Lettere a Theo

Di

Editore: Guanda

4.2
(236)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 366 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8877461926 | Isbn-13: 9788877461926 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Traduttore: Beatrice Casavecchia , Marisa Donvito ; Curatore: Massimo Cescon ; Contributi: Karl Jaspers

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , Altri , eBook

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Biografia , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
"Caro Theo": per molto tempo, dall'agosto 1872 fino al 27 luglio 1890, duegiorni prima di morire dopo essersi sparato un colpo di rivoltella, VincentVan Gogh scrisse al fratello Theo con una costanza che trova il solo terminedi paragone nell'amore che egli nutriva per lui. Per molto tempo Theo fu ilsuo unico interlocutore; sempre fu quello privilegiato, il solo cui confidò lepene della mente e del cuore. Del resto, le lettere a Theo (qui presentate inuna scelta che riprende, con qualche variante, la versione integrale apparsain Italia nel 1959) costituiscono la gran parte dell'epistolario vangoghiano.Dalla giovinezza alla piena maturità, esse ci permettono di seguire, quasiquotidianamente, la vicenda artistica e umana del grande pittore.
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  • 5

    Furore creativo

    Sorpresa dall’uomo Vincent che emerge da questo splendido epistolario.
    Le lettere hanno un po’ stravolto l’immagine di un artista troppo spesso presentato come genio capriccioso e irrequieto, ubria ...continua

    Sorpresa dall’uomo Vincent che emerge da questo splendido epistolario.
    Le lettere hanno un po’ stravolto l’immagine di un artista troppo spesso presentato come genio capriccioso e irrequieto, ubriaco e …folle. Una follia atipica e pittorica che gli ha permesso di fare dei capolavori.
    Dalle lettere emerge chiaramente l’immagine di un grande uomo, un pittore che ci porta nel suo mondo.
    In modo pacato e coerente Vincent ci parla di sé, delle sue giornate, delle sue tele, dei colori, dei suoi stati d’animo, degli entusiasmi, dell’amore, ma soprattutto della fame. Vivere ogni giorno con la preoccupazione del domani, non aver nulla da mangiare e pensare alle sue tele, ai colori…e continuare a scrivere e a dipingere. Struggenti le lettere che evidenziano questo malessere legato alle preoccupazioni quotidiane e agli scarsi successi!
    E poi…l’incontro con gli impressionisti a Parigi, il lavoro con i minatori di carbone, le delusioni , il viaggio ad Arles, il progetto di realizzare un’associazione di artisti indipendenti del sud … progetto mai realizzato.
    Sconcertante la scoperta di come l’artista si pone di fronte alla sua malattia: mostra infatti una forte consapevolezza e sembra quasi dominarla. Forse era male di vivere, desiderio di staccarsi dalla realtà pur ricercando sempre l’amore e l’amicizia.
    E’ forse follia non avere legami con la realtà, con le regole della società ?!
    Tutte le lettere semplici, intense , struggenti e passionali , oltre ad evidenziare il rapporto profondo, intimo e rispettoso con il fratello Theo che lo sosterrà sempre nella sua lotta per la pittura, rivelano la profonda sensibilità dell’artista, la sua generosità e, soprattutto il suo senso di libertà.
    Conoscevo la vita di Van Gogh, ma queste lettere mi hanno aiutato a capire più da vicino il suo pensiero, il suoi entusiasmi e quindi i suoi splendidi dipinti.
    Per me le lettere sono il modo migliore per conoscere la vita di un artista, perché sono spontanee, semplici, intense, scritte in assoluta libertà senza i vincoli delle regole che talvolta rendono artificiosa la scrittura.

    Una splendida lettura…un coinvolgimento totale tra parole e immagini .

