Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Lettere a Missy

Di

Editore: Archinto

3.5
(6)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 217 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8877685611 | Isbn-13: 9788877685612 | Data di pubblicazione: 

Ti piace Lettere a Missy?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Nella tumultuosa vita sentimentale di Colette, accanto ai tre mariti (Henry Gauthier-Villars alias Willy, Henry de Jouvenel e Maurice Goudeket), la marchesa de Morny (detta Missy) occupa un posto particolare. Di nobili natali, dopo un matrimonio combinato con un aristocratico durato pochi anni, Missy si ritrova in possesso di un'immensa fortuna e, in spregio di tutte le convenzioni, decide di affermare la propria mascolinità: porta i capelli corti, veste in completo da uomo, calza stivali troppo grandi imbottendoli di fogli di giornale, fuma il sigaro e si fa chiamare Max o zio Max. La corrispondenza inizia nel 1907, quando Colette si separa da Willy. In questi anni, che vanno annoverati tra i più difficili della scrittrice, Missy porta dolcezza e conforto e al contempo un sostegno materiale. Ma da bambina incorreggibile, viziata, collerica qual è, Colette mal si adatta all'inguaribile malinconia dell'amica. Se le lettere che le scrive parlano di amore e di passione, lasciano anche presagire che, mossa da un impulso naturale, non ci metterà molto a lasciare questa figura materna, come aveva fatto con la vera madre, Sido. Quando, nel dicembre del 1931 sul "Gringoire" inizia la pubblicazione di "Ces plaisirs...", nel cuore del racconto si profila una maestosa ed enigmatica figura chiamata la Cavallerizza.
Ordina per
  • 4

    Lettres à Missy

    In copertina : Colette e Missy in scena al Moulin Rouge nel 1906.


    La marchesa Mathilde de Morny , Missy , aveva dieci anni più di Colette e nobilissimi natali : quarta e ultima figlia del duca di Morny , questi era fratellastro di Napoleone III e sposò una principessa russa, Sophie, co ...continua

    In copertina : Colette e Missy in scena al Moulin Rouge nel 1906.

