).
    Splendide (e anche ricche di informazioni) le pagine su Pavese.

    ha scritto il 

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