    “cosa sono io agli occhi della gran parte della gente? Una nullità, un uomo eccentrico o sgradevole- qualcuno che non ha posizione sociale, né potrà averne mai una; in breve l’infimo degli infimi. Ebbene, anche se ciò fosse vero, vorrei sempre che le mie opere mostrassero cosa c’è nel cuore di questo eccentrico, di questo nessuno.

    “ come si diventa mediocri? Col compromesso e col fare concessioni, oggi su una questione, domani su un’altra, a seconda dei dettami del mondo- senza mai contraddire il mondo, seguendo sempre la pubblica opinione”

    “se dipingo delle contadine voglio che siano contadine: per la stessa ragione se dipingo delle prostitute, voglio che abbiano un’espressione da prostitute.”

    “avevo cominciato a firmare i quadri, ma ho smesso subito, mi sembrava troppo cretino. Su una marina c’è un’enorme firma rossa perché volevo fare una nota rossa al verde.”

    “La vista delle stelle mi fa sempre sognare”

    ha scritto il 

  • 4

    Un grande artista che è costretto ad elemosinare da un fratello generoso il minimo per vivere e dipingere. L'umanità di questo pittore e le considerazioni sulla pittura e sui suoi quadri lasciano un s ...continua

    Un grande artista che è costretto ad elemosinare da un fratello generoso il minimo per vivere e dipingere. L'umanità di questo pittore e le considerazioni sulla pittura e sui suoi quadri lasciano un senso di amarezza. Un genio che avrebbe desiderato recuperare quanto spendeva per fare un quadro e che oggi è venduto a cifre astronomiche, rendono perfettamente l'assurdità della vita!

    ha scritto il 

  • 5

    “Io penso di vedere qualcosa di più profondo, più infinito, più eterno dell'oceano nell'espressione degli occhi di un bambino piccolo quando si sveglia alla mattina e mormora o ride perché vede il sol ...continua

    “Io penso di vedere qualcosa di più profondo, più infinito, più eterno dell'oceano nell'espressione degli occhi di un bambino piccolo quando si sveglia alla mattina e mormora o ride perché vede il sole splendere sulla sua culla.”
    Vincent

    ha scritto il 

  • 5

    Ancora oggi lettere di straziante bellezza, soprattutto quelle che riguardano le sue storie d'amore in mille pezzi.

    "Dichiaro di non sapere assolutamente nulla, ma la vista delle stelle mi fa sempre ...continua

    Ancora oggi lettere di straziante bellezza, soprattutto quelle che riguardano le sue storie d'amore in mille pezzi.

    "Dichiaro di non sapere assolutamente nulla, ma la vista delle stelle mi fa sempre sognare, come pure mi fanno pensare i puntini neri che rappresentano sulle carte geografiche città e villaggi. Perché, mi dico, i punti luminosi del firmamento ci dovrebbero essere meno accessibili dei punti neri della carta di Francia? Se prendiamo il treno per andare a Tarascon oppure a Rouen, possiamo prendere la morte per andare in una stella. Ciò che però non è esatto, in questo ragionamento, è che essendo in vita non possiamo arrivare in una stella, non più di quanto, essendo morti possiamo prendere il treno".

    ha scritto il 

  • 4

    Circa vent'anni di corrispondenza, mille pensieri e preoccupazioni quotidiane, riflessioni letterarie e di vita, una passione al limite dell'ossessione per l'arte, un amore ed una gratitudine costant ...continua

    Circa vent'anni di corrispondenza, mille pensieri e preoccupazioni quotidiane, riflessioni letterarie e di vita, una passione al limite dell'ossessione per l'arte, un amore ed una gratitudine costanti verso il mondo, il desiderio di esprimere al meglio ciò che lui vede e come lui lo vede, un affetto incommensurabile nei riguardi del fratello Theo, sono gli elementi che caratterizzano questa bellissima raccolta di lettere scritte da Vincent Van Gogh.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo e affascinante, i quadri di van Gogh mi sono sempre piaciuti e questo libro è stato un arricchimento.
    Non ha senso separare van Gogh uomo dall’artista: l’uomo che cerca l’empatia, il rispet ...continua