    La marchesa Mathilde de Morny , Missy , aveva dieci anni più di Colette e nobilissimi natali : quarta e ultima figlia del duca di Morny , questi era fratellastro di Napoleone III e sposò una principessa russa, Sophie, conosciuta a Pietroburgo . Missy si sposò a sua volta con il marchese de Belbeuf, nel 1881 e divorziò nel 1903 riprendendosi il suo nome ma mantenendo il titolo nobiliare. Voleva rompere con il suo ambiente mantenendone i privilegi e le risorse economiche e ci riuscì. A quarant’anni aveva una pessima reputazione. Vestiva da uomo, si truccava da uomo in un’ epoca in cui le donne dovevano avere l’autorizzazione per potere portare i pantaloni. Portava capelli corti , cappello maschile e baffi finti . Naturalmente era uno dei bersagli preferiti dalla stampa satirica. Il luogo è la Parigi dei pittori, dei poeti e dei letterati che sperimentano la modernità e il periodo è quello dei due decenni a cavallo tra ‘800 e ‘900. La Belle Epoque è il tempo dove il bel mondo e il demi monde , l’ aristocrazia e la nuova borghesia si incontrano nei salotti mondani e letterari , nei bistrò di Pigalle o al Moulin Rouge. La Belle Epoque appartiene alle bellissime bisessuali , alle maestose lesbiche dei teatri e dei salotti. Le più note : Liane de Pougy , Otero, Mistinguette. E Natalie Barney , l’Amazzone, che fece strage di cuori maschili e femminili e che arrivò a sfiorare la vita di Virginia Woolf. Ma Missy non apparteneva a quel mondo. Perché le pantere dei salotti , le lesbiche aristocratiche, le indistinte creature del demi monde vestivano abiti femminili, sontuosi, dalle ampie scollature, arricchiti da una quantità impressionante di gioielli . Tutte ostentano la loro inclinazione ma nessuna di loro ricorre al travestitismo . Missy al contrario vuole affermare la sua mascolinità. Quest’ epoca cosi intimamente corrotta e torbida , al di la delle apparenze non comprende e non ama donne come Missy . Missy è una sorta di enigma mondano e sociale che apre dolorosamente la strada alla grande questione del genere e dell’ identità sessuale .
    Ha avuto relazioni con molte donne ma quando nel 1905 entra nella vita di Gabrielle Colette, allora conosciuta come Colette Willy , dove Willy è il soprannome di Henry Gauthiers-Villars, il primo marito, per Missy non si tratterà di una infatuazione. Il matrimonio dei due mostra già crepe profonde . Il divorzio definitivo avvenne solo nel 1909.
    E’ soprattutto in questi anni, anni di ripicche, di nuovi amanti , di denunce reciproche , di lettere indignate che Colette ebbe la necessità di una figura materna accanto.In questo periodo di transizione e di incertezza Colette si trova di fronte al suo peggior nemico, la solitudine e Missy è la madre di cui ha bisogno. Di questo Colette è consapevole . Scrive : << ho soltanto un’ amica al mondo , poiché mamma è molto invecchiata e vivo lontano da lei >> Sido , con la sua meravigliosa larghezza di vedute aveva per Missy un affetto sincero e invitava la figlia a tenersela accanto." Missy è davvero deliziosa ad occuparsi tanto di te !Mi rende meno gravosa la tua lontananza" Aveva intuito il carattere di quella relazione. Scrive a Missy : " Missy, voi avete una responsabilità morale , dovete vegliare su mia figlia, ne vale la pena, vero ? ". Tra tutte le persone che la circondarono nelle varie fasi della vita fu forse la madre quella che meglio comprese il carattere della figlia. Egocentrica, amorale sono aggettivi che ben descrivono Colette . Capace di gesti generosi e di amicizie che portò avanti fino alla morte e allo stesso tempo noncurante e indifferente verso chi non le era strettamente necessario. Aveva il dono della naturalezza e un animo libero che tutto voleva sperimentare , tutto conoscere : Il senso di colpa non le apparteneva e non la sfiorava l’idea che certi suoi atti provocassero sofferenza o dolore. Dopo la sua morte detrattori e ammiratori fecero di lei ritratti diversissimi : i primi parlarono di crudeltà, i secondi di disenteressata bontà .
    A partire dall’ autunno del 1906 le due donne vano a vivere insieme e diventano un magnifico bersaglio . Colette aveva iniziato a recitare proprio nel periodo di rottura con Willy, un modo per lei, di guadagnarsi la vita. Impersonò una zingarella in una pantomima all’Olympia che andò avanti con successo da ottobre a novembre. All’Olympia si presentò sotto le sembianze seducenti e inattese di una piccola bohémienne saltellante e selvaggia, a malapena vestita di stracci che lasciavano intravedere la sua nudità . Tutta Parigi può constatare che la piccola principiante è bella, di una bellezza espressiva, strana e originale. Alla fine di novembre, in un altro teatro , la pantomima fu rappresentata con Colette nello stesso ruolo e Missy nel ruolo del ‘Pittore’ .Lo stesso spettacolo, fu presentato poi al Moulin Rouge . Non ci fu nessuno scandalo. La marchesa era << flessuosa nel suo completo di velluto nero >>, Colette << conturbante nel ruolo di zingara >>. Le due interpreti ebbero due chiamate alla ribalta e un uragano di applausi. Intanto il divorzio tra Colette e Willy , effettivo solo nel 1909, divenne un’ affare di stato, per la notorietà della coppia e il menage singolare . Un giornale ‘Le Gil-Blas’, riteneva quello scisma coniugale più importante della separazione tra Chiesa e Stato. Colette non si curava delle critiche. Si farà notare con Missy nei locali per sole donne,nei ritrovi frequentati dal mondo dello spettacolo , nei circoli letterari e nei salotti .Missy sfidava, consapevole di ciò che questo comportava, il mondo a cui apparteneva per nascita, la grande aristocrazia legata alla politica. Questa sfida le sarà letale. L’avrà saputo Colette ? Avrà capito cosa comportava per l’amica recitare con lei, accanto a lei ? Missy scrisse il soggetto di una pantomima “Rue d’Egypte” che reciterà con Colette al Moulin Rouge. Il solito giornale scandalistico riferisce di pressioni da parte di personalità del Faubourg- Saint-Germain volti a impedire che la marchesa compaia in scena. Alla domanda di un giornalista che chiede << E la gente , le sue conoscenze, con i loro pregiudizi ? >>, scatta Colette : << La marchesa di Morny è libera in tutte le sue azioni e debutterà con me il 3 gennaio , ve l’assicuro , sulla scena del Moulin-Rouge. Anche se questa notizia dovesse scatenare una rivoluzione . Lei non cederà né a suppliche né a minacce. Le piace il teatro..E farà teatro, ecco tutto…Davvero sarebbe troppo strano che il fatto di appartenere alla nobiltà francese possa impedire a una donna di fare ciò che le pare e piace . La marchesa è decisa a sfidare qualsiasi avversità (…) >>. Giorni dopo è Missy che scrive al giornale : << la nostra pantomima è…una pantomima , semplicemente, e mi permetto di sottolinearne il lato artistico >>. C’è aria di scandalo e la curiosità cresce di giorno in giorno. Il direttore del Moulin- Rouge per garantirsi un sicuro successo appone i blasoni dei Morny e dei Balbeuf sulla locandina dello spettacolo accanto al nome di Missy. A sua insaputa. La serata si fece e naturalmente fu un disastro . Il pubblico era scatenato, volavano oggetti dalle balconate, fischi e insulti coprivano l’orchestra . La politica non volle essere da meno. I Bonapartisti amici dei Morny , spalleggiati dalla claque , mostravano tutto il loro sdegno per la ‘prostituzione’ di una dei loro. Missy rinunciò alla parte ma per lei non era ancora finita. Su un giornale scandalistico, ‘il Fantasio’ un pennivendolo scriveva: << Da giovane la si sarebbe paragonata volentieri a Diana cacciatrice . La sua carnagione di giglio, gli occhi d’acqua marina, il profilo di giovane divinità, le labbra dai bordi sdegnosi su cui fluttua un pallido sorriso disincantato, il busto flessuoso, sarebbero piaciuti a La Gandara e Helleu , i ritrattisti conosciuti delle Dame di Perversione e di Beltà . Oggi Missy non è che l’ombra di se stessa. Viene additata agli stranieri, nel Viale delle Acacie , nei bar e nelle bische , quell’ asessuata erotomane dalle labbra smorte e che porta invariabilmente un cappello da sportivo e cammina stretta in una giacca di panno nero >>. Missy citò il Fantasio per diffamazione. Chiedeva 15. 000 franchi di danni e ne ebbe 25 mentre il periodico venne condannato a 25 franchi di ammenda, cifre ridicole . Missy perde su tutta la linea. Ma ha coraggio. Replica al giornale : << Al momento di firmare con il Moulin ho chiesto formalmente di recitare con lo pseudonimo “Yissim ( Missy alla rovescia ). Quindi è contro la mia volontà e a fini pubblicitari esasperati che l’amministrazione del Moulin - Rouge si è permessa di stampare sui manifesti i miei stemmi di famiglia. Del resto sono stata tenuta all’oscuro dei manifesti fino al giorno dell’affissione . Questo spiega, senza peraltro scusarla, la protesta del pubblico, che vedeva una sfida laddove io avevo pensato di interpretare una piccola pantomima, non più stupida di tante altre ….>>. Le velleità teatrali di Missy finirono qui. Se Colette non ebbe danni da questa storia , anzi ne uscì ammantata da un certo prestigio, ammirata per il coraggio e l’incantevole insolenza, per Missy non ci fu altrettanta comprensione. Fu data in pasto al pubblico delle gazzette, esclusa dalla famiglia, boicottata dai salotti aristocratici , additata al pubblico ludibrio. Sempre più spesso si recava a Rozven, in Normandia, castello che negli anni ristrutturò e regalò a Missy, comprando per sé una casa più piccola nei dintorni. «Missy, ho soltanto lei al mondo»>> proclamava Colette. << Sei tu la mia vera Ragione-di-vita>>. Colette cerca ancora il conforto di una madre . Missy la ama senza riserve, si prende cura di lei, in tournèe le paga gli alberghi più lussuosi, la conforta economicamente e moralmente. Si scrivono. ‘Amor mio adorato’, ‘mia adorata’, ‘ mia piccola Missy’, ‘mia amata che adoro’. Così iniziano le lettere di Colette , fino alla primavera del 1911. Ma nelle lettere si avverte anche l'insofferenza di Colette per le malinconie dell' amica ; chi legge ha l'impressione che la storia non durerà. Dal 1911 i loro rapporti si alterano . Colette è stanca , si allontana da lei ma senza intenzione di rompere . Vorrebbe fare di Missy la sua confidente, l’amica. C’è un’ altro uomo nella sua vita , Henry de Jouvenel che sarà il secondo marito e il padre della sua unica figlia. Missy tenta di provocare la gelosia di Colette, fingendo di incontrarsi con una giovane donna bionda , frutto della sua fantasia. Arrivando a Rozven nel maggio Colette scrive a un amico . << Che arrivo. E’ dura , si può aggiustare ma è dura >>. E’ dura. Per Colette l’amore lesbico è solo un ripiego per << donne che si rifugiano l’una tra le braccia dell’ altra per piangere e dormire , fuggire dall’ uomo spesso cattivo. E gustare, più di qualsiasi piacere, quello amaro di essere simili, deboli, dimenticate >>. Ci sarà tra di loro un vuoto di venti anni, poi le lettere riprendono , lettere di buone amiche che hanno condiviso una vita, un tempo, un amore . I vecchi rancori sono placati lasciando il posto a una profonda, sincera tenerezza.
    Missy fa ancora regali ma non sono più i gioielli sontuosi di un tempo. Lentamente ma inesorabilmente inizia il declino economico. Le donne giovani e belle per le quali ha dissipato ingenti fortune sono sostituite da giovani uomini, ancora più equivoci. Missy resta l’ultima e unica erede della sua numerosa famiglia, avrà una piccola rendita vitalizia. A Parigi occupa lo stesso appartamento in cui viveva negli anni ’20. Nessuno la cerca, nessuno la ricorda. Uno dei pochi amici parigini che vanno ancora a trovarla , Pierre Varenne ci consegna il suo ricordo : << La marchesa di Morny ormai frequentava solo i bottegai di Passy , ristoratori, modiste, manicure, venditori di quisquilie . Disgustata dalla fauna letteraria, preferiva parlare della pioggia e del tempo o di quanto fosse alto il costo della vita. La si vedeva nei cinema di quartiere. Più che altro faceva lunghe sedute , quasi prostrata , in un salone di parrucchiere della rue Franklin, guardando i bei volti femminili reclinati sotto il casco luccicante per far asciugare i capelli. Morì il 4 luglio, a 86 anni con il conforto dei sacramenti della chiesa . Parigi era ancora, per pochi giorni, occupata dai tedeschi. Le esequie ebbero luogo a Saint Honoré-d’Eylau . Alla sua sepoltura erano presenti dodici persone, otto donne e quattro uomini, tra cui Sacha Guitry che , due anni dopo , saldò il suo conto al piccolo bistrot di Rue de L’Eaux, dove lei andava a mangiare . Due mesi prima , la povera donna aveva tentato di asfissiarsi con il gas . Il secondo e ultimo tentativo ebbe facilmente ragione delle sue deboli forze. Fu dichiarata una morte accidentale >> ( dalla prefazione, pg 23 ).
    Colette non era al funerale. Un giorno evocò questo amore unico con parole toccanti : << Quando si è inontrata un’amica come la mia ( sapete come si chiama ? ), si è venuti a capo della propria vita , di un vicolo cieco felice e chiuso , dove ci si corica pacati sino alla morte. Perlomeno , è quello che spero . Non immgino più la vita senza di lei , senza il suo sorriso più triste che gaio, la sua paura delle persone cattive, quella sua voce che le somiglia..>>
    Tutti i fatti , i nomi, i luoghi sono presi da una bella e completa biografia di Colette, documentatissima. "Colette" di Claude Pichois e Alain Brunet.

    ha scritto il