    Bellissimo e affascinante, i quadri di van Gogh mi sono sempre piaciuti e questo libro è stato un arricchimento.
    Non ha senso separare van Gogh uomo dall’artista: l’uomo che cerca l’empatia, il rispetto, l’amore per la vita e perciò rifiuta le convenzioni sociali e le ipocrisie, è l’artista che cerca di rappresentare l’essenza di un paesaggio o di un contadino attraverso il suo sentimento, che per comprendere la realtà cerca di sentirla nella pelle esprimendola liberamente da qualsiasi concetto, astrazione o regola di rappresentazione, assolutamente pura, così com’è, in un’intensa concentrazione di colore.
    È amore per la vita in fondo: non si proietta in un altro mondo, nella metafisica, ma nelle sue opere si immerge profondamente nella realtà, vuole vivere pienamente la vita, cioè viverla pura, fino in fondo, basandosi sulla nuda realtà e sulla propria coscienza, su sentimenti autentici, non su codici prescritti. Quando qualcuno sceglie la strada della propria coscienza, della conoscenza della realtà, delle sensazioni è perché prova amore per la vita. Van Gogh poi, di animo molto più sensibile ed eccitabile della media, ha sentito con dolore la difficoltà di fare quello che voleva, ad esempio per l’opposizione della società. Con una sensibilità così forte per vedere, un tale sentimento, un senso del dovere e della coscienza così intenso che una scelta non può essere solo svolta bene, ma deve essere portata fino in fondo, fino all’estremo bianco o nero se si vuole arrivare fino alla nuda verità, il proposito di una vita onesta, vera, degna di essere vissuta non può essere semplicemente sentito come qualcosa di normale e di scontato. Diventa un impegno etico, e risolverlo è lavoro: la continua ricerca che si fa giorno per giorno per costruire qualcosa di solido e concreto, che possa essere qualcosa di buono nel mondo; senza scendere a compromessi, devi lottare e non arrenderti, perché devi raggiungere la verità assoluta, e per farlo devi sentirla. Per fare il sole vero, la luce pura che ti batte sulla pelle senza mediazione, proprio energia concentrata per fartela vedere e capire tutta, devi farlo così intenso che l’osservatore possa sentirlo, deve bruciarlo, ma affinché sia vero deve bruciare te per davvero, affinché tu scottato possa riversare nel colore il dolore fisico del raggio che ti infiamma e ti penetra dentro fino a colpirti pure l’anima, e allora quel sole diventa veramente Il sole che brucia.
    Bellissime lettere, van Gogh che parla della sua vita, delle sue idee e dell’arte alla persona a lui più cara.

    ha scritto il 

  • 0

    Van Gogh non era semplicemente un artista. Era egli stesso un'opera d'arte compiutasi nella maniera più solitaria, forte e struggente che potesse esistere.
    Se davvero c'è quel Dio in cui lui ha sempre ...continua

    Van Gogh non era semplicemente un artista. Era egli stesso un'opera d'arte compiutasi nella maniera più solitaria, forte e struggente che potesse esistere.
    Se davvero c'è quel Dio in cui lui ha sempre sperato, Vincent Van Gogh è nient'altro che la pennellata più colorata e prepotente della sua tela.

    ha scritto il 

  • 4

    'Sia nella figura che nel paesaggio vorrei esprimere non una malinconia sentimentale ma il dolore vero. In breve, voglio fare tali progressi che la gente possa dire delle mie opere "Sente profondament ...continua

    'Sia nella figura che nel paesaggio vorrei esprimere non una malinconia sentimentale ma il dolore vero. In breve, voglio fare tali progressi che la gente possa dire delle mie opere "Sente profondamente, sente con tenerezza" -malgrado la mia cosiddetta rozzezza e forse perfino a causa di essa.'

    ha scritto il 